
Si discute di sicurezza, il Consiglio respinge l'ordine del giorno di Fratelli d'Italia. La sindaca: "Chiediamo che non sia la Polizia Locale a dover fare ogni giorno un lavoro che va oltre le sue mansioni"
Dopo la discussione degli articoli 54, Interrogazioni a risposta immediata, alle 15 è iniziato il Consiglio comunale con 36 presenti.
In apertura di lavori il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa ha voluto ricordare l’attentato al procuratore generale Francesco Coco e alla sua scorta, avvenuto l’8 giugno del 1976.
In mattinata la conferenza dei Capigruppo ha licenziato 2 documenti fuorisacco, un Ordine del giorno straordinario e un art. 55, che sono stati discussi in apertura dei lavori.
L’articolo 55 ad oggetto “Contrasto al caporalato” è stato presentato dalla consigliera di Avs Francesca Ghio. Si legge nell’atto: “La tragedia che ha coinvolto i quattro braccianti impone una profonda riflessione sul fenomeno del caporalato e sullo sfruttamento del lavoro agricolo. Non si tratta di un episodio isolato, ma della conseguenza di un sistema che troppo spesso antepone il profitto alla dignità e alla sicurezza delle persone. È inaccettabile che, ancora oggi, lavoratori e lavoratrici siano costretti ad affrontare condizioni di impiego precarie, salari insufficienti e ritmi di lavoro estenuanti, privi delle adeguate tutele. Si esprime solidarietà alle famiglie dei quattro ragazzi morti, e a tutte le persone che subiscono queste condizioni”. Il Consiglio si è espresso in materia.
E’ stato poi discusso l’Ordine del giorno straordinario ad oggetto “Situazione sicurezza Città di Genova” presentato dal gruppo di Fratelli d’Italia e sottoscritto da tutti i gruppi di minoranza. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “A rafforzare la presenza della Polizia Locale nei quartieri maggiormente esposti, garantendo turnazioni adeguate e un presidio costante del territorio; predisporre un piano straordinario di intervento sulla sicurezza urbana, con azioni mirate nelle aree che presentano maggiori criticità; migliorare il coordinamento con Municipi, comitati e associazioni, assicurando un canale stabile di ascolto e risposta alle segnalazioni dei cittadini, anche per il tramite degli osservatori municipali; potenziare i sistemi di videosorveglianza, valutando l’installazione di nuove telecamere e il ripristino di quelle non funzionanti; presentare al Consiglio Comunale, entro 30 giorni, una relazione dettagliata sulle misure adottate e sui risultati ottenuti; promuovere iniziative di prevenzione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, con particolare attenzione ai quartieri più vulnerabili; valutare un eventuale rafforzamento dell’assetto amministrativo relativo alle politiche di sicurezza, qualora le criticità evidenziate dovessero persistere, al fine di garantire la massima efficacia dell’azione dell’Amministrazione”.
A nome della Giunta, la sindaca Silvia Salis ha espresso parere negativo all’Ordine del giorno, dichiarando in aula che «Il lavoro sul centro storico e su tutti i luoghi sensibili di Genova nel primo anno di mandato ha impegnato fortemente la nostra Polizia Locale e voglio ringraziare le donne e gli uomini del comando che stanno andando ogni giorno oltre i loro compiti e ogni giorno fanno uno sforzo immenso per colmare le lacune che ci sono in questo Paese. Questa china va avanti da molto tempo. La Polizia ha 102 mila unità di dotazione previste, ma nella realtà sono in 92 mila: significa che la Polizia lavora ogni giorno con 10 mila agenti in meno. Sono quattro anni che il centrodestra è al governo, c’era il tempo per fare dei concorsi. A Genova sono 35 gli irregolari fermati da inizio anno dalla Polizia Locale e portati in Questura: risultano zero rimpatri. Vuol dire che i nostri agenti fanno le operazioni e, qualche giorno dopo, si trovano nuovamente davanti queste persone. Non ci sono protocolli di rimpatrio, la Questura lavora sopra le sue forze, l’ufficio Immigrazione lavora ogni giorno al di sopra delle sue forze, i sindacati di Polizia sono allibiti da questa situazione e lo denunciano continuamente. Vi prego, quando parlate di questi argomenti, di non fare gli avvoltoi, di non buttarvi su un problema che è un problema endemico di questo Paese, di non scaricarlo sul Comune della città nella quale vivete. Questa è la situazione della sicurezza in Italia, questi sono numeri reali, la realtà con la quale la Polizia Locale ha a che fare ogni giorno. Credo che un comportamento serio da parte di tutta la politica di questa città sia di chiedere risorse al governo, chiedere attenzione per una città che vive una complessità legata al suo porto e a una conformazione unica in Italia. Chiediamo che non sia la Polizia Locale a dover fare ogni giorno un lavoro che va oltre le sue mansioni. Questa amministrazione continuerà a fare tutto il possibile per richiamare attenzione su questo tema e per utilizzare tutti i mezzi che abbiamo per rendere questa città più sicura, senza fare propaganda».
