
Dopo la discussione degli articoli 54, Interrogazioni a risposta immediata, alle 15 è iniziato il Consiglio comunale con 36 presenti.
In apertura di seduta il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa ha voluto esprimere cordoglio per la morte del professor Ignazio Venzano, storico preside del Liceo “Deledda”, chiedendo all’aula un minuto di silenzio.
Prima di discutere gli argomenti all’ordine del giorno, sono stati portati in aula due documenti fuorisacco, approvati in mattinata dalla conferenza dei capigruppo.
Ordine del giorno straordinario ad oggetto “Adozione urgente ed effettiva del sistema "MoVe-In" (Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti) nel Comune di Genova”, presentato dai gruppi Vince Genova e Lega. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “Garantire l’operatività del sistema MoVe-In nel Comune di Genova, adempiendo tempestivamente agli obblighi previsti dalla Delibera Regionale di dicembre 2025 e dai provvedimenti comunali e valutare di attivare le deroghe attualmente previste anche agli euro 5 per il futuro”.
A nome della Giunta l’assessore alla mobilità Emilio Robotti ha espresso parere negativo all’odg, sostenendo che quanto richiesto “Non è coerente con il percorso che il Comune sta portando avanti con Regione Liguria, che consente da un lato di evitare applicazione automatiche del blocco della circolazione con misure invece più proporzionate. Sul sistema MoVe-In- ha detto Robotti- la sua attivazione non è immediata, la normativa regionale non prevede la trasmissione di fondi per aderire e bisognerebbe utilizzare la piattaforma tecnologica in uso a regione Lombardia, che è molto costosa. Inoltre, anche gli automobilisti dovrebbero dotarsi di installazioni e sostenere canoni per aderire al sistema. Per questo motivo al momento non è possibile dare le gambe a questo ordine del giorno”. L’odg straordinario è stato posto in votazione e respinto con 25 voti contrari della maggioranza e 11 voti favorevoli dell’opposizione.
Il secondo ordine del giorno straordinario ad oggetto “Posizione del Consiglio comunale di Genova sulle misure introdotte dal decreto-legge in materia di presenza di studenti con cittadinanza non italiana nelle classi e sulle politiche di inclusione scolastica” è stato presentato da tutti i gruppi di maggioranza. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “Rappresentare presso il Governo e il Parlamento le criticità riscontrate dal Comune di Genova rispetto all'applicazione del limite del 30%, chiedendo che, nel corso dell'iter di conversione del decreto-legge, siano valutati gli effetti concreti della misura sui territori, con particolare riferimento al diritto alla scuola di prossimità, alla composizione delle classi e all'organizzazione dei servizi scolastici; chiedere al Governo, nell’ambito dell’iter di conversione del decreto-legge, l’adozione di un piano strutturale per l’italiano L2 e l’inclusione scolastica, con adeguate risorse per docenti specializzati, compresenze, formazione e mediazione linguistico-culturale; sollecitare il Ministero dell’Istruzione e del Merito al rilancio di un organismo nazionale stabile sul modello dell’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e l’educazione interculturale, quale sede di confronto, studio e proposta sulle politiche di inclusione e di educazione interculturale; promuovere, d'intesa con gli istituti scolastici e gli altri enti competenti, un monitoraggio sul territorio genovese degli effetti dell'applicazione della nuova normativa, con particolare riferimento agli eventuali spostamenti di studenti tra istituti, alla formazione delle classi, alla domanda di trasporto scolastico e ai servizi di mediazione linguistica e supporto educativo; promuovere, in collaborazione con le istituzioni scolastiche, il potenziamento dei servizi di integrazione linguistica e culturale, dei mediatori e dei progetti di supporto alle famiglie, valorizzando le buone pratiche già presenti nel territorio genovese”.
A nome della Giunta l’assessora all’Istruzione Rita Bruzzone ha espresso parere positivo all’ordine del giorno straordinario che è stato posto in votazione e approvato con 24 voti favorevoli della maggioranza e 13 contrari dell’opposizione.
È stato poi discusso il primo punto all’ordine del giorno, la delibera ad oggetto “Proposta di parziale modifica del regolamento per il servizio pubblico con autovettura da piazza”, su proposta dell’assessore alla Mobilità Sostenibile, Emilio Robotti. La delibera è stata posta in votazione e approvata all’unanimità.
