
Modificato il regolamento per la disciplina della tassa sui rifiuti con le rate dei pagamenti che passano da 4 a 5. Approvate dalla maggioranza le nuove tariffe per il 2026
Dopo la discussione degli articoli 54, Interrogazioni a risposta immediata, alle 15 è iniziato il Consiglio comunale con 37 presenti.
Prima di iniziare la seduta, il consigliere della Lista civica Salis, Filippo Bruzzone, a nome della maggioranza, con una mozione d’ordine, ha espresso solidarietà alla comunità LGBTQ+ di Berlino, a seguito dell’attentato avvenuto durante il Pride dello scorso 25 luglio. Dopo il suo intervento anche i gruppi di minoranza si sono uniti alla solidarietà.
Durante la conferenza dei capigruppo della mattinata, si è decisa la trattazione di un documento “fuorisacco” che è stato discusso ad inizio seduta, ovvero l’Ordine del giorno straordinario ad oggetto “Salvaguardia dei servizi di trasporto pubblico locale "Navebus" e "Taxibus" in recepimento delle istanze dei cittadini tra cui anche del Lagaccio, presentato dalla Lega e sottoscritto da tutti i gruppi di opposizione. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “Procedere a confrontarsi con AMT, compatibilmente alla procedura della composizione negoziata della crisi, al fine di attuare un ripensamento in merito alle soppressioni ipotizzate sui servizi Navebus e Taxibus; procedere a confrontarsi con AMT, compatibilmente alla procedura della composizione negoziata della crisi per l’attivazione di un servizio alternativo alla navetta sperimentale soppressa per la zona del Lagaccio, confrontandosi con il Municipio Centro Est e con le Associazioni dei Consumatori; individuare una soluzione per Navebus che ne confermi la valenza turistica ed integrativa del tpl ferro – gomma, anche mediante forme di co-finanziamento, coinvolgimento regione Liguria e di operatori economici ai fini della promozione turistica e la valorizzazione del territorio; inserire i servizi in oggetto nella programmazione della mobilità cittadina, quali elementi integrativi e complementari del tpl; attivarsi, con gli enti preposti, una volta rilanciati i servizi in oggetto, a garantire la continuità occupazionale dei lavoratori coinvolti”. Questo ordine del giorno straordinario è stato presentato unitariamente da tutti i gruppi consiliari.
A nome della Giunta l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti ha espresso parere positivo all’ordine del giorno; ha ringraziato i consiglieri e le consigliere per il lavoro svolto, auspicando “un servizio pubblico che sia degno di tale nome, perché fondamentale per la città, sotto tutti i profili della sostenibilità, dell'ambiente, della vivibilità e della sicurezza stradale”.
L’odg straordinario è stato approvato all’unanimità.
Si è poi passati alla discussione dei punti all’Ordine del giorno di questa seduta di Consiglio, che ha riguardato per la maggior parte l’intervento sulla disciplina della Tari. Nello specifico è stata discussa la delibera di Giunta al Consiglio ad oggetto “Modifiche ed integrazioni al regolamento per la disciplina della tassa sui rifiuti (Tari)” su proposta dell’assessore al Bilancio e vicesindaco Alessandro Terrile.
Il Consiglio è stato sospeso per permettere ai consiglieri di visionare la documentazione presentata riguardante questo primo atto, nello specifico la modifica di Giunta al regolamento, con cui si portano le rate della Tari da 4 a 5, 2 ordini del giorno del gruppo Lega e 7 emendamenti di cui 6 presentati dalla minoranza e uno dalla maggioranza.
Gli emendamenti della minoranza chiedono, nell’ordine, una modifica del numero delle rate previste per i pagamenti, che vengano aumentate a sei e saltando il mese di giugno, per facilitare le imprese che a giugno pagano scadenze Imu e tredicesime; che venga modificata la data della scadenza del saldo tari oggi prevista il 16 dicembre e spostata al 31 dicembre; che nei casi di cantieri allestiti per opere pubbliche che si prolungano oltre 30 giorni sia possibile riconoscere una riduzione della Tari, in sconto, proporzionata alla durata del cantiere; rivedere per appartamenti e case vacanze il calcolo della Tari, usando il criterio dei posti letto, e sul numero delle notti effettivamente concesse in locazione. L’emendamento dei gruppi di maggioranza chiede una dilazione per scadenze domestiche e non domestiche con spostamento dal 2 dicembre al 16 dicembre per quelle domestiche e dal 15 al 31 dicembre per le non domestiche.
