Verde pubblico, per Genova un Puc per anticipare le emergenze climatiche

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25/09/2026
festival torino Coppola

L'assessora Francesca Coppola al festival Future4Cities di Torino: «Il clima deve diventare un criterio ordinario per trasformare la città e ridurre le fragilità del territorio».

Manuela D'Angelo

Anticipare l’emergenza climatica trasformando il clima in un criterio ordinario della pianificazione urbana. È questo il cuore dell’intervento con cui l’assessora al Verde del Comune di Genova, Francesca Coppola, ha partecipato questo pomeriggio alla quarta edizione del festival Future4Cities, in corso a Torino fino al 27 settembre. Davanti a esperti, amministratori e innovatori riuniti nella tre giorni dedicata alle sfide e alle trasformazioni delle città contemporanee, l'assessora ha portato il punto di vista di Genova sul tema cruciale dell’adattamento climatico, evidenziando il lavoro concreto che l'amministrazione comunale sta portando avanti per ripensare lo spazio pubblico e ridurre le fragilità del territorio. Al centro del confronto, la consapevolezza che il cambiamento climatico incide direttamente sulla progettazione urbana – dalla gestione delle superfici impermeabili alla dotazione di alberi e ombreggiamento, fino ai materiali e alle infrastrutture verdi e blu.

 

«Anticipare l’emergenza significa prima di tutto lavorare sulla città che abbiamo, senza aspettare che gli effetti del cambiamento climatico diventino emergenze- dichiara l’assessora al Verde Francesca Coppola- A Genova stiamo lavorando perché il clima entri in modo strutturale nel nuovo PUC, insieme alla lettura delle fragilità del territorio e delle persone che lo abitano. Perché non tutti i quartieri sono uguali e non tutte le persone affrontano allo stesso modo un’ondata di calore o un evento estremo. Pianificare significa capire dove le fragilità si concentrano e usare le trasformazioni della città per ridurle. Più verde e più suolo permeabile sono importanti, ma lo sono anche l’ombra, la qualità dello spazio pubblico, la vicinanza dei servizi e la possibilità per tutti di vivere meglio il proprio quartiere. È su questa scala quotidiana che l’adattamento climatico diventa anche una questione di giustizia».

 

Durante il workshop, l'assessora Coppola ha inoltre sottolineato come la sfida sul consumo di suolo non si limiti a frenare nuove espansioni, ma richieda di restituire funzioni ecologiche al tessuto già urbanizzato, puntando sulla rigenerazione della città esistente e sul riuso delle aree compromesse. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della giustizia spaziale e della vulnerabilità sociale legata agli eventi estremi e alle ondate di calore, ribadendo che una città capace di anticipare l'emergenza è una città che riduce strutturalmente i rischi, integrando la sostenibilità e la qualità dello spazio pubblico in ogni singola trasformazione urbana.

Ultimo aggiornamento: 25/09/2026