IL FUTURO DI IERI | Le professioni del futuro tra geografia, tecnologia e governo del territorio

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01/04/2026

All’interno della mostra Il futuro di ieri, promossa dal Comune di Genova, si è svolta il 27 marzo 2026 la conferenza “Professioni del futuro”, un momento di confronto che ha riunito mondo della ricerca, università, imprese e pubblica amministrazione attorno a un tema sempre più centrale: il ruolo dell’informazione geografica nella trasformazione della società contemporanea.

Claudio Tosi

A introdurre i lavori è stato Andrea Castanini, vicedirettore de Il Secolo XIX, che ha richiamato l’importanza della geografia come strumento culturale e politico. In un contesto in cui la conoscenza geografica sembra perdere spazio nei percorsi educativi, l’analisi geospaziale si afferma invece come una delle chiavi per interpretare fenomeni complessi e per garantire accesso democratico alle informazioni. Le mappe, come ricordato, non sono mai neutre: raccontano scelte, priorità e visioni del territorio.

 

Il tema delle competenze è stato approfondito da Dunia Pepe (INAPP), che ha illustrato l’Atlante del lavoro e delle qualificazioni, strumento istituzionale nato da un decreto legislativo del 2013 per classificare e mettere in relazione professioni e competenze. In questo ambito, i processi legati all’informazione geografica sono descritti attraverso sequenze operative articolate in ADA (Aree di Attività), unità che identificano in modo puntuale le attività professionali richieste. Questo sistema consente di orientare formazione e percorsi lavorativi, favorendo anche la mobilità a livello europeo grazie al collegamento con il quadro europeo delle qualifiche (EQF) e con standard come l’e-Competence Framework.

 

Un contributo significativo è arrivato anche da Sergio Farruggia, già dirigente del Sistema Informativo Territoriale (SIT) del Comune di Genova, che ha ricordato come queste strutture nascano da esigenze concrete di governo del territorio, in particolare legate al dissesto idrogeologico. In questo contesto si inserisce anche il riferimento alla tradizione scientifica ligure: il fratello di Italo Calvino, Floriano Calvino, fu geologo e docente all’Università di Genova, testimoniando un legame profondo tra cultura e scienze della terra. Le politiche territoriali locali, anche grazie al contributo di amministratori come Sandro Nosengo, hanno contribuito allo sviluppo di strumenti oggi fondamentali per la pianificazione urbana.

 

Sul fronte della formazione, Monica Sebillo (Università di Salerno) ha sottolineato la crescente richiesta di competenze ibride, capaci di unire conoscenze tecniche e capacità di interpretazione dei fenomeni territoriali. Le scienze geografiche non sono più un ambito isolato, ma si intrecciano con discipline come sociologia, sanità, urbanistica e ingegneria. In questo scenario, università e imprese sono chiamate a collaborare per costruire percorsi formativi coerenti con le esigenze reali del mercato del lavoro.

 

L’evoluzione tecnologica è stata al centro degli interventi di ricercatori e imprese. Michela Spagnuolo (CNR) ha evidenziato il passaggio da una geografia basata sulla memorizzazione a una conoscenza esperienziale e digitale dello spazio. Oggi è possibile rappresentare il territorio in tre dimensioni, esplorarlo virtualmente e analizzarne le trasformazioni nel tempo.

 

In questo contesto si inseriscono concetti chiave come il digital twin, ovvero la replica digitale di un territorio che consente di simulare scenari e supportare le decisioni, e la GeoAI, l’applicazione dell’intelligenza artificiale ai dati geografici per analizzare fenomeni complessi e prevedere evoluzioni future. Accanto a questi strumenti, il real-time geospatial permette di integrare dati aggiornati in tempo reale, rendendo sempre più dinamica la conoscenza del territorio.

 

Le imprese del settore, come evidenziato da diversi interventi, segnalano una crescente difficoltà nel reperire figure professionali adeguate: non tanto specialisti puramente informatici, quanto profili capaci di coniugare competenze tecniche e conoscenza del dominio territoriale. Il dato geografico diventa così un elemento trasversale, presente in ambiti che vanno dalla mobilità alla gestione ambientale, fino alla pianificazione urbana.

 

In questo scenario, il ruolo della pubblica amministrazione emerge con forza. Come sottolineato anche dagli interventi legati al Comune di Genova, la disponibilità e la qualità dei dati territoriali rappresentano una risorsa strategica. I sistemi informativi territoriali e i geoportali non sono solo strumenti tecnici, ma infrastrutture fondamentali per la conoscenza, la sicurezza e lo sviluppo della città. La possibilità di conoscere il sottosuolo, monitorare i rischi e pianificare interventi complessi dipende sempre più dalla capacità di gestire e interpretare dati geografici accurati.

 

La conferenza ha così restituito un quadro in cui le professioni del futuro si configurano come profondamente ibride, in continua evoluzione e strettamente legate alla capacità di leggere il territorio. In questo percorso, il Comune di Genova si conferma come attore centrale, non solo nella promozione culturale attraverso iniziative come la mostra Il futuro di ieri, ma anche nello sviluppo di strumenti e competenze fondamentali per affrontare le sfide della città contemporanea.

Ultimo aggiornamento: 01/04/2026