È stata poi discussa la delibera ad oggetto “Istituzione ai sensi dell'articolo 40 del Regolamento del Consiglio Comunale e art. 37 comma 7 dello Statuto, della Commissione speciale antimafia, collaborazione sociale al riutilizzo dei beni confiscati, anticorruzione, trasparenza ed educazione alla legalità”. Con questo atto si invita il Consiglio ad “Istituire, ai sensi dell’articolo 37, comma 7 dello Statuto del Comune di Genova la “Commissione speciale antimafia, collaborazione sociale al riutilizzo dei beni confiscati, anticorruzione, trasparenza ed educazione alla legalità”; stabilire che la Commissione speciale antimafia, sarà composta dalle consigliere e dai consiglieri i cui nominativi saranno individuati in sede di Conferenza Capigruppo, e potrà essere composta fino ad un massimo di 5 consiglieri, per i gruppi formati da un numero di consiglieri sopra le 8 unità; fino ad un massimo di 3 consiglieri, per i gruppi formati da un numero di consiglieri tra le 2 e le 8 (otto) unità. I gruppi composti da un numero inferiore ai 2 consiglieri potranno essere rappresentati da un solo consigliere; attribuire alla Commissione speciale così istituita i seguenti compiti: collaborare con gli organi competenti, compreso il Responsabile Prevenzione Corruzione e Trasparenza del Comune di Genova, nell’individuazione di iniziative coerenti con le finalità di prevenzione e contrasto ai fenomeni mafiosi e di corruzione; elaborare indagini conoscitive sui fenomeni mafiosi e di corruzione, anche elettorale, e promuovere – anche ad esito di confronto con le autorità competenti in materia a livello regionale e nazionale – la formulazione di indirizzi e buone pratiche finalizzate a impedire lo sviluppo dei fenomeni di tipo mafioso sul territorio della città di Genova, in particolare nel sistema degli appalti e opere pubbliche; studiare e promuovere in collaborazione con gli organi competenti, compreso il Responsabile Prevenzione Corruzione e Trasparenza del Comune di Genova, iniziative finalizzate al contrasto dei fenomeni di tipo mafioso e della criminalità organizzata sul territorio comunale indirizzando l’Amministrazione nella predisposizione – nell’ambito delle proprie competenze – di idonei ed incisivi strumenti per concorrere alla prevenzione ed al contrasto del radicamento delle associazioni di tipo mafioso e di tutte le forme di criminalità organizzata sul territorio comunale; collaborare con la Consulta sul gioco d’azzardo e ludopatia; predisporre una relazione sui lavori della Commissione da portare all’attenzione del Consiglio comunale”.
Il documento è stato emendato con il contributo dei gruppi di Lega e Forza Italia e alla fine posto in votazione e approvato all’unanimità.
È stata poi discussa la mozione ad oggetto “Azioni di conoscenza, prevenzione e contrasto del ritiro sociale giovanile, noto come Hikikomori, e costruzione di una rete cittadina di supporto ai giovani e alle famiglie” presentata dal gruppo del Partito Democratico. La mozione è stata illustrata dal consigliere del Pd Enrico Vassallo.
A nome della Giunta l’assessora al Welfare Cristina Lodi ha espresso parere favorevole alla mozione, che è stata posta in votazione e approvata all’unanimità.
Infine, la mozione ad oggetto “Destinazione di immobili comunali alle associazioni impegnate nei servizi antiviolenza”, presentata dai consiglieri del Gruppo misto Francesco Maresca, Antonino Gambino è stata rinviata.
Il Consiglio si è chiuso alle 18,30.
