
Alla cerimonia, presieduta dal prsidente Aned-Genova Biolè, erano presenti la sindaca Salis l'assessore Montanari.
Posata, questo pomeriggio, la 27esima pietra d’inciampo a Genova in memoria di Antonio Milani, davanti al civico 51R di via Fillak. La cerimonia, che rientra nell’ambito del programma delle iniziative del Giorno della Memoria 2026, è stata presieduta da Filippo Biolé, presidente Aned-Genova e del Comitato Posa Pietre d’Inciampo Città Metropolitana di Genova, alla presenza della Sindaca di Genova, Silvia Salis, e dell’assessore alla Cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari.
«La memoria è un duplice esercizio: guarda al passato e si proietta nel futuro - dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis - la storia di Antonio Milani e il lavoro di ricostruzione portato avanti dal nipote Riccardo Bagnato ne sono un limpido esempio: un passaggio di testimone tra generazioni che tiene viva una vicenda individuale e la restituisce alla memoria collettiva della città. La posa della pietra d’inciampo inserisce questo racconto nello spazio pubblico e quotidiano di Genova, rendendolo visibile e concreto. Ricordare così Antonio Milani significa riconoscere come la persecuzione e la deportazione abbiano colpito persone, famiglie e luoghi della nostra città e ci serve per farci carico di una responsabilità che guarda al presente, alle nuove prevaricazioni, ai nuovi autoritarismi, alle nuove negazioni di diritti. Come istituzioni abbiamo il dovere di custodire questa memoria e di farne uno strumento di consapevolezza civile: una città che ricorda è una città che non si volta dall’altra parte e che sa riconoscere la parte giusta della storia».
La posa della pietra d’inciampo di oggi è stata su iniziativa di Riccardo Bagnato - presente oggi alla cerimonia -, il giovanissimo socio Aned, che ha curato un'appassionata ricerca di archivio sulla deportazione dello zio, Antonio Milani, morto a Flossenburg. Alla cerimonia di questo pomeriggio ha partecipato anche una nutrita rappresentanza di alunni e insegnanti della primaria Salgari dell’IC Barabino di Sampierdarena, presente con le classi 4^ e 5^ E, e della primaria Ariosto dell’IC Certosa, presente con le classi 4^ e 5^ D. Presente anche Massimo Bisca, presidente di Anpi Genova. La posa della pietra d'inciampo è stata realizzata dai tecnici di Aster.
«La posa di una pietra d’inciampo è un gesto semplice e potentissimo. Ci obbliga a fermarci, ad abbassare lo sguardo e a fare i conti con la storia nel luogo stesso in cui è accaduta. Ricordare Antonio Milani significa restituire un nome, un volto e una vicenda umana a una tragedia che non può e non deve diventare astratta – commenta l’assessore alla Cultura Montanari – Il Comune di Genova sente il dovere di sostenere e promuovere iniziative come questa, che trasformano la memoria in un esercizio quotidiano di responsabilità civile. Il Giorno della Memoria non è solo commemorazione, ma un impegno costante contro l’indifferenza, l’odio e ogni forma di discriminazione, soprattutto verso le giovani generazioni». L’iniziativa è a cura del Comitato Pietre d’Inciampo Città Metropolitana di Genova, Aned-Genova, con il patrocinio del Comune di Genova e dell’Accademia statale di Belle Arti Ligustica. «Questa nuova posa mi rende felice e ottimista – dichiara il presidente di Aned-Genova Biolè - A pochi giorni dalla scomparsa di Gilberto Salmoni, nostro amato presidente onorario e ultimo sopravvissuto italiano di Buchenwald, questa pietra è un segno importante di continuità grazie all’iniziativa di una giovane “sentinella di Memoria“, che raccoglie il testimone per rinnovare il monito della storia attraverso la tragedia e il sacrificio di un suo parente. Siamo sicuri che a questa seguiranno nuove pietre d’inciampo su iniziativa di altri studenti che come Riccardo vorranno approfondire la propria storia familiare. Anche grazie agli accordi con l’Ufficio Scolastico Regionale per il progetto di “adozione delle Stompersteine” da parte delle scuole della città metropolitana, potremo contribuire a placare la paura dei testimoni che la Shoah possa essere cancellata dai libri di storia».
Antonio Milani, fu Pasquino o Guerrino e fu Letizia Ragazzi, nato a Ro (Ferrara) il 29 gennaio 1908 residente in Genova, via Caveri 5/24, partecipò attivamente alla guerra di Liberazione, quale partigiano combattente dal 1° ottobre 1943 fino alla data della sua morte, nell’aprile 1945, che avvenne nel campo di sterminio nazista di Flossenburg. Egli lavorò per molti anni nell’ambito del porto di Genova e vi operò durante la guerra deliberazione, organizzatore infaticabile di cellule e Squadre d’Azione Partigiana (SAP) degli stabilimenti industriali del porto, della Val Polcevera e del Ponente. Venne arrestato nel 1944 in seguito all’uccisione di un ufficiale fascista e deportato in campo di sterminio, ove appunto morì alla vigilia della Liberazione.
Le Pietre d’inciampo sono targhe commemorative in ottone che vengono poste a terra nei luoghi in cui hanno vissuto, sono state arrestate o in cui sono state imprigionate persone vittime del nazifascismo. Ogni targa si trova sulla sommità di un blocchetto di pietra che viene interrato e incorporato nel tessuto urbano come avverrebbe per un sampietrino, al quale assomiglia per forma e dimensioni. Sulla sua superficie sono incisi il nome, l'anno di nascita, la data e il luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta, della persona che la Pietra ricorda. Il progetto è una creazione dell’artista tedesco Gunter Demnig ed è iniziato con l’installazione della prima Pietra d’Inciampo (in tedesco Stolperstein) nel 1992 a Colonia, in Germania, per ricordare la deportazione dei rom e dei sinti di quella città per mano dei nazisti. Sono state installate oltre 105.000 Pietre d'Inciampo in tutta Europa, realizzando quindi una memoria diffusa delle persone deportate nei campi di sterminio nazisti. La prima Pietra d’inciampo a Genova, dedicata a Reuven Riccardo Pacifici, è stata installata il 29 gennaio 2012 all’imboccatura di galleria Giuseppe Mazzini, luogo del suo arresto.