L’ordine del giorno è stato poi messo in votazione e respinto con 21 voti contrari della maggioranza e 15 favorevoli dell’opposizione.
Dopo la discussione dell’Ordine del giorno straordinario l’opposizione ha deciso di abbandonare l’aula.
Con la sola maggioranza si è quindi proceduto alla discussione dei punti all’Ordine del giorno.
Delibera di Giunta al Consiglio ad oggetto: “Approvazione delle modifiche allo statuto della fondazione Urban lab Genoa international school”. La proposta è stata messa in votazione e approvata con 20 voti favorevoli della maggioranza.
È stata poi discussa la mozione n. 93 ad oggetto “Promozione della candidatura di Genova quale sede della Gigafactory nazionale per l’intelligenza artificiale” presentata dal Partito Democratico e sottoscritta da tutti i gruppi di maggioranza. Su questa mozione sono stati presentati due emendamenti, uno del Movimento 5 Stelle e uno di Avs. Gli emendamenti sono stati accolti dalla proponente della mozione, la consigliera del Pd Vittoria Canessa Cerchi.
A nome della Giunta l’assessora Rita Bruzzone ha espresso parere positivo alla mozione, che è stata posta in votazione così come emendata, e approvata con 22 voti favorevoli della maggioranza.
Il consigliere di Avs Lorenzo Garzarelli ha chiesto il rinvio della mozione di Avs ad oggetto: “Piano pluriennale per il potenziamento e la qualificazione degli spazi sociali e di aggregazione nei quartieri cittadini”.
Sono decadute le mozioni presentate dall’opposizione.
Il Consiglio comunale si è chiuso alle 17,35.
«I lavori a Villetta Dinegro hanno riguardato il restauro e la valorizzazione del parco e della “casa del giardiniere”. I lavori sono stati finanziati col PNRR e sono stati ultimati il 31 dicembre 2025, per cui è in fase di emissione il certificato di collaudo finale dell'opera. Il restauro della “casa del giardiniere” è stato completato sia internamente che esternamente, mentre per la valorizzazione del parco è stata realizzata la nuova pavimentazione dei vialetti e l'illuminazione scenografica nella zona del Belvedere. Io ho effettuato un sopralluogo un mese e mezzo fa, insieme al collega Montanari, anche per valutare le destinazioni di questi manufatti, soprattutto la casa del giardiniere, e vi posso dire che i lavori fatti si vedono. Il parco ha un aspetto molto più gradevole, sono state rifatte anche tutte le ringhiere, come si facevano in epoca Liberty nei nostri parchi, e il restauro come detto è finito molto in anticipo rispetto alle scadenze del PNRR. Adesso è necessario assegnare al più presto questi luoghi, soprattutto la “casa del giardiniere”, affinchè il parco sia presidiato in maniera costante e continua da realtà sane». È la risposta dell’assessore alle Manutenzioni Massimo Ferrante alle interrogazioni del consigliere di Vince Genova Mauro Avvenente e della consigliera Donatella Alfonso del Partito Democratico che volevano, rispettivamente: “conoscere” dalla giunta “lo stato dei lavori di ripristino della casetta ex giardinieri di Aster di Villetta Dinegro”; avere informazioni “sul completamento dei lavori di ripristino della ex casa del custode ed Urban Lab e dei progetti di maggiore vivibilità dell’intero complesso di villetta Dinegro e degli spazi circostanti”.
