“Il futuro di ieri”: una mostra sulla trasformazione di Genova tra memoria, cartografia e visioni del futuro

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15/06/2026
il futuro di ieri

“Il futuro di ieri”: una mostra sulla trasformazione di Genova tra memoria, cartografia e visioni del futuro realizzata al Palazzo della Borsa, via XX Settembre 44, Genova - dal 18 Marzo al 6 Aprile 2026

La mostra fa parte del processo di disseminazione circa le scienze geospaziali e la geografia a servizio della città, promosso dall’Ufficio Sistemi Informativi Territoriali (SIT) del Comune di Genova, grazie al progetto PN Metro Plus e Città Medie del Sud 2021-2027 GE1.1.2.1.G Genova UnderOverground.

 

La visita inizia ancora prima dell’ingresso nello spazio espositivo, con il titolo della mostra: “Il futuro di ieri”. Un concetto che accompagna il visitatore lungo tutto il percorso e introduce immediatamente il tema centrale dell’esposizione, cioè il rapporto continuo tra memoria, trasformazione urbana e progettazione del futuro, attraverso la misura, l’analisi e la rappresentazione del territorio.

La mostra si lega ai temi promossi dal Tavolo della Cultura per il 2025 e 2026, e unisce l’Ottocento alle Trasformazioni Urbane con un viaggio attraverso la storia di Genova che va dal 1815 al 2126; la città e le sue trasformazioni, ma anche una riflessione sul modo in cui viene osservata, interpretata e immaginata per mezzo di mappe, dati, modelli e tecnologie.

 

L’esposizione rende visibile la crescita e la gestione della città, e si sviluppa in cinque “tempi”, divisi da imponenti portali fisici identificati da differenti colori, che guidano il visitatore nei passaggi di trecento anni di evoluzione urbana genovese.

Il primo ambiente è dedicato alla Genova antica, rappresentata dal rosso dogale. Qui la città emerge attraverso le prime forme di cartografia urbana e portuale. Le mappe raccontano una Genova costruita attorno al mare, fatta di confini, relazioni commerciali, espansioni e limiti. La cartografia appare fin dall’inizio non soltanto come rappresentazione dello spazio, ma come strumento di conoscenza e di governo.

Il percorso prosegue poi nel viola identificativo del tema dell’Ottocento nel 2025 per Genova. In questo tempo compare una delle figure centrali della mostra: Ignazio Porro. Le sue cartografie introducono una nuova profondità di lettura del territorio, fatta di stratificazioni, livelli e interpretazioni scientifiche dello spazio urbano. Le mappe non descrivono soltanto la città esistente, ma iniziano a suggerire possibilità future, diventando strumenti di analisi e progettazione.

Con il verde di ispirazione liberty dedicato all’espansione urbana, la città cambia progressivamente scala. Le trasformazioni raccontano una Genova che cresce, si amplia, modifica il proprio rapporto con gli spazi aperti, con la mobilità e con le nuove esigenze della modernità. La cartografia accompagna questa evoluzione documentando quartieri, infrastrutture e nuove forme dell’abitare.

 

Nel blu del presente, corrispondente al 2026, il linguaggio cambia radicalmente. Le mappe diventano digitali, tridimensionali, interattive. I sistemi informativi geografici (GIS) mostrano come oggi il territorio venga letto attraverso dati, simulazioni, modelli e tecnologie geospaziali avanzate.

L’ultima sezione, rappresentata dal grigio argento del futuro, introduce scenari urbani proiettati al 2126. Qui la città viene immaginata attraverso simulazioni, ipotesi progettuali e riflessioni sui temi della sostenibilità, della prevenzione e della gestione del rischio.

Nel corso del percorso emerge progressivamente anche un altro livello di lettura della mostra: quello del lavoro quotidiano che rende possibile comprendere, monitorare e amministrare il territorio urbano. Passato e presente iniziano così a dialogare non come epoche separate, ma come parti di un processo continuo fatto di analisi, progettazione, prevenzione e trasformazione.

