
Consegnate alle assessore Lodi, Bruzzone e Pericu, e alla consigliera Ghio, le raccomandazioni emerse nei tavoli delle Agorà del cibo
Politiche locali del cibo – food policy – che possano garantire l’accesso a un cibo sano e di qualità per tutte e tutti, contrastare gli sprechi e le perdite alimentari, sostenere la produzione agricola biologica, favorire la presenza dei produttori diretti nei mercati rionali, valorizzare le esperienze di filiera corta e le reti di economia solidale e rafforzare la presenza di cibo prodotto localmente e in modo ecologico nel menù dei ristoranti e delle mense collettive e scolastiche.
Sono questi i temi dell’incontro che si è svolto questo pomeriggio al Blue District e intitolato “Verso una food policy per Genova”, e durante il quale sono state consegnate alle rappresentanti dell’amministrazione comunale, l’assessora al Welfare Cristina Lodi, l’assessora ai Servizi educativi Rita Bruzzone, l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu e la consigliera delegata alla Promozione di azioni atte a migliorare la sostenibilità e la giustizia delle economie legate alle politiche del cibo Francesca Ghio le raccomandazioni emerse in questi mesi di lavoro durante i tavoli delle Agorà del cibo.
«Le Agorà del Cibo ci dimostrano che la politica alimentare può essere un’azione collettiva capace di mettere insieme il diritto all’alimentazione con la lotta alla povertà, l’educazione dei più giovani con la sostenibilità ambientale, la giustizia sociale con la dignità del lavoro – ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis –. Il cibo può così diventare una chiave per leggere e cambiare le nostre città. La nostra amministrazione ha avviato questo percorso: per la prima volta Genova può contare su una delega specifica alle politiche del cibo e su una cabina di regia con lo scopo di tenere insieme educazione, ambiente, welfare, salute pubblica ed economia. Anche così si contribuisce a fare buona politica e buona amministrazione mettendo al centro i diritti di tutte e tutti, guardando sempre al futuro e alle nuove generazioni».
«Questa amministrazione ha deciso di istituire, per la prima volta, la delega alla Promozione delle azioni atte a migliorare la sostenibilità e la giustizia delle economie legate alle politiche del cibo e io credo che questo sia un segnale importantissimo, sia dal punto di vista sociale che politico – ha dichiarato la consigliera Ghio –. È solo attraverso il lavoro interdisciplinare e interistituzionale, con gli enti del terzo settore e con i produttori, che potremo mettere in campo delle politiche che siano veramente in grado di fare la differenza».
«Nonostante la nostra città possa contare su numerose iniziative di recupero delle eccedenze alimentari ciò non comporta, purtroppo, che si riesca a risponde al fabbisogno nutrizionale delle persone che hanno necessità di accedere agli aiuti alimentari – ha affermato l’assessora Lodi –. Per questo accogliamo con favore questa iniziativa, mettendoci in prima linea per realizzare politiche che consentano non solo di garantire un’alimentazione sana a chiunque, ma anche di combattere gli sprechi. Con il mio assessorato vogliamo attenzionare il rischio in caduta in povertà delle famiglie e lavorare sullo stile di vita delle famiglie: alimentarsi bene non vuol dire spendere molto, ma fare anche cultura ed educazione all’alimentazione. È fondamentale portare avanti politiche di contrasto alla povertà alimentare e attraverso la rete del Ricibo possiamo monitorare e salvaguardare i nuclei familiari con minore potere d’acquisto».
«Il mio assessorato – ha proseguito l’assessora ai Servizi educativi Rita Bruzzone – deve necessariamente intersecarsi con l’assessorato al Welfare: il tema del cibo è fondamentale, soprattutto per quanto riguarda la qualità del cibo. Il cibo, il momento del pasto, è un momento di comunione e uguaglianza, soprattutto a scuola dove il pasto è un momento educativo. Voglio ricordare che ci sono bambini e bambine che mangiano solo a scuola. E in questo i bambini delle nostre scuole quest’anno ci hanno dato un’importante lezione: ogni anno, le ditte che forniscono i pasti, regalano una tavoletta di cioccolata ai bimbi. Quest’anno i bimbi ci hanno rinunciato, pensando di poter dare del cibo a chi non ne ha: ciò ha generato molti pasti per le cucine di comunità. Un messaggio potentissimo».
«Ereditiamo volentieri questo lavoro di concertazione pubblica che ha davvero tanta sostanza dietro e porta con sé tanta partecipazione – ha concluso l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu –. Credo che il tema del cibo sia un tema potente, e parlarne è parlare di politica nel vero senso della parola: questo documento parla di produzione locale, di riduzione dello scarto, di emergenze ambientali, di governance e di accesso al cibo. Sono tutti temi che ci riguardano e per i quali lavoreremo in team. È bello che in questa città chi vuole proporre comportamenti virtuosi e di formare reti trovi una voce, ma soprattutto che trovi risposta da parte della pubblica amministrazione».
«Il Documento di Raccomandazioni “Verso una Food policy per Genova” è nato grazie al lavoro di tantissime cittadine e cittadini, che hanno deciso di mettere le loro competenze e la loro voglia di attivazione a disposizione di un percorso collettivo, che esalti la natura profondamente politica dei sistemi alimentari cittadini – hanno aggiunto Silvia Cama di Terra! e Roberta Massa di Ricibo –. La grande partecipazione della società civile ha permesso di lavorare a un documento, che può rappresentare una bussola per le istituzioni genovesi, per costruire collettivamente delle politiche che diano alla città un sistema alimentare inclusivo, sostenibile e aperto alle sfide del futuro. Dal cibo può partire una vera svolta per la città di Genere, che raccoglie le sfide ambientali e sociali del futuro».
Gli obiettivi principali delle politiche del cibo sono:
- garantire: accesso a cibo nutriente, sano, etico e culturalmente adeguato per tutte e tutti;
- la ricucitura del rapporto tra produzione e consumo;
- sostenibilità delle produzioni, promuovendo filiere corte e locali;
- educazione e formazione alla sostenibilità alimentare;
- riduzione e prevenzione di perdite e sprechi alimentari;
- tutela della dignità del lavoro e distribuzione equa del valore economico lungo la filiera.
Ai lavori hanno partecipato: Eleonora Cavallari, condirettrice di Terra!; Claudio Oliva, dirigente Job Centre srl; Nicoletta Viziano, membro comitato gestione Fondazione Compagnia di San Paolo; Silvia Cama, Terra!; Roberta Massa, Rete Ricibo – Comunità San Benedetto al Porto; Andrea Magarini, direttore Area food policy Comune di Milano; Fabio Ciconte, presidente del Consiglio del cibo di Roma e Marco Costantino, cofondatore Avanzi Popolo 2.0 – Bari.
