PNRR, apre a escursionisti e appassionati di outdoor il percorso pedonale dell’Acquedotto Storico

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10/06/2026
Foto di gruppo delle Autorità all'inaugurazione dei tratti recuperati dell'Acquedotto Storico

Terminati i lavori di riqualificazione di tre tratti (che consentono di "ricucire" 28 km di tracciato) in corrispondenza di Valico di Trensasco, via delle Ginestre e Cà de Rissi 

Aperto ufficialmente da oggi il percorso pedonale, oggetto di restauro e messa in sicurezza, dell’Acquedotto storico, che, per circa 28 chilometri, si snoda nella media val Bisagno, sulla sponda occidentale del torrente, dal ponte Feritore, in via Piacenza, fino a Giro del Fullo, a Molassana.

 

L’intervento, che rientra nel progetto di “Restauro e valorizzazione del sistema dei forti e della cinta muraria”, ha ottenuto nel 2021 (con assegnazione nel 2023) un finanziamento di 2 milioni di euro nel Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari (PNC) al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) (Programma D.1: “Piano degli investimenti strategici sui siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali “– Missione 1: “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo” – Componente 3:” Turismo e Cultura 4.0”). 

 

Questo pomeriggio, alla presenza della sindaca di Genova e della Città Metropolitana, Silvia Salis, e della sindaca di Sant’Olcese, Sara Dante, è stato inaugurato, in particolare, il tratto tra i due Comuni, in località Crosa dei Morchi.

 

I lavori nel tratto di Molini di Trensasco hanno riguardato, tra gli altri interventi: la regimazione del tratto in frana dell’affluente del rio Trensasco con scogliere in massi ciclopici, la sistemazione di muri, la piantumazione di specie arbustive autoctone, il consolidamento strutturale dei monconi della porzione di Acquedotto Storico.

 

«Percorrendo l’Acquedotto Storico si ha la sensazione di scoprire una Genova diversa, spesso poco conosciuta persino da chi ci vive, un luogo dove la storia della città, il paesaggio e il rapporto con le nostre vallate si intrecciano in un modo unico – dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis – Per questo l’apertura del percorso restaurato è una notizia che ci rende molto felici: significa restituire alle persone la possibilità di vivere e riscoprire uno dei luoghi più affascinanti del nostro territorio, rigenerando uno spazio all’aperto accessibile, dove poter camminare, stare in movimento all’aria aperta e così prendersi cura di sé e della propria salute. L’Acquedotto Storico nasce dal passato della città, ma continua a parlare al suo presente, uno spazio da conoscere e condividere. Credo che valorizzare angoli di Genova come questo significhi anche rafforzare il legame tra la città e le sue vallate, riconoscendone il valore storico, ambientale e umano. Oggi – conclude la sindaca – riconsegniamo alla collettività un patrimonio prezioso, con l’auspicio che venga vissuto, frequentato e sentito sempre di più come un bene comune».

 

«L’Acquedotto Storico rappresenta un patrimonio di grande valore storico, ambientale e paesaggistico per l’intero territorio genovese e per i Comuni che ne condividono il percorso – commenta la sindaca del Comune di Sant’Olcese, Sara Dante – Per Sant’Olcese questo intervento assume un significato particolare, anche per la vicinanza di uno degli accessi più frequentati dagli escursionisti e per il legame con il sistema dei Forti Genovesi, di cui il Forte Diamante, situato nel territorio comunale, costituisce uno degli elementi più rappresentativi. La riqualificazione e la messa in sicurezza del percorso restituiscono alla collettività un’infrastruttura preziosa per il turismo lento, la pratica sportiva e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale. Accogliamo con favore questo intervento, che contribuisce a rafforzare ulteriormente il legame tra i territori attraversati dall’Acquedotto Storico, tra le associazioni che ogni giorno lo valorizzano e tra le comunità che ne custodiscono il patrimonio. Un risultato che rende questo straordinario percorso ancora più accessibile, conosciuto e condiviso».

 

L’intervento si inquadra nella più ampia azione di riqualificazione delle vallate genovesi, in particolare delle antiche fortificazioni e dei percorsi di collegamento. Tra questi, l’Acquedotto Storico riveste una particolare importanza costituendo una rete sentieristica di particolare rilevanza e interesse storico, paesaggistico e culturale.

