Censimento Istat, al via la Rilevazione Nazionale delle Persone Senza Dimora

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12/01/2026
ISTAT- Al via la Rilevazione delle Persone Senza Dimora

Sindaca Salis: «Strumento utile per le politiche di cura, troppo spesso le fragilità restano invisibili»

Claudio Critelli

Non solo un’operazione statistica, ma un’assunzione di responsabilità istituzionale. Con la presentazione della Rilevazione Nazionale delle Persone Senza Dimora da parte di Istat, prende il via un progetto che dal 26 al 29 gennaio coinvolgerà quattordici città metropolitane italiane. Genova sarà tra i comuni protagonisti, con un impegno strutturato a livello organizzativo, politico e territoriale. I risultati confluiranno entro il 2026 in un sistema conoscitivo stabile, destinato a orientare in modo strutturale le politiche pubbliche contro l’emarginazione estrema.

 

«Per le amministrazioni pubbliche la vera sfida va oltre l’erogazione dei servizi ed è quella di conoscere a fondo le persone a cui quei servizi sono destinati - dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis - le fragilità rischiano troppo spesso di restare invisibili perché non vengono intercettate o non adeguatamente misurate e riconosciute. Grazie a questo progetto, Genova potrà fotografare la realtà di chi vive ai margini per potersene poi prendere cura con responsabilità, trasparenza e spirito di comunità. È un lavoro che richiede competenze, coordinamento e una presenza costante sul territorio, e che può produrre risultati concreti solo se sostenuto da una forte collaborazione tra istituzioni, Terzo settore e cittadinanza. Il mio ringraziamento va alle associazioni coinvolte e a tutte le volontarie e i volontari che contribuiranno a rendere questa rilevazione uno strumento utile per migliorare le politiche di welfare della nostra città».

 

L’iniziativa consentirà di quantificare le persone senza dimora e di analizzarne le condizioni e i percorsi individuali. Il questionario sarà anonimo e facoltativo, le persone potranno decidere di interromperne la compilazione e avranno la facoltà di non rispondere a tutte le domande proposte.

 

La rilevazione, inserita nel Censimento Istat, è pensata come una “fotografia notturna” delle grandi città: squadre composte da volontari e operatori esperti percorreranno le strade per osservare, incontrare e ascoltare chi vive senza dimora, raccogliendo informazioni sulla condizione abitativa, sulle fragilità sociali e sanitarie, sulle dipendenze e sui bisogni più urgenti. Un lavoro capillare che l’amministrazione comunale di Genova ha integrato nel modello di collaborazione già attivo tra istituzioni, Terzo settore e cittadinanza, rafforzandone il coordinamento.

 

L’assessora al Welfare del Comune di Genova, Cristina Lodi, rimarca il significato politico e operativo dell’iniziativa: «La rilevazione è uno strumento di conoscenza profonda di una realtà che troppo spesso resta ai margini del dibattito pubblico e che necessita di attenzione e giustizia sociale. Censire significa anche ascoltare, comprendere e restituire dignità a chi vive in strada. Partendo da dati affidabili, potremmo programmare interventi sempre più efficaci, orientare i servizi, integrare politiche sociali, sanitarie e di sicurezza e utilizzare in modo mirato anche le risorse europee. A Genova abbiamo già avviato il primo incontro formativo dei responsabili della rilevazione a Palazzo Tursi, con Istat e fio.PSD, e siamo pronti a mettere in campo tutta la nostra tradizione di solidarietà, valorizzando la rete di volontari, associazioni, parrocchie ed enti del Terzo settore che quotidianamente operano sul territorio. Il censimento ci permetterà anche di valutare l’impatto di azioni innovative, come quelle orientate alla riduzione del danno, dentro una visione più ampia di welfare e salute pubblica».

 

Aggiunge l’assessore comunale ai Servizi demografici Emilio Robotti: «Sarà un’occasione fondamentale per integrare informazioni provenienti da fonti diverse: dalle banche dati e dai registri amministrativi alle osservazioni dirette sul territorio, aumentando in modo significativo l’affidabilità e la completezza del patrimonio informativo pubblico. Un processo che contribuisce anche a rafforzare il dialogo tra Comune, comunità e cittadinanza, promuovendo una responsabilità condivisa e partecipata, essenziale per costruire politiche pubbliche più eque e capaci di tutelare concretamente i diritti delle persone più fragili. La rilevazione diventa così anche uno strumento per far arrivare all’amministrazione la voce di chi vive per strada, spesso difficile da raggiungere, ma con un bisogno reale di essere ascoltata. Proprio per questa ragione, abbiamo deciso di partecipare attivamente come giunta iscrivendoci come volontari al censimento».

 

Il prossimo incontro in presenza si terrà lunedì 19 gennaio alle 19.30 nell’area archeologica dei Giardini Luzzati, con ulteriori appuntamenti e moduli online. I volontari saranno organizzati in piccoli team, affiancati da operatori esperti, per coprire in modo sistematico i quartieri cittadini nelle notti della rilevazione. La campagna #TuttiContano ha già raccolto circa mille adesioni a livello nazionale, ma il Comune di Genova punta a rafforzare ulteriormente la partecipazione sul territorio: i cittadini possono candidarsi come volontari tramite la piattaforma dedicata e prendere parte ai percorsi formativi ma non solo. 

 

Il Comune di Genova ha costruito una cabina di regia locale, lavorando fianco a fianco con i soci fio.PSD presenti sul territorio – Auxilium, Il Cesto, San Marcellino e Il Melograno – e inserendosi in una rete nazionale che coinvolge Caritas Italiana, Comunità di Sant’Egidio, Arci, Azione Cattolica, Agesci, Croce Rossa e CSVnet, con l’obiettivo di mobilitare in modo capillare le realtà di prossimità.

 

Con questa iniziativa Genova aderisce da protagonista a un progetto nazionale e si pone come laboratorio di politiche pubbliche fondate sulla conoscenza, sulla cooperazione e sulla responsabilità sociale, riaffermando il proprio ruolo di città che non distoglie lo sguardo dalle fragilità più profonde.

Ultimo aggiornamento: 12/01/2026