«Il cantiere in essere presso il cimitero della Biacca prevede il consolidamento del muro d'argine antecedente il ponte, il rifacimento della spalla del ponte e nessun intervento sull’impalcato. Quindi, nell'intervento ad oggetto, ribadisco che assolutamente non stiamo lavorando sull'impalcato, anche se quest’ultimo risulta comunque attenzionato sulla base delle linee guida Ponti nazionali. Per la demolizione e ricostruzione della spalla si è reso necessario, per ragioni di sicurezza, la chiusura del traffico veicolare e pedonale. L'impalcato è stato anche inserito in un programma di indagini da parte della direzione strade. Durante la prima ispezione i tecnici incaricati hanno rilevato lo stato di degrado della zona e programmato una successiva visita, dopo il completamento delle operazioni sulla spalla. Ad oggi l'intervento sulla spalla è stato ultimato e la prossima settimana verrà svolta la seconda ispezione. La direzione opere pubbliche ha già avanzato richiesta di prevedere nella prossima programmazione un intervento sull'impalcato del ponte. In ogni caso, ho espressamente richiesto alla direzione Strade e al dirigente competente che al di là della situazione delle linee guida, partendo dal principio che i pedoni non dovrebbero incidere come peso, che per la festività del 2 novembre il passaggio pedonale sia garantito e provvederò a risollecitare per avere una garanzia totale su questo». È la risposta dell’assessore a Opere infrastrutturali e strategiche, Lavori pubblici e Manutenzioni, Massimo Ferrante, all’interrogazione del consigliere del PD Enrico Vassallo, in merito alla «situazione dei lavori e del collaudo del ponte di accesso al cimitero della Biacca che ad oggi risulta chiuso anche al passaggio pedonale».
«Per quanto riguarda le targhe a Norma Cossetto, va fatta un po’ di chiarezza: c’è una prima targa che è competenza della toponomastica e che, come noto, riguarda i fatti della scalinata. Questa targa, a prescindere da qualsiasi considerazione sulle scelte che fece la passata amministrazione, non può essere semplicemente spostata, bisognerebbe togliere l'intitolazione al luogo, dare l’intitolazione ad un altro luogo e spostarla lì. Siccome è stata rotta e siccome tra le altre cose può essere anche pericolosa, adesso è allo studio il da farsi. Si sta cercando una soluzione per metterla in una posizione che la prevenga da altri atti di vandalismo, atti che abbiamo sempre condannato, e per rendere la targa per quanto possibile di materiale un po' più resistente. Va detto che il luogo scelto in origine per quella targa è stato, a parer nostro, discutibile, visto che lì non era voluta, richiamando una storia non condivisa dal territorio. C'è poi il discorso della seconda targa, quella commemorativa, che non è di competenza della toponomastica, ma la cui installazione dovrebbe essere a carico dei proponenti, così come tutte le spese di manutenzione della targa stessa. Ora, mi pare di ricordare che quella targa, con una forzatura, sia stata deliberata dal Consiglio comunale e posta a spese della collettività, anziché di un privato, come per tutti gli altri casi simili. I proponenti, ovvero alcuni gruppi di questo Consiglio comunale, hanno chiesto l’installazione della targa in villa Gentile, ma non mi pare che ad oggi sia stato offerto dai proponenti di pagare anche le spese connesse all’operazione. Affronteremo anche questo tipo di problematica». È la risposta dell’assessore ai Servizi Civici, Emilio Robotti, all’interrogazione della consigliera della Lega Paola Bordilli in merito al «mancato ripristino targa Norma Cossetto: a 83 anni dalla morte violenta, atroce e deplorevole per mano dei partigiani comunisti di Tito, e dopo numerose sollecitazioni della sottoscritta cadute nel silenzio, si chiedono urgenti interventi per il ripristino della targa di Norma Cossetto, medaglia d'oro al merito civile».
