Consiglio comunale del 27 ottobre

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Articolo del
27/10/2026
sala rossa

Solidarietà dall'aula ai lavoratori di Ericsson. Approvato il V adeguamento del Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2027-2028

Manuela D'Angelo

Dopo la discussione degli articoli 54, Interrogazioni a risposta immediata, alle 15 è iniziato il Consiglio comunale con 36 presenti.

 

Prima di procedere con i punti all’ordine del giorno è stato portato in Consiglio un documento fuorisacco, Ordine del Giorno straordinario sugli “Esiti della vicenda Ericsson”, presentato e sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza e di opposizione.

Questo atto impegna sindaca e Giunta a “Proseguire il sostegno istituzionale del Comune di Genova ai lavoratori coinvolti nella vertenza Ericsson e alle organizzazioni sindacali impegnate nel confronto con l'azienda; richiedere formalmente al Governo e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un aggiornamento puntuale sugli esiti dei tavoli di confronto e sulle misure previste per la salvaguardia dei livelli occupazionali; sollecitare Ericsson affinché proceda al ritiro definitivo di ogni misura che possa comportare licenziamenti o riduzioni significative dell'occupazione nel sito di Genova; chiedere all'azienda la progettualità per il futuro della sede degli Erzelli, in merito alla ricerca, sviluppo, innovazione e mantenimento delle competenze professionali presenti e ai relativi specifici impegni; rappresentare presso le competenti sedi istituzionali la necessità di una politica industriale nazionale che sostenga gli investimenti in ricerca, innovazione e occupazione qualificata nel settore delle telecomunicazioni, contrastando processi di progressiva desertificazione industriale e tecnologica; attivare degli incontri con i vertici delle realtà produttive insediate ad Erzelli per prevenire l'insorgere di nuove vertenze e garantire che il Parco Scientifico rimanga un attrattore reale di capitale umano e finanziario”.

 

A nome della Giunta l’assessore al Lavoro Emilio Robotti ha espresso parere favorevole all’Ordine del giorno dichiarando in aula che “Genova, l'Amministrazione comunale, la sindaca, la Giunta e tutto il Consiglio comunale sono con i lavoratori e le lavoratrici di Ericksson, e ci sono stati fin dall'inizio. È chiaro- ha detto Robotti- che di fronte alla situazione di oggi, che vede 131 licenziamenti, non possiamo che chiedere che questi vengano ritirati e che Eriksson mantenga una presenza forte a Genova, così come promesso da Roma. Noi faremo tutto possibile perché la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici porti ad una vittoria. Ad oggi è un dato di fatto che il Governo non abbia ottenuto nulla. Le 48 mensilità promesse sono una limitazione del danno significativa, ma non accettabile.  Non sono un risultato. In ogni caso, come amministrazione insieme anche a Regione, saremo al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici, anche per quanto riguarda la tutela del lavoro sul nostro territorio, per far rimanere qui quelle competenze, quei lavoratori e le loro famiglie e far sì che non venga disperso tutto quel patrimonio umano e tecnico -scientifico che in tutti questi anni ci ha rappresentato”. L’Ordine del giorno straordinario è stato posto in votazione e approvato all’unanimità.

 

Si è poi proceduto con il primo punto all’ordine del giorno ad oggetto “Ratifica della Deliberazione Giunta Comunale n. 276 del 01/10/2026 ad oggetto: “XI variazione ai Documenti Previsionali e Programmatici 2026/2028”. Su questo atto il gruppo della Lega ha presentato 8 ordini del giorno, di cui il numero 2, 3, 7 e 8 sono stati accolti dalla Giunta, e approvati all’unanimità. I numeri 4, 5, e 6 hanno invece ottenuto parere contrario della Giunta e respinti con 23 voti contrari della maggioranza e 10 favorevoli dell’opposizione.

L’atto è stato quindi posto in votazione e approvato con 23 voti favorevoli della maggioranza e 11 contrari dell’opposizione.