La Segreteria generale, nell’esprimere parere di regolarità e ammissibilità per gli emendamenti, ha dichiarato inammissibili il numero 1, 3, 4, 5 e 6 e accoglibili i numeri 2 e 7.
Il vicesindaco Alessandro Terrile ha spiegato che “Sei rate non sono possibili per motivi di contabilità legata al lavoro degli uffici, che non riuscirebbero a verificare il pagamento degli acconti e ad emettere il bollettino di saldo”. Ha poi espresso parere contrario per gli emendamenti 1, 3, 4, 5 e 6 e parere favorevole agli emendamenti 2 e 7 (con cui si approva la dilazione per scadenze domestiche e non domestiche con spostamento dal 2 dicembre al 16 dicembre per quelle domestiche e dal 15 al 31 dicembre per le non domestiche).
L’assessora all’Ambiente Silvia Pericu ha invece dato parere favorevole all’Ordine del giorno numero 1 con cui si chiede l’istituzione di un tavolo tecnico Tari- Imprese e parere negativo al numero 2 che chiedeva la tariffazione puntuale, poiché, ha spiegato, “Non sarebbe possibile applicarla prima di fasi di sperimentazione necessarie”.
Si è poi proceduto alle votazioni: l’odg numero 1 è stato approvato all’unanimità. L’odg numero 2 è stato respinto con 23 voti della maggioranza e 13 favorevoli dell’opposizione.
Gli emendamenti con parere favorevole della Giunta sono stati approvati all’unanimità. Quelli con parere contrario della Giunta sono stati respinti con 24 voti contrari della maggioranza e 14 favorevoli dell’opposizione.
La delibera, così come emendata è stata posta in votazione e approvata con 23 voti favorevoli della maggioranza e 13 contrari dell’opposizione.
I gruppi di maggioranza hanno chiesto una sospensiva per la delibera con cui verranno modificate le tariffe della Tari, adducendo come motivazione il poco tempo dell’istruttoria e il mancato coinvolgimento delle categorie e per consentire un approfondimento maggiore anche con i consiglieri comunali. La richiesta di sospensiva è stata respinta.
Si è quindi proceduto a discutere la delibera di Giunta al Consiglio ad oggetto “Determinazione delle tariffe relative alla tassa sui rifiuti (Tari) per l'anno 2026, adeguamento piano di rientro e contestuale ix variazione ai documenti previsionali e programmatici 2026-2028”
Con questa delibera, la Giunta propone al Consiglio di approvare le nuove tariffe Tari, considerato lo stanziamento complessivo di 2,3 milioni di risorse comunali per contenere l’aumento, che si attesterà sul 5,7% per il 2026 e dell’1% per il 2027.
In merito a questa delibera sono stati presentati 23 ordini del giorno da parte della minoranza, di cui 10 del consigliere del Gruppo misto Sergio Gambino (3 li ha ritirati), 7 del gruppo Vince Genova, 3 di Fratelli d’Italia e 2 della Lega.
A nome della Giunta l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu ha dato parere negativo agli ordini del giorno 1, 2, 7, 8, 9, 13, 14, 15, 19, 20 e 21, e parere favorevole, invece, agli ordini del giorno 5, 6, 11, 12 , 22, 23.
Il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa ha posto in votazione gli ordini del giorno con parere contrario, uno per uno, che sono stati tutti respinti con 21 voti della maggioranza e 12 dell’opposizione. Si è poi passati alla votazione degli odg con parere favorevole della Giunta, sempre votati uno per uno, che sono stati approvati all’unanimità.
La delibera è stata posta in votazione e approvata con 22 voti della maggioranza e 12 voti contrari dell’opposizione.