«Premesso che rispetto al parco di piazzale Kennedy ci siamo limitati a portare a termine i lavori e ad aprire i cancelli, nel settembre 2025 abbiamo trovato una situazione tale per cui, nel piazzale, erano ancora presenti le montagne di sabbia di Euroflora che non si sapeva chi dovesse smaltire, visto che l’impresa lì presente stava realizzando l’autorimessa e aveva finito di fare il “solettone” per grandi carichi che ha portato l’importo fuori di oltre 3 milioni, non previsto dal PNRR né tantomeno deliberato con un passaggio formale in giunta. Ci siamo trovati di fronte la sfida di dover chiudere il cantiere entro la scadenza del 30 giugno fissata dal PNRR, sulla base di un progetto via via modificato, fino all’ultimo passaggio, con l’avallo dello Studio Piano. Nello specifico, l'appalto è stato aggiudicato sulla base del PFTE redatto da RTP con capogruppo Bargone Associati. Trattandosi di appalto integrato, i livelli di progettazione successivi sono stati sviluppati a carico dell'appaltatore, il Consorzio CSI, che si è avvalso di RTP con capofila Sibilla Associati, mentre la progettazione del verde è stata seguita da Paola Spagnolli. Il progetto definitivo è stato approvato da Autorità di Sistema Portuale, proprietaria dell’area, a seguito del procedimento di Conferenza dei Servizi avviato nel 2023 e concluso il 17 aprile 2024. I rendering girati per tanto tempo, come noto, non corrispondono al rendering finale comparso su qualche emittente TV e canale social. A chi ci chiede come mai non abbiamo fatto modifiche al progetto, fermo restando che intendiamo fare degli aggiustamenti sul parco, rispondo che la progettazione e la modifica di un progetto già appaltato, sempre con l’obbligo di rispettare la scadenza stabilita prima al 30 giugno e poi al 31 agosto per non perdere il finanziamento PNRR, sarebbero stati complicatissimi. Una variante del genere prevede infatti un iter come questo: progettazione, modifica di tutti gli elaborati grafici, del computo metrico, dell'analisi dei prezzi unitari, della relazione tecnico-illustrativa, del capitolato speciale d'appalto, del piano di manutenzione e del quadro economico. Poi, trattandosi come detto di una zona con vincolo di paesaggio, sarebbe stato necessario redigere una variante alla relazione paesaggistica da far autorizzare alla Soprintendenza, con un iter complessivo di almeno 4 mesi. Quindi, il progetto sarebbe dovuto tornare probabilmente in conferenza dei servizi: in tutto, sarebbero serviti circa 9 mesi, lo stesso tempo impiegato per realizzare in tempo i lavori. Inoltre, stante la variazione finanziaria in caso di modifica al progetto, siamo sicuri che non si sarebbero modificate le condizioni dell'appalto in maniera tale da provocare un ricorso delle imprese che non avrebbero vinto? In conclusione, abbiamo fatto del nostro meglio per impedire il definanziamento dell’opera: ciò nonostante, faremo tutto il possibile per rendere questo spazio utile alla città». È la risposta dell’assessore a Opere infrastrutturali e strategiche, Lavori pubblici e Manutenzioni, Massimo Ferrante, all’interrogazione del consigliere del PD Mario Caraffini, in merito a «all'apertura, alle caratteristiche e all'assetto progettuale del nuovo parco di piazzale Kennedy: preso atto che in questi giorni è stato aperto al pubblico il nuovo parco di piazzale Kennedy, uno spazio urbano di rilevante importanza per il restyling della zona mare della città. Considerato che, in merito alla fruizione e all'impostazione architettonica dell'area, sono emersi sui mezzi di informazione e sui canali social alcuni pareri e perplessità circa la presunta difformità dell'opera rispetto alle prime idee progettuali (masterplan) e circa le scelte di allestimento dello spazio centrale. Considerato inoltre che la realizzazione dell'opera si inserisce all'interno di un percorso amministrativo articolato, sviluppatosi attraverso diverse fasi approvative e gestionali; e che è fondamentale chiarire alla cittadinanza le finalità urbanistiche, ambientali e funzionali che hanno guidato il completamento del parco e la sua effettiva fruibilità»
