Consiglio comunale del 15 settembre

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Articolo del
15/09/2026
sala del consiglio

Il Consiglio si esprime per intraprendere iniziative istituzionali che impediscano il licenziamento dei 131 lavoratori di Ericsson”. Approvata la delibera che costituisce il diritto di superficie relativo allo Stadio Luigi Ferraris di Marassi per 90 anni

Manuela DAngelo

Dopo la discussione degli articoli 54, interrogazioni a risposta immediata, alle 15 è iniziato il Consiglio comunale con 35 presenti.

 

Prima di avviare i lavori il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa ha voluto esprimere il suo cordoglio per la morte di Emma Bonino ed ha chiesto all’aula un minuto di silenzio.

 

La conferenza dei capigruppo in mattinata ha licenziato un ordine del giorno straordinario ad oggetto: “Iniziative istituzionali per impedire il licenziamento di 131 lavoratori di Ericsson”, presentato da tutti i gruppi consiliari, che è stato discusso in apertura di seduta.

Si legge nell’atto: “Rilevato che l’11 Settembre 2026 è stato comunicato che l’azienda vorrebbe imporre nuovi licenziamenti, mettendo alla porta, dalla sera alla mattina, quasi un terzo dell’intero polo lavorativo per un totale di 131 dipendenti (56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti); che la procedura interesserebbe in particolare il settore Ricerca e Sviluppo, prevedendo la chiusura dell’intero reparto R&D Ottica e coinvolgendo parte di un ulteriore reparto R&D, impegnati principalmente nello sviluppo di tecnologie di rete avanzate e infrastrutture e che nel corso degli anni Ericsson ha beneficiato di risorse pubbliche destinate anche a progetti finalizzati alla ricerca e allo sviluppo, si impegna sindaca e Giunta ad attivarsi con la massima urgenza nei confronti della proprietà e della dirigenza aziendale di ERICSSON al fine di chiedere l’immediata sospensione o revoca della procedura di licenziamento peri 131 lavoratori; ad attivarsi con la massima urgenza coinvolgendo le organizzazioni sindacali, Ericsson e le istituzioni competenti, anche attraverso la richiesta di apertura di un tavolo presso il Ministero competente, al fine di scongiurare i 131 licenziamenti annunciati nella sede genovese e a salvaguardare integralmente i livelli occupazionali, ricercando ogni soluzione utile e gli strumenti disponibili a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti; farsi promotore, in coordinamento con la Regione Liguria, e con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy di riattivare tutti gli strumenti normativi e di sostegno al reddito disponibili a tutela dei lavoratori coinvolti e valutare la riattivazione del tavolo attivato nel 2017 che vedeva la partecipazione di Comune, Regione Liguria e Confindustria”.

Sul tema è intervenuta la sindaca Silvia Salis che ha detto in aula: “L’annuncio dei 131 esuberi ci ha colti di sorpresa venerdì pomeriggio- ha detto la sindaca in aula- e posso solo immaginare cosa abbia significato per i lavoratori e per le loro famiglie. A loro va tutta la solidarietà mia e dell’amministrazione comunale, è una decisone che mette in discussione la sicurezza economica a i progetti di vita dei lavoratori, e rischia allo stesso tempo di impoverire la città di un patrimonio di professionalità e competenze che appartiene alla storia di Genova. Ericsson è una multinazionale privata, ma le conseguenze di questa costante riduzione di personale hanno una ricaduta sulla città e sul futuro di Genova. Sono competenze di cui la città ha bisogno anche per dare opportunità alle nuove generazioni e per tenere fede alla sua storica vocazione industriale. Domani abbiamo in programma l’incontro con le sigle sindacali, sempre domani incontreremo anche i vertici dell’azienda. Siamo pronti a fare la nostra parte ascoltando le richieste e condividendo ogni iniziativa possibile a tutela dell’occupazione, al fianco dei lavoratori per trovare soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro e le attività di ricerca e sviluppo”.

L’ordine del giorno straordinario è stato posto in votazione e approvato all’unanimità.