Dopo l’approvazione da parte della maggioranza delle nuove tariffe Tari per il 2026, e dopo una sospensione della seduta che consentisse la riunione dei capigruppo, alle 22,40 è ripreso il Consiglio comunale per discutere la delibera di Giunta al Consiglio ad oggetto “Salvaguardia degli equilibri di bilancio e assestamento generale - VIII variazione ai documenti previsionali e programmatici 2026/2028”. Riguardo questo documento sono stati presentati 10 ordini del giorno della Lega, 8 di Vince Genova e 5 di Fratelli d’Italia.
A nome della Giunta l’assessore al Bilancio e vicesindaco Alessandro Terrile ha espresso parere contrario agli ordini del giorno 9, 10,11, 13, 14, 15, 17,19, 20, 21, 22, 23 che sono stati posti in votazione e respinti.
Sempre il vicesindaco ha espresso parere favorevole agli ordini del giorno 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 16 (se emendato) e 18. Anche questi odg sono stati posti in votazione, uno per uno, e approvati all’unanimità.
La delibera generale per la “Salvaguardia degli equilibri di bilancio e assestamento generale” è stata posta in votazione e approvata con 21 voti favorevoli e 9 contrari dell’opposizione.
Infine, è stata discussa la delibera di Giunta al Consiglio ad oggetto “Adesione alle condizioni di servizio per il riaffidamento dei carichi ad agenzia delle entrate-riscossione, ai sensi dell’art. 5 del decreto legislativo n. 110/2024 delle somme discaricate e della riscossione coattiva ad esse relativa”, su proposta dell’assessore al Bilancio e vicesindaco Alessandro Terrile. Su questo atto non sono stati presentati ordini del giorno o emendamenti. La delibera è stata posta in votazione e approvata con 21 voti della maggioranza. L’opposizione si è astenuta, la Lega ha votato contro.
Il consiglio si è chiuso alle 01,05.
«Quello attualmente attivo nella zona “Risveglio” di Pegli è un cantiere di IRETI che presenta particolari difficoltà, essendo stato influenzato non solo dalla complessità tecnica, ma anche da interferenze tra rete gas, rete idrica, galleria ferroviaria sottostante, la necessità di garantire la continuità dei servizi (gas, acqua) e il deflusso della normale mobilità. Sono state eseguite attività complesse di scavo, sezionamento delle condotte – anche di grande diametro – e realizzazione di bypass provvisori. Inoltre, un intervento di rinforzo strutturale della galleria ferroviaria sottostante a cura di RFI ha causato la sospensione dell'attività di IRETI per circa tre mesi. Si è resa necessaria una variante progettuale, con la relativa autorizzazione paesaggistica, a causa della conseguente modifica della quota estradosso della galleria. Attualmente i lavori dipendono dal rilascio delle ordinanze di chiusura di via Nicoloso da Recco e di via Caldesi per completare le ultime tratte. Per le particolari condizioni di automobilistiche, che comportano l'impossibilità di interrompere contemporaneamente due vie, le attività lato Ponente e lato Levante non possono essere svolte in parallelo. In ogni caso, il completamento del cantiere è previsto in circa tre mesi, quindi entro la fine del mese di ottobre 2026, subordinato all'ottenimento dell'autorizzazione viabilistiche e all'assenza di ulteriori interferenze o imprevisti».
È questa la risposta del vicesindaco Alessandro Terrile all’interrogazione del consigliere del Partito Democratico Fabio Gregorio che chiedeva alla Giunta comunale di “conoscere la previsione dei tempi di conclusione del cantiere IREN in zona ‘Risveglio’ a Pegli”.