«Genova Parcheggi non ha una sede di proprietà: la sede di Genova Parcheggi in viale Brigate Partigiane è condotta in locazione in un edificio di proprietà dell'Automobile Club di Genova. L'edificio in Viale Brigate Partigiane è stato oggetto di un accordo tra il proprietario, quindi, la sezione di Genova dell'ACI e Autostrade per l'Italia sostanzialmente di esproprio, con un accordo di tipo civilistico, per poter demolire l'immobile e far spazio al cantiere del tunnel subportuale. Genova Parcheggi non è parte di questo accordo, nel senso che l'accordo è stato convenuto tra il proprietario dei locali e società Autostrade, però ovviamente l'accordo, in forza del contatto di locazione, dispiega i suoi effetti almeno per quanto riguarda la disponibilità dell'immobile. Occorre dunque che si trovi una nuova sede per Genova Parcheggi. Genova Parcheggi ha inviato al Comune di Genova una manifestazione per l'utilizzo della palazzina Labò, sempre situata in via delle Brigate Partigiane, in fondo a viale Brigate Partigiane: le Direzioni competenti hanno valutato favorevolmente la possibilità di procedere a una concessione pluriennale dell'immobile, a fronte della realizzazione degli interventi di riqualificazione proposti dalla società stessa. Genova Parcheggi ha avviato l'iter tecnico-amministrativo finalizzato alla formalizzazione dell'assegnazione con i necessari adempimenti tecnico-amministrativi attualmente in corso nel rispetto della normativa vigente dei principi di trasparenza, economicità e corretta gestione delle risorse. Tale percorso è volto a individuare la soluzione che coniughi le esigenze organizzative e funzionali di Genova Parcheggi con gli obiettivi di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio pubblico, ottemperando anche alle prescrizioni della Soprintendenza, in un'ottica di razionalizzazione degli spazi e di sostenibilità nel lungo periodo. Nel contempo la società ha proseguito tramite i propri legali un'interlocuzione con Autostrade per l'Italia per rendere compatibili i tempi di rilascio con quelli del trasferimento della nuova sede. Per rispondere alla domanda precisa che ha fatto la consigliera Bianchi, è vero che nell'accordo sottoscritto tra Aspi e Aci a quanto ci risulta c'è un termine di rilascio fissato a febbraio 2027, ma è altrettanto vero che, rispetto a quando fu concepito quell'accordo, il cronoprogramma di avvio dei lavori del tunnel ha subito qualche ritardo e quindi ci sono le condizioni, secondo Genova Parcheggi e anche secondo questa Amministrazione, per poter rinegoziare di qualche tempo questo accordo e per consentire a Genova Parcheggi di potersi trasferire alla Palazzina Labò o, nel caso non sia possibile, di individuare una soluzione alternativa prima che la Palazzina Labò sia restituita a una funzione urbana. Quindi questo è il quadro: l'accordo con Aspi non è ancora intervenuto, neppure l'accordo risarcitorio, ovviamente stiamo parlando di risarcimento delle spese di trasloco, Genova Parcheggi non perde proprietà, non ha subito espropriazione di proprietà, ma anche l'accordo economico è in corso di perfezionamento. Non appena Genova Parcheggi avrà raggiunto l'accordo con Aspi ovviamente il Consiglio Comunale sarà informato, aggiungo che l'interesse dell'Amministrazione è consentire che Genova Parcheggi possa rimanere nella stessa zona anche perché c'è una sorta di certezza dell'utenza a trovare in zona gli uffici di Genova Parcheggi, in un edificio che sia a piano terra, che consenta di avere sostanzialmente una metratura omogenea a quella attuale. La ricollocazione ha un certo grado di complessità ma siamo convinti che nella complessiva trattativa con Aspi si possano trovare le soluzioni, anche tenuto conto che il cronoprogramma di costruzione del tunnel prevede che lo scavo cominci da Ponente e quindi la necessità della demolizione dell'immobile alla Foce potrebbe essere anche rinviata di qualche mese per consentire un facile trasferimento». È questa la risposta del vicesindaco Alessandro Terrile, in merito alle due interrogazioni dei consiglieri di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi e Valeriano Vacalebre in merito rispettivamente «alla situazione dei locali di Genova Parcheggi e alla ricollocazione dei predetti uffici a seguito dell’esproprio dell’edificio dell’ACI da parte di ASPI» e «ricollocazione degli uffici di Genova Parcheggi dopo procedura espropriativa di Autostrade per l’Italia: informazioni in merito alla ricollocazione degli uffici di Genova Parcheggi, siti nella storica sede dell’Automobile Club Italia, a seguito della procedura espropriativa dell’edificio da parte di Autostrade per l’Italia».
