
Nel 2025 il numero complessivo degli affidi famigliari è stato di 234 e i percorsi hanno riguardato perlopiù neonati (22%)
Trentadue progetti di affido famigliare avviati nel 2025, di cui 27 affidi residenziali e 5 a tempo parziale e 8 affidi già attivati nel 2026 (4 residenziali e 4 a tempo parziale). Nove le pratiche nuove che attualmente sta seguendo il Centro Affido famigliare e che si concretizzeranno nel 2026.
Sono questi alcuni dati forniti dall’assessora al Welfare del Comune di Genova Cristina Lodi questa mattina durante la presentazione del primo Open Day dedicato all’affido famigliare, che si svolgerà venerdì 15 maggio, dalle 15,30 alle 20 ai Giardini Luzzati – Spazio Comune. Un appuntamento rivolto a cittadine, cittadini e famiglie interessati ad approfondire uno strumento fondamentale di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.
Nel 2025 il numero complessivo degli affidi famigliari è stato di 234, con una prevalenza di affidi residenziali; le zone in cui gli affidi sono più numerosi risultano il Municipio VI Medio Ponente (Ats 36) dove si concentra il 29,6% e il Municipio V Valpolcevera (Ats 41) con il 18,5%; i percorsi di affido avviati ad oggi hanno riguardato per lo più neonati (22%), e dunque la fascia 0-3 anni è quella più rappresentata: si tratta di neonati dismessi dalle neonatologie, o nati in contesti famigliari fin da subito problematici, o bambini molto piccoli provenienti da comunità educative e nidi. Il 18,5% dei bambini in affido famigliare ha, invece, più di 10 anni; 14,8% ha più di tre anni.
«L’affido familiare è una scelta di responsabilità e di solidarietà – dichiara l’assessora al Welfare del Comune di Genova, Cristina Lodi – il Comune intende rafforzare una rete di accoglienza diffusa, fatta di servizi, associazioni e cittadini, perché la tutela dei minorenni è un impegno che riguarda tutta la città. Con questo open day apriamo uno spazio di informazione e incontro per chi desidera conoscere da vicino l’affido e capire come dare la propria disponibilità. Questo percorso si inserisce nel Progetto di Comunità, che nei quartieri costruisce relazioni e alleanze educative tra istituzioni, associazioni, famiglie e cittadini. L’obiettivo è promuovere una cultura dell’accoglienza che coinvolga non solo chi sceglie di diventare affidatario, ma tutta la comunità che può sostenere e accompagnare i percorsi di cura».
L’open day previsto venerdì ai giardini Luzzati, nasce come occasione di incontro, informazione e sensibilizzazione per conoscere più da vicino che cos’è l’affido, come funziona e quali sono i percorsi per avvicinarsi a questa esperienza. Il programma prenderà il via alle 15,30 con l’accoglienza; dalle 16 alle 18,30 sono previsti laboratori creativi e attività per bambini e bambine, ragazzi e ragazze e famiglie, a cura di volontari, associazioni, cooperative e realtà che sostengono l’affido familiare. Alle 17 si terrà il talk “In famiglia”, con saluti istituzionali, presentazione del Centro Affido Familiare e testimonianze di esperienze di affido. Alle 18,45 è in programma “Apericena in famiglia”, un momento di incontro dedicato alla sensibilizzazione e alla promozione dell’affido familiare.
AFFIDO FAMILIARE: DI COSA SI TRATTA E A CHI È RIVOLTO
L’affido familiare è un’accoglienza temporanea di una bambina, un bambino o un adolescente la cui famiglia attraversa un momento di difficoltà e può beneficiare del supporto di un’altra famiglia. Previsto dalla legge 184/1983, “Diritto del minore a una famiglia”, l’affido può essere a tempo pieno oppure assumere forme più flessibili, per alcune ore, alcuni giorni alla settimana o per periodi dell’anno.
Possono dare disponibilità famiglie con o senza figli e anche persone singole. Si tratta di un percorso condiviso con i servizi, pensato per tutelare i minori in una fase di difficoltà temporanea e per sostenere, quando possibile, il rientro nel proprio contesto familiare. L’open day si inserisce nel lavoro di prossimità che il Comune di Genova porta avanti attraverso i propri servizi e in raccordo con le reti territoriali.
In questa prospettiva, il tema dell’affido dialoga con il Progetto di Comunità, che nei quartieri costruisce relazioni, sostegni diffusi e alleanze educative tra istituzioni, associazioni, famiglie e cittadinanza. Il messaggio è semplice: crescere una bambina o un bambino è un impegno che riguarda tutta la città.
L’affido familiare non è solo una risposta a una difficoltà temporanea, ma anche un gesto di responsabilità collettiva che mette al centro il benessere dei minori e il sostegno alle loro famiglie.