 

É poi iniziata la discussione dei punti all’ordine del giorno, che presenta una delibera di Giunta e due mozioni. Al punto uno la delibera di Giunta al Consiglio ad oggetto “Approvazione della costituzione del diritto di superficie relativo allo Stadio Luigi Ferraris di Marassi, alla Villa Musso Piantelli e alle aree pertinenziali per 90 anni, nell’ambito dell’operazione di partenariato pubblico-privato per la riqualificazione del compendio promossa ai sensi del D.lgs. 28 febbraio 2021, n. 38, c.d. legge stadi e operazioni correlate - Approvazione del IV adeguamento del Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2027-2028 e X nota di variazione ai Documenti Previsionali e Programmatici 2026-2028”. Il presidente ha posto in discussione la proposta della sindaca, Silvia Salis, con competenza in materia di Sport e Impianti sportivi, di concerto con l’assessore alla Casa, Edilizia Residenziale Pubblica, Patrimonio, Davide Patrone e con l’assessore Lavori pubblici, Manutenzioni, Opere strategiche e infrastrutturali, Massimo Ferrante.

I gruppi di opposizione hanno presentato richiesta di sospensiva per questa delibera, ma la richiesta è stata respinta dalla maggioranza.

In merito a questo atto sono stati presentati 21 ordini del giorno, da parte di Lega, Vince Genova, Fratelli d’Italia e un emendamento firmato dal consigliere di Vince Genova Pietro Piciocchi, con cui si chiede la modifica del provvedimento che prevede di rinunciare ai crediti derivanti dal canone di uso dello stadio, prima ancora dell’aggiudicazione della gara. La segreteria generale ha espresso parere contrario all’emendamento di Vince Genova e anche la Giunta ha espresso parere contrario. L’emendamento è stato posto in votazione e respinto con 23 voti contrari della maggioranza e 12 favorevoli dell’opposizione.

 

Tutti gli emendamenti sono stati allegati al presente report per permetterne la consultazione.

 

La seduta è stata sospesa per permettere alla Giunta di analizzare gli ordini del giorno ed esprimere i pareri. Al rientro in aula il vicesindaco Alessandro Terrile e la sindaca Silvia Salis hanno espresso parere favorevole per l’ordine del giorno numero 1 (con modifica nelle impegnative),10, 11 e 14 (modificati come di accordo con i proponenti) 19 e 21, che sono stati votati e approvati all’unanimità.

Parere contrario, invece, per gli odg 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 12, 13, 15, 16, 17, 18, 20, che sono stati posti in votazione e respinti con 23 voti contrari della maggioranza e 12 favorevoli dell’opposizione.

Dopo la discussione è stata quindi posta in votazione la delibera ad oggetto “Approvazione della costituzione del diritto di superficie relativo allo Stadio Luigi Ferraris di Marassi, alla Villa Musso Piantelli e alle aree pertinenziali per 90 anni, nell’ambito dell’operazione di partenariato pubblico-privato” che è stata approvata con 24 voti a favore della maggioranza e 10 contrari dell’opposizione.

 

La mozione 55/2026 ad oggetto “Festività 12 marzo: Risoluzione europea contro gli stereotipi di genere” presentata dalla consigliera di Riformiamo Genova Maria Luisa Centofanti e la mozione ad oggetto “Istituzione di un presidio fisso di sicurezza nella zona della Darsena, Corso Italia e contestuale monitoraggio per l'estensione ad altre aree critiche del territorio comunale” presentata dai consiglieri della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua sono state ritirate.

 

Il Consiglio comunale si è chiuso alle 19,17.