 

È stata poi discussa la delibera ad oggetto “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 194, comma 1, lett. A, Decreto Lgs. 267/2000, in esecuzione di provvedimenti giudiziari” su proposta dell’assessore al Bilancio Alessandro Terrile. Si tratta di “riconoscere, ai sensi dell’art. 194 la legittimità dei debiti (di diverse sentenze) “stimati in euro 522,08; euro 407,27; euro 2.688,76; euro 553,69; euro 4.200,00; euro 1.300,00; euro 4.186,00”.

L’atto è stato posto in votazione e approvato con 22 voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione si è astenuta.

 

È stata poi discussa la delibera ad oggetto “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 194, comma 1, lett. A, D. Lgs. 267/2000, in esecuzione delle sentenze emesse dalla Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado di Genova e dalla Corte di Giustizia Tributaria di Secondo Grado della Liguria nei ricorsi contro il Comune di Genova”. L’importo complessivo oggetto di riconoscimento è pari ad euro 3.874,00, oltre oneri accessori stimati pari ad euro 2.130,70, per un importo totale di euro 6.004,70.

L’atto è stato posto in votazione e approvato con 23 voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione si è astenuta.

 

Infine, è stato discusso il punto ad oggetto “V adeguamento del Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2027-2028 e XII nota di variazione ai Documenti Previsionali e Programmatici 2026-2028”, su proposta dell’assessore ai Lavori Pubblici, Manutenzioni, Opere strategiche infrastrutturali Massimo Ferrante. Ammontano a 391 i milioni che il Comune di Genova ha destinato al Programma triennale delle opere pubbliche 2027-2029, di cui 74,8 milioni inseriti nell’annualità 2027 e immediatamente cantierabili.

Per quanto riguarda il 2027, le principali voci di spesa riguarderanno: la rigenerazione urbana, il recupero e l’efficientamento energetico (30 milioni); la manutenzione straordinaria del patrimonio e del territorio (circa 29 milioni di euro); la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio (13,4 milioni); la prosecuzione del piano di manutenzione degli edifici scolastici (1,4 milioni) e la riqualificazione e manutenzione degli impianti sportivi (1 milione).

Due milioni e 700 mila euro saranno indirizzati direttamente alle aree tecniche dei nove Municipi - 300 mila euro ciascuno - per la realizzazione di interventi diffusi di manutenzione straordinaria su edifici e spazi pubblici locali.

Altri punti cardine sono costituiti dalla messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture con opere che interverranno sul dissesto idrogeologico consolidando versanti, attraverso la regimazione delle acque, con le manutenzioni dei muri di sostegno, dei ponti, degli impalcati stradali e delle reti di drenaggio urbano. Si interverrà inoltre sulla manutenzione viaria attraverso il ripristino di pavimentazioni stradali e marciapiedi in tutta la città.

Su questo atto sono stati presentati otto ordini del giorno, di cui 4 da parte del gruppo Vince Genova e 4 del gruppo Lega. Due odg di Vince Genova sono stati considerati non attinenti da parte della Segreteria generale e quindi non discussi.

A Nome della Giunta l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante ha dato parere contrario agli Odg numero 3, 4, 6, che sono stati posti in votazione e respinti con 20 voti contrari della maggioranza e 10 favorevoli dell’opposizione. Parere favorevole per l’odg numero 5, 7 e 8, che sono stati approvati all’unanimità.

L’atto è stato posto in votazione e approvato con 23 voti favorevoli della maggioranza e 11 contrari dell’opposizione. 

 

Il Consiglio si è chiuso alle 17,45.

