
Genova sempre più attenta a sviluppare una fattiva integrazione sociosanitaria
«Genova anticipa le tendenze demografiche europee e questo ci impone scelte chiare: la domiciliarità è la via principale per garantire dignità, autonomia e benessere alle persone anziane, assicurando al tempo stesso la sostenibilità del sistema di welfare e sanitario. I dati confermano il valore del lavoro svolto quotidianamente dalle operatrici e dagli operatori sociali, impegnati in interventi sempre più personalizzati e integrati. Questo percorso di analisi condivisa rafforza la programmazione di politiche efficaci, fondate sull’integrazione sociosanitaria e sulle reti di prossimità delle comunità», con queste parole l’assessora al Welfare del Comune di Genova, Cristina Lodi, ha commentato l’incontro formativo “DO.GE.: analisi e riflessioni a partire dai dati”, rivolto agli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali e dedicato agli interventi a sostegno della domiciliarità per la popolazione anziana.
L’analisi, presentata ieri, è l’esito di un percorso annuale sviluppato dai professionisti dell’Amministrazione comunale, che hanno messo in relazione il quadro normativo nazionale e locale, l’evoluzione demografica e l’andamento dei servizi, individuando criticità e prospettive utili a una pianificazione sempre più aderente ai bisogni della città.
Il cambiamento demografico rappresenta una delle principali sfide per il welfare dei prossimi anni. Le proiezioni indicano che il numero degli ultraottantenni è destinato a raddoppiare in circa quindici anni, anche grazie all’aumento della speranza di vita e al miglioramento delle condizioni di benessere. Questo scenario comporta una crescita della popolazione più fragile e una domanda crescente di prestazioni assistenziali e sanitarie ad alta qualità e fortemente personalizzate.
Nel corso dei lavori è emersa l’accelerazione di tali dinamiche: l’incidenza della popolazione anziana e l’innalzamento dell’età media hanno già raggiunto livelli prossimi a quelli che Eurostat, nel 2015, stimava per l’Europa nel 2040. Un dato che rende queste tendenze un riferimento prioritario per l’evoluzione delle politiche sociali.
Da qui l’attenzione verso azioni capaci di mantenere una buona salute psicofisica, favorendo una terza e quarta età con elevata qualità della vita e un impatto sostenibile sugli investimenti pubblici. Le traiettorie future puntano su una reale integrazione sociosanitaria, a partire dai Punti Unitari di Accesso nelle Case di Comunità, e sulla costituzione di équipe integrate a supporto della persona a domicilio.
In applicazione della normativa più recente, sono state avviate sperimentazioni su nuove modalità dell’abitare – coabitazione, cohousing, senior housing e coliving – e rafforzate collaborazioni per ampliare e differenziare l’offerta, evitando l’istituzionalizzazione precoce. Tra gli obiettivi anche lo sviluppo di residenze extraospedaliere aperte, in grado di erogare prestazioni domiciliari, accogliere persone anziane nelle attività diurne e promuovere soluzioni abitative a carattere sociosanitario.
Il percorso di innovazione passa inoltre attraverso un approccio comunitario alla cura. In questo quadro, il Comune di Genova opera in sinergia con le reti per l’invecchiamento attivo, i sani stili di vita, il monitoraggio delle fragilità e con le esperienze dei Custodi sociali e del Maggiordomo di quartiere, sviluppando specifiche co-progettazioni orientate a inclusione, sicurezza, assistenza, benessere e salute, valorizzando le reti territoriali di prossimità.
I dati restituiscono una popolazione ultrasessantacinquenne distribuita in modo uniforme sul territorio cittadino, pari a circa il 29% dei residenti in ciascun Municipio, con una netta prevalenza degli over 75, che rappresentano l’81% degli anziani. La domanda più elevata di servizi domiciliari si concentra in Valpolcevera e Valbisagno, aree caratterizzate anche da una maggiore incidenza di fragilità socioeconomiche. Negli ultimi due anni i beneficiari di interventi domiciliari diretti sono aumentati del 7%, confermando la centralità della domiciliarità nelle politiche sociali genovesi.
