Consiglio comunale del 13 ottobre

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Articolo del
13/10/2026
consilio comunale
In aula si discute delle prospettive dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano
Manuela D'Angelo

Dopo la discussione degli articoli 54, Interrogazioni a risposta immediata, alle 15 è iniziato il Consiglio comunale con 36 presenti.

 

Prima di discutere l’ordine del giorno, è stato portato all’attenzione del Consiglio un documento fuorisacco, approvato in mattinata dalla conferenza dei capigruppo. Si tratta dell’art 55 ad oggetto “Prospettive dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano” presentato dai gruppi di opposizione, con cui si chiede all'Aula di esprimersi sulla situazione e le prospettive dello stabilimento.

 

In aula è intervenuta la sindaca Silvia Salis: “Genova ha uno stabilimento che funziona e che produce materiale richiesto dal mercato- ha detto Salis- Chiediamo quindi l’approvvigionamento di materie prime per poter continuare a lavorare, sia perché i lavoratori ne hanno diritto, sia perché uno stabilimento che chiude invecchia, decade e diventa molto complesso da riattivare. Serve una continuità industriale e produttiva. È un momento di grande preoccupazione: abbiamo quasi mille persone che rischiano di perdere il lavoro ed è una bomba sociale che Genova, così come Taranto, non può permettersi. In questi due giorni sono arrivati in città i ministri Mazzi e Piantedosi: Genova è al centro di una serie di attenzioni ed è importante che il Governo si renda conto che, se non arriverà una risposta nelle prossime ore, i toni si esaspereranno. Gli spiragli sono positivi: arrivano notizie di un lavoro per trovare una soluzione che, però, deve essere pratica e tangibile e deve garantire continuità industriale allo stabilimento. Il nostro pensiero va a tutti gli stabilimenti coinvolti, ai lavoratori e alle loro famiglie, all’esistenza e alla resistenza di un’industria italiana dell’acciaio che sarebbe un errore strategico perdere. Così come è un errore strategico lasciare sacche di povertà e disoccupazione nelle città laddove c’è una produzione richiesta dal mercato. Noi continueremo nelle nostre interlocuzioni con il ministro e con la struttura commissariale. Non è una gara tra stabilimenti o città che devono farcela a discapito di altri: è in discussione il futuro della nostra città e del nostro Paese, dei lavoratori e delle loro famiglie. Rimaniamo vigili, insieme al presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, per portare avanti un’istanza che ci sembra legittima, concreta e ragionevole di fronte a richieste del mercato presenti, stabili e continue. Siamo fiduciosi che Governo e struttura commissariale stiano lavorando in questo senso”.

La sindaca, dopo il suo intervento, ha voluto anche informare il Consiglio comunale di quanto emerso dall’incontro sulla sicurezza, avvenuto questa mattina con il ministro Piantedosi.

 

È stata poi discussa la prima mozione, 114/2026, ad oggetto “Destinazione di immobili comunali alle associazioni impegnate nei servizi antiviolenza”, presentata dai consiglieri del Gruppo misto Francesco Maresca e Antonino Gambino. Con questo atto si impegna sindaco e Giunta ad “Effettuare una ricognizione completa degli immobili di proprietà comunale attualmente concessi o comunque utilizzati da associazioni, enti, centri sociali e altri soggetti, verificando per ciascuno di essi la sussistenza e la validità del titolo di utilizzo; verificare la regolarità nel pagamento dei canoni di concessione eventualmente previsti, individuando le situazioni di morosità e, in particolare, quelle protratte per più annualità; adottare, nei casi in cui venga accertata l’assenza di un valido titolo e qualora ne ricorrano i presupposti di legge e regolamentari, le procedure necessarie per il recupero dell’immobile alla piena disponibilità del Comune; verificare, nei casi di morosità significativa o pluriennale, la sussistenza dei presupposti previsti dalla legge, dai regolamenti e dai singoli atti di concessione per procedere alla decadenza, revoca, risoluzione o mancato rinnovo della concessione e al conseguente recupero del bene; effettuare contestualmente una ricognizione degli immobili comunali liberi, inutilizzati o sottoutilizzati che possano risultare idonei allo svolgimento di servizi antiviolenza; individuare, nel rispetto della normativa vigente, dei regolamenti comunali e delle procedure di evidenza e trasparenza applicabili, gli immobili idonei da destinare prioritariamente ad associazioni ed enti senza scopo di lucro che gestiscono; valutare per tali realtà, laddove consentito dalla normativa e dai regolamenti vigenti, l’applicazione di canoni agevolati o delle altre forme di sostegno previste dall’ordinamento comunale, tenuto conto dell’elevato valore sociale dell’attività svolta; riferire alla competente Commissione consiliare gli esiti della ricognizione, indicando il numero degli immobili disponibili, le eventuali situazioni di morosità o assenza di valido titolo riscontrate e gli immobili potenzialmente destinabili ai servizi antiviolenza.  

