Polizia Locale, parte la nuova progettualità tra nucleo fasce deboli e centri antiviolenza per la prevenzione e sensibilizzazione degli studenti delle scuole superiori

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28/05/2026
L'assessora Viscogliosi in conferenza stampa

Il protocollo prevede interventi congiunti nelle scuole genovesi per promuovere cultura del rispetto, parità di genere e legalità
 

Irene Moretti

Il Nucleo fasce deboli della Polizia Locale fa squadra sul territorio con l’obiettivo di diffondere la cultura e le azioni a contrasto e per la prevenzione della violenza di genere, domestica e tra pari. Con un protocollo di intesa approvato questa mattina dalla giunta comunale, Comune di Genova, Polizia Locale-Nucleo fasce deboli (cosiddetto “Codici rossi”) e Centri Antiviolenza (Mascherona, Per non subire violenza e Casa Pandora Margherita Ferro) avviano una concreta collaborazione per progetti comuni e interventi congiunti di prevenzione e sensibilizzazione presso gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado del territorio comunale.

 

«Il protocollo approvato questa mattina dalla giunta è un documento di grande valore perché sceglie la scuola come luogo in cui costruire consapevolezza e responsabilità –  dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis – Parlare con ragazze e ragazzi significa intervenire nel momento in cui si formano le relazioni, il modo di stare insieme, la capacità di riconoscere il limite tra affetto, controllo e sopraffazione. La violenza non nasce mai all’improvviso: spesso cresce alimentata da stereotipi, silenzi, dipendenze emotive e segnali che devono essere letti per tempo. È quindi fondamentale che le istituzioni entrino nelle classi mettendo insieme competenze diverse e portando un messaggio chiaro: nessuna forma di prevaricazione può essere considerata normale, nessuna vittima deve mai sentirsi sola, nessuna ragazza e nessun ragazzo deve pensare di non avere strumenti per chiedere aiuto. La collaborazione tra Comune, Polizia Locale, Centri Antiviolenza e scuole rafforza una rete che lavora sulla prevenzione e sulla cultura del rispetto. Una città più giusta e più sicura si costruisce anche educando alla libertà, alla parità e alla responsabilità nelle relazioni».

 

«La violenza di genere e quella domestica sono purtroppo una realtà che conosciamo bene e che, allo stesso tempo, rischiano di rimanere sommerse – spiega l’assessora alla Sicurezza Urbana, Arianna Viscogliosi – Lo leggiamo ogni giorno sulle pagine della cronaca e ne abbiamo la conferma dai numerosi e sempre più frequenti interventi a cui è chiamato il nostro Nucleo fasce deboli della Polizia Locale. Per questo, insieme ai Centri Antiviolenza che quotidianamente sono al fianco delle donne e alle scuole, abbiamo pensato fosse opportuno intraprendere un percorso insieme ai ragazzi e alle ragazze non solo per prevenire episodi di violenza, ma anche e soprattutto per fornire ai giovani degli strumenti che consentano loro di riconoscere la violenza e di agire. I principali obiettivi, che vogliamo raggiungere grazie alla preziosa collaborazione di tutti gli attori impegnati quotidianamente sul campo, sono il supporto a ragazze e ragazzi nel maturare consapevolezza sulla complessità del fenomeno della violenza di genere, informare i giovani anche sulla tutela legale per le vittime di violenza e di supporto, incentivare l’emersione precoce di situazioni di disagio e rischio, partendo dal riconoscimento dei primi segnali e indicatori».