«Grazie presidente, grazie consigliere. Penso che sia inutile ribadire che il principio con cui questa giunta e la sindaca – l'ha ricordato lei stesso – e questa amministrazione si siano sempre posti come pratica quotidiana, e non solo come dichiarazione di intenti, quella di tutelare il pluralismo e la libertà d’espressione, nonché il rifiuto di ogni forma di violenza sia fisica che verbale e la difesa del rispetto reciproco come fondamento di una convivenza civile. Non credo che possano esserci dubbi sul fatto che questi siano valori sui quali non abbiamo mai arretrato di un passo: queste modalità sono stata perseguite in ogni modo e proprio per questo motivo non possiamo riconoscerci, né direttamente né indirettamente, di qualsiasi forma di violenza praticata o evocata, a prescindere da quale sia la parte da cui essa proviene. In questi primi mesi di mandato abbiamo cercato di tradurre questo principio in atti pratici che abbiamo messo al centro dell’attività amministrativa, ponendo quindi temi come socialità, pace, diritti, dialogo, rispetto delle persone al centro di un’agenda e anche all'interno di un calendario di eventi facendone un filo conduttore anche delle iniziative promosse nel contesto del 25° anniversario del G8 di Genova: è stato un cartellone molto ricco e che non ha a che fare con il ricordo delle violenze. Credo che tutti possiamo affermare che limitare il G8 al ricordo della violenza voglia dire non tenere conto di quelli che sono i temi che quel tipo di scontro l'hanno causato e che hanno animato un movimento che a distanza di venticinque anni pronosticava cose che stiamo vivendo nel mondo di oggi. Ridurre il G8, come ha detto la sindaca, agli scontri di piazza sarebbe un errore storico e culturale, perché quelle violenze finirono per oscurare un dibattito che invece oggi merita di essere ripreso, soprattutto alla luce delle profonde trasformazioni che il mondo sta vivendo. È per questo che l’amministrazione ha promosso e sostenuto un calendario di mostre fotografiche, incontri pubblici, dibattiti con le testimonianze di chi c’era in quei giorni, ma anche di occasioni di confronto aperto, plurale e democratico. Devo però precisare che tra queste iniziative non rientra quella che lei ha citato e devo anche puntualizzare che non si trattava di un convegno celebrativo dei 25 anni del G8, ma di un’assemblea privata che è stata ospitata da Palazzo Ducale in maniera analoga a quella che è stata ospitata in occasione del ventennale: un evento a cui è stato concesso uno spazio proprio in virtù del pluralismo che lei identificava. In queste otto ore di dibattito si sono susseguiti 50 interventi, così mi è stato riferito dall’organizzazione. Io non c’ero e non ho potuto verificare in prima persona. Lei ha riportato un’espressione dalla quale non faccio fatica, né io né questa amministrazione, a dissociarmi. Anzi, dirò di più: non faccio fatica a condannarla, come del resto ha fatto Palazzo Ducale in una nota espressa dalla loro governance. Sono molto in difficoltà a dire che non si può ripetere, perché sarebbe come esercitare una censura preventiva nei confronti di alcune attività e in qualche modo di chi può parlare o meno in determinati luoghi. Se vengono rispettati i criteri di questa amministrazione non ci sono problemi a concedere gli spazi. Aggiungo che è importante che questa onestà intellettuale, questa dimensione di univoca condanna nei confronti di questi temi, venga poi gestita da tutti i lati: quindi, come è giusto che ci si dissoci da certe affermazioni, questa cosa dovrebbe essere presa in carico da tutte le parti politiche in maniera unilaterale. So che non è un remark da fare a lei, però credo che sia giusto dirlo».
È questa la risposta dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari all’interrogazione del consigliere di Vince Genova Pietro Piciocchi in cui si legge: “Nel corso di un convegno celebrativo dei 25 anni del G8 di Genova, svoltosi nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale sabato 17 luglio, ha preso la parola l'esponente di un centro sociale napoletano che ha incoraggiato a non avere paura ‘davanti alle forze dell'ordine’, dichiarando che ‘l'unica alternativa è di andare a prenderci i fascisti a casa e fermarli con la forza’ e che bisogna ‘alzare il livello dello scontro’. Tali affermazioni sono state accompagnate da un fragoroso applauso in segno di condivisione da parte del pubblico presente. Si chiede di conoscere le motivazioni per cui la signora sindaco e la giunta non abbiano preso immediatamente le distanze da dichiarazioni che inneggiano spudoratamente alla violenza e all'aggressione delle forze dell'ordine e come sia stato possibile che espressioni di questo genere siano state pronunciate nel contesto di palazzo ducale, luogo di dialogo e di incontro, che rappresenta l'epicentro della proposta culturale cittadina e una delle sue massime istituzioni”.