A nome della Giunta l’assessore al patrimonio Davide Patrone ha espresso parere contrario alla mozione, che è stata posta in votazione e respinta con 24 voti contrari della maggioranza.

 

La mozione 113/2026 ad oggetto “Utilizzo temporaneo, sperimentale e reversibile ad uso parcheggio pubblico delle aree pertinenziali del Mercato del Ferro di Sestri Ponente nella fase di transizione verso la rifunzionalizzazione del complesso” è stata presentata dal gruppo di Avs. Con questo atto si impegna sindaco e Giunta a “Verificare con urgenza, tramite gli uffici tecnici competenti, la consistenza delle aree e dei parcheggi pertinenziali del Mercato del Ferro che risultino non indispensabili alle attività ancora presenti o alle future attività di cantiere; individuare e destinare temporaneamente alla sosta pubblica una quota di tali aree, nelle more della definizione e dell'attuazione del progetto definitivo di rifunzionalizzazione;  qualificare tale utilizzo come temporaneo, sperimentale e reversibile, valutando la possibilità di istituire un parcheggio pubblico libero o, qualora le esigenze della mobilità della zona lo richiedano, a sosta regolamentata; predisporre gli interventi minimi per rendere le aree sicure e accessibili, quali: adeguata segnaletica orizzontale e verticale e delimitazione degli stalli, verifica delle condizioni della pavimentazione e dell'illuminazione, individuazione chiara di accessi, uscite e percorsi pedonali protetti, riserva di posti per persone con disabilità, motocicli e biciclette; richiedere agli uffici comunali l'elaborazione di una planimetria dettagliata delle aree interessate, che indichi il numero indicativo dei posti auto ricavabili e le zone da mantenere libere per ragioni di sicurezza e per l'accesso dei mezzi di emergenza; stabilire che l'utilizzo temporaneo a parcheggio cessi automaticamente, previa tempestiva comunicazione alla cittadinanza, nel momento in cui le aree siano necessarie per l'attuazione del progetto definitivo; attivare un tavolo di confronto e raccordo con il Municipio VI Medio Ponente, le associazioni dei commercianti, i residenti e le realtà territoriali per definire le modalità più efficaci di gestione della sosta”.

A nome della Giunta l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti ha espresso parere favorevole alla mozione, che è stata posta in votazione e approvata all’unanimità.

È stata poi discussa la mozione 116/2026 ad oggetto “Pari opportunità per gli atleti con disabilità intellettive e del neuro-sviluppo” presentata dal consigliere di Vince Genova Davide Falteri. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “Sostenere, nelle sedi istituzionali e nelle interlocuzioni di competenza, il principio secondo cui la sola diagnosi o classificazione sportiva non determini automatica mente l’esclusione da un percorso agonistico o da una procedura di accesso, promuovendo valutazioni individuali coerenti con l’attività richiesta e con le necessarie garanzie di salute e sicurezza; trasmettere il presente atto e la posizione del Consiglio al Governo, ai Ministri competenti, all’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, al Comitato Italiano Paralimpico, al CONI e alla FISDIR, chiedendo che gli atleti con disabilità intellettive e del neurosviluppo e la Federazione di riferimento siano adeguatamente coinvolti negli eventuali successivi confronti istituzionali sul tema; promuovere, nella Commissione consiliare competente, un’audizione con FISDIR, atleti, famiglie, società e associazioni sportive, per raccogliere le criticità e le proposte relative alla partecipazione sportiva delle persone con disabilità nel territorio genovese; valutare, nell’ambito delle politiche sportive comunali e delle risorse disponibili, interventi per favorire l’accesso alle attività e agli impianti sportivi comunali, nonché la partecipazione delle persone con disabilità alle iniziative sostenute o patrocinate dal Comune; riferire al Consiglio comunale sugli esiti delle interlocuzioni istituzionali e dell’approfondimento locale entro novanta giorni dall’approvazione della presente mozione”.

