Consiglio comunale del 3 novembre

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Articolo del
03/11/2026
consiglio comunale

Approvato un ordine del giorno straordinario di condanna alle violenze accadute lo scorso 24 settembre in centro storico. Via libera esostegno all’organizzazione della 39ª edizione della Mostra della Zucca di Murta

Manuela D'Angelo

Dopo la discussione degli articoli 54, Interrogazioni a risposta immediata, alle 15 è iniziato il Consiglio comunale con 34 presenti.

Prima di discutere l’ordine del giorno, è stato portato in aula un Ordine del giorno straordinario, approvato dalla conferenza dei capigruppo, ad oggetto “Condanna violenze accadute il 24 settembre in centro storico” presentato dal gruppo di Fratelli d’Italia e sottoscritto da tutti i gruppi di minoranza. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “Condannare con fermezza e assoluto rigore l’attacco violento verificatosi durante la manifestazione pacifica priva di alcuna connotazione politica organizzata dagli Angeli del centro storico, assicurando ai cittadini il pieno diritto di manifestare le proprie preoccupazioni”. Durante la capigruppo, il documento ha subito delle modifiche apportate anche dai gruppi di maggioranza, modifiche che hanno permesso al documento di essere approvato all’unanimità, dopo il parere favorevole della Giunta.

Nello specifico, l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi ha ricordato che “La Giunta condanna con fermezza ogni forma di violenza e di intimidazione. Il diritto a manifestare pacificamente, e il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni, è un principio fondamentale della nostra democrazia e deve essere garantito a tutti, indipendentemente dalle idee e dalle appartenenze politiche. Nessuno- ha aggiunto l’assessora Viscogliosi- può arrogarsi il diritto di impedire ad altri di manifestare attraverso la violenza. Esprimiamo piena solidarietà al funzionario della Digos rimasto ferito e ringraziamo tutte le forze dell'ordine impegnate a garantire questo diritto a manifestare e l'Autorità giudiziaria per la tempestiva e ferma risposta agli eventi che sono accaduti”.

Come detto, l’ordine del giorno straordinario è stato posto in votazione e approvato all’unanimità.

 

Il primo punto all’Ordine del giorno discusso è il “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 194, comma 1, lett. A, D.Lgs. 267/2000, in esecuzione di provvedimenti giudiziari”. L’atto è stato posto in votazione e approvato all’unanimità.

 

È stata poi discussa la delibera ad oggetto “Controdeduzioni alle osservazioni inerenti alla DCC n. 17/2026 “Individuazione di ambiti di rigenerazione urbana per il riuso e il recupero funzionale del patrimonio immobiliare dismesso”, su proposta della Giunta e della assessora all’Urbanistica, Verde Urbano, Smart City, Città dei 15 minuti, Francesca Coppola.

Con questa delibera si propone al Consiglio di prendere atto che sono pervenute quattro osservazioni e nel merito si è deciso che: “L’osservazione preliminare proposta dal comitato “Non solo Borgo” è stata accolta parzialmente; le deduzioni ai sensi dell’art. 61 del “Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale” trasmesse dal Municipio III, Bassa Val Bisagno sono state accolte; l’osservazione proposta dalla F.I.D.Eco.S.r.l è stata accolta e l’osservazione proposta dalla Iris S.r.l. non è stata accolta, in quanto tecnicamente non riconducibile ad ambiti “urbani”. E’ stato poi deciso di “modificare l’individuazione degli ambiti di rigenerazione urbana per il riuso e il recupero funzionale del patrimonio immobiliare dismesso, tramite l’aggiunta dei seguenti ambiti: ex birrificio di via Erpidio Berno, 140 – 142; ex stabilimento Saden di Pontedecimo e adiacente plesso identificato al NCT di Genova”.

Su questo atto il consigliere di Vince Genova Pietro Piciocchi ha presentato un ordine del giorno, con cui si chiede all’Amministrazione di “Ampliare il pacchetto connesso alle facilitazioni, introducendo aliquote agevolate di Imu nell’ambito della Rigenerazione urbana, all’interno del prossimo bilancio, visto che le misure scatterebbero soltanto dopo l’approvazione dei progetti e l’avvio dei lavori”.

A nome della Giunta il vicesindaco Alessandro Terrile ha espresso parere contrario per motivi di “equilibri di bilancio, visto che- ha spiegato- non è possibile prevedere una diminuzione della aliquota su tutte le aree oggetto di rigenerazione urbana”. Quindi l’odg di Vince Genova è stato respinto con 21 voti contrari della maggioranza.

La delibera, invece, è stata posta in votazione e approvata all’unanimità.