 

«Abbiamo portato a termine i lavori nei tempi previsti dal PNRR, restituendo ai genovesi e ai visitatori della nostra città un percorso pedonale storico di straordinario valore paesaggistico, culturale e storico – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Opere strategiche e Coordinamento Pnrr, Protezione civile, Massimo Ferrante – I lavori hanno comportato sia interventi per rendere pienamente fruibile tutto il percorso dell’Acquedotto Storico agli escursionisti, in alcuni tratti anche alle bici, sia per la messa in sicurezza dei versanti di un territorio fragile che nei decenni era stato interessato da eventi franosi, causando veri e propri cedimenti strutturali, anche importanti, e provocando interruzioni di tracciato. Ringrazio l’area Programmazione e attuazione opere pubbliche, la struttura idrogeologia e l’unità organizzativa riqualificazione Vallate per il grande lavoro svolto, con tecniche moderne che ben si sposano con il paesaggio: questi interventi si inquadrano nel più generale azione di riqualificazione delle vallate, in particolare dei percorsi di accesso e di collegamento delle antiche fortificazioni».

 

«Per il nostro Municipio, e per tutta la nostra comunità, questi lavori rappresentano un ottimo punto di partenza per restituire piena fruibilità a un percorso storico, turistico e naturalistico di grandissima importanza per la città di Genova e, soprattutto, per tutta la nostra vallata – sottolinea il presidente del Municipio IV Media Val Bisagno Lorenzo Passadore – Gli interventi presentati oggi si inseriscono in un contesto, quello dell'Acquedotto Storico, dove un contributo fondamentale alle manutenzioni ordinarie svolte dal Comune di Genova viene dato dalle associazioni del territorio che, di recente, hanno dato vita a una Federazione per unire le forze nel processo di valorizzazione e cura del percorso dell'Acquedotto. Il loro lavoro, preziosissimo, ci aiuta a garantire sicurezza e percorribilità di tutto il tracciato, consentendo a turisti, residenti e appassionati di outdoor, di camminare in sicurezza in mezzo alla natura, abbinando all'attività motorio-sportiva la scoperta e riscoperta di tantissime curiosità dal punto di vista naturalistico, storico e culturale». '

Particolarmente impegnativo si è dimostrato proprio l’intervento in località Molini di Trensasco, dove si era verificato un crollo di un tratto di Acquedotto di circa 30 metri e che ha richiesto diverse soluzioni progettuali per raggiungere gli obiettivi di riqualificazione: la sistemazione idrogeologica dell’area, interessata da gravi condizioni di dissesto, la protezione spondale del corso d’acqua presente in loco e la sistemazione dell’assetto idraulico del bacino, il ripristino della continuità fisica del tracciato dell’Acquedotto Storico, il consolidamento strutturale con finalità esclusiva di messa in sicurezza delle parti di Acquedotto che hanno subito ripercussioni per effetto dei dissesti, con particolare riferimento ai monconi e alle arcate danneggiate dai crolli, per mitigare il rischio di progressione del danno; la minimizzazione dell’impatto ambientale delle nuove opere, garantendone il miglior inserimento paesaggistico-ambientale nel contesto dell’area; la conservazione e protezione delle caratteristiche architettoniche dell’Acquedotto Storico nelle attuali condizioni, evitandone l’alterazione nell’interazione con le nuove opere.

 

Per rispondere a tutte queste esigenze, è stata realizzata la sistemazione del versante a monte dell’Acquedotto con opere di ingegneria naturalistica e impiego di muri a secco a gravità nel rispetto delle tecniche di realizzazione tradizionali nonché il ripristino del tappeto erboso con inserimento di essenze arbustive autoctone alla base e sulla testa dei muri dei previsti terrazzamenti. Sono stati realizzati due interventi puntuali sui monconi della struttura, mediante sottomurazione della porzione di muratura collassata, e la realizzazione di fondazione in monoblocco di pietra, inserimento di catene in acciaio nella muratura e ripristino delle parti incoerenti delle testate dei monconi mediante tecnica "scuci-cuci".