A nome della Giunta l’assessora al Welfare Cristina Lodi ha espresso parere positivo alla mozione, a fronte di alcune modifiche dell’impegnativa, che sono state approvate dal proponente. Quindi la mozione è stata posta in votazione e approvata all’unanimità.

Infine, la mozione 108/2026 ad oggetto “Giustizia privata, sicurezza e difesa dello Stato di diritto” presentata dal gruppo Silvia Salis sindaca è stata rinviata in accordo con i proponenti.

Il Consiglio si è chiuso alle 19.

ARTICOLI 54, INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

«Credo di essere la persona giusta per dare una risposta, trattandosi di una società partecipata rispetto alla quale ho una delega specifica sul controllo ed essendomi occupato a sufficienza della questione del risanamento di AMT. Come sappiamo, AMT versa in uno stato di crisi aziendale che si è aperto con la comunicazione del collegio sindacale del 23 giugno 2025: per questa ragione, nel biennio 2025-2026, non è stata erogata la retribuzione variabile ai dirigenti che, invece, è stata erogata fino al 2024 e rappresenta mediamente dal 15% al 23% della retribuzione annua lorda. La mancata erogazione ha comportato un risparmio del costo del personale di oltre 188mila euro per ciascuna delle due annualità, 2025 e 2026. Quindi, rispetto al 2024, la retribuzione del personale dirigente è diminuita per effetto della mancata corresponsione della parte variabile che si eroga anche in funzione dei risultati. La crisi dell’azienda rende legittimo il fatto che non venga erogato premio di risultato. Il consiglio di amministrazione non ha deliberato alcun aumento al personale dirigente, ad eccezione di due casi. Ma attenzione, non si tratta nemmeno di una delibera. Parliamo del dottor Paolo Ravera che ha rivestito, per parte del 2025 e del 2026, l’incarico di direttore generale ad interim, al quale è stato riconosciuto un incremento di 24.000 euro l’anno: questo è il caso più rilevante. Poi c’è il caso del dottor Castello, assunto a tempo determinato con lettera del 18 settembre 2023 che stabiliva un aumento della retribuzione, nel corso del 2025, di 3416,71 euro lordi annui ed è accaduto senza che fosse necessaria alcuna delibera. Per gli altri dirigenti non c’è stato alcun aumento salariale. Tuttavia, in data 13 giugno 2022, i dirigenti dell'azienda avevano firmato un accordo che prevedeva l'adeguamento del trattamento economico in occasione del rinnovo del CCNL degli autoferrotranvieri. Nonostante il rinnovo del CCNL autoferrotranvieri sia intervenuto in data 18 dicembre 2024, a copertura degli anni 2024, 2025 e 2026, ad oggi i dirigenti e l'azienda hanno convenuto di non adeguare il trattamento economico dei dirigenti stessi. Quindi, anche se c'è un accordo scritto che prevede che in caso di aumento del contratto nazionale degli autoferrotranvieri l'azienda debba trovare un nuovo accordo con i dirigenti per adeguare i compensi, alla luce della situazione in cui versa l’azienda, che è molto complicata, si è deciso di non adeguare il trattamento economico. Quindi, ad eccezione dei casi appena descritti, la retribuzione dei dirigenti non è aumentata: anzi, rispetto al 2024 è diminuita per effetto della mancata erogazione della parte variabile. Tuttavia, nella sezione amministrazione trasparente del sito AMT, come da norma di legge, risulta pubblicata una tabella riepilogativa dei costi sostenuti dall’azienda per il personale dirigente che comprende non solo la retribuzione, cioè quello che finisce in busta paga, ma anche le utilità economiche diverse dalla retribuzione e, in particolare, il controvalore monetario dei cosiddetti “fringe benefit”. Per quanto riguarda questi ultimi, nel biennio 2025-2026 non sono state effettuati né nuove assegnazioni né nuovi acquisti: i fringe benefit dei dirigenti sono gli stessi che si portano dietro dagli anni precedenti. Nella tabella sull’amministrazione trasparente è stato attualizzato il valore economico degli stessi, in particolar modo per quanto riguarda le polizze assicurative. I fringe benefit spettanti ai dirigenti di AMT sono regolati dall’accordo aziendale tra AMT e i dirigenti firmata in Confindustria il 24 febbraio 2020. Questi prevedono in particolare la dotazione di auto aziendali e di polizze assicurative. Per quanto riguarda le auto aziendali a uso promiscuo, il rinnovo della dotazione delle stesse è stato deliberato dal Cda il 17 ottobre 2023: quelle sono rimaste e non è stata fatta