Giorno della Memoria, sindaca Salis: «Orrore della Shoah non è lontano da noi»

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27/01/2026
La sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale gremita di studenti durante la cerimonia ufficiale del Giorno della Memoria

«La memoria ci dà gli anticorpi contro ogni tipo di fascismo»: così la prima cittadina durante la cerimonia ufficiale nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale

 «Il 27 gennaio del 1945 il mondo ha visto aprirsi i cancelli di Auschwitz e sbagliamo se pensiamo che quell’orrore sia qualcosa di lontano da noi. Non è lontano da questo Paese, che nel 1938 ha promulgato le leggi razziali che furono il pilastro dell’antisemitismo. Si pensa che il fascismo sia nato dalla violenza, invece si è nutrito di violenza ed è nato dall’indifferenza, un sentimento ancor più pericoloso». Lo ha detto questa mattina, nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, la sindaca di Genova, Silvia Salis, durante la cerimonia ufficiale del Giorno della Memoria.

 

«Viviamo un periodo storico in cui il pericolo è ancora vicino: mi riferisco – ha spiegato la sindaca – a Paesi come l’Iran, che hanno visto cancellare in un istante libertà conquistate nel corso dei decenni, e mi riferisco agli Stati Uniti, la più grande democrazia del mondo, dove civili vengono uccisi per strada da forze dell’ordine a cui viene delegata la protezione da un nemico immaginario. Tutto questo ci deve spaventare, e giornate come questa servono, soprattutto ai più giovani, per sviluppare gli anticorpi: il fascismo è un atteggiamento politico e mentale del potere e non è finito, esiste nella vita di tutti i giorni quando si incontrano persone fasciste che non sanno di esserlo, politici fascisti che non sanno di esserlo, Paesi fascisti che si vantano di essere democratici. Dobbiamo essere in grado di riconoscere le nuove forme di fascismo».


Rivolgendosi agli alunni delle scuole presenti a Palazzo Ducale, Salis ha aggiunto: «Il fascismo è come un bullo che se la prende con il più debole, sono dei vigliacchi perché attaccano sempre chi ha meno forza. Il fascismo si combatte con la cultura contro la semplificazione del più forte contro il più debole, della sicurezza contro il caos, del “ci penso io” a discapito delle libertà personali. Si pensa che la storia si una linea retta verso il progresso, invece fa delle curve, può anche tornare indietro, e si rischia di regredire in modo istantaneo senza nemmeno rendersene conto».


«Chiunque porti avanti un’idea progressista di società troverà in Genova una casa sicura – ha concluso Salis – Una città aperta, accogliente, dove tutti devono essere visti e dove non esiste qualcuno di più forte. La memoria ci dà gli anticorpi contro ogni tipo di fascismo, verso un mondo dove i più deboli hanno voce e non vengono schiacciati».

 

Dopo l’orazione ufficiale tenuta dallo scrittore e giornalista Antonio Scurati, sono state premiate le scuole che hanno partecipato alla prima fase della 24esima edizione del concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con l'unione delle Comunità ebraiche italiane. '

 

Sono state premiate: la classe II A della scuola primaria “Anton Giulio Barrili” – IC Foce di Genova per il lavoro intitolato “I fiori della memoria”; la classe III A della scuola secondaria di secondo grado – Liceo economico sociale “Marconi Delpino" di Chiavari con l'opera intitolata “Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti”; la classe III D del Liceo economico sociale “Marconi Delpino” di Chiavari per l'opera dal titolo “Vite spezzate! Cosa ha perso l'umanità”. Infine, ha partecipato alla prima fase del concorso nazionale la classe V F del Liceo classico statale Andrea D'Oria di Genova con il lavoro dal titolo “Stolpersteine: raccogliamo il testimone. Itinerario in città alla scoperta delle pietre d'inciampo”.


Il premio dedicato alla memoria di Miriam Kraus, istituito da Aned Genova, è stato conferito a Riccardo Bagnato, giovanissimo socio Aned, che ha curato un'appassionata ricerca di archivio sulla deportazione dello zio, Antonio Milani, morto a Flossenburg, dedicatario della nuova pietra di inciampo commissionata all'artista Gunter Demnig da Aned Genova e che sarà posata il prossimo 6 febbraio in via Walter Fillak.

 

All’inizio della cerimonia, oltre alla sindaca Salis, hanno portato i loro saluti la prefetta di Genova Cinzia Torraco e la vicepresidente della Regione Liguria Simona Ferro.

 

È possibile rivivere la cerimonia sulla pagina Facebook del Comune di Genova a questo link.

 

L’evento di questa mattina rientra nel ricco programma di iniziative, frutto della collaborazione tra Comune di Genova, Ilsrec, Aned, Città Metropolitana, Regione Liguria, Prefettura, Curia, Università di Genova, associazioni ed enti culturali, per celebrare il Giorno della Memoria.

 

È possibile consultare e/o scaricare il calendario completo degli eventi, in programma fino al 27 febbraio, a questo link.

Ultimo aggiornamento: 27/01/2026