 

Particolarmente innovativa, per il contesto urbano, è stata la scelta di ripristinare il tracciato dell’Acquedotto con la realizzazione di un percorso di tipo “montano” su terrapieno, il più possibile vicina all’originaria configurazione morfologica dei luoghi. Per gli attraversamenti dei corsi d’acqua presenti si sono utilizzate tubazioni metalliche di grande diametro tipo “Finsider”, soluzione “tipica” per la sistemazione idraulica delle aree montane e in contesti di dissesto idrogeologico, qui utilizzate in dialogo con elementi storico-monumentali, riproponendo sostanzialmente la preesistente configurazione con il percorso su terrapieno.

 

Anche questa, come le altre soluzioni adottate, è stata concordata nei minimi particolari con la Soprintendenza nell’ambito di appositi Tavoli Tecnici Operativi che hanno seguito tutto l’iter del progetto e dei lavori.

 

«Grazie a un Protocollo d’Intesa tra il Comune di Genova e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria, in fase di prossimo rinnovo, gli interventi di recupero e riqualificazione dell’Acquedotto Storico sono stati realizzati attraverso una stretta collaborazione tra gli enti, con l’obiettivo di coordinare attività tecniche e operative per la conservazione e la valorizzazione di un monumento che racchiude i valori storici, architettonici, tecnici e paesaggistici della città – ricorda il Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, Vincenzo Tinè – Il Protocollo ha avuto come finalità il restauro, il risanamento conservativo, la riqualificazione e la valorizzazione dell’Acquedotto, favorendone il riuso come percorso storico-naturalistico e turistico-ricreativo. Ha inoltre rappresentato un efficace strumento di collaborazione istituzionale, consentendo lo sviluppo condiviso dei progetti e una maggiore semplificazione delle procedure, nel rispetto delle competenze di ciascun ente. Un ruolo centrale è stato svolto dai Tavoli Tecnici Operativi, sede di confronto e coordinamento sugli aspetti scientifici, tecnici e organizzativi degli interventi. Accanto ai finanziamenti del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari (PNC) al PNRR, la Soprintendenza dispone di un finanziamento di 2 milioni di euro per il periodo 2021-2033 destinato al progetto “Genova – Percorso storico dell’Acquedotto”, finalizzato al miglioramento dell’accessibilità, al restauro e al ripristino dei collegamenti lungo il percorso. Attualmente è attivo un Gruppo di Lavoro per l’estensione della dichiarazione di interesse culturale all’intero tracciato dell’Acquedotto Storico, passaggio fondamentale per rafforzarne la tutela, mentre si sta procedendo con il progetto di restauro della Galleria della Rovinata ed è in previsione quello del ponte sifone sul Geirato. Il rinnovo del Protocollo d’Intesa consentirà di consolidare e completare le attività già avviate, tra cui anche la diffusione del Manuale per gli interventi di manutenzione ordinaria e del sistema GIS contenente dati georeferenziati di rilevante interesse, il completamento e la prosecuzione dei progetti finalizzati al miglioramento dell’accessibilità del percorso ed inoltre potrà inoltre essere arricchito con nuovi obiettivi condivisi, attualmente individuati nella progettazione e realizzazione di una cartellonistica coordinata lungo l’intero tracciato».

I lavori rientrano nel programma di interventi denominato “Valorizzazione della cinta muraria e del sistema dei Forti genovesi”, finanziato per un importo complessivo di circa 70 milioni di euro, dal Piano Nazionale per gli investimenti Complementari al PNRR (PNC). Il piano ha la finalità di integrare, con risorse nazionali, le misure previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In particolare, la parte di PNC gestita dal Ministero della Cultura persegue l’obiettivo di potenziare il sistema delle grandi infrastrutture culturali nazionali attraverso interventi di restauro e rifunzionalizzazione di beni di interesse storico e artistico.