nessuna variazione rispetto a quella delibera registrata nell’ottobre dello stesso anno. Le auto sono state acquistate - o fornite in leasing - e assegnate ai dirigenti. Per quanto riguarda le polizze assicurative, invece, entriamo in una fase ancora più tecnica. L’accordo aziendale di cui sopra, quello firmato il 24 febbraio del 2020, prevede che per neutralizzare gli effetti previdenziali e fiscali a carico del dirigente derivante dall'imponibilizzazione della polizza assicurativa stipulata dall'azienda a favore dei dirigenti, nel mese di maggio di ogni anno venga riconosciuta nel libro unico una somma a titolo di controvalore previdenziale fiscale dell'intero valore della polizza: quindi, viene segnata come parte della retribuzione il valore della polizza. Le polizze assicurative hanno delle oscillazioni legate a molti fattori, anche esogeni. Ad eccezione dei due dirigenti di cui parlavo prima, Ravera e Castello, per tutti gli altri l’aumento del costo che sostiene AMT per il costo del personale deriva dall’aumento del controvalore monetario della polizia già stipulata. Queste sono cose non semplici da comprendere o da far comprendere, quindi rispetto all’interpretazione di quella tabella è nata una legittima preoccupazione che in AMT si stesse aumentando la retribuzione dei dirigenti, cosa che non è avvenuta ad eccezione di quei due casi, di cui uno legato a un incarico sovraordinato che ha rivestito e l’altro riguardante una norma contrattuale vigente e sottoscritta a settembre del 2023. Per questo, per fare chiarezza e a mio avviso molto legittimamente, la sindaca è intervenuta per richiamare l'azienda al rispetto di un principio molto chiaro: in una situazione di crisi, per arrivare al salvataggio che auspichiamo avvenga nelle prossime settimane, tutti devono fare sacrifici, anche il personale dirigente. Questo richiamo non è una critica al Consiglio di amministrazione, che anzi intendo ringraziare per il lavoro che sta facendo per portare a buon esito la composizione negoziata di crisi. Questo vuole essere un richiamo generale al fatto che questo non è il tempo di immaginare nuovi aumenti rispetto alle clausole contrattuali già firmate. Ricordo che per ottemperare alle norme di legge, AMT ha pubblicato una tabella che indica un valore monetario più alto è perché sta eseguendo degli accordi intervenuti negli anni precedenti, in particolare il 24 febbraio 2020, il 13 giugno 2022, 18 settembre 2023 e il 17 ottobre 2023. L’attenzione del Comune di Genova è molto alta, perché ogni euro è rilevante e non solo abbiamo chiesto all’azienda un resoconto dettagliato su come funziona il meccanismo di retribuzione variabile e dei fringe benefit, ma abbiamo chiesto anche che vengano applicati in funzione del piano di risanamento e che comunque non siano previsti aumenti. Pensiamo che il sacrificio di tutti, compreso quello del personale dirigente e degli enti pubblici e degli utenti e dei lavoratori, ci porterà insieme al salvataggio dell’azienda. Ribadisco che non c’è nessuna polemica con il Consiglio di amministrazione, ma il rispetto di una serie di atti che peraltro riguardano sia il personale dirigente che il personale non dirigente. Certamente c’è il fatto che nel 2023 si è deciso di cambiare tutte le macchine dei dirigenti, una scelta che alla luce della situazione dei conti dell’azienda già allora non particolarmente buona, forse non è stata una scelta particolarmente fortunata od opportuna: però noi questa scelta l'abbiamo subita e non avremo un grande vantaggio a vendere quelle macchine e rimetterle sul mercato. Purtroppo, non tutte le scelte fatte dalla precedente amministrazione sono state particolarmente fortunate, in particolare quelle su AMT. Con ciò la nostra attenzione è molto alta, ma ripeto: ad eccezione di due casi motivati da una differente mansione e, in parte, per una norma contrattuale prevista nella lettera di assunzione, non c'è stato alcun aumento retributivo del personale dirigente, ma un'attualizzazione dei fringe benefit previsti da specifici accordi normativi e contrattuali che hanno valore normativo firmati negli anni 2020 e 2022». È questa la risposta del vicesindaco Alessandro Terrile alle interrogazioni dei consiglieri Pietro Piciocchi (Vince Genova), Lorenzo Pellerano (Orgoglio Genova), Alessio Bevilacqua (Lega) e Nicholas Gandolfo (Fratelli d’Italia) aventi tutti per oggetto l’incremento della retribuzione del personale dirigente di AMT.