ARTICOLI 54, INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

«Lo scorso 23 marzo è stato convocato presso Regione Liguria un tavolo alla presenza del Commissario straordinario e della struttura commissariale, di Autostrade per l’Italia, del Comune di Genova, con la sindaca, il vicesindaco e il sottoscritto: le parti hanno condiviso all'unanimità che il tunnel subportuale venga realizzato nella sua configurazione originaria secondo il progetto originariamente approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e dal procedimento autorizzativo regionale PAUR che prevedeva l'uscita cittadina via Madre di Dio-via Casacce. La realizzazione dell'uscita è oggetto delle previsioni ed impegni di ASPI contenuti nell'accordo firmato in data ottobre 2021 tra Autostrade per l'Italia, Regione Liguria, Comune di Genova, Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Occidentale. Si ricorda che il suddetto accordo è stato oggetto di approvazione con delibera del Consiglio comunale nella seduta pubblica di prima convocazione del 19 ottobre 2021. Suddetta previsione è stata altresì ribadita tra gli impegni di ASPI nel protocollo firmato in data 19 marzo 2024 da Autostrade per l'Italia, Regione Liguria, Comune di Genova, Autorità di Sistema Portuale: nell'articolo 2 viene espressamente indicato che il progetto base prevede in sintesi il collegamento con via Madre di Dio secondo una previsione preliminare che verrà successivamente approfondita. Il contratto sottoscritto a seguito della gara pubblicata da ASPI per il lotto B, quale stazione appaltante, non prevede attualmente la realizzazione della suddetta uscita e per questo motivo le risorse non sono indicate nei quadri economici della gara. ASPI sta studiando diverse soluzioni tecniche al fine di garantire la migliore ottimizzazione possibile per l'uscita intermedia: non appena tali soluzioni saranno disponibili sarà convocato un nuovo tavolo di lavoro al fine di valutare poi eventuali varianti. Non esiste ad oggi alcuna decisione di demolire la Sopraelevata, né in tutto né in parte. Si tratta di due opere distinte. Il futuro della strada Aldo Moro sarà deciso quando il tunnel sarà in esercizio nella sua interezza e potremo misurare con dati certi i nuovi flussi di traffico. Altra cosa sono gli interventi strettamente necessari all'uscita intermedia, come la sostituzione delle rampe esistenti nella zona delle Casacce. Questi fanno parte dell'opera e del suo quadro economico che, come convenuto il 23 marzo scorso, è a carico del concessionario: nessun onere ricade sul bilancio comunale. Riepilogando, in estrema sintesi, il tunnel subportuale è un'opera di Autostrade per l’Italia come stazione appaltante e Webuild come impresa esecutrice, aggiudicataria nel progetto lotto B andato in gara. Il contratto è stato siglato con Webuild il 15 ottobre, del lotto B andato in gara, e il lotto B non ha al proprio interno l'uscita in corrispondenza di via delle Casacce. Su richiesta dei vari enti è in corso da parte di ASPI l'aggiornamento delle analisi di traffico, lo studio preliminare di fattibilità relativa alla soluzione che prevede la connessione di rampe al tunnel, preservando contestualmente la Sopraelevata lungo tutto lo sviluppo, da San Benigno a viale Brigate Partigiane. Come stabilito congiuntamente da Comune e Regione a marzo scorso, l'apertura in funzione del tunnel, che oggi è prevista nel 2032, avverrà mantenendo in esercizio l'intera Sopraelevata. Ciò consentirà di monitorare per un periodo determinato, successivo all'apertura al traffico del tunnel, i flussi di traffico sull'intero sistema stradale rinnovato». È questa la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Manutenzioni, Opere strategiche e infrastrutturali, Massimo Ferrante all’interrogazione del consigliere del Partito Democratico Fabio Gregorio “per conoscere se vi siano aggiornamenti in merito alle modifiche progettuali richieste dal Comune per consentire il mantenimento in esercizio della Sopraelevata nel tratto di ponente fino all’uscita delle Casacce, se tale uscita sia stata contemplata anche nel progetto aggiornato del tunnel, diversamente da quello posto a base di gara, e se siano state individuate le necessarie coperture finanziarie per l’eventuale demolizione, anche parziale, della sopraelevata”.