 

Il progetto coinvolgerà gli istituti secondari di secondo grado, con almeno dieci iniziative l’anno, articolate su due ambiti: il primo si concentrerà sull’area psicologica, sarà gestito dai Centri Antiviolenza, e punterà sull’educazione alle relazioni sane e al consenso, al riconoscimento delle dinamiche di controllo e violenza, all’impatto psicologico della violenza, agli strumenti per chiedere aiuto e al contrasto agli stereotipi di genere. Il secondo, più tecnico e legale, sarà gestito dal Nucleo fasce deboli della Polizia Locale, e farà educazione spiegando il significato dei reati legati alla violenza (maltrattamenti, stalking, violenza sessuale, violenza psicologica e diffusione illecita di immagini intime). Gli agenti del Nucleo “Codici rossi” spiegheranno anche le conseguenze giuridiche dei reati e quali sono le modalità di denuncia e di tutela delle vittime. 

 

«La prevenzione e il contrasto alla violenza di genere sono un lavoro che vede in prima linea più assessorati e l’impegno trasversale sul territorio – aggiunge l’assessora al Welfare, Cristina Lodi – L’attività dei Centri Antiviolenza, in sinergia con la Polizia Locale nella gestione delle emergenze, è anche al centro dei tavoli permanenti che coordiniamo come politiche sociali. Il Pronto soccorso sociale del Comune di Genova è uno strumento utile, di cui forse si parla poco, ma che ci permette di avere un rapporto molto stretto con il territorio perché attiva immediata protezione e assistenza materiale delle persone vittime di violenza e dei figli se presenti, attraverso il personale esperto dei Centri Antiviolenza. I protocolli tra Comune e rete territoriale hanno il grande pregio di rafforzare la relazione tra tutti gli attori presenti sul campo con obiettivi comuni rivolti soprattutto alle giovani generazioni, un dovere che noi tutti amministratori dobbiamo tenere sempre nella massima considerazione».

Il protocollo prevede anche attenzione particolare alla sensibilizzazione e informazione su un utilizzo consapevole dei social network. Le attività psicologiche resteranno di competenza dei Centri Antiviolenza. 

 

«Ringraziamo l’amministrazione comunale e siamo felici di aderire al protocollo –  commenta Gabriella Grasso del Centro Per non subire violenza di via Cairoli – Il Centro Antiviolenza investe molto sui progetti di prevenzione realizzati nelle scuole di ogni ordine e grado. Il Nucleo fasce deboli della Polizia Locale negli anni è diventato sempre più il punto di riferimento per le donne che si rivolgono al Centro Per non subire violenza che intraprendono un percorso di fuoriuscita dalla violenza e che sporgono denuncia contro l'autore di violenza». 

 

«Il coinvolgimento del Centro Antiviolenza Mascherona rappresenta un elemento fondamentale all’interno del progetto, perché rafforza il valore della rete territoriale nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere – sottolinea Manuela Caccione del Centro Antiviolenza Mascherona – La collaborazione con il Nucleo fasce deboli della Polizia Locale impegnata nella tutela delle donne vittime di violenza nasce dalla consapevolezza che la protezione e il supporto efficaci passano attraverso un lavoro condiviso, continuativo e multidisciplinare. Come già sperimentato positivamente nelle attività realizzate con il Comune nelle scuole dell’infanzia, la formazione e la sensibilizzazione rappresentano strumenti essenziali per promuovere una cultura del rispetto, dell’ascolto e della parità fin dai primi contesti educativi».

 

Oltre alle rappresentanti dei Centri Antiviolenza Mascherona e di via Cairoli, il protocollo è stato sottoscritto anche dal Centro Antiviolenza Casa Pandora Margherita Ferro.

Inoltre, il protocollo prevede una rigida gestione per quanto riguarda il trattamento dei dati personali degli studenti. Tutte le attività si svolgeranno in forma anonima: se durante gli incontri emergessero ipotesi di reato perseguibili d’ufficio, resteranno validi gli obblighi di legge della Polizia Giudiziaria, mentre eventuali situazioni di disagio saranno indirizzate ai servizi competenti senza raccolta strutturata di informazioni. 


Il protocollo avrà durata di tre anni e sarà rinnovabile. Non comporterà costi diretti per il Comune di Genova e il coordinamento operativo viene affidato al Nucleo fasce deboli.
 

Ultimo aggiornamento: 28/05/2026