«Questa rampa è chiusa da anni, per la precisione dalla fine nel 2021, quando le valutazioni condotte sul limitrofo svincolo di collegamento tra la strada Aldo Moro e l’ingresso in autostrada portarono all’attuale limitazione di corsia definita con new jersey, valutando l’opportunità di chiudere il cosiddetto “torna indietro” di via Cantore al fine di evitare gli incolonnamenti di mezzi sulle strutture: era proprio quest’ultima la motivazione della chiusura decisa a quel tempo. Dopodiché, come ben sappiamo, dopo il nostro insediamento sono partite le ispezioni previste dalle linee guida nazionali “Ponti” che hanno individuato, in tutto, 679 ponti e impalcati sul nostro territorio, rispetto ai 619 censiti. Le ispezioni hanno interessato anche la rampa di collegamento tra via Cantore e il casello di Genova Ovest, portando all’inserimento di questa infrastruttura in una classe di attenzione medio-alta. Data la scarsità di risorse a disposizione del Comune, da inizio anno stiamo faticosamente provando a dialogare con Regione Liguria perché vengano finalmente sbloccati i residui dei 108 milioni di euro destinati a Genova nell’ambito dei ristori legati al crollo del ponte Morandi: nello specifico, parliamo di 40 milioni di euro già calcolati dal gruppo tecnico formato dai rappresentanti di tutti gli enti coinvolti, oltre a Comune e Regione anche Autostrade per l’Italia e Autorità di Sistema Portuale. Solo con lo sblocco di questi 40 milioni di euro riusciremo a far seguire, alle ispezioni, i monitoraggi, che andrebbero a coinvolgere anche la rampa tra via Cantore e l’autostrada, la quale verrebbe sottoposta a una valutazione accurata nell’ambito di accordi quadro in essere, previo reperimento delle risorse economiche sulla base delle priorità dell’ente. Le valutazioni accurate frutto dei monitoraggi serviranno a capire la tipologia di intervento di manutenzione straordinaria da effettuare. Posso dire che i tempi di riapertura della rampa, per le motivazioni appena spiegate, non saranno assolutamente rapidi, per l’accumularsi delle problematiche pre-2025 con quelle legate ai controlli previsti dalle linee guida Ponti». È questa la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici e alle Opere infrastrutturali e strategiche Massimo Ferrante all’interrogazione del consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Mesmaeker “in relazione alla perdurante chiusura della rampa di via Cantore – collegamento al casello autostradale di Genova ovest per chi proviene da ponente – si chiede alla giunta quali siano le tempistiche certe previste per l’avvio dei lavori di ripristino della stessa, la durata degli interventi e a carico di chi siano”.

«L'impianto era chiuso per gli adempimenti obbligatori relativi alla revisione quinquennale. Dopo circa due mesi e mezzo questi interventi si sono effettivamente chiusi nei tempi previsti. Attualmente sono in corso verifiche, le prove finali sulle apparecchiature elettriche e meccaniche dell'impianto, le cui componenti sono state oggetto delle operazioni in manutenzione straordinaria che hanno riguardato montaggio, smontaggio, controllo sostitutivo e, poi, il successivo rimontaggio. La conclusione di tutte le attività di collaudo e verifica tecnica, salvo imprevisti, è stimata entro la giornata di venerdì prossimo, il 16 ottobre. A seguito del positivo completamento di tutti questi collaudi, l'esercizio della funicolare Sant'Anna verrà riattivato il più tempestivamente possibile. Chiaramente AMT ne darà comunicazione attraverso i canali aziendali e ordinari». È questa la risposta dell’assessore alla Mobilità e Trasporto pubblico Emilio Robotti all’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Donatella Alfonso in cui si legge: “Premesso che lo scorso 13 luglio è stato interrotto per la revisione quinquennale, il servizio della funicolare sant’Anna che collega - con un traffico di circa un milione di passeggeri l’anno – piazza Portello con corso Magenta e il quartiere di Castelletto, con una previsione di importanti lavori di tipo elettrico e meccanico e relativi collaudi. Essendo trascorso il periodo di due mesi e mezzo previsto per l’esecuzione di lavori e controlli, interroga la sindaca e la giunta per conoscere la previsione di ripresa del servizio, che interessa fortemente residenti, operatori e turisti”.