«Desidero fare chiarezza sulla vicenda del Capodanno 2025 e illustrare le novità relative alla procedura per il prossimo Capodanno 2026. Con la sentenza n. 7587 del 16 ottobre 2026, il Consiglio di Stato ha respinto l'impugnazione proposta dal Comune di Genova contro la sentenza del TAR Liguria (n. 493/2026). Quest'ultima, aveva annullato il verbale della Commissione giudicatrice del 30 ottobre 2025, che aveva escluso per incongruità dell'offerta la società 2000 Grandi Eventi S.r.l. dalla gara per il Capodanno 2025. Il Consiglio di Stato, pur confermando la pronuncia del TAR, ha riconosciuto la complessità della questione, disponendo la compensazione delle spese di lite del secondo grado di giudizio. Nel merito, il giudice amministrativo non si è pronunciato sul risarcimento eventualmente dovuto alla società ricorrente, richiedendo preliminarmente al Comune la rinnovazione del procedimento con la riedizione della verifica di congruità. In esecuzione della sentenza, il Comune ha avviato immediatamente la procedura, che si è conclusa proprio nella giornata di ieri con l'aggiudicazione della gara a favore di 2000 Grandi Eventi S.r.l. Voglio rispondere chiaramente alla richiesta di chiarimento: non vi è stata alcuna ragione di natura politico-amministrativa alla base dell'esclusione. La Commissione giudicatrice ha agito in buona fede, considerando incongrua l'offerta poiché, a suo parere, non forniva adeguata dimostrazione della disponibilità dell'artista proposto per il concerto. La vertenza giuridica, infatti, ruota tutta attorno all'interpretazione della prova di disponibilità dell'artista che per la Commissione giudicatrice, doveva essere fornita al momento della partecipazione al bando ed essere vincolante (nella fattispecie era stata prodotta un'e-mail tra soggetti terzi e non direttamente firmata dall'artista), mentre per i giudici amministrativi (TAR e Consiglio di Stato), la prova poteva essere perfezionata anche in un momento successivo all'aggiudicazione. Applicando questo diverso principio interpretativo, i giudici hanno ritenuto non incongrua l'offerta del concorrente. Essendo l'evento del 31 dicembre 2025 già stato realizzato da altro operatore, l'aggiudicazione postuma al ricorrente comporta le seguenti conseguenze. Sul piano sostanziale: non è stata esercitata dal Comune l'opzione per l'affidamento di ulteriori eventi analoghi prevista nel bando del 2025. Sul piano risarcitorio: la società esclusa ha diritto al risarcimento del danno, quantificato dalla stessa in primo grado in 63.305 euro. Il Comune di Genova ha avviato quindi contatti tra le parti per valutare una soluzione transattiva. Al contempo, per tutelare le casse comunali e limitare o azzerare l'esborso economico, l'Ente ha già attivato la propria copertura assicurativa per i rischi da responsabilità professionale. Per il concerto del 31 dicembre 2026 in Piazza della Vittoria, il Comune ha pubblicato il 13 ottobre 2026 una nuova gara europea a procedura aperta telematica. Per evitare i contenziosi del passato, il nuovo bando introduce tre differenze sostanziali: requisiti stringenti sull'offerta tecnica: specificando che, a pena di esclusione, l'operatore economico dovrà allegare un contratto debitamente sottoscritto dall'artista o dal suo agente/rappresentante legale, attestante il vincolo a partecipare allo spettacolo (subordinato all'aggiudicazione); esclusione dell'opzione servizi analoghi, per cui la gara riguarda unicamente lo spettacolo del 31 dicembre 2026 e nuovi criteri di valutazione per i quali la ripartizione dei punteggi attribuisce fino a 90 punti all'offerta tecnica e fino a 10 punti all'offerta economica (nel 2025 il rapporto era 80/20). Organizzare eventi di piazza da 20-30.000 persone comporta ingenti costi di sicurezza immodificabili. Il costo del prossimo Capodanno sarà del tutto similare a quello dello scorso anno (poco superiore a 1 milione di euro). Tuttavia, evidenzio un elemento rilevante sul piano dei finanziamenti: fino al 2024, la Regione Liguria contribuiva al Capodanno di Genova con 500.000 euro, dallo scorso anno, a seguito del cambio di colore politico dell'amministrazione comunale, la Regione ha azzerato tale contributo fisso, prevedendo un bando generale che limita l'importo massimo erogabile a ciascun comune a circa 40.000-45.000 euro. Il costo globale dell'evento rimane invariato; la differenza sostanziale è che, non essendoci più il cofinanziamento regionale di 500.000 euro, la spesa ricade interamente sul bilancio del Comune di Genova e sugli sponsor privati reclutati dall'Ente. Restiamo a disposizione per aggiornare il Consiglio sull'esito delle trattative transattive con la società ricorrente». È questa la risposta del vicesindaco Alessandro Terrile, alle interrogazioni dei consiglieri Anna Orlando (Vince Genova), Alessandra Bianchi (Fratelli d’Italia), Paola Bordilli (Lega), Ilaria Cavo (Orgoglio Genova) in merito, rispettivamente, a “quali modifiche sono state apportate al bando del 2026 rispetto a quello del 2025 e le precise ragioni per tali modifiche”, “informazioni sulla sentenza del Consiglio di Stato ove il Comune è risultato soccombente relativamente alla gara per l’evento di Capodanno 2026, si chiede altresì indicazioni circa le conseguenze per l’Ente anche dal punto di vista contabile”, “richiesta urgente di delucidazioni sulla sentenza e chiarimenti amministrativi, contabili, organizzativi e d'indirizzo politico in merito agli eventi comunali alla luce degli gli esiti negativi del Capodanno 2025, primo vero evento della gestione Salis bocciato dal Consiglio di Stato”, “quali siano state le ragioni politico amministrative poste alla base dell’assegnazione effettuata in allora, quali conseguenze contabili conseguano in capo al Comune di Genova all'esito del giudizio e quale sia l'indirizzo politico ed amministrativo adottato dall’amministrazione comunale in vista del bando per gli eventi del prossimo capodanno cittadino”.

