
Sindaca Salis: “Sua testimonianza ci ricordi che libertà non è una concessione ma una conquista quotidiana”
Il Consiglio Comunale di Genova ha approvato all'unanimità questo pomeriggio l’ordine del giorno straordinario per il conferimento della cittadinanza onoraria alla memoria di Sandro Pertini. La decisione, assunta a pochi giorni dalle celebrazioni del 25 Aprile, sancisce il legame indissolubile tra la città e il settimo Presidente della Repubblica.
La Sindaca Silvia Salis, intervenendo in aula per esprimere il parere favorevole della Giunta, ha voluto sottolineare il valore profondo di questo riconoscimento, citando ampi passaggi della storia di Pertini legata alla città. Nel suo intervento, la sindaca ha definito l’atto come qualcosa che va oltre la burocrazia: "Dare la cittadinanza onoraria al compianto presidente Sandro Pertini non è un semplice atto formale – ha detto Salis - ma un abbraccio che la nostra città deve a un uomo che, è sì nato a Stella, ma ha respirato l’aria dei nostri caruggi e della nostra testardaggine per tutta la vita". Richiamando la vicinanza con la Festa della Liberazione, la prima cittadina ha aggiunto: "Siamo a pochi giorni dal 25 Aprile. Discutere oggi della cittadinanza onoraria a Sandro Pertini significa onorare il cuore pulsante della nostra democrazia. Pertini non è stato solo il 'Presidente più amato', è stato il partigiano, l'uomo che ha conosciuto il carcere e il confino per non aver mai abbassato la testa davanti alla dittatura".
La sindaca ha rievocato, poi, il ruolo di Pertini nei momenti cruciali della storia genovese, in particolare i fatti del giugno 1960: "Il legame tra Pertini e Genova è scolpito nella pietra – ha detto Salis - con questo ordine del giorno lo vogliamo ringraziare perché ha permesso alla nostra città di confermarsi ancora una volta baluardo di resistenza e democrazia. Sandro Pertini era in piazza quel 28 giugno 1960 tra i portuali e i giovani dalle magliette a strisce, a ricordare che la libertà non è una concessione, ma una conquista quotidiana".
Salis ha anche ricordato l’impegno di Pertini da direttore del quotidiano "Il Lavoro" per oltre vent'anni e il suo tributo a Guido Rossa, l’operaio ucciso dalle Brigate Rosse, al quale Pertini volle appuntare personalmente la Medaglia al petto durante i funerali del 1979. La prima cittadina ha dedicato un passaggio del suo intervento anche il sogno del presidente Pertini di un’Europa unita: “Per lui l'Europa non era un tecnicismo economico, ma una necessità storica per evitare che le gelosie nazionali tornassero a insanguinare il mondo – ha detto Salis - Credeva in un’Europa che fosse, prima di tutto, una fratellanza di popoli liberi. E la storia ci sta dimostrando quanto avesse ragione”. Infine, la prima cittadina ha ricordato la celebre passione di Pertini per lo sport: "Pertini sapeva che lo sport è un linguaggio universale di pace e riscatto. Tutti abbiamo negli occhi la sua esultanza ai Mondiali dell'82, un'immagine che ha restituito orgoglio a un Paese intero. Vedeva nel fair play e nella competizione leale lo specchio dei valori costituzionali". In conclusione, ha sottolineato la sindaca, "concedere la cittadinanza onoraria a Sandro Pertini significa dire alle nuove generazioni che la politica può essere rigore, semplicità e, soprattutto, amore per la libertà".