«Il 28 settembre è stato avviato questo nuovo servizio, inedito, che è stato fortemente voluto dalla sindaca e che è stato messo a terra da me e da tutti gli uffici di AMIU, insieme ai Municipi che hanno espresso le loro esigenze rispetto a un tema fondamentale qual è il decoro urbano. È importante capire come sono distribuite le risorse e quale tipo di efficacia possono avere. Si tratta di un piano di spazzamento manuale misto, quindi a tratti anche coadiuvato dall’uso di mezzi meccanizzati che rendono tutto più efficiente. Parliamo di 41 risorse umane che si sono sbloccate grazie allo sblocco del turnover in AMIU, a cui è stata data una grande pubblicità. Sono così distribuite: nove nel Municipio I Centro Est di cui due in centro, due nel centro storico e cinque tra Castelletto, Oregina e Lagaccio; due persone nel Municipio II Centro Ovest a Sampierdarena; sette nel Municipio III Bassa Val Bisagno di cui tre su San Fruttuoso e quattro su Marassi; tre nel Municipio IV Media Val Bisagno, a Molassana; nel Municipio V Val Polcevera due a Certosa; nel Municipio VI Medio Ponente due a Sestri Ponente; nel Municipio VII Ponente quattro di cui due su Pegli e due su Voltri. Nel Municipio VIII Medio Levante in tutto sette risorse di cui due alla Foce e cinque tra Albaro e Sturla; cinque risorse nel Municipio IX Levante divise tra Nervi, Quinto e Quarto. Le attività sono prevalentemente svolte al mattino con interventi anche pomeridiani a seconda del Municipio e si svolgono dal lunedì al sabato. Questi interventi servono a riavvicinare il tema del decoro alla popolazione e, quindi, ai cittadini che vedono le risorse impiegate sul territorio, ma soprattutto rendono il servizio più efficace, perché alla fine i chilometri coperti da questo nuovo servizio di pulizia, che è integrativo, non sostituisce il piano annuale delle attività di AMIU saranno molti: parliamo di 13 km di di superficie stradale pedonale solamente nel centro storico, mentre a Levante abbiamo 40 km distribuiti su 122 tratte di superficie, con una situazione similare nella zona del Ponente. Pensiamo che questo piano riuscirà quindi a garantire un migliore decoro e riavvicinare il servizio AMIU ai cittadini e quindi dare un migliore aspetto alla città». È questa la risposta dell’assessora all’Ambiente Silvia Pericu all’interrogazione del consigliere della lista civica Silvia Salis sindaca Filippo Bruzzone in cui si legge: “Appreso del ritorno dei cosiddetti ‘spazzini di quartiere’ voluti da Comune e AMIU, si chiede come i suddetti "spazzini di quartiere" siano dislocati numericamente e con quali turni nei diversi municipi”.