«Rispetto alla frana che ha interessato i civici 46 e 46A di via Posalunga, a Borgoratti, siamo ancora in attesa che il Demanio, alla luce delle opere svolte, ci indichi espressamente quali aree sono in sicurezza. In questo momento ci sono delle interdizioni da parte della pubblica incolumità che non possiamo revocare fino a quando il Demanio non ci dice esattamente se le opere eseguite sono sufficienti alla messa in sicurezza dell’area. La nostra ultima nota, inviata pochi giorni fa col supporto dell'Avvocatura, è stata inviata all'attenzione del RUP (Responsabile Unico del Procedimento) e dell'Agenzia del Demanio, ma al momento risulta ancora senza risposta. Finché non riceviamo un riscontro dall’Agenzia, proprietaria di queste aree, non possiamo togliere le interdizioni. Stiamo facendo pressioni sul Demanio per avere una risposta nel più breve tempo possibile». È questa la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Manutenzioni, Opere strategiche e infrastrutturali, Massimo Ferrante all’interrogazione del consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Mesmaeker, “in merito alla frana verificatasi il 25 dicembre 2022 retrostante i civici 46 e 46a di via Posalunga”.

«Come avevamo ampiamente anticipato, AMT ha depositato l'istanza per ottenere l'omologa degli accordi di ristrutturazione del proprio debito: è un passaggio fondamentale nel percorso di risanamento perché l'omologa che ci attendiamo nel prossimo mese - potrà avvenire 30 giorni dopo il deposito - consente anche di avere quella che si chiama efficacia estesa degli accordi. Avendo cioè raggiunto AMT il 60% di consenso dei creditori per ciascuna classe e dei creditori che complessivamente rappresentano il 60% dei creditori, ovviamente non tanto come numero di creditori ma quanto mole dei crediti, l'efficacia di questi accordi potrà essere estesa a tutti i creditori, anche a quelli che non erano d'accordo, sostanzialmente. Il risanamento di AMT si poggia su questo pilastro come si poggia sull'aumento della contribuzione pubblica: 20,7 milioni all'anno a partire dal 2026, quindi già quest'anno in corso, e poi a seguire, per sempre. Poi si poggia su un corposo aumento di capitale sottoscritto dagli enti pubblici e quindi dai soci che sono gli attuali soci, in particolare dal Comune di Genova ma anche da Città Metropolitana e dagli altri comuni del Tigullio che convertiranno alcuni loro crediti in capitale, e poi dalla nuova finanza che verrà erogata in parte da banche e in parte dalla nostra Finanziaria Sviluppo Utility. Peraltro, mi era stato detto che mi è stato preannunciato che ci sarebbe stata una discussione articolo 55 proprio sul coinvolgimento di FSU che poi però è stata all'ultimo momento ritirata: me ne dispiaccio perché poteva essere l'occasione per informare l'aula dei passi avanti che sono ovviamente molto significativi. I prossimi passaggi saranno quelli di attendere il provvedimento del Tribunale che ci attendiamo quindi verso la fine di novembre o i primi giorni di dicembre, subito dopo dovremmo venire in Consiglio comunale per adottare una delibera di consiglio che autorizzerà il Comune ad attuare quel piano di risanamento che avevamo approvato il 12 maggio e che consentirà di mantenere AMT pubblica con gli stessi soci di oggi, di uscire finalmente dalla crisi, di ridotare AMT di quelle risorse sia patrimoniali che finanziarie per potere proseguire il suo servizio di trasporto pubblico, sia in ambito urbano che in ambito extraurbano. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questo percorso. I lavoratori in primis, in secondo luogo i creditori che hanno firmato gli accordi di ristrutturazione del credito e ovviamente il Consiglio di amministrazione e tutti i consulenti di AMT che ci hanno portato fino a questo importante passo». È questa la risposta del vicesindaco Alessandro Terrile, all’interrogazione del consigliere della Lista Silvia Salis Filippo Bruzzone, in merito alle “azioni della c.a. Per il risanamento di AMT: ricordata l'urgenza di portare in sicurezza AMT facendo restare la società pubblica si chiede quali siano le ultime azioni poste in essere dalla civica amministrazione per l'uscita dalla crisi della società AMT”.