 

Uno degli aspetti più significativi dell’esposizione è proprio la capacità di rendere visibile un lavoro spesso poco conosciuto dal pubblico. Non soltanto i risultati finali, ma anche gli strumenti, i processi e le attività che supportano quotidianamente la gestione della città.

Tra i dispositivi esposti figurano un documentario animato basato su fotografie storiche rielaborate con strumenti di intelligenza artificiale, una ricostruzione tridimensionale realizzata dall’Università di Genova a partire dalla cartografia stratificata di Ignazio Porro, video dedicati all’evoluzione urbana della città e mappe che raccontano progetti realizzati, mai costruiti o successivamente scomparsi.

Vengono presentati gli sforzi del Comune di Genova tesi alla costruzione della Digital Twin della città del soprassuolo e del sottosuolo, con alcuni progetti iconici.

Tra questi, il programma legato al gemello digitale del Cimitero Monumentale di Staglieno, nato per supportare attività di gestione, tutela e conservazione del sito, poi ampliato anche con Staglieno Virtual, con una valorizzazione che diventa riconoscimento come Luogo del Cuore FAI, ai continui studi per accrescere l’accessibilità e l’attrattività.

Tra gli altri temi, l’attenzione viene portata anche su ciò che normalmente resta nascosto, presentando i lavori prototipali svolti dal Comune di Genova per rilevare il sottosuolo tra reti di servizio e ipogei di pregio archeologico. Il visitatore viene così invitato a esplorare non soltanto ciò che osserva in superficie, ma anche su ciò che si trova sotto lo spazio urbano abitato quotidianamente.

 

A rendere possibile questo sguardo complesso contribuisce anche il Geoportale del Comune di Genova, presentato come strumento pubblico di accesso ai dati territoriali. La cartografia assume così il valore di un bene condiviso, accessibile non solo ai tecnici ma anche alla cittadinanza, diventando uno strumento di conoscenza collettiva.

La mostra evidenzia inoltre il carattere interdisciplinare del lavoro sul territorio. Università, enti, tecnici, ricercatori e amministrazioni vengono coinvolti in un racconto comune che restituisce la complessità delle competenze necessarie alla costruzione e alla gestione della città contemporanea.

 

A mostra conclusa, si può evidenziare come sia risultato significativo il rapporto che molti visitatori hanno instaurato con le cartografie storiche. Le mappe diventano spesso strumenti di riconoscimento e memoria personale: quartieri, piazze, edifici e trasformazioni urbane vengono riletti attraverso esperienze familiari, ricordi e riferimenti condivisi. La cartografia smette così di essere percepita come rappresentazione astratta e torna a essere uno spazio vissuto, legato all’identità della città e delle persone che la abitano.

Anche le visite guidate hanno contribuito a costruire questa pluralità di letture. Pur partendo dagli stessi materiali, cioè mappe, dati, immagini e modelli, ogni racconto ha evidenziato aspetti differenti della mostra: la storia urbana, le tecnologie geospaziali, le trasformazioni architettoniche, i temi della prevenzione o le prospettive future. Le domande dei visitatori hanno aperto continuamente nuove connessioni, rendendo il percorso dinamico e stratificato, proprio come le cartografie che lo compongono.

 

L’esperienza del visitatore ha consentito di rivelare pienamente il significato del titolo della mostra. Essa propone infatti una riflessione sul rapporto tra passato, presente e futuro attraverso la cartografia, mostrando come la comprensione della memoria urbana rappresenti uno strumento essenziale per interpretare il presente e come la conoscenza del presente possa simulare scenari per le trasformazioni di domani.

 

Le mappe raccontano così una Genova in continuo cambiamento: una città che si osserva, si studia e si trasforma nel tempo. La cartografia ancora una volta rivela il suo carattere, che travalica la pura rappresentazione dello spazio, ma consiste anche in strumento di interpretazione profonda della realtà, di consapevolezza dei fenomeni e di responsabilità collettiva.

Ultimo aggiornamento: 15/06/2026