«L’amministrazione comunale non è stata coinvolta, tra l'altro è avvenuta proprio ieri l'inaugurazione di uno degli alloggi di co-living insieme all'assessore Patrone; per noi il co-living, il co-housing, è un progetto partito dal Comune di Genova, si chiama “COLIVINGenova” dove noi abbiamo provato in tutti i modi a coinvolgere Regione Liguria, cercando di arrivare anche a un accordo formale, perché il co-living vede l'integrazione sociosanitaria e noi stessi, ieri, abbiamo coinvolto rappresentanti della ex ASL3 e dell'area socio-sanitaria. Speriamo e auspichiamo che qualunque progetto ci sia, veda il coinvolgimento per la parte dei servizi sociali, fondamentale anche perché la rete si basa sulla condivisione. Sicuramente la zona, come lei conosce bene, avrebbe bisogno di servizi come questi, anche per la percentuale alta di persone anziane e non solo. Peraltro, con il Municipio stesso stiamo anche portando avanti il tema del progetto di comunità e quindi inteso la casa di quartiere, insieme con l'assessora Coppola e l'assessore Patrone. Speriamo che ci sia la condivisione. Le ultime volte abbiamo assistito, per esempio, alle inaugurazioni delle varie case di comunità, alcuni ci hanno chiesto come mai non eravamo presenti: non è stata una scelta politica perché in realtà non abbiamo ricevuto alcun invito e devo dire che, al di là poi degli schieramenti politici su questi temi, bisogna, a mio avviso, invece trovare punti di incontro ed è nostro interesse farlo, soprattutto per il bene delle persone che sono al centro, altrimenti si generano anche delle aspettative a cui noi poi non sappiamo dare risposte perché, ovviamente, una situazione come quella pubblicizzata ha scatenato una serie di domande non solo nei consiglieri, ma anche nei cittadini. Sarà mia responsabilità informare l'Aula e direttamente lei, se ci sarà il coinvolgimento del Comune di Genova».
È questa la risposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi all’interrogazione della consigliera della Lista Silvia Salis Sindaca Erika Venturini che chiedeva alla Giunta comunale “se fosse preventivamente a conoscenza del sopralluogo effettuato presso l'istituto Emanuele Brignole di Struppa da parte dell'assessore regionale Nicolò, finalizzato a valutare l’ipotesi di riqualificazione della struttura, e se il Comune sia stato coinvolto o informato in merito alle progettualità illustrate”.
«I problemi di sicurezza nella zona dei laghetti della Val Varenna a Pegli non sono una novità, trattandosi di una criticità che si ripropone ormai da almeno 15 anni. Come Polizia Locale abbiamo rappresentato presso il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, già dal mese di maggio, tale criticità, chiedendo un lavoro interforze a supporto dell’operato dei nostri agenti che sono operativi nella zona già dalla fine delle scuole, quando i laghetti cominciano ad essere molto frequentati. Ogni sabato e domenica pomeriggio sono stati previsti, da giugno fino alla prima decade di settembre, delle attività di controllo con l’impiego di un numero adeguato di agenti e funzionali della Polizia Locale, chiamati a verificare la guida sotto effetto sostanze alcoliche, diretta conseguenza del comportamento di chi, ai laghetti, assume alcol per poi mettersi alla guida con pericolo per sé stessi e per la cittadinanza in generale. Il servizio si svolge con l’allestimento di posti di controllo in via Carpenara e via Varenna. Ad oggi, a seguito degli accertamenti effettuati dai nostri agenti, sono state elevate complessivamente 122 sanzioni di cui 72 amministrative per violazione del Codice della Strada e 50 sul litorale, sempre a carico di soggetti provenienti dai laghetti. Poi c’è il tema della linea 71 AMT. Un tema che noi abbiamo portato, come Amministrazione, in seno al Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica già nei mesi di maggio-giugno. A seguito del grave episodio del 17 luglio, abbiamo immediatamente attivato la scorta all’autobus per le giornate di sabato e domenica, con l’obiettivo di garantire la sicurezza del personale e dell’utenza, oltre che il regolare servizio della linea a tutela dei residenti che, in caso contrario, sarebbero rimasti senza il proprio mezzo di trasporto pubblico. Lunedì 20 luglio siamo stati convocati dalla Prefettura a cui abbiamo chiesto, come già avevamo fatto a maggio, una presenza interforze. La nostra richiesta è stata soddisfatta. Quindi, oltre alla pattuglia di Polizia Locale deputata alle attività di controllo in materia di sicurezza stradale, dallo scorso fine settimana operano congiuntamente anche Polizia di Stato e Carabinieri Forestali, questi ultimi autorizzati ad accedere e svolgere i controlli lungo l’alveo del torrente Varenna».