 

«Il recupero e la riqualificazione del tracciato dell’Acquedotto Storico rappresentano un esempio concreto di come la tutela del patrimonio, la sicurezza del territorio e la sostenibilità possano convivere in modo sinergico, restituendo alla città un luogo di grande valore storico e identitario, oggi pienamente fruibile e perfettamente inserito nel contesto urbano e ambientale – spiega il presidente Ales Spa, Fabio Tagliaferri – In questo percorso, Ales ha affiancato il Ministero della Cultura nelle attività di sostegno e di monitoraggio dei lavori ricomprese nel Piano Nazionale Complementare al PNRR, svolgendo un lavoro di supporto tecnico e amministrativo affidato da un team multidisciplinare dedicato. Quello di Ales è stato un lavoro svolto dietro le quinte, ma fondamentale in una fattiva collaborazione con il Comune di Genova. Ciò, ha contribuito al rispetto dei target e delle tempistiche previste e al raggiungimento degli obiettivi del Piano. Appare evidente che il dialogo continuo tra istituzioni e strutture tecniche ha permesso di affrontare e superare le complessità operative. L’intervento che oggi si inaugura è quindi anche il risultato di questo impegno condiviso, che ha accompagnato tutte le fasi del progetto fino alla sua conclusione».

Nei tratti a monte di via delle Ginestre è stato necessario ricostruire parzialmente il percorso con l’uso di una palificata in legname a doppia parete, andando a riprofilare il versante ed inserendo una serie di opere in ingegneria naturalistica volte a salvaguardare il terreno da ruscellamenti di acque piovane non regimentate, prevenendo così future erosioni. È stato necessario altresì consolidare una porzione di struttura dell’Acquedotto Storico per mettere in sicurezza alcune arcate parzialmente crollate, utilizzando tecniche murarie basate sull’utilizzo di pietrame a vista in accordo con la Soprintendenza.

 

Un parapetto in parte in legno e in parte in metallo ha completato l’opera verso valle. In località Cà de Rissi, interessata da una ampia porzione di struttura storica crollata, si è scelto una soluzione progettuale “leggera” costituita da una passerella metallica volta a “ricucire” il percorso aereo dotandolo anche di maggiore sicurezza, mediante l’installazione di un parapetto che funge anche da elemento riunificatore tra gli elementi originali e i nuovi.

 

L’intervento ha riguardato anche il consolidamento strutturale di una delle arcate originali, che ha richiesto l’inserimento di una doppia catena in acciaio posta elle reni della struttura, nonché il ripristino delle parti di arcata rimaste in loco mediante l’utilizzo della tecnica scuci e cuci e successivo consolidamento.

Nel 2005, grazie all'impegno di una rete iniziale di 11 associazioni riunitesi in coordinamento insieme alle istituzioni e agli enti pubblici locali (Municipio IV Media Val Bisagno, Comune di Genova, Città Metropolitana di Genova, Regione Liguria, Soprintendenza), l'Acquedotto Storico è diventato un percorso escursionistico pedonale di 28 chilometri, interessante sia dal punto di vista storico che naturalistico.

 

La rete di associazioni è andata ampliandosi negli anni, grazie anche alla creazione, nel 2022, con il supporto del Municipio IV Media Val Bisagno, della Federazione delle Associazioni per la Tutela e Valorizzazione dell'Acquedotto Storico.

 

La Federazione conta oggi 22 associazioni che svolgono attività di valorizzazione e cura del manufatto attraverso lavori di volontariato, iniziative collettive per la pubblicizzazione dell’Acquedotto (passeggiate, eventi sportivi e culturali, incontri divulgativi con scuole e cittadinanza, seminari di studio, pubblicazioni etc.).

 

Tre le macro-tipologie di interventi svolti dalle associazioni:

  • conservazione paesaggio e manufatti storici in favore delle nuove generazioni
  • ricerca storica documentale relativa al bene
  • allestimenti di percorsi didattici e pannellistica informativa.

Le 22 associazioni aderenti alla Federazione sono: AGESCI Gruppo Genova 20 APS, AGESCI Gruppo Genova 23, AIB Valbisagno ODV, Amici di Ponte Carrega, A.N.P.I. Struppa, APS Outdoor Experience Genova, ARCI Pino Sottano APS, Associazione Culturale Antico Acquedotto, Associazione Culturale Giano, Associazione G.A.U. APS, Associazione G.A.U. ODV, CAI Sezione Ligure Genova APS ETS, CAI-U.L.E., Centro Studi Sotterranei CSS, Circolo Ricreativo Culturale Via Sertoli ODV, Confraternita S. Giovanni Battista – Molassana Alta, CSLM Nuovo C.I.E.P., Pro Loco Davagna, Speleoclub Gianni Ribaldone, Teatro Dell'Ortica ETS, Trash Team Genova APS.

Ultimo aggiornamento: 10/06/2026