
Da piazza San Giorgio alla Commenda di Prè, con la novità del tratto da Banchi a Campetto, centinaia di genovesi hanno partecipato alla Cena Condivisa 2026
I caruggi si sono trasformati in una grande tavola imbandita a cielo aperto, all'insegna della convivialità e della partecipazione. Questa sera anche la sindaca di Genova Silvia Salis e alcuni componenti della Giunta hanno partecipato alla Cena Condivisa del Centro Storico 2026, assieme a tantissimi e tantissime genovesi.
«La Cena Condivisa è un gesto collettivo che racconta il volto più autentico di Genova - afferma la sindaca Silvia Salis - Vedere migliaia di persone sedersi una accanto all’altra nei nostri vicoli, condividere un piatto, una parola, un sorriso, significa restituire ai caruggi la loro vocazione naturale di luoghi vissuti, aperti, attraversati da relazioni umane e da una socialità positiva. Questa lunga tavolata mostra, ancora una volta, quanto il centro storico possa essere uno spazio di comunità, inclusione e partecipazione. I vicoli devono essere sempre di più luoghi di vita bella e sana, vissuti dalle famiglie, dai giovani, dai residenti, dai commercianti e da chi ama questa parte straordinaria della nostra città».
La sindaca sottolinea, inoltre, che «tutte le istituzioni devono fare ogni sforzo possibile per rendere i vicoli ogni giorno più sicuri, più puliti, più vivibili da tutte e tutti. Ringrazio le associazioni, i volontari, i commercianti e tutti i cittadini che hanno reso possibile questa serata. La risposta entusiasta dei genovesi conferma che c’è un grande desiderio di vivere gli spazi pubblici in modo condiviso, accogliente e sostenibile, valorizzando anche il commercio di vicinato e costruendo legami tra persone e quartieri».
La Cena Condivisa, patrocinata dal Comune di Genova, quest'anno si è sviluppata su un percorso ancora più ampio: la lunghissima tavolata ha unito idealmente e fisicamente i sestieri, snodandosi da piazza San Giorgio fino alla Commenda di Prè ed estendendosi, per la prima volta, anche nell’area da via San Luca e Banchi fino a Campetto.
Una vera e propria catena umana e gastronomica che ha abbracciato i vicoli, trasformandoli in un palcoscenico di inclusione sociale per l’intera cittadinanza. Tanti genovesi hanno portato cibo e bevande da casa, mentre altri hanno scelto di acquistarli nei negozi della zona, dando un importante supporto al commercio di vicinato.
