Blue District, presentati i risultati del progetto universitario “Scuola del Mare 2026”

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15/05/2026
Presentazione progetto universitario “Scuola del Mare 2026"

Le proposte sviluppate hanno affrontato temi centrali per il comparto marittimo e logistico

Claudio Critelli

Si è concluso oggi al Genova Blue District di via del Molo il percorso di alta formazione e progettazione “Scuola del Mare 2026: innovation skills per un inserimento efficace nelle aziende del mare”, promosso dal Centro del Mare dell’Università di Genova in collaborazione con il Blue District e sviluppato con il coinvolgimento diretto di alcune tra le principali realtà della Blue Economy genovese. Fondamentale anche il ruolo del DISFOR, il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’ateneo genovese, cui appartiene il responsabile del progetto, il professor Fabrizio Bracco.

 

L’iniziativa ha coinvolto undici laureati e laureandi provenienti da percorsi multidisciplinari, impegnati per due settimane in un’esperienza intensiva di formazione, lavoro di gruppo e progettazione applicata. Obiettivo del percorso: trasformare esigenze concrete delle imprese marittime e portuali in occasioni di crescita professionale, sperimentazione e sviluppo di nuove competenze.

 

Alla presentazione erano presenti il vicesindacodi Genova con deleghe all’Economia del mare e allo Sviluppo economico sostenibile, Alessandro Terrile, e l’assessore comunale al Lavoro Emilio Robotti.

 

«Questo progetto di alta formazione rappresenta molto bene la direzione che Genova vuole seguire per consolidare il proprio ruolo di capitale della Blue Economy. Creare connessioni stabili tra formazione, innovazione e impresa – afferma il vicesindaco di Genova con deleghe all’Economia del mare e allo Sviluppo economico sostenibile, Alessandro Terrile. Qui non si parla soltanto di trasferire competenze tecniche, ma di costruire un ecosistema nel quale i giovani possano confrontarsi fin da subito con problemi concreti e contribuire con idee nuove ai processi di trasformazione del settore marittimo e portuale. Il valore di questo percorso sta proprio nella capacità di mettere attorno allo stesso tavolo università, aziende e istituzioni pubbliche, facendo emergere una cultura dell’innovazione aperta e collaborativa. Le sfide proposte dalle imprese coinvolgono temi strategici come la sicurezza, l’organizzazione degli spazi operativi, l’efficienza dei processi e la sostenibilità delle attività portuali: questioni decisive per il futuro competitivo di Genova e dell’intero sistema del mare. Come amministrazione – conclude Terrile - crediamo che investire sulle blue skills significhi investire sulla qualità dello sviluppo economico della città. Vogliamo che Genova sia sempre più capace di attrarre talenti, trattenere competenze e accompagnare la crescita di filiere ad alto contenuto tecnologico e professionale. Esperienze come questa dimostrano che il dialogo tra giovani e imprese può generare innovazione concreta e nuove opportunità occupazionali, rafforzando il legame tra il nostro territorio e la sua storica vocazione marittima».

 

«Uno degli aspetti più significativi di questo progetto di formazione universitario “Scuola del Mare 2026” è la capacità di ridurre la distanza tra formazione e mondo del lavoro, offrendo ai giovani un’esperienza immersiva che li mette nelle condizioni di misurarsi con dinamiche professionali reali – dichiara l’assessore al Lavoro del Comune di Genova, Emilio Robotti -. È un modello particolarmente efficace perché unisce competenze trasversali, capacità progettuale e confronto diretto con le esigenze delle aziende. Oggi il mercato del lavoro richiede figure preparate dal punto di vista tecnico, ma anche persone capaci di lavorare in gruppo, gestire processi complessi, comunicare e affrontare il cambiamento. Questo percorso formativo risponde in modo concreto a tali esigenze, valorizzando profili multidisciplinari e favorendo un approccio orientato all’innovazione e alla collaborazione. Per Genova il settore del mare continua a essere un motore fondamentale di occupazione e sviluppo. Per questo è importante sostenere iniziative che aiutino i giovani a entrare nelle filiere produttive con strumenti adeguati e con una maggiore consapevolezza delle opportunità professionali offerte dalla Blue Economy. La collaborazione tra Università, Genova Blue District e imprese dimostra che è possibile costruire percorsi inclusivi e di qualità, capaci non solo di formare competenze, ma anche di creare occasioni concrete di incontro tra domanda e offerta di lavoro qualificato».

 

Le proposte sviluppate hanno affrontato temi centrali per il comparto marittimo e logistico: la sicurezza del traffico navale nelle aree di manovra del porto di Genova, la comunicazione interna relativa alla sicurezza nei cantieri navali e la riorganizzazione degli spazi operativi a terra presso Calata Gerolamo Boccardo.

 

“Scuola del Mare 2026: innovation skills per un inserimento efficace nelle aziende del mare” rientra inoltre nel progetto “Genova dal Blue District alla Casa delle Tecnologie: la linea blu”, cofinanziato da Fondazione Compagnia di San Paolo e collegato alle attività del tavolo “Blue Skills Village”. Il percorso è stato completamente gratuito per tutti i candidati selezionati. Una scelta che ha consentito ai partecipanti non soltanto di accedere alla formazione specialistica, ma anche di confrontarsi direttamente con le dinamiche produttive del settore marittimo, rafforzando orientamento professionale, contatti con le aziende e possibilità di inserimento nelle filiere del mare.

 

Nel corso dell’evento conclusivo, aperto al pubblico proprio per valorizzare il dialogo tra università, imprese, istituzioni e cittadinanza, gli studenti hanno presentato tre progetti elaborati a partire dalle sfide lanciate da ABvolt srl, Amico & Co spa e Genova Industrie Navali spa.

Ultimo aggiornamento: 15/05/2026