È stata poi discussa la delibera ad oggetto “Adozione di aggiornamento al PUC, ai sensi dell’art. 43 della Legge Urbanistica Regionale 4 settembre 1997 n. 36 e s.m., per la regolamentazione dell’insediamento di attività odorigene fortemente impattanti nei confronti di ricettori sensibili e ambiti a vocazione residenziale”, su proposta dell’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola e dell’assessora all’Ambiente Silvia Pericu. Si propone al Consiglio di “Adottare nella Relazione Urbanistica l’aggiornamento al PUC per la regolamentazione dell’insediamento di attività odorigene fortemente impattanti nei confronti di ricettori sensibili e di ambiti a vocazione residenziale”. La delibera è stata posta in votazione e approvata con 21 voti favorevoli della maggioranza e 9 contrari dell’opposizione.  

 

È stata poi discussa la mozione 90/2025 ad oggetto “Sostegno all’organizzazione della 39ª edizione della Mostra della Zucca di Murta (anno 2026)” presentata dal gruppo del Partito democratico. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “Collaborare con il Comitato organizzatore, facilitando il dialogo con gli uffici comunali e con gli enti competenti, e promuovendo il necessario coordinamento con il Municipio V Valpolcevera, la Polizia Locale, la Protezione Civile, AMT e le associazioni di volontariato, al fine di agevolare gli adempimenti organizzativi e garantire una gestione efficace della viabilità, dei flussi di visitatori e dell’ordinato svolgimento della manifestazione; valorizzare la Mostra della Zucca attraverso i canali di comunicazione istituzionali, riconoscendone il ruolo storico e identitario e promuovendola come evento di rilievo per la città e per la Val Polcevera”. Su questo atto sono stati presentati 7 emendamenti di cui uno del consigliere di Vince Genova Pietro Piciocchi e tre della Lega; tre emendamenti sono stati presentati dallo stesso proponente della mozione, il consigliere Pd Enrico Vassallo, essendo mutato lo scenario dal momento della presentazione della mozione.

La seduta è stata sospesa per permettere al consigliere Vassallo di prendere visione degli emendamenti e deciderne l’integrazione. Al rientro in aula, il consigliere Vassallo ha comunicato che non accoglie l’emendamento di Vince Genova, ma accoglie quelli della Lega. La mozione, così come emendata, è stata posta in votazione e approvata all’unanimità.

 

In accordo con il proponente, il consigliere di Forza Italia Mario Mascia, l’ultima mozione ad oggetto “Passaggio a pieno regime del progetto "Reddito Alimentare" nel Comune di Genova e estensione del servizio tramite l'attivazione "a sportello" per i cittadini in condizione di povertà assoluta e l'applicazione del fattore familiare previsto dal vigente Regolamento ISEE, è stata rinviata.

Il Consiglio si è chiuso alle 17,53.

ARTICOLI 54, INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

«Il Multedo 1930 è parte integrante della storia e del presente dello sport cittadino, una realtà di prim’ordine con un valore importantissimo anche sotto il profilo sociale. La sede associativa è interessata, come noto, da una situazione annosa che si protrae ormai da diversi anni e che consiste nei problemi di infiltrazioni sul tetto. Problemi che la stessa associazione ha richiamato alla nostra attenzione nella lettera dello scorso 22 giugno dove sono stati nuovamente messi in evidenza i problemi alla copertura della sede. Nella stessa lettera, l’associazione ci ha giustamente ricordato di essersi fatta carico, negli anni, di alcune opere di manutenzione. Stiamo seguendo la questione nel suo complesso, legata anche al campo sportivo che è in concessione da Autorità di Sistema Portuale: proprio con Autorità di Sistema è in corso un’interlocuzione per capire come contribuire a investire anche su quello spazio. Tornando alla questione specifica sollevata nell’interrogazione, a seguito della lettera richiamata in precedenza abbiamo svolto un sopralluogo sul posto che ha consentito di quantificare l’entità degli interventi necessari a risolvere una volta per tutte il problema delle infiltrazioni. In questo senso, stiamo lavorando insieme al collega Ferrante per capire come dar seguito a queste verifiche e trovare, compatibilmente ai nostri vincoli di bilancio, le risorse necessarie a finanziare le azioni necessarie. Il tema della sede di Multedo si inserisce in un quadro, quello del patrimonio pubblico cittadino, che denota evidenti questioni manutentive. Peraltro, nel caso specifico della sede del Multedo 1930, parliamo di un immobile che beneficia di un canone abbattuto del 70%, con le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria a carico del concessionario, dalle quali sono giustamente esclusi interventi di carattere strutturale a cui vogliamo addivenire. Ribadiamo infine la nostra disponibilità a proseguire il confronto con il Multedo 1930 e a sviluppare un intervento da inserire nella nostra programmazione delle opere pubbliche». È questa la risposta dell’assessore al Patrimonio Davide Patrone all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Valeriano Vacalebre in cui si chiedono “Informazioni sulla stato della sede ASD Multedo 1930 sita in via Ronchi 19: segnalazione delle criticità dell'immobile e richiesta di urgenti interventi di manutenzione”.