«Al fine di rafforzare il percorso avviato in precedenza, come Amministrazione, in materia di sostenibilità degli eventi a 360 gradi, abbiamo approvato in data 28 maggio con Deliberazione di Giunta n° 129, un nuovo documento allineato alla più recente normativa ISO di riferimento. Il documento integra i CAM – Criteri Ambientali Minimi per gli eventi – e i princìpi del DNSH – Do No Significant Harm –, in coerenza con gli indirizzi nazionali ed europei in materia di sostenibilità, da applicare a tutti gli eventi del Comune di Genova secondo princìpi di proporzionalità. Le “Linee Guida Operative e Requisiti di Sostenibilità per Eventi outdoor e indoor” definiscono indirizzi e criteri ambientali per la progettazione e la gestione sostenibile degli eventi cittadini, attraverso l’attuazione di specifiche misure, tra cui: - eliminazione della plastica monouso nei servizi di ristorazione e somministrazione food & beverage - progressivo utilizzo di stoviglie riutilizzabili o compostabili - riduzione degli imballaggi - adozione di sistemi di refill dell’acqua potabile e installazione di fontanelle o stazioni di distribuzione dell’acqua - introduzione di criteri ambientali coerenti con la normativa nazionale ed europea in materia di economia circolare e riduzione dei rifiuti. Come già previsto per il Bilancio di Sostenibilità recentemente approvato, anche per le nuove Linee Guida sulla gestione sostenibile degli eventi sarà predisposto un piano di comunicazione e un programma di formazione, con l’obiettivo di favorire la costruzione di un ecosistema pubblico-privato coeso. In questo modo, le Direzioni, le Società Partecipate e, più in generale, tutti i soggetti interessati potranno accedere a informazioni condivise e sviluppare competenze trasversali sul tema. Il percorso formativo sarà rivolto anche al comparto delle imprese, attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria, con le quali il confronto è già stato avviato. È inoltre intenzione della nostra Amministrazione implementare misure mirate all’adozione di comportamenti sostenibili e circolari negli uffici centrali e decentrati, attraverso la condivisione di una strategia comune, lo sviluppo di progettazioni allineate e la promozione di scambi e pratiche virtuose». È la risposta dell’assessora alla Smart city Francesca Coppola, su delega dell’assessora all’Ambiente Silvia Pericu, all’interrogazione della consigliera di Orgoglio Genova Ilaria Cavo, in merito allo “stato di attuazione della delibera 117/2023: per sapere quali iniziative concrete siano state finora messe in campo per dare seguito alla delibera con cui l’ente ha aderito al manifesto #monouso, e se, in vista dei prossimi eventi organizzati dal Comune di Genova, intenda prevedere misure specifiche e incentivi finalizzati a contenere il ricorso a prodotti usa e getta”.