ARTICOLI 54, INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

«In effetti, come dice lei, sono già state fatte delle interrogazioni e io ho già dato delle risposte. In buona parte ricalcherò quelle, con un aggiornamento. Si tratta di una revisione ventennale, quindi obbligatoria, degli impianti di risalita e che riguarda sia l’ascensore, sia le scale mobili. Nella situazione attuale di AMT non c’era la possibilità di lavorare con i fornitori su questa problematica della stazione di Sarzano per la crisi industriale-finanziaria che ha colpito l’azienda. In primavera i nodi sono arrivati al pettine e occorreva farlo. In base a quanto riferito da AMT, come ho già detto in aula, l’intervento è piuttosto complesso perché trattandosi di una revisione occorre la certificazione di Ansfisa, l’autorità nazionale competente, ed è necessaria la sostituzione delle catene di trascinamento per i gradini delle scale mobili: ricordiamo che si tratta della stazione più profonda e quindi con le scale più lunghe. Lo smontaggio integrale di tutti i gradini richiede tempi considerevoli e a questo si aggiungono gli interventi meccanici ed elettrici, nonché la revisione completa dei sistemi di frenatura, il controllo del motore e del riduttore d’argano: insomma, la verifica di tutte le componenti di sicurezza a cui si aggiunge anche la pulizia di tutte le componenti interne. Occorrono inoltre i controlli di funzionamento, i test, le prove delle marce e delle frenature. L’azienda ha cercato di fare in modo che rimanesse comunque un impianto di risalita funzionante, soprattutto per le persone fragili. Il problema è che l’ascensore, che ovviamente non è stato sostituito ma solo revisionato, si surriscaldava e aveva dei problemi a causa del sovraccarico e delle temperature elevate. Gli interventi sono stati avviati con l’aggiudicazione definitiva e l’azienda mi ha comunicato che la fine dei lavori è prevista a metà febbraio 2027, con collaudi e certificazioni. Cercheremo di far sì che Ansfisa sia particolarmente rapida, ma diciamo che eventuali tempistiche ulteriori non dipenderanno solo esclusivamente dall’azienda o tanto meno dall’Amministrazione. In ogni caso, cercheremo di accelerare il più possibile». È questa la risposta dell’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Valeriano Vacalebre “in merito alla situazione di degrado della stazione metropolitana di piazza Sarzano/sant’Agostino”.

«Quello della vetustà dei ponti, viadotti e impalcati presenti sul territorio comunale sappiamo essere un tema molto delicato e strategico per la nostra città. A Genova ne abbiamo complessivamente 679: un record nazionale di cui avremmo fatto volentieri a meno, risultato delle politiche di sviluppo urbanistico del secondo dopoguerra. Parliamo di infrastrutture che sono coeve al ponte Morandi, se non addirittura antecedenti. Per quanto riguarda il lavoro dell’Amministrazione comunale su questo fronte, abbiamo finito le ispezioni rispettando la scadenza al 30 giugno stabilita dalle Linee Guida Ponti stabilite a livello nazionale. Abbiamo dato inizio ai monitoraggi, ma non abbiamo sufficienti risorse non solo per finirli, ma neppure per iniziarli in maniera completa. Per non parlare della fase successiva, quella della progettazione e messa in opera degli interventi di messa in sicurezza, di portata economica di gran lunga al di là delle possibilità di spesa di un Comune. In attesa dell’attivazione di un canale di finanziamento specifico da parte del Governo, quello che possiamo fare è utilizzare i circa 40 milioni di euro che residuano dai ristori ricevuti dal nostro territorio per il crollo del ponte Morandi. Il gruppo tecnico composto da Comune, Regione, Autostrade per l’Italia e Autorità Portuale doveva incontrarsi la settimana scorsa per decidere, all’unanimità, di destinare questi fondi alla messa in sicurezza delle infrastrutture cittadine. L’incontro è stato rinviato alla prossima settimana e consentirà, nell’ambito di una riunione politica, di terminare il lavoro di rendicontazione, con l’auspicio che anche Regione, al pari di Aspi e Adsp, dia il consenso ad impiegare queste risorse per terminare i monitoraggi ed effettuare i primi interventi su ponti, viadotti e impalcati inseriti, a seguito delle ispezioni, in una classe di attenzione medio-alta. Venendo nello specifico al cavalcavia Donato Somma di Nervi, in adempimento a quanto previsto dalle vigenti Linee Guida Ponti, è stato sottoposto ad ispezione (classe di attenzione alta). Sono state inoltre eseguite le valutazioni accurate di livello 4, anche al fine di eseguire i lavori prioritari sulla spalla Est terminati a fine 2025. L'attuale configurazione di transito risulta coerente con le valutazioni ad oggi effettuate. Si precisa che nell'ambito dell'Accordo Quadro-Lotto 1 dedicato all'attività ispettiva, è stata consegnata la ripetizione dell'ispezione come previsto dalla normativa vigente. Attualmente la seconda fase dell'intervento di manutenzione strutturale è inserita nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche all'annualità 2027, per un valore economico di 4 milioni di euro, previo reperimento delle risorse necessarie, anche per sviluppare nel dettaglio la progettazione dell'intervento. Basta moltiplicare i 4 milioni di euro per il 40% delle 679 infrastrutture da mettere in sicurezza, per rendersi conto della cifra straordinaria di cui abbiamo bisogno per la manutenzione di tutto il nostro patrimonio infrastrutturale». È questa la risposta dell’assessore a Lavori pubblici, Manutenzioni e Opere infrastrutturali e strategiche Massimo Ferrante all’interrogazione del consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Mesmaeker in cui si legge: “L’impalcato del viadotto di Nervi, insistente su largo Edilio Pesce, da diverso tempo presenta criticità strutturali a cui sono conseguiti restringimenti di carreggiata per la sicurezza della viabilità. Si chiedono chiarimenti circa il programma e le tempistiche dei lavori per la messa in sicurezza dello stesso”.