«La palestra è quella dell’Istituto Comprensivo Foce e serve la succursale della scuola Doria-Pascoli. Da almeno 10 anni la palestra è utilizzata in orario extrascolastico dalla società sportiva sYnergiKa sulla base di convenzioni annuali stipulate dalla direzione scolastica su indicazione del Municipio. A fine maggio, l’Istituto stesso ha chiesto al Comune una verifica delle condizioni di sicurezza con particolare riferimento alle attrezzature installate nel tempo dall’associazione sYnergiKa, quali pareti, pannelli per l’arrampicata e ulteriori elementi interni. A seguito di questa richiesta e della successiva domanda della società di eseguire nuovi interventi, il 13 luglio 2026 si è svolto un sopralluogo congiunto a cui hanno partecipato le Direzioni comunali Patrimonio e Manutenzioni, oltre al Municipio Medio Levante. Rispetto alle installazioni realizzate progressivamente negli anni, è emerso che non risultano agli atti le autorizzazioni necessarie dell’amministrazione proprietaria. Il Comune ha quindi richiesto alla società tutta la documentazione tecnica necessaria. Dopo un primo invio lo scorso 6 agosto, gli uffici hanno chiesto ulteriori integrazioni e il ripristino della configurazione dei locali sulla base del progetto antincendio così come approvato dai Vigili del Fuoco. La seconda documentazione relativa al carico di incendio, alla verifica strutturale dei ganci e alla coesistenza delle attività scolastiche sportive è pervenuta il 26 settembre ed esaminata dalle Direzioni Patrimonio e Sicurezza aziendale, insieme al Municipio. Allo stato attuale la struttura competente in materia di sicurezza sta ultimando la formalizzazione delle prescrizioni definitive. Le principali riguardano la rimozione dei pannelli che ostacolano le aperture di areazione e illuminazione, la rimozione delle pareti in legno non previste dal progetto approvato, la certificazione della reazione al fuoco dei materiali e la garanzia che le vie di esodo e le uscite restino sempre pienamente fruibili. Obiettivo dell’Amministrazione comunale è consentire la riapertura della palestra nel più breve tempo possibile tutelando sia l’attività scolastica che quella sportiva extrascolastica: prima di comunicare la data di riapertura, bisogna adempiere alle prescrizioni e alla verifica delle condizioni di sicurezza. Non si vuole penalizzare l’attività di nessuno, ma garantire che quegli spazi siano utilizzati in condizioni regolari e certificate». È la risposta dell’assessore al Patrimonio, Davide Patrone, all’interrogazione della consigliera di AVS Francesca Ghio «per avere informazioni in merito alla riapertura della palestra dell’Istituto Comprensivo Foce di piazza Palermo, attesa per l’avvio della stagione scolastica e sportiva, anche in quanto spazio dato in concessione, in orario extrascolastico, a diverse associazioni del territorio».
«L’attuale situazione di controllo della velocità lungo via Pra’ è il frutto di un percorso avviato nel 2024. Il 6 marzo di quell’anno era stata presentata in Prefettura, nel rispetto delle norme, l’istanza per inserire via Pra’ tra le strade dove effettuare il controllo automatico della velocità. In quella fase, erano state analizzate le caratteristiche della strada e le principali criticità dell’asse viario, con l’individuazione di due punti particolarmente sensibili in corrispondenza dei civici 1 e 70. Il decreto prefettizio del gennaio 2025 aveva autorizzato la collocazione di due dispositivi e, successivamente, erano partite le procedure tecnico-amministrative per l’installazione degli stessi, fino alla loro attivazione nel gennaio di quest’anno. In questi ultimi mesi, nell’ambito del monitoraggio della circolazione lungo l’asse viario di via Pra’, è nata la valutazione dell’opportunità di una terza postazione all’altezza dell’ex stazione ferroviaria, in un tratto caratterizzato dalla presenza di rotatorie, attraversamenti pedonali e una forte interazione tra il traffico e gli utenti vulnerabili. La collocazione è stata studiata per rispettare le distanze stabilite dalla normativa e limitare la velocità in quel rettilineo, in modo da evitare accelerazioni e decelerazioni brusche. Vogliamo essere molto chiari: non stiamo parlando di multe, ma di sicurezza stradale e difesa delle vite umane. Purtroppo, quest’anno, proprio in via Pra’, due motociclisti hanno perso la vita: tragedie rispetto alle quali mandiamo un pensiero alle famiglie. Inoltre, via Pra’ risulta essere tra le strade genovesi con il più elevato tasso di incidentalità. L’Italia è un Paese dove gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i più giovani e ogni anno si contano circa 3.000 vittime, circa 8 al giorno. Abbiamo già visto come l’installazione dei velox, ad esempio sulla Sopraelevata, abbia azzerato, su quel tratto di viabilità, gli incidenti mortali. Continueremo quindi a lavorare sulla moderazione della velocità». È la risposta dell’assessora alla Sicurezza urbana e Polizia Locale, Arianna, Viscogliosi all’interrogazione del consigliere della Lista Civica Silvia Salis Filippo Bruzzone in merito ai «dispositivi per controllo velocità in via Pra': appreso dell'installazione di apparecchiature atte al controllo da parte della Polizia Locale della velocità dei mezzi su via Pra’, si chiede quale sia stato l'iter autorizzativo e quali tipologie di controlli la Polizia Locale potrà effettuare con tali strumenti».