È questa la risposta dell’assessora alla Polizia locale e alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi all’interrogazione del consigliere della Lega Alessio Bevilacqua che chiedeva alla Giunta: “Preso atto dell'episodio di violenza avvenuto in val Varenna nella giornata di venerdì 17/07/2026, dove un autobus è stato preso a pietrate, si chiede riscontro in merito alle problematiche relative alla frequentazione dei laghetti della val Varenna quali: sicurezza, abbandono rifiuti e accensione fuochi”.
«Grazie per la domanda che mette l’attenzione su questo servizio d’eccellenza di AMIU che è l’Ecovan. Quest’estate, come l’estate scorsa, abbiamo deciso di attivare l’orario estivo, che è partito questo lunedì. È partito su alcune postazioni, che passano dall’orario 13.30-17.30 all’orario serale 18.30-22.30. Abbiamo attivato piazza San Giorgio di Bavari, via del Commercio a Nervi, via Prasca a Quarto e piazza del Campo nel centro storico. Insomma, il servizio coinvolgerà trenta piazze in tutta la città. La necessità è legata alle ondate di calore: ne abbiamo appena chiusa una ritenuta eccezionalmente lunga. Ma anche e soprattutto perché l’Ecovan è un servizio di eccellenza, perché raccoglie molto materiale e in particolar modo è un servizio customer friendly, ovvero vicino agli utenti e che ha una grande capacità comunicativa, girando per le strade. Gli operatori hanno visibilità e rendono manifesto questo servizio ai cittadini, e riteniamo sia importante dare un segnale di vicinanza. La mia idea è che il servizio sia flessibile e vada incontro alle necessità di spazi dei territori, territori che spesso, tra l’altro, sono afflitti dall’abbandono degli ingombranti. Dopo l’estate si potrà calendarizzare una commissione per vedere i volumi dei materiali che vengono raccolti e capire come questo servizio possa essere elaborato per il prossimo anno: lo scorso anno, ad agosto, si era registrato un piccolo calo della raccolta».
È questa la risposta dell’assessora all’Ambiente Silvia Pericu all’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Donatella Alfonso che chiedeva: “A fronte delle alte temperature e del disagio sia per gli operatori AMIU impegnati nei punti Ecovan nei vari quartieri, sia per l’utenza interroga la giunta comunale per sapere se, come già avvenuto la scorsa estate, si sia scelto di modificare l’attuale fascia pomeridiana in favore di una fascia serale che riprenda il positivo servizio “Ecovan by night” almeno per il periodo di maggior disagio da calore, in maniera da tutelare sia i lavoratori che gli utenti”.
