IL FUTURO DI IERI | Matteo Vinzoni cartografo della Repubblica di Genova

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17/03/2026
Matteo Vinzoni, Sampierdarena

Dal 19 al 29 marzo 2026, nella Sala delle Grida del Palazzo della Borsa (via XX Settembre 44), il Comune di Genova racconta la storia di Genova attraverso la rappresentazione del territorio e la cartografia, partendo dalle sue misurazioni e disegni per arrivare alle progressive trasformazioni urbanistiche vissute tra Ottocento e primo Novecento.

Claudio Tosi

 

Nato a Levanto il 6 dicembre 1690 e morto nella stessa città nel 1773, Matteo Vinzoni rappresenta una delle figure più significative della cartografia ligure del XVIII secolo. Architetto e cartografo ufficiale della Repubblica di Genova, la sua opera segna un passaggio decisivo nella storia della rappresentazione del territorio: da una tradizione descrittiva e pittoresca "al naturale", verso una cartografia geometrica e tecnica, fondata sulla misurazione rigorosa. È, in altre parole, il cartografo che porta Genova nel pieno della modernità scientifica senza abbandonare del tutto il linguaggio visivo ereditato dalla tradizione.

 

La sua produzione, conservata in diverse redazioni, abbraccia decenni di lavoro e copre tanto la città di Genova quanto l'intero dominio della Repubblica. Tra le opere più emblematiche dal punto di vista tecnico si annovera la Pianta del sobborgo di Sampierdarena (1757), commissionata dal Magistrato dei Padri del Comune per risolvere i problemi di deflusso idrico. La mappa restituisce con precisione strade, palazzi, giardini, ville e acquedotti, ed è concepita non come documento artistico ma come strumento operativo di governo del territorio, una distinzione che dice molto sull'evoluzione del ruolo del cartografo nell'amministrazione dello Stato moderno.

 

Di grande rilevanza strategica fu il suo coinvolgimento nel rilevamento della costa ligure in seguito alla terribile peste di Marsiglia del 1720–1722. In qualità di colonnello topografo al servizio del Magistrato di Sanità, Vinzoni censì e mappò i posti di guardia sanitaria dislocati lungo ogni approdo, spiaggia e insenatura della Liguria. Il risultato fu l'Atlante della Sanità, formalmente intitolato Pianta delle due Riviere della Serenissima Repubblica di Genova divise ne' Commissariati di Sanità, completato nel 1758 e oggi conservato alla Biblioteca Civica Berio di Genova. Si tratta di un atlante manoscritto di 36 tavole acquerellate (mm 528x355), che documentano la fascia costiera dalla Riviera di Ponente, da Sampierdarena fino a Ventimiglia, a quella di Levante, fino al Golfo della Spezia, con l'aggiunta di una carta dell'isola di Capraia e di una tavola incisa della Corsica stampata a Parigi nel 1738. Ogni carta reca eleganti fregi calligrafici, indicazioni di scala firmate dall'autore e, nello specchio marino, piccoli vascelli e figurine tracciate a penna: elementi che testimoniano come precisione tecnica e cura estetica convivessero ancora nella cartografia del tempo. La rilegatura originale in cuoio, con lo stemma della Repubblica e il motto Sanitas impresso sul piatto anteriore e Libertas su quello posteriore, conferisce all'opera il carattere di documento di Stato a tutti gli effetti.

 

Quest'opera trovò il proprio compimento nel Dominio della Serenissima Repubblica di Genova in terraferma, atlante in due volumi realizzato con l'aiuto del figlio Panfilo e presentato al governo della Repubblica il 2 agosto 1773, anno stesso della morte dell'autore. Anch'esso conservato alla Berio, si compone di 46 tavole acquerellate che coprono l'intero territorio della Repubblica: il primo volume dalla Riviera di Levante (da Albaro a Sarzana), con l'aggiunta di una veduta di Genova dal mare, la pianta dell'ospedale di Pammatone e le tavole relative alla zona archeologica di Luni; il secondo dalla Riviera di Ponente (da Ventimiglia a Novi), con numerose cartine di dettaglio sul verso delle tavole principali. Ogni carta, disegnata a matita e poi acquarellata, è ornata da fregi decorativi, scale espresse in palmi genovesi e rose dei venti spesso inserite in raffigurazioni fantastiche, con vignette marinare che richiamano lo stile dell'Atlante della Sanità. Considerato la sintesi dell'intera opera cartografica vinzoniana, l'atlante fu donato alla Biblioteca Berio dalla Società C.I.E.L.I., che nel 1959 ne curò anche una riproduzione anastatica.

 

Vinzoni si occupò inoltre della gestione della risorsa idrica urbana: a partire dal 1729 redasse il Piano dell'Acquedotto di Genova, con l'obiettivo di documentare con esattezza il tracciato dell'acquedotto cittadino, identificare i proprietari dei terreni limitrofi e denunciare le derivazioni abusive. Anche in questo caso la cartografia si configurava come atto amministrativo prima ancora che scientifico.

 

Nel complesso, l'opera di Matteo Vinzoni attraversa quasi mezzo secolo di storia della Repubblica di Genova e ne rispecchia le priorità di governo: il controllo sanitario delle coste, la gestione delle acque, la conoscenza del territorio come fondamento del potere. I suoi atlanti, oggi consultabili nella Sala Fondi Antichi della Biblioteca Berio, restano testimonianze insostituibili non solo della cartografia ligure, ma della cultura amministrativa e visiva di uno Stato che sapeva leggere, misurare e rappresentare il proprio mondo.

Ultimo aggiornamento: 17/03/2026