IL FUTURO DI IERI | Imprese storiche e commercio nelle trasformazioni della città: la memoria di Genova tra archivio e futuro

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01/04/2026

All’interno della mostra “Il futuro di ieri”, promossa dal Comune di Genova negli spazi della Sala delle Grida, si è svolto il 25 marzo l’incontro “Imprese storiche e commercio nelle trasformazioni della città”, un momento di approfondimento dedicato al rapporto tra memoria economica, trasformazioni urbane e identità cittadina.

Claudio Tosi

L’iniziativa, inserita nel programma di eventi della mostra e rivolta al pubblico attraverso un invito diretto del Comune, ha visto la partecipazione di Barbara Grosso, presidente della Fondazione Il Secolo XIX, e Anna Galleano, responsabile Relazioni esterne, stampa e turismo della Camera di Commercio di Genova. Un dialogo che ha intrecciato il racconto della città attraverso le sue imprese, le sue botteghe e uno dei suoi strumenti più potenti di memoria: il giornale.

 

Fin dalle sue origini, Il Secolo XIX ha accompagnato le trasformazioni di Genova, raccontando una città in pieno sviluppo industriale e urbanistico. Le sue pagine restituiscono l’immagine di una Genova dinamica, segnata da grandi cambiamenti, come la realizzazione di via XX Settembre e l’inaugurazione della nuova Borsa, evento di portata nazionale che vide la presenza di ministri e la sospensione delle attività nelle principali piazze finanziarie. In questo contesto, il giornale si affermò come uno dei principali strumenti di lettura e interpretazione della realtà cittadina.

 

Proprio da questa consapevolezza nasce la Fondazione Il Secolo XIX, istituita nel luglio scorso con l’obiettivo di restituire alla comunità un patrimonio straordinario: milioni di pagine e migliaia di fotografie che raccontano 140 anni di storia. Un patrimonio che ha rischiato di andare perduto. L’archivio storico, un tempo accessibile accanto alla redazione, fu progressivamente chiuso e destinato a essere accantonato. Solo l’opposizione della redazione ne impedì la dispersione, permettendo oggi di avviare un progetto di recupero e valorizzazione.

 

Il lavoro in corso è ambizioso: oltre due milioni e mezzo di pagine sono in fase di digitalizzazione, insieme a un vastissimo archivio fotografico in gran parte inedito. Entro la fine dell’anno sarà possibile consultare online i numeri compresi tra il 1886 e il 1955, mentre a partire dalla fine di aprile sarà nuovamente accessibile anche uno spazio fisico rinnovato, pensato non solo come luogo di conservazione, ma come ambiente di fruizione attiva, con strumenti digitali e postazioni interattive.

 

Sfogliare quelle pagine significa attraversare la storia: dai grandi eventi internazionali, come lo sbarco sulla Luna o il naufragio del Titanic, fino alle trasformazioni quotidiane della società, visibili anche nelle pubblicità, nei linguaggi e nei dettagli della vita di ogni epoca. Una memoria collettiva che non riguarda solo il passato, ma che contribuisce a costruire consapevolezza nel presente.

 

Accanto al racconto dell’archivio, l’incontro ha approfondito il tema delle imprese e delle botteghe storiche, elemento distintivo del tessuto economico genovese. Come evidenziato dalla Camera di Commercio, sono 161 le imprese storiche presenti nella provincia, un dato che colloca Genova ai vertici nazionali. Si tratta di attività che hanno saputo attraversare il tempo mantenendo continuità, identità e radicamento sul territorio.

 

Particolarmente significativo è il riconoscimento delle botteghe storiche, non solo per la longevità dell’impresa, ma anche per la conservazione degli spazi, degli arredi e delle modalità produttive. Luoghi come la Farmacia dei Cappuccini o la Romanengo rappresentano esempi concreti di una tradizione che continua a vivere, contribuendo a definire il volto della città.

 

In questo ambito si inserisce anche la collaborazione tra Comune di Genova e Camera di Commercio per la mappatura delle botteghe storiche sul Geoportale comunale, uno strumento che rende accessibile e leggibile questo patrimonio, mettendolo a disposizione di cittadini, studiosi e visitatori. Un progetto che unisce conoscenza, valorizzazione e innovazione.

 

La memoria diventa quindi risorsa attiva. Archivi, imprese e spazi urbani diventano parte di un racconto condiviso, capace di collegare passato e futuro.

In questa prospettiva, il lavoro sul patrimonio, che sia documentario, economico o urbano, si configura come un investimento sulla consapevolezza collettiva. Perché conoscere la storia della città significa, oggi più che mai, comprendere le sue trasformazioni e orientarne il futuro.

Ultimo aggiornamento: 01/04/2026