«Questa giunta è molto sensibile al tema della velocità su strada e l'ha già dimostrato con molte azioni che sono state adottate dalla regolazione, dalla mobilità e dal collega Robotti. Resta comunque ferma la volontà dell'amministrazione a valutare l'adozione di tutte le misure che possano andare a migliorare la situazione e a ridurre ulteriormente la velocità che, su quel tratto, sicuramente tende ad esserci. Sono in corso le indagini su questo sinistro, indagini che sta seguendo il nucleo di infortunistica stradale della Polizia Locale sotto il coordinamento dell'Autorità Giudiziaria; quindi, non ci sono ancora elementi che possano essere resi pubblici sulla dinamica. Il tratto interessato, quello di via Righetti, che poi insiste anche su via Gobetti, è un tratto di strada a doppio senso di circolazione, con quattro corsie di marcia separate da doppia linea continua e marciapiedi su entrambi i lati. Il limite fissato è quello dei 50 chilometri orari, ma si tratta di una strada che per la sua conformazione porta, diciamo, a prendere velocità. Infatti è un'arteria che, insieme a corso Europa e corso Italia, rappresenta uno dei principali assi di collegamento anche tra Levante e Ponente: anche questo contribuisce a creare anche certi volumi di traffico, soprattutto in certi orari. Comunque, dall'analisi dei dati sull'incidentalità stradale, riferiti proprio a questo tratto, non emergono elementi tali da classificarlo tra le strade caratterizzate da una particolare criticità sotto il profilo della sicurezza. La segnaletica orizzontale e verticale presente risulta conforme alle caratteristiche della strada e allo stato attuale non sono emerse delle criticità riconducibili alla sua adeguatezza. Ci sono tantissimi posti di controllo che vengono effettuati dalle forze di polizia, compresa la Polizia Locale proprio in via Gobetti, che rientra tra gli assi viari che sono proprio oggetto di costante vigilanza e costante controllo da parte delle pattuglie, sia della Polizia Locale che delle altre forze dell'ordine».
È questa la risposta dell’assessora alla Polizia Locale e alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Valeriano Vacalebre che interrogava la Giunta “in merito all’incidente mortale in via Righetti: richieste di chiarimento e interventi urgenti per la sicurezza stradale sulla tratta via Gobetti-via Righetti”.
«Il tema della sicurezza sia degli autisti che del personale che viaggia sui mezzi AMT è un tema che è stato affrontato da questa amministrazione a novembre dell'anno scorso, proprio perché il tema della violenza è un tema che riguarda la nostra società in generale e tutti i luoghi pubblici, a partire dai pronti soccorso e riversandosi in quest’ambito. “Sicurezza in Movimento” è un progetto avviato nel novembre dell'anno scorso che prevede la presenza della Polizia Locale a bordo degli autobus, ai capilinea e nelle principali stazioni della metropolitana con pattuglie dedicate, a supporto anche dei reparti specialistici e, qualora occorra, anche l'unità cinofila. Dall'avvio di “Sicurezza in Movimento” abbiamo controllato 1.500 autobus, presidiato 339 linee, identificato 1.500 persone, effettuato tre arresti, 18 denunce per reati di spaccio, porto d'armi abusivo, furto e rissa, 40 sanzioni amministrative e, a seguito proprio dei recenti episodi di aggressione, abbiamo naturalmente intensificato questa attività sulle linee e sulle fasce orarie risultate più critiche in relazione proprio a quella mappatura del rischio che AMT ci ha presentato. Con riferimento alla linea 71, che è quella che percorre la val Varenna, in relazione all'episodio che si è verificato il sabato di due weekend fa, abbiamo attivato immediatamente la scorta proprio per dare un senso di sicurezza agli autisti ma anche per garantire il servizio, che si era fermato, ai residenti. Il giorno stesso dell’accaduto abbiamo contattato immediatamente la Prefettura e chiesto il “Comitato Sicurezza” per gestire il tema Interforze, “Comitato” che è stato fissato lunedì e nel quale abbiamo chiesto appunto un rinforzo dell'attività con la presenza anche delle altre forze dell'ordine, anche per ampliare il servizio all'alveo del torrente dove la Polizia Locale normativamente non può andare, dove possono intervenire altri corpi come i corpi forestali che invece sono proprio deputati a questo. Il giorno successivo abbiamo sempre incontrato in Prefettura anche i sindacati. Quindi abbiamo visto il servizio rinforzato lo scorso weekend: era presente la Polizia locale, come sempre da maggio, tutti i weekend e soprattutto il pomeriggio, che verifica che chi è alla guida non sia in stato di ebbrezza ma anche effettua controlli sulla linea 71, fermando i bus e chiedendo all'autista se tutto va bene prima di lasciar proseguire la corsa. Abbiamo chiesto ad AMT uno sforzo ulteriore, cioè di comunicarci settimanalmente tutte le criticità, anche in relazione alle segnalazioni degli autisti, per capire ulteriormente, rispetto alla mappatura che ci ha dato AMT, quali sono le criticità che poi magari si muovono nel tempo e quindi consentire anche a noi di dettagliare settimanalmente l'attività della Polizia Locale sulla base di queste segnalazioni. Ci hanno chiesto di riattivare il servizio congiunto dei verificatori con la Polizia Locale e abbiamo detto che possiamo lavorare su questo e c'è stato anche un impegno ad avviare una campagna di comunicazione verso gli utenti proprio per far capire anche le conseguenze per chi aggredisce il personale di AMT o comunque danneggia un bene pubblico».
