Deep mapping per Genova: raccontare la città oltre la cartografia

Contenuto

News del
03/09/2026
Deep mapping (AI)

La conferenza del 2 settembre ha aperto il programma di incontri collegati alla mostra “Il futuro di ieri”, esplorando le possibilità offerte dal deep mapping per conoscere e raccontare il territorio attraverso cartografia, storia, scienza e cultura.

Claudio Tosi

Non soltanto rappresentare un territorio, ma provare a comprenderne la complessità, mettendo in relazione luoghi, trasformazioni, persone e storie. È questo il punto di partenza del deep mapping, al centro della conferenza che si è svolta il 2 settembre nell'ambito della mostra Il futuro di ieri.

 

Il termine è relativamente recente e indica un approccio che supera la tradizionale rappresentazione cartografica bidimensionale, facendo dialogare discipline e linguaggi differenti: mappe, storia, arti, scienze, dati e memoria dei luoghi. Un modo diverso di guardare il territorio, nel quale alla rappresentazione fisica dello spazio si aggiungono progressivamente nuovi livelli di conoscenza.

 

Proprio in questa prospettiva può essere letta anche la mostra dedicata alla storia della cartografia e della rappresentazione di Genova. Il percorso espositivo mette infatti in relazione passato, presente e futuro della città, facendo dialogare la cartografia storica con le tecniche e gli strumenti contemporanei e accompagnando il visitatore lungo oltre due secoli di trasformazioni, dal 1815 fino alle esperienze più recenti.

Un lavoro reso possibile anche dalla collaborazione con il DICCA dell'Università di Genova e che mostra come dietro alla rappresentazione finale del territorio vi sia un insieme molto più ampio di studi, rilievi, analisi e competenze.

 

La cartografia diventa così non soltanto uno strumento per descrivere la realtà, ma uno strumento per interpretarla. Conoscere con precisione un territorio significa, ad esempio, poterne individuare le fragilità, comprendere meglio le trasformazioni avvenute nel tempo e disporre di informazioni utili per la prevenzione e per una progettazione urbana più consapevole e sostenibile.

 

Le tecnologie digitali consentono oggi di integrare quantità e tipologie di informazioni sempre maggiori, arrivando a rappresentare il territorio fino a scale di grande dettaglio. Ma proprio per questo diventano centrali anche l'affidabilità dei dati, la solidità dei servizi che li gestiscono e la collaborazione tra i numerosi soggetti che concorrono alla costruzione di questa conoscenza.

 

La mostra cerca quindi di rendere visibile anche ciò che normalmente rimane nascosto dietro una carta o una ricostruzione digitale: i processi di ricerca e di elaborazione che permettono di arrivare al risultato finale.

Cartografie stratificate, ricostruzioni storiche, indagini specialistiche del sottosuolo e mappe dedicate anche a progetti mai realizzati contribuiscono così a costruire un racconto corale della città. Un racconto nel quale il visitatore può riconoscere luoghi conosciuti e, allo stesso tempo, scoprire quanto diversa fosse la Genova del passato.

 

La conoscenza storica acquista in questo modo anche un significato molto concreto: comprendere come un territorio si è formato e trasformato permette di leggerne meglio le caratteristiche e le criticità attuali. La cartografia non rappresenta uno spazio astratto, ma uno spazio vissuto, risultato dell'interazione continua tra ambiente, città e comunità.

 

La conferenza si è conclusa con uno sguardo agli strumenti digitali sviluppati per accompagnare il progetto: Luca Volpin ha presentato il virtual tour realizzato appositamente per la mostra, mentre è stata mostrata anche una prima bozza del catalogo che raccoglierà e organizzerà i contenuti dell'esposizione.

Il percorso di approfondimento proseguirà con gli altri appuntamenti collegati alla mostra, affrontando anche i temi della geodesia e delle discipline che permettono di misurare, conoscere e rappresentare il territorio.

Ultimo aggiornamento: 03/09/2026