«Ci tenevo a rispondere subito perché il quesito riguarda il piano straordinario di contenimento dei topi a Genova. Come annunciato, il piano è partito il 15 ottobre e prevedeva gli interventi nel Municipio II Centro Ovest proprio tra l'ultima settimana di ottobre e il mese di novembre. Mi preme dare un aggiornamento puntuale, così come faremo poi con tutti i Municipi. Per quanto riguarda l'area di Villa Scassi, e in particolare le aiuole di via Giacomo Balbi Piovera, è in corso di programmazione un sopralluogo congiunto tra l'ufficio Animali, Aster, Amiu e il Municipio, che si terrà la settimana prossima per intervenire in maniera coordinata. Siamo invece già operativi e in fase avanzata in via Spallanzani, un sito oggetto di diverse segnalazioni quest'estate, quest'estate, dove eravamo già intervenuti con lo spostamento delle postazioni Amiu e la sostituzione di alcuni contenitori. In data 23 ottobre si è svolto il sopralluogo congiunto con la partecipazione di un tecnico naturalista, durante il quale sono state concordate le seguenti attività: in primis la sistemazione della recinzione a cura di Aster Verde, dove verranno riposizionate le transenne già presenti per interdire una porzione più ampia di area verde ed impedire l'accesso alle aiuole adiacenti all'area cani (punto critico in cui i roditori hanno creato le tane nel terrapieno); la cartellonistica che il Municipio provvederà ad installare, con gli avvisi relativi alla derattizzazione e all'interdizione dell'area e, infine, il trattamento rodenticida che prevede, una volta completata la delimitazione, che gli operatori applichino nelle tane il prodotto Racumin per il contenimento della popolazione muride. Si attenderanno quindi 10 giorni per consentire al prodotto di essere efficace. Non ultimo, l’intervento sul terreno che avverrà trascorso tale periodo, e durante il quale Aster (settore Verde) dedicherà circa due giornate allo scavo, allo spostamento e al rimescolamento del terreno per intervenire sulle tane. È stata infine rilevata la necessità di monitorare le postazioni dei rifiuti solidi urbani adiacenti alle aree interessate. Oltre al già effettuato cambio del contenitore dell'umido, è previsto un intervento di ulteriore pulizia per una postazione che purtroppo è spesso soggetta a fenomeni di abbandono di rifiuti». È questa la risposta dell’assessora all’Ambiente Silvia Pericu all’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Monica Russo “Per sapere, alla luce delle dichiarazioni della sindaca circa un piano di derattizzazione straordinario, se esso comprenda il Municipio Centro Ovest e se sì quali zone”.