«Bisogna fare una piccola premessa: come abbiamo già avuto modo di esprimere con fermezza, anche attraverso l’istituzione della Consulta Carcere-Città, siamo convinti che a livello centrale vadano fatte molte più cose, perché il tema della vita in carcere è una responsabilità diretta del ministero. Le ultime norme, tra l’altro, riportano i bambini in carcere e questo a mio parere è l’avvisaglia di un grande ulteriore fallimento e di una disattenzione non solo nei confronti di chi è in carcere, ma anche dei loro familiari e in particolar modo rispetto al rapporto e al legame tra madri e figli. La direttrice dell’istituto di Pontedecimo si è trovata in difficoltà, perché nel frattempo le carceri non sono più dotate di spazi come asili nido o comunque riservati ai bambini. Al di là della responsabilità diretta dell’amministrazione comunale, che non esiste, abbiamo voluto costituire un gruppo di lavoro con la collega Rita Bruzzone, attraverso proprio l’istituzione della Consulta Carcere-Città, all’interno della quale si trattano i temi, tra gli altri, dei rapporti con i figli, dell’affettività e della condizione femminile. Sono contenta che il tema sia stato portato all’attenzione e se vorrà partecipare alla prossima riunione della Consulta sarà la benvenuta: ci farebbe piacere se portasse i materiali che ha esposto oggi e che sarebbe anche interessante presentare in Regione e a tutte le realtà. Noi non ci tiriamo indietro, pensiamo anzi che questo sia un tema fondamentale e crediamo che Regioni, Comuni e istituti debbano unirsi per fare le richieste necessarie al ministero: messa a norma delle carceri e spazi per l’affettività. Sarebbe interessante organizzare una commissione dedicata dopo il prossimo incontro della Consulta per restituire i risultati di questo lavoro, così come faremo sul tema del lavoro». È la risposta dell'assessora al Welfare Cristina Lodi all’interrogazione della consigliera Francesca Ghio di Alleanza Verdi Sinistra che chiedeva informazioni alla giunta “sulla situazione legata agli spazi dedicati all’affettività nelle case circondariali di Pontedecimo e Marassi. Su questa struttura si ricorda un odg approvato all’unanimità in Regione Liguria che si impegnava a partecipare alla spesa per l’allestimento degli spazi se ce ne fosse stato bisogno”.
«Si parla di centro, ma si parla anche di luoghi in prossimità di una stazione ferroviaria, che come ben sappiamo sono luoghi critici, spesso soggetti proprio a misure particolari da parte del Governo, che noi ancora non abbiamo, mentre invece siamo nell’ambito del regolamento di polizia urbana. Anche noi abbiamo ricevuto qualche segnalazione dai cittadini, tanto è vero che abbiamo avviato dei sopralluoghi con la Polizia Locale: controlli mirati proprio per verificare le eventuali criticità, soprattutto nelle fasce orarie e serali. Tali controlli e verifiche non hanno dato esiti positivi, nel senso che non abbiamo rilevato situazioni di criticità nel momento in cui li abbiamo attuati. Ci siamo attivati per quanto riguarda l'aspetto del degrado, quindi abbiamo segnalato ad Aster le problematiche relative al verde, così come abbiamo segnalato ad Amiu gli aspetti connessi all'igiene urbana e alla pulizia dell'area e alla verifica della presenza di tane riconducibili a roditori e, quindi, ad eventuali servizi di deratizzazione. Per quanto riguarda i controlli di competenza della Polizia Locale, gli stessi proseguiranno comunque: manteniamo alta l'attenzione e naturalmente, se riscontreremo situazioni di criticità, interverremo come di consueto. Per quanto riguarda la competenza specifica di Amiu, la piazza è oggetto di un servizio di pulizia manuale quotidiano svolto nel turno antimeridiano, dal lunedì al sabato, e all'occorrenza vengono effettuati interventi di lavaggio mirati. In particolare, la postazione dei cassonetti presenti nell'area è stata sottoposta a lavaggio venerdì scorso. Si informa inoltre che in data 3 giugno è stato effettuato un sopralluogo congiunto alla presenza di Municipio, Aster, Amiu e Ufficio Animali finalizzato alla definizione di un'azione coordinata per il contrasto alla presenza di roditori. A seguito dell'esito dei sopraluoghi, il giorno successivo sono stati posizionati 6 erogatori a scatola in prossimità delle aperture delle tane e dei principali punti di possibile transito dei roditori. Contestualmente è stato eseguito un intervento di riordino del verde mediante il taglio delle erbe infestanti: seguiranno ulteriori controlli sugli erogatori installati al fine di monitorare l'evoluzione della situazione». È la risposta, comprensiva anche della parte facente riferimento all’assessora all’Ambiente Silvia Pericu, dell’assessora alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi, all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Valeriano Vacalebre “in merito alla situazione di degrado in piazza Brignole, in relazione alle frequentazioni soprattutto nelle ore notturne che rendono il luogo poco sicuro e dalle condizioni di sporcizia in cui versa la piazza al mattino”.