«L'amministrazione è pienamente consapevole delle criticità che interessano il canile Municipale di Monte Contessa. La struttura ha dovuto affrontare una situazione di significativo sovraffollamento, determinata principalmente da un mutamento delle caratteristiche della popolazione canina ospitata. Progettato all'inizio degli anni 2000 per accogliere almeno due animali per ciascun stallo, il canile deve oggi gestire prevalentemente cani di grossa taglia e con problematiche comportamentali derivanti da abbandoni, rinunce di proprietà o episodi di morsicatura. Tale circostanza impone, per ragioni di sicurezza e di benessere animale, l'utilizzo dei box da parte di un solo animale alla volta, con una conseguente e significativa riduzione della capacità ricettiva complessiva della struttura. Risulta inoltre necessario adeguare il complesso mediante la realizzazione di stalli specificamente progettati per la gestione in sicurezza degli animali particolarmente impegnativi, sia a tutela del personale, sia dei volontari che vi operano. Attualmente il canile non dispone di spazi con tali caratteristiche. La situazione di sovraffollamento ha assunto particolare rilevanza nel corso dell'anno 2026, quando si sono verificati due interventi dell'Autorità Giudiziaria che hanno comportato il sequestro di cani ospitati in ricoveri provvisori, realizzati per far fronte all'emergenza ma ritenuti non adeguati alle esigenze di benessere animale. L'amministrazione ha già avviato un percorso di adeguamento della struttura. Nel Programma triennale dei lavori pubblici è stato inserito un primo intervento del valore di 251.270 euro, destinato alla manutenzione dell'impianto di riscaldamento a pavimento delle cucce, al rifacimento degli scarichi dei box sanitari dell'infermeria, alla sostituzione delle porte dei box del locale sanitario, all'illuminazione del percorso della zona ovest e a ulteriori manutenzioni diffuse per la funzionalità e la sicurezza del complesso. I relativi lavori saranno affidati entro la fine dell'anno in corso. Inoltre, per individuare una soluzione strutturale alle criticità, nel corso del 2025 la Direzione di Area Infrastrutture e Opere Pubbliche ha predisposto un progetto preliminare di ampliamento del Canile Municipale per un importo complessivo di 1.355.000 euro (comprensivo di oneri e spese tecniche). Gli uffici sono attualmente alla ricerca delle opportune modalità di finanziamento per la suddetta somma. L'amministrazione conferma pertanto il proprio impegno nel perseguire il progressivo adeguamento e potenziamento delle strutture comunali dedicate al ricovero degli animali d'affezione, garantendo standard sempre più elevati di benessere animale, sicurezza e capacità ricettiva per il Canile Municipale di Monte Contessa». È questa la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Manutenzioni, Opere strategiche e infrastrutturali, Massimo Ferrante all’interrogazione della consigliera di AVS Francesca Ghio, “per avere opportune informazioni, nel dettaglio, dei soldi destinati alla manutenzione straordinaria del canile municipale di Genova”.

Ultimo aggiornamento: 27/10/2026