È questa la risposta dell’assessora alla Polizia locale e alla Pubblica sicurezza Arianna Viscogliosi all’interrogazione della consigliera di Orgoglio Genova Ilaria Cavo che voleva conoscere dalla Giunta “quai misure urgenti l’amministrazione comunale abbia disposto in seguito alle recenti aggressioni ai danni del personale AMT, con particolare riferimento al rafforzamento delle condizioni di sicurezza durante il servizio. Si richiede inoltre di indicare quali interventi strutturali e programmati nel lungo periodo si intendano adottare per prevenire il ripetersi di tali episodi e garantire adeguata tutela agli operatori del trasporto pubblico”.
«Questa amministrazione ha scelto, attraverso la delibera 185 del 2026, di scegliere da che parte stare: quella va nella direzione del contrasto e della prevenzione delle discriminazioni e delle violenze dovute all’orientamento sessuale o all’identità di genere. Non solo, il Comune di Genova si costituirà parte civile in procedimenti penali che siano relativi a reati di matrice omolesbonbitransfobica. Il Comune, essendo anche dentro la rete R.E.A.dy, che è promotrice di questa delibera, in realtà lo fa anche in attuazione degli articoli 2 e 3 della Costituzione e degli articoli 1 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, per garantire dignità e diritto di autodeterminazione a ciascuna persona in ordine al proprio orientamento sessuale o alla propria identità di genere. Quello che è accaduto a Berlino, che è auspicabile non accada mai, potrebbe essere nella sua forma più grave uno dei motivi per cui la città di Genova e il Comune potrebbero costituirsi parte civile. Quello che lei ha citato, la paura della comunità di essere discriminati e isolati sono il motivo che ci ha indotto ad adottare questa delibera, anche perché il coraggio di questa città deve essere proprio quello di essere accanto a una comunità, quella LGBTQIA+. Perché la condanna unanime che c'è stata rispetto all'attentato di Berlino, in qualche situazione non è stata una condanna e una solidarietà nei confronti della comunità. È un atto terroristico e assolutamente come tutti gli atti terroristici naturalmente va condannato, ma non può diventare un veicolo politico. In questo caso l'atto terroristico si è compiuto verso una comunità che deve che deve ricevere tutta la nostra solidarietà».
È questa la risposta dell’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone all’interrogazione del consigliere del Partito Democratico Edoardo Marangoni che chiedeva alla Giunta comunale: “Vista l’approvazione della delibera della giunta comunale (dgc 185/2026) che rafforza le azioni di prevenzione e contrasto all'omolesbobitransfobia di cui purtroppo si è avuta poca eco, visto il diffuso in Italia negazionismo di un clima di odio e pregiudizio verso le persone LGBTQIA+, visto il drammatico attentato - che ha visto una vittima e ventinove persone ferite - del 25 luglio 2026 al Pride di Berlino, si interroga la giunta per conoscere quali siano le ultime misure messe in campo, a partire dalla suddetta dgc 185/2026”.
