
Dal 19 al 29 marzo 2026, nella Sala delle Grida del Palazzo della Borsa (via XX Settembre 44), il Comune di Genova racconta la storia di Genova attraverso la rappresentazione del territorio e la cartografia, partendo dalle sue misurazioni e disegni per arrivare alle progressive trasformazioni urbanistiche vissute tra Ottocento e primo Novecento.
Giovanni Battista Brusco è una figura poco nota, ma affascinante nel panorama della tradizione cartografica ligure. Attivo nel XVIII secolo, Brusco si inserisce in quella schiera di eruditi e copisti che, più che produrre opere completamente originali, svolsero un ruolo fondamentale nella trasmissione e conservazione del sapere geografico e storico. Il suo nome è legato in particolare alla riproduzione, avvenuta circa un secolo dopo, di una celebre mappa di Genova datata 1656, documento di grande valore per la conoscenza della città in età moderna.
La Genova del Seicento era una potenza marittima e finanziaria di primo piano, e la rappresentazione del suo spazio urbano non era solo un esercizio tecnico, ma anche un atto politico e simbolico. La mappa del 1656, realizzata in un contesto segnato da tensioni internazionali e dalla necessità di rafforzare l’identità cittadina, offriva una visione dettagliata delle mura, del porto, dei palazzi nobiliari e delle principali chiese. Non si trattava soltanto di una descrizione topografica, ma di una vera e propria dichiarazione di prestigio e potere.
È proprio questa immagine della città che Giovanni Battista Brusco decide di riprodurre nel XVIII secolo. La sua operazione non è una semplice copia meccanica: si inserisce piuttosto in una pratica diffusa all’epoca, quella della trascrizione e reinterpretazione di documenti antichi. Attraverso la sua riproduzione, Brusco contribuisce a mantenere viva la memoria di una Genova precedente ai mutamenti urbanistici e politici intervenuti nel corso del tempo.
Dal punto di vista storico, il lavoro di Brusco assume un’importanza particolare. In assenza di strumenti di riproduzione moderna, copie come la sua rappresentavano spesso l’unico modo per garantire la sopravvivenza di immagini e informazioni. Non è ovviamente raro che, in alcuni casi, le copie settecentesche siano giunte fino a noi in condizioni migliori rispetto agli originali seicenteschi, oggi perduti o deteriorati.
Inoltre, la riproduzione di Brusco può offrire agli studiosi elementi utili per comprendere non solo la Genova del 1656, ma anche lo sguardo settecentesco sul passato. Ogni copia, infatti, porta con sé inevitabili tracce del tempo in cui è stata realizzata: piccole variazioni, adattamenti grafici, o persino interpretazioni che riflettono sensibilità diverse.
In questo senso, Giovanni Battista Brusco non è soltanto un copista, ma un mediatore tra epoche. Grazie al suo lavoro, la mappa di Genova del 1656 ha attraversato il tempo, continuando a raccontare la storia della città e offrendo ancora oggi uno strumento prezioso per studiosi e appassionati.
Mappa: Giacomo Brusco, "Pianta della città di Genova", n. inv. 1124, Centro DocSAI, Collezione Topografica e Cartografica