«Adesso sono entrati in servizio 19 agenti, ne saranno inseriti poi altri 17. In merito all’interrogazione, tengo a precisare che l'articolo 17 del regolamento della Polizia Urbana, proprio in materia di formazione, prevede per i neoassunti un momento formativo di almeno un mese in aula e di un affiancamento più operativo, sul territorio, di 15 giorni. Nel caso del Comune di Genova, si sono stabiliti 45 giorni di aula più 20 giorni di affiancamento, quindi siamo andati ben oltre rispetto a quello che è il limite normativo. Il corso è partito il 3 giugno scorso e si è concluso il 7 agosto per un totale di 300 ore di formazione distribuite su 43 giornate e 140 ore di affiancamento suddivise in 20 turni lavorativi in tutti i distretti dislocati sul territorio. L'affiancamento è stato garantito dai funzionari presenti nei vari distretti, quindi commissari ma anche funzionari presenti, individuando proprio dei responsabili specifici in tutte le unità territoriali. Questo periodo di affiancamento ha avuto una durata di 140 ore ed è stato finalizzato proprio ad accompagnare i nuovi assunti nella nuova attività e nell'inserimento operativo all'interno del corso». È questa la risposta dell’assessora alla Polizia Locale e alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi all’interrogazione del consigliere del gruppo misto Sergio Gambino “per avere chiarimenti e informazioni in merito alla data di fine formazione operativa e in strada degli agenti della Polizia Locale recentemente assunti dal comune di Genova come appreso da comunicato pubblicato dalla stessa Civica Amministrazione”.

«Voglio subito smentire con forza la “panzana” del presunto pagamento della sosta per scooter e moto a cui starebbe pensando l’Amministrazione comunale. Non è assolutamente così. Tutto è partito dal dibattito animato da una persona molto nota sul principale quotidiano cittadino: dibattito in cui sono intervenuto pubblicamente per dire, con grande chiarezza, che tale proposta non è nelle corde di questa Amministrazione. Mi ha sorpreso piuttosto vedere alcune uscite mediatiche di rappresentanti della vecchia giunta che esprimevano il loro dissenso rispetto a una proposta che non nasce certo da noi. Dopo questa doverosa premessa, per quanto riguarda la questione della sosta alla Foce, parliamo di un problema che non nasce certo oggi e che è strettamente legato sia alle particolari caratteristiche del quartiere, sia alla forte domanda di posteggi cresciuta e peggiorata dopo l’insediamento delle nuove funzioni del Waterfront da noi ereditate e frutto di scelte non fatte da noi. In questo contesto, c’è stata una querelle molto accesa rispetto all’offerta di parcheggi dei privati che hanno in gestione il nuovo centro commerciale del Waterfront e che hanno deciso di cambiare la politica tariffaria per i propri posteggi. Più in generale, nel centro città e non solo nella zona della Foce, chiunque può lasciare il proprio veicolo senza mai doverlo spostare, impedendo quindi che ci sia una sosta a rotazione. Tornando al “Mall” del Waterfront e alle sue conseguenze sulla viabilità nella zona e sulla gestione dei parcheggi, il centro commerciale è aperto da pochi mesi: abbiamo studiato degli interventi sulla circolazione, ma la situazione si sta assestando in meglio e per questo interverremo, ma con meno urgenza. Da parte dell’Amministrazione c’è la massima attenzione rispetto all’evolversi della situazione e alla rappresentazione delle esigenze del territorio. Siamo fiduciosi che con il completamento del Waterfront e con il nuovo piano comunale della sosta che andremo presto a presentare e implementare, la situazione possa migliorare. Una situazione problematica che ricordo essersi aggravata dal 2017». È questa la risposta dell’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Nicholas Gandolfo “in merito a spiegazioni urgenti sulla gestione dei parcheggi alla foce e in centro città”.