«L’intervento di riqualificazione dell’immobile ex SATI al Lagaccio, finanziato con fondi PNRR, è in corso di esecuzione e prevede la realizzazione di circa 90 parcheggi distribuiti su quattro piani, comprensivi di stalli per persone con disabilità, oltre ad alcuni posti moto. L’esecuzione dei lavori di riqualificazione ha subito ritardi dovuti a diversi fattori, tra i quali la complessità dell'intervento, la vetustà delle strutture abbandonate da diversi anni, alcuni rinvenimenti in corso d'opera e, infine, alcune difficoltà nei rapporti con l'impresa esecutrice. La fine dei lavori è stimata entro la fine del 2026 e, quindi, dovremmo riuscire a rispettare i tempi, peraltro con la consegna anticipata del piano terra, prevista entro la fine di ottobre, a Genova Parcheggi, che avrà il compito di attivare il parcheggio e che già gestiva l’autorimessa prima dell’inizio dei lavori di riqualificazione. Per quanto riguarda i parcheggi in via di realizzazione nei piani superiori, deve ancora esserne definita l’assegnazione. In sintesi, i lavori di riqualificazione dell’immobile termineranno entro fine anno e la consegna del piano terra a Genova Parcheggi avverrà entro la fine di ottobre». È questa la risposta dell’assessore ai Lavori Pubblici e alle Opere infrastrutturali e strategiche Massimo Ferrante all’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Vittoria Canessa Cerchi “in merito allo stato attuale di avanzamento delle opere presso l'area dell'ex SATI del Lagaccio, richiedendo di conoscere le tempistiche previste per la definitiva conclusione dei lavori, nonché gli orientamenti e le prospettive dell'amministrazione circa la futura destinazione d'uso e la valorizzazione degli spazi a beneficio del quartiere e della cittadinanza”.

«Ho dato indicazione alla Direzione Opere idrauliche di sospendere le lavorazioni del cantiere del Veilino per il giorno 2 novembre. Per quanto riguarda invece l'oggetto della sua interrogazione, vorrei precisare che noi lì stiamo eseguendo quello che dovevate fare voi, ovvero i cantieri dei 4 Assi. Mi dispiace ogni tanto dover ricordare che si tratta di un'eredità che ci avete lasciato: è stata acquistata una flotta, una flotta che sta già iniziando ad essere utilizzata – ci auguriamo anche a breve in Valbisagno – quando di fatto mancavano le relative infrastrutture, ovvero i cavidotti per far girare la tensione elettrica e le rimesse per ospitare i nuovi mezzi. Quando mi sono insediato ho dovuto fare le corse sulla Guglielmetti, sulle Gavette: sa che situazione drammatica abbiamo trovato con l'arsenico e l'amianto, con l'impresa affidataria che da due mesi non riceveva indicazioni, e che ci ha quasi portato in causa proprio perché non riceveva indicazioni e non gli erano stati neanche riconosciuti gli extra costi dal RUP precedente nominato da voi. Per il cronoprogramma delle attività di ristrutturazione delle rimesse AMT in Valbisagno occorre premettere che l'utilizzo delle aree in prossimità al cimitero Staglieno si è reso necessario per il ricovero del parco mezzi del trasporto pubblico locale, non allocabile altrove nel periodo di inagibilità degli spazi di rimessa. Questo era previsto nel progetto 4 Assi. Tale scelta, e la mancanza di altre alternative valide, deriva dalla necessità di poter fruire in uno spazio compatibile con l'utilizzo dei veicoli per il normale esercizio del servizio. Tale situazione perdurerà sicuramente fino alla conclusione dei lavori delle Gavette, previsti secondo cronoprogramma per dicembre 2027 e gennaio 2028. In funzione dell'evoluzione del parco veicolare AMT e dell'andamento della fase 2 Guglielmetti – fase 2 in capo ad AMT, necessaria per evitare i micro allagamenti nella rimessa – si valuterà se tale misura si rende necessaria anche durante l'intervento sulle rimesse di Staglieno che avrà il via alla conclusione delle lavorazioni a Gavette. Quindi ribadisco: abbiamo fatto le corse contro il tempo, abbiamo recuperato i mesi di ritardo sulle rimesse e siamo riusciti a centrare l'obiettivo del target ministeriale. Chiaramente stiamo dando dei disagi, ma sono disagi che avete deciso voi di dare ai cittadini: non abbiamo disconosciuto il progetto 4 Assi e stiamo portando a termine quello che avreste dovuto fare voi». È questa la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici e alle Manutenzioni Massimo Ferrante all’interrogazione del consigliere di Orgoglio Genova Vincenzo Falcone “per conoscere quale sia il cronoprogramma dettagliato dei lavori in corso presso la rimessa AMT di Bobbio e nelle aree interessate e quando saranno ripristinate la normale viabilità e la disponibilità dei parcheggi per garantire sicurezza, accessibilità e adeguata accoglienza dell'utenza in vista delle ricorrenze del 2 e 4 novembre”.

Ultimo aggiornamento: 13/10/2026