Mobilità sostenibile, presentato da Legambiente e Fiab il dossier "Genova 2030"

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04/03/2026
Un momento della presentazione del report al Genova Blue District

Obiettivo investire in "zone 30" e pedonalizzazioni. Richieste specifiche su mezzi pesanti e un collegamento ciclabile con il Gaslini

È stato presentato presso il Genova Blue District il Report “Genova e il divario 2030 – Dove siamo e cosa manca”, un’analisi tecnica e documentata che misura lo stato della città rispetto agli obiettivi ambientali, di sicurezza stradale e di qualità urbana al 2030 redatto da Legambiente Liguria e FIAB Genova.

 

Il Dossier utilizza dati ufficiali (ISTAT, inventari emissivi regionali, report nazionali di settore) e confronta Genova con le migliori città italiane basandosi su dati ufficiali, indicatori comparabili, benchmark nazionali ed europei. Ne emerge un quadro chiaro e misurabile dove il divario rispetto al 2030 non è una percezione ma è numerico. E quindi colmabile, ma solo con politiche coerenti e immediate.

 

Nel dettaglio: a Genova ci sono 47 auto ogni 100 abitanti, a fronte di un obiettivo 2030 inferiore a 35; gli incidenti sono 8,7 con morti e feriti ogni 1.000 abitanti, con un target sotto 2; ci sono solo 8,3 mq di superficie pedonalizzata ogni 100 abitanti, contro un valore medio di riferimento di 223 mq nelle città più virtuose; ci sono 1,11 metri equivalenti di infrastrutture ciclabili ogni 100 abitanti, a fronte di valore medio di riferimento di 31,5; è necessaria una riduzione del 26% per l’NO₂ per allinearsi ai nuovi obiettivi europei; la domanda di trasporto pubblico è pari a 300 viaggi per abitante l’anno, con un obiettivo di 400.

 

 «Il report di Legambiente è per la nostra Amministrazione un indicatore importante delle politiche da mettere in campo nei prossimi anni per traguardare l'obiettivo di una "Genova 2030" con una mobilità urbana più sostenibile, sicura e inclusiva – dichiara l'assessore alla Mobilità sostenibile del Comune di Genova – Potenziare e incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico, creare zone 30, strade scolastiche e spazi riservati ai pedoni e alla mobilità dolce, ridurre il traffico e lavorare per l'affermazione di una cultura della sicurezza stradale, rientrano in una strategia complessiva per migliorare concretamente la vita quotidiana delle cittadine e dei cittadini genovesi, grazie agli enormi benefici attesi in termini sanitari e sociali, ecologici ed economici. Un obiettivo che porteremo avanti in maniera trasparente e condivisa con associazioni e comunità territoriali, mettendo sempre al primo posto l'interesse pubblico: solo così, unendo le forze, riusciremo a costruire una città migliore, più sana, attiva, rispettosa dell'ambiente e capace di rispondere in modo efficace alle grandi sfide che già oggi siamo chiamati ad affrontare, a partire da quella, fondamentale – conclude l'assessore –  del contrasto ai cambiamenti climatici».

 

Durante l’incontro è stato presentato anche un dossier sui mezzi pesanti in città che analizza le criticità della loro circolazione sulla rete urbana e sull’interazione con pedoni e ciclisti. Il documento richiama anche alcuni gravi episodi avvenuti negli ultimi anni in diversi quartieri cittadini, evidenziando come il rischio maggiore si concentri nelle manovre a bassa velocità e nelle svolte con angoli ciechi. La richiesta è introdurre nei capitolati comunali e negli ambiti prioritari l’obbligo di sistemi di rilevamento e segnalazione per pedoni e ciclisti sui mezzi pesanti (sensori anti-angolo cieco, radar, telecamere), prevedendo anche una fase pilota con monitoraggio. 

 

È stato poi presentato un secondo approfondimento riguardante uno dei nodi più sensibili della città: il collegamento ciclabile tra Corso Italia, l’area dell’Istituto Giannina Gaslini e la direttrice verso Nervi, con particolare attenzione alla sicurezza davanti alle scuole e ai presìdi sanitari.

 

Spiega la proposta Alessia Franceschi di Gaslini Green Team: «Il Gaslini Green Team chiede con convinzione la realizzazione di una pista ciclabile continua e protetta da Corso Italia fino a Nervi, con priorità al collegamento diretto con l’Istituto Giannina Gaslini. Non si tratta di un’opera simbolica, ma di un’infrastruttura necessaria per garantire un accesso sicuro e dignitoso a dipendenti, pazienti, famiglie e utenti che scelgono la bicicletta per raggiungere l’ospedale».

 

Il progetto, promosso dal Gaslini Green Team e sostenuto da Legambiente e FIAB, è un esempio concreto di come si possa trasformare una strada ordinaria in un corridoio urbano più sicuro e funzionale, con soluzioni tecnicamente fattibili e replicabili in altri quartieri.

Ultimo aggiornamento: 04/03/2026