
Il presidente del Consiglio Comunale Claudio Villa: «Il suo rigore morale è una bussola per il futuro».
Domenica 24 maggio, a Rovegno, la città di Genova e le comunità della Val Trebbia si riuniranno per commemorare Aldo Gastaldi, il comandante “Bisagno”, medaglia d’oro al Valor Militare e guida della Divisione Cichero.
L’evento, curato dal Comitato Permanente della Resistenza della Provincia di Genova, non è solo un atto di ricordo formale, ma un tributo ad un uomo, Partigiano d’Italia, che seppe coniugare l'azione militare con un'altissima statura etica.
Aldo Gastaldi, ufficiale del Genio, sotto il nome di battaglia “Bisagno”, divenne il simbolo di una Resistenza apartitica, fondata sul rispetto della dignità umana e sulla disciplina morale. Fervente cattolico e comandante amato dai suoi uomini, Gastaldi impose ai suoi partigiani un codice di condotta rigorosissimo (il celebre "Codice Cichero"), volto a proteggere le popolazioni civili e a garantire la giustizia.
La sua importanza per Genova è immensa: la sua figura incarna l'anima più pura della lotta di Liberazione, tanto che nel 2019 la Diocesi di Genova ha avviato ufficialmente il suo processo di beatificazione e canonizzazione, elevandolo a "Servo di Dio".
La cerimonia si svolgerà presso il monumento eretto in suo onore a Rovegno, luogo simbolo della Sesta Zona Operativa Ligure.
Ore 10:45: Raduno dei partecipanti presso il monumento di Rovegno.
Ore 11:00: Santa Messa in suffragio celebrata da Don Giacomo Ferraglio, parroco di Rovegno.
A seguire: Saluti istituzionali di Giuseppe Isola, Sindaco di Rovegno, e orazione commemorativa di Alberto Traverso, Vicepresidente del Comitato Aldo Gastaldi Bisagno.
Alla cerimonia parteciperà, in rappresentanza dell’Amministrazione genovese, il Presidente del Consiglio comunale Claudio Villa, che ha voluto sottolineare l’attualità del messaggio di Gastaldi: «Ricordare Aldo Gastaldi oggi non significa soltanto sfogliare una pagina del nostro passato, ma interrogare la nostra coscienza civile. “Bisagno” non fu solo un comandante coraggioso, fu un educatore che scelse la libertà senza mai cedere al compromesso dell’odio o della fazione. La sua figura parla con forza straordinaria alle nuove generazioni: in un tempo di fragilità dei valori, il suo rigore morale e il suo spirito di servizio indicano che la politica e l'impegno sociale devono sempre avere come fine ultimo il bene comune e il rispetto della persona. Genova riconosce in lui l'essenza stessa dei valori democratici su cui poggia la nostra Repubblica; un’eredità che abbiamo il dovere di custodire e, soprattutto, di tradurre in azioni quotidiane di cittadinanza attiva».
