Consulta Carcere-Città, riflettori sulle soluzioni abitative dopo il periodo detentivo

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09/09/2026
Consulta Carcere-Città, quarto appuntamento-Pubblico e relatori

I successivi appuntamenti saranno dedicati alla tutela dei genitori, delle bambine e dei bambini e sulla sicurezza

Una casa, un lavoro, l'accesso ai servizi, la possibilità di ricostruire relazioni e di tornare a progettare il proprio futuro: il ritorno alla vita fuori dal carcere passa anche dalla possibilità di avere un luogo stabile in cui vivere. È stato questo il tema al centro del quarto tavolo tematico della Consulta Carcere-Città, riunito questa mattina a Palazzo Tursi. 

 

Istituita dal Comune di Genova nel 2025, la Consulta è il primo organismo comunale stabile in Italia dedicato al rapporto tra carcere e città. La sua attività punta a mettere in rete istituzioni, servizi e realtà del territorio per affrontare in modo coordinato le diverse dimensioni che accompagnano la detenzione e il successivo ritorno nella società.

 

Dopo la riunione di avvio e gli appuntamenti dedicati a lavoro e formazione professionale; percorsi di inclusione sociale; assistenza sanitaria e accesso alle cure; diritti civili e anagrafe, il confronto odierno si è concentrato sulle soluzioni abitative e sulle difficoltà che possono incontrare le persone detenute nella fase di uscita dal sistema penitenziario. La disponibilità di un alloggio può infatti rappresentare una condizione essenziale per dare continuità ad altre opportunità come trovare o mantenere un'occupazione, accedere ai servizi, recuperare autonomia e ristabilire legami familiari e sociali. Per questo il tema dell'abitare è stato affrontato mettendo a confronto competenze e strumenti diversi, con l'obiettivo di individuare possibilità concrete e sostenibili.

 

«L'incontro di questa mattina, incentrato sulle politiche dell’abitare, ha permesso di approfondire la questione attraverso le competenze dei diversi assessorati e prosegue con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati – spiega l’assessora comunale al Welfare e ai Servizi sociali Cristina Lodi -. Entro la fine dell’anno, al termine di questo primo ciclo di incontri, sarà elaborato un documento conclusivo con le proposte condivise da sottoporre alle altre istituzioni, a partire dalla Regione Liguria, che partecipa alla Consulta. Stiamo costruendo uno spazio nel quale affrontare insieme questioni complesse, senza considerarle separatamente. Lavoro, salute, documenti, formazione e abitazione concorrono infatti a creare le condizioni necessarie per affrontare il ritorno alla vita sociale. Disporre di una sistemazione stabile è particolarmente importante, perché la sua assenza può mettere a rischio anche le opportunità costruite durante la detenzione. I tavoli tematici ci consentono di entrare nel merito dei singoli ambiti, mantenendo una visione complessiva. Nei prossimi mesi affronteremo il tema della tutela dei genitori, delle bambine e dei bambini con l’assessora Rita Bruzzone e quello della sicurezza con l’assessora Arianna Viscogliosi, anche nel rapporto tra prevenzione e rientro nella società. Essere stati il primo Comune italiano a istituire una Consulta Carcere-Città significa assumersi la responsabilità di sperimentare un modello nel quale il carcere non sia percepito come una realtà separata, ma come parte della città, con cui costruire un confronto costante. Dare concretezza ai principi di rieducazione e reinserimento della pena significa creare, insieme, le condizioni perché chi ha scontato una condanna possa tornare protagonista della propria vita e parte attiva della comunità».

 

«La casa è spesso il primo requisito per poter ricominciare davvero – sottolinea l’assessore alle Politiche della casa e al Patrimonio del Comune di Genova, Davide Patrone -. Per chi esce dal carcere, una sistemazione stabile è fondamentale per poter lavorare, accedere ai servizi, ricostruire relazioni e riconquistare progressivamente autonomia. Per questo dobbiamo evitare che la fine della pena o l’esecuzione della pena in regime alternativo coincida con un salto nel vuoto. Occorre intervenire su più fronti: inclusione socio-abitativa, edilizia residenziale pubblica e social housing. La Consulta Carcere-Città rappresenta e rappresenterà sempre più uno strumento importante di confronto e di stimolo anche nei confronti della Regione, perché una risposta adeguata a questo specifico fabbisogno richiede una collaborazione istituzionale capace di intervenire sull’attuale sistema di assegnazione previsto dalla legge regionale 10 del 2004 e successive modificazioni e integrazioni. Nel confronto è emersa inoltre la necessità di rafforzare la collaborazione con gli enti del Terzo settore per rimettere in circolo alloggi comunali attualmente sfitti, una soluzione che stiamo già sperimentando e che intendiamo potenziare anche sul piano regolamentare. Stiamo infatti predisponendo una modifica del regolamento del civico patrimonio abitativo che avrà tra i suoi elementi centrali proprio questa possibilità».

 

La Consulta Carcere-Città è nata da un lavoro condiviso promosso dall’assessora al Welfare e ai Servizi sociali Cristina Lodi, insieme all’assessora alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi, all’assessore alle Politiche della casa e al Patrimonio Davide Patrone, all’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone e all’assessore ai Servizi civici e al Diritto di cittadinanza Emilio Robotti.

Ultimo aggiornamento: 09/09/2026