«Voglio ricostruire in maniera ordinata una vicenda, quella del Parco delle Dune di Pra’, che sta molto a cuore all’Amministrazione comunale e alla cittadinanza tutta, non solo quella di Pra’ e del ponente cittadino. Una vicenda su cui è necessaria una grande operazione di chiarezza e trasparenza, con diversi profili tecnici e amministrativi che abbiamo voluto affrontare con serietà e senza scorciatoie. Parto dalla situazione che abbiamo ereditato: il “Parco delle Dune” è stato inaugurato l’11 aprile 2025 in piena campagna elettorale, per la fretta di ottenere un articolo di giornale e senza che fosse tutto compiutamente definito dal punto di vista tecnico e amministrativo. Il parco era stato presentato alla città come fruibile, pur non essendo stato ancora completato il percorso necessario a garantirne una gestione ordinata e stabile. Infatti, permanevan profili aperti relativi ai mancanti collaudi idrici ed elettrici, ma anche alla mancata formalizzazione del regime concessorio che determinava ulteriori incertezze sulla gestione complessiva dell’area. Incertezze nonostante le quali l’area del Parco, in una fase di “inter regno”, è risultata accessibile per alcuni mesi. La nostra Amministrazione ha lavorato fin dall’inizio, senza clamore e silenziosamente, per risolvere questi problemi e arrivare alla definizione di un nuovo modello di gestione in piena sicurezza per i cittadini, superando le criticità cristallizzate nel tempo. Abbiamo quindi avviato un approfondimento necessario a capire quali parti del parco fossero effettivamente collaudate, quali condizioni fossero necessarie per garantire la sicurezza, quali adempimenti fossero ancora pendenti, quali responsabilità in capo a Comune di Genova e quali ad Autorità Portuale. Mi rivolgo con grande chiarezza alla popolazione di Pra’: tra fine inverno e inizio primavera, si è disposta la chiusura del parco per ragioni concrete di sicurezza legate, in particolare, al verde che, in questa dimensione di incertezza complessiva, aveva ssunto profili di pericolo rilevante, con rischi concreti per la fruizione ordinaria dell’area e per l’incolumità delle persone, dato anche il contesto delicato in cui si trova il parco, posizionato a ridosso del terminal portuale. In particolare, in occasione di eventi ventosi, erano state registrate situazioni di estrema gravità fino al distacco di container e la loro invasione all’interno del perimetro del parco. Pertanto, la chiusura temporanea del parco nasceva non certo dalla volontà di sottrarre spazio al quartiere, ma come misura temporanea necessaria ad evitare che una situazione già fragile diventasse un rischio concreto per la cittadinanza. La chiusura temporanea del parco è stata quindi un atto di responsabilità, considerando che attualmente permane ancora la mancanza dei necessari collaudi, di responsabilità di Autorità Portuale. L’obiettivo, chiaramente, è di riaprire il parco in condizioni di sicurezza e sostenibilità. Abbiamo avuto diverse interlocuzioni ed effettuato alcuni sopralluoghi, anche in presenza del Municipio. L’incontro di un mese fa con Autorità Portuale ha fatto emergere impegni chiari in capo a Comune di Genova e Autorità Portuale non solo per riaprire il prima possibile il parco, ma per arrivare, a medio termine, a un pieno regime concessorio mai formalizzato. Il Comune si è impegnato a presentare il Modello D1 necessario per la formalizzazione del regime concessorio complessivo, a chiudere il parco nelle ore notturne e a predisporre un servizio di vigilanza, controllo e presidio. Per quanto