«Scriveva Antonio Gramsci: “Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri”. Il lavoro nelle piattaforme digitali, unito al cambiamento climatico, rappresenta perfettamente questo chiaroscuro: modelli economici nuovi, tecnologie nuove, cambiamento climatico, ma tutele che non sono ancora all’altezza delle sfide del presente. I rider sono tra le categorie maggiormente esposte agli effetti del cambiamento climatico e delle ondate di calore estremo. Parliamo di persone che lavorano per molte ore all’aperto, spesso nelle fasce più critiche della giornata, e che meritano le stesse attenzioni e le stesse tutele che la normativa sta progressivamente riconoscendo ad altri lavoratori esposti agli stessi rischi: quest’estate un rider è morto mentre faceva il proprio lavoro. Proprio da questa consapevolezza nasce la delibera approvata dalla Giunta, che individua una serie di misure concrete: informazione sui rischi legati al caldo, accesso all’acqua, possibilità di sostare in luoghi freschi, organizzazione delle pause e adozione di tutte quelle precauzioni ormai considerate indispensabili nelle attività svolte all’aperto durante i periodi di temperatura estrema. Comprendo l’osservazione contenuta nell’interrogazione: invitare un rider a non lavorare nelle ore più calde senza affrontare il tema della continuità del reddito significa porre un problema reale. Come Amministrazione non lo neghiamo; anzi, lo riconosciamo pienamente. Tuttavia, dobbiamo anche essere chiari sulle competenze istituzionali. Il Comune non dispone oggi degli strumenti per garantire direttamente forme di copertura economica o di sostegno al reddito per le ore non lavorate a causa del caldo estremo. Questa è una sfida che coinvolge il legislatore nazionale, il sistema previdenziale, la contrattazione e le stesse piattaforme digitali. Probabilmente nei prossimi anni dovremo affrontare questo tema in modo sempre più strutturato. Ci stiamo confrontando con le organizzazioni sindacali e le aziende del settore e continueremo a farlo. Stiamo inoltre lavorando per potenziare le cosiddette “case dei rider”, affinché possano offrire punti di ristoro, acqua, spazi freschi e luoghi di sosta adeguati durante le giornate più difficili, oltre a rispondere alle altre esigenze di questi lavoratori e lavoratrici. La nostra delibera è stata criticata perché non vincolante. Eppure, in altre realtà, provvedimenti più rigidi hanno talvolta prodotto effetti problematici, perché alla sospensione dell’attività si è accompagnata la perdita del reddito. Noi vogliamo tenere insieme due principi che riteniamo entrambi irrinunciabili: il diritto alla salute e il diritto a un’esistenza dignitosa. Per questo il Comune di Genova non intende voltarsi dall’altra parte. Continueremo a fare tutto ciò che è nelle nostre competenze, dialogando con lavoratori e aziende e sollecitando le istituzioni competenti affinché affrontino questo tipo di problematica. C'è un tavolo in Prefettura sulla tutela dei lavoratori dal calore in cui il Comune non è presente e non è stato invitato: comprende anche i rider, ma la normativa regionale non l'ha recepito». È questa la risposta dell’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere di Alleanza Verdi Sinistra Lorenzo Garzarelli “per sapere, come la Civica Amministrazione ha affrontato il tema della conflittualità venutasi a creare tra la continuità del reddito e il lavoro forzatamente ridotto dei lavoratori delle consegne a domicilio (rider) a causa delle alte temperature dell’estate appena conclusasi, come avvenuto anche in altre città con analoghe situazioni”. __

Ultimo aggiornamento: 15/09/2026