«La Maddalena è certamente una delle aree sulle quali questa Amministrazione sta ponendo particolare attenzione e la Polizia Locale sta svolgendo tantissime attività, soprattutto in tema di degrado, disturbo della quiete pubblica, consumo irregolare di alcol, attività illecite e anche problematiche connesse al fenomeno della prostituzione, però su questo punto credo sia importante essere molto chiari ed evitare semplificazioni. La prostituzione di per sé non è un reato e non è vietata dall'ordinamento. Il compito dell'istituzione non è quello di criminalizzare queste persone ma evidentemente lavorare su chi sfrutta queste persone, le mette al centro di un'attività di tratta o comunque di attività illecite e su questo soprattutto le forze dell'ordine e il tavolo della prefettura devono vederci uniti e diciamo determinati a contrastare questa situazione. Il fenomeno però viene già considerato all'interno dell'attività complessiva di controllo del territorio sulla base anche delle segnalazioni dei residenti e dei commercianti e voglio ricordare anche qualche numero perché rendono onore all'attività che la polizia locale svolge quotidianamente. Da gennaio ad oggi nell'area interessata sono stati effettuati 172 servizi di controllo. Sono state elevate 50 sanzioni amministrative per violazioni che riguardano tra le altre anche il consumo di alcolici, violazione delle disposizioni vigenti, il disturbo della quiete pubblica, atti contrari alla pubblica decenza, ubriachezza manifesta, violazione di ordinanze e regolamenti del Comune. Nello stesso periodo l'attività operativa ha portato a 107 denunce e 11 arresti. Sul fronte delle attività economiche sono state controllate 86 attività commerciali con l'adozione di 6 diffide e 40 sanzioni. Sono dati che naturalmente testimoniano la presenza e l'attività continuativa da parte della polizia locale ma è importante però aggiungere una cosa, la sicurezza non può essere ridotta soltanto al numero delle sanzioni. Oltre che sulla sicurezza la nostra massima attenzione è concentrata sulla vivibilità, che significa poter abitare un quartiere, poter svolgere un'attività commerciale, lavorarci, attraversarlo, vivere questi spazi pubblici in serenità e significa anche non trasformare automaticamente queste situazioni complesse con criticità in situazioni di ordine pubblico perché sono situazioni complesse. Per questo il nostro approccio deve essere pragmatico, nessuna criminalizzazione delle persone ma grande attenzione alle condizioni nelle quali l'attività viene esercitata e massima fermezza nei confronti dello sfruttamento, della coercizione e di ogni altra condotta illecita. La Maddalena continuerà ad essere oggetto di attenzione e di controlli in raccordo naturalmente con le altre forze di Polizia del nostro territorio, ci faremo carico anche di segnalare nuovamente nel tavolo della Prefettura con le altre forze dell'ordine la situazione. Il nostro obiettivo è sicuramente garantire legalità e sicurezza ma allo stesso tempo tutelare la dignità delle persone e la qualità di vita di chi vive e lavora lì». È la risposta dell’assessora alla Sicurezza urbana e Polizia Locale, Arianna Viscogliosi, all’interrogazione della consigliera di Vince Genova Anna Orlando in merito al «degrado zona della Maddalena: desidero avere informazioni circa eventuali azioni dedicate e specifiche per far fronte al degrado della zona della Maddalena, specie in riferimento al fenomeno della prostituzione».