riguarda Autorità Portuale, la stessa si è impegnata ad effettuare i collaudi, a verificare lo stato delle ecinzioni e ad occuparsi di ulteriori aspetti di competenza connessi alla delimitazione dell’area. Nel frattempo, il Comune si è già attivato grazie ad un lavoro interassessorile del quale ringrazio la collega Coppola, attraverso il lavoro dell’Ufficio del Verde e della direzione Patrimonio, con l’esecuzione degli interventi manutentivi urgenti funzionali alla riapertura del parco in piena sicurezza. I lavori, eseguiti tramite Aster, sono finalizzati al ripristino delle condizioni di decoro e di fruibilità dell’area, per riportare il parco ad una condizione ordinata e compatibile con l’apertura. Oltre a ciò, il Comune si è mosso anche nelle more dell’iter di formalizzazione del regime concessorio, con un lavoro che ha coinvolto a vario titolo Municipio, Amiu e l’ufficio Animali coordinato dalla consigliera Ghio per addivenire alla presentazione del modello D1, anch’esso lasciato in sospeso. La strada è tracciata: attraverso i lavori in capo ad Aster, l’assegnazione dell’incarico per l’apertura/chiusura del parco con la contestuale posa in opera della cartellonistica con indicazioni chiare sugli orari di apertura e chiusura e sul tempo necessario a raggiungere l’uscita, l’esecuzione di verifiche sul progetto con riferimento anche alla presenza o meno di un impianto impianto antincendio, puntiamo a riaprire il Parco, nella porzione dove non sono richiesti collaudi, di qui a 10 giorni. In parallelo, procederemo alla presentazione del modello D1 a cui seguiranno i collaudi mancanti da parte di Autorità Portuale. Un passaggio indispensabile, quest’ultimo, per arrivare ad un regime concessorio pieno, superando definitivamente la situazione di incertezza amministrativa che abbiamo ereditato. Come Amministrazione crediamo nella necessità di valorizzare gli spazi a pubblica fruibilità che vanno ad indennizzare le zone più colpive da servitù che vanno a gravare su singole porzioni della città, a beneficio dello sviluppo di tutti. Confermiamo il nostro impegno costante nell’interlocuzione con tutti gli enti che hanno competenze e nel sollecitarli, sottolineando la volontà dell’Amministrazione di intervenire, talvolta laddove non dovrebbe, per restituire alla cittadinanza il Parco di Pra’, risolvendo i problemi relativi alla mala gestio da attribuire all’Amministrazione precedente». È la risposta dell’assessore al Patrimonio Davide Patrone alle interrogazioni dei consiglieri Filippo Bruzzone della Lista civica Silvia Salis sindaca, Claudio Chiarotti del Partito Democratico e Marco Mesmaeker del Movimento 5 Stelle che chiedevano rispettivamente: “Visto il perdurare della chiusura del parco delle dune di Pra’ si chiedono i motivi della suddetta chiusura e i tempi di riapertura”; “Considerato che il parco delle dune situato nella fascia di rispetto di Pra’, è stato inaugurato dalla precedente amministrazione senza le procedure necessarie, risultando non agibile e non fruibile e che l’attuale assessorato ha avviato la regolarizzazione tecnica per consentirne l’apertura e la messa in sicurezza. Interroga la giunta comunale al fine di conoscere quali irregolarità siano state riscontrate, quali azioni siano state avviate per ottenere l’agibilità, quali tempi siano previsti per l’apertura”; “In merito all'accessibilità e alle ereditate problematiche gestionali della fascia di rispetto di Pra’ con particolare attenzione sui collaudi, se effettuati in precedenza, e sui tempi di riapertura da parte degli enti competenti”.