Disservizi nel collegamento tra aeroporto Cristoforo Colombo e città «Preliminarmente bisogna dire che la normativa di settore non dà al Comune il potere di imporre ai titolari di taxi presenze continuative in specifiche aree del territorio o presso determinati posteggi, trattandosi di attività esercitate in autonomia dai singoli operatori nel rispetto della disciplina vigente e ferma restando l'osservanza degli obblighi previsti dalla normativa del regolamento comunale. Dopo avere ricevuto alcune segnalazioni di questo tipo l’abbiamo fatto presente alla categoria dei tassisti, cercando di ottenere un miglioramento della situazione: dall'inizio del 2026, agli uffici dell'Assessorato sono pervenute solo due segnalazioni relative a questa problematica. Recentemente sono arrivato alle 11 di sera in aeroporto e devo dire che c'era sia il Volabus sia una quantità notevole di taxi che sono andati esauriti, questo solo per esperienza diretta. Abbiamo comunque interpellato in occasione delle segnalazioni la Cooperativa Radio Taxi per avere degli elementi informativi e, come in altra occasione, è stato rappresentato che certe temporanee carenze dei veicoli possono dipendere da circostanze diverse, come ad esempio l’arrivo simultaneo di più voli, variazioni e ritardi di atterraggio: insomma, degli squilibri, sia pur momentanei, tra domanda e offerta. In ogni caso abbiamo sollevato l'esigenza di offrire a chi arriva, quindi anche a turisti, persone, viaggiatori e cittadini, una buona immagine attraverso un buon servizio, e di garantire quindi un’adeguata disponibilità di vetture. È in corso, come abbiamo detto in Commissione consiliare, l'attivazione di una procedura informatizzata che ci consentirà di avere dati puntuali in ordine ai turni di servizio effettivamente svolti dai titolari di licenza: in questo modo sarà possibile anche avere un quadro più puntuale delle fasce orarie e dei luoghi, potendo disporre di un supporto per ulteriori valutazioni oltre che per chiedere un'articolazione differente dei turni. Da parte della categoria dei tassisti c'è non solo un’evidente disponibilità, ma anche una notevole soddisfazione per la quantità di lavoro che c'è negli ultimi mesi e dall'anno scorso proprio per il maggiore afflusso anche turistico». È questa la risposta dell’assessore alla Mobilità Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere di Orgoglio Genova Vincenzo Falcone “Per sapere, se siano a conoscenza delle ripetute segnalazioni riguardanti la carenza di taxi presso l’aeroporto Cristoforo Colombo, in particolare nelle fasce serali e in coincidenza con l’arrivo dei voli, situazione che determina disagi per cittadini e visitatori e rischia di compromettere l’immagine della città e del suo scalo aeroportuale; e quali iniziative intendano adottare, in raccordo con i soggetti interessati, per garantire un servizio adeguato e continuativo in uno dei principali punti di accesso a Genova”.

«La sperimentazione del reddito alimentare coinvolge complessivamente quattro città: Genova, Firenze, Napoli e Palermo. Per la nostra città, la convenzione di sovvenzione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è stata sottoscritta il 5 novembre 2024. Da allora, il Comune ha svolto un significativo lavoro di preparazione, coinvolgendo enti del Terzo Settore e predisponendo gli asset organizzativi e tecnologici necessari alla concreta attuazione del progetto. L’ente capofila, per il Terzo Settore, è la Comunità di San Benedetto. La rete si è concretamente attivata il 28 gennaio 2025 con un primo incontro tra Comune ed enti del Terzo Settore per la costituzione dell’ATS. Tuttavia, l’avvio della sperimentazione ha incontrato rilevanti criticità di carattere attuativo e informatico che non hanno consentito alla misura di raggiungere la piena operatività. Le difficoltà emerse però non riguardano solo Genova, ma anche le altre città coinvolte nel progetto: si è quindi condiviso con ANCI di portare unitariamente all'attenzione del Ministero proprio queste difficoltà. Il 4 settembre 2026 si è svolto uno specifico confronto sulla sperimentazione con ANCI e le altre città, propedeutico ad un successivo confronto. L'8 settembre si è riunito il gruppo di lavoro ministeriale per il monitoraggio e l'attuazione della sperimentazione con, all'ordine del giorno, lo stato dei progetti delle città e le analisi delle principali criticità emerse. Il 19 ottobre la sindaca Salis ha scritto direttamente al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, rappresentando formalmente la necessità di pervenire in tempi rapidi al superamento degli elementi che ne impediscono la concreta operatività. Nella nota si è evidenziato come il Comune abbia già dedicato rilevanti risorse organizzative e professionali al progetto, e come anche gli enti del Terzo Settore abbiano sostenuto un significativo impegno organizzativo, amministrativo e gestionale. La sindaca ha anche sottolineato che il protrarsi di questa situazione rischia di compromettere il coinvolgimento e la fiducia costruiti sul territorio, e chiesto che vengano assunte le determinazioni necessarie a consentire lo sblocco delle criticità e l'avvio effettivo delle attività. L'Amministrazione continuerà pertanto, sia direttamente che con il confronto con ANCI e le altre città sperimentatrici, a porre in essere ogni interlocuzione utile a far sì che la sperimentazione del reddito alimentare diventi operativa nel più breve tempo possibile». È questa la risposta dell’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone, su delega dell’assessora al Welfare Cristina Lodi, all’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Martina Caputo in cui si legge: “Nell'ottica di un rafforzamento delle politiche di contrasto alle fragilità sociali e alla povertà alimentare, il Comune di Genova aderiva alla sperimentazione del reddito alimentare, svolgendo anche un significativo lavoro preparatorio finalizzato all'avvio del progetto. Ad oggi, tuttavia, il ministero non ha dato avvio effettivo alla sperimentazione. Interroga la sindaca e la giunta per conoscere quali azioni l'Amministrazione ha intrapreso o intende intraprendere al fine di stimolare l'avvio della sperimentazione del reddito alimentare”.