«Questa interrogazione permette di far luce su quanto sta accadendo all'interno degli uffici dell'Edilizia privata. Sicuramente quello che è stato portato alla nostra attenzione da parte dei dirigenti e degli uffici è che la proposta fatta con l'agenda digitale a partire dal 2024 s è dimostrata uno strumento non efficace per la gestione dei vari procedimenti che gli uffici si trovano a trattare giornalmente. Per darvi un ordine di grandezza e per capire quante sono le pratiche che vengono smistate all'interno di edilizia privata, nel 2025 in Direzione sono state gestite ben 23.000 pratiche, che sono un numero davvero importante, di cui 14.000 edilizie, 7.000 di visure di progetti e 2.000 di pratiche per certificato di idoneità alloggiativa. Da questi numeri, da queste 23.000 pratiche, sono esclusi i sopralluoghi, i procedimenti e tutte le pratiche interne. Quindi immaginate che mole di lavoro si trova a smistare un personale di appena 40 unità. Quello che è stato fatto e abbiamo già annunciato all'interno della conferenza permanente dell'edilizia e che gli uffici si stanno organizzando per portare avanti è tornare al modello dell'appuntamento settimanale, quindi prevedere l’attività di sportello con libero accesso il martedì mattina dalle 9 alle 12. Questa attività prima del 2024 veniva utilizzata prima dell'agenda digitale ed era una modalità operativa particolarmente efficace, in quanto tutte le pratiche più semplici venivano gestite immediatamente; quelle più complesse venivano gestite già proprio dal front office e rimandate a chi di competenza. Tra l'altro, quella di tornare a una giornata di appuntamento frontale, quindi non un appuntamento preso tramite modello digitale, è una richiesta che è stata espressamente già sollecitata da alcuni ordini professionali: le Direzioni si sono fatte carico di tornare a questa modalità operativa. Ci saranno sempre gli open day dello sportello unico per l'edilizia e ci sarà un riequilibrio del carico di lavoro delle quattro aree. Procederemo quindi a una ricognizione di quei referenti che avranno nello specifico alcune deleghe da poter indirizzare rispetto ai progetti più complessi o alle pratiche più semplici. Cerchiamo di raddrizzare la rotta rispetto alle cose che in passato non hanno funzionato, ma ci tengo a sottolineare che gli uffici gestiscono davvero un numero importante di pratiche e tentano in ogni modo di portare avanti i procedimenti nel minor tempo possibile, mantenendo una qualità alta del lavoro che viene svolto». È la risposta dell'assessora all’Urbanistica Francesca Coppola all’interrogazione del consigliere di Forza Italia Mario Mascia che chiedeva alla giunta “chiarimenti in merito alle difficoltà di ottenere appuntamenti con gli uffici competenti per impostare correttamente le pratiche edilizie, prevenire errori, ridurre richieste di integrazione e contenere i tempi dei procedimenti. Tale situazione ingenera ritardi incertezza operativa e difficoltà diffuse per professionisti, cittadini e imprese”.
«Il progetto di educazione affettiva che abbiamo messo in atto si chiama “Facilitare l’educazione alle emozioni e ai legami”. Vi farò scoprire cosa abbiamo raccontato e cosa ci hanno raccontato gli insegnanti. Sia chiaro: nessuno è entrato nelle nostre scuole comunali o ha fatto questo percorso senza che fosse partecipato e condiviso con le famiglie: nessuno vuole sostituirsi alle famiglie, ma semmai vogliamo accompagnarle. Non esiste nessuna “teoria gender”: se pensate che un percorso pedagogico ed emotivo per riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni, gestire i conflitti, insegnare il rispetto, sia una pratica gender, allora sarò chiara: abbiamo un problema molto grande. E questo non lo dice l’assessora Rita Bruzzone, lo dicono pedagogisti, pediatri e psicologi. Non seguire questo percorso fa correre il rischio di lasciare le famiglie sole quando non hanno gli strumenti o rappresentano esse stesse gli ambienti inadeguati. Il DDL Valditara compromette la scuola pubblica. Il problema non è il termine, è il concetto. Nelle relazioni si parlava di stare insieme, giocare, essere gentili, chiedersi chi desidero essere, cosa mi piace e cosa vorrei fare. Sentiremo l’Ufficio scolastico regionale, sentirò il Garante che ci ha accompagnato in questo percorso. Una cosa voglio dirla chiara: un anno sta per finire e ne inizierà presto un altro e io spero che da oggi in poi tutta l'Italia si muova contro il DDL Valditara, perché il consenso va usato per gli stupri, non per questo». È la risposta dell’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone all’interrogazione della consigliera della Lega Paola Bordilli che chiedeva alla giunta “spiegazioni da parte della giunta in merito alla paventata elusione della normativa nazionale circa i progetti di educazione affettiva nelle scuole dell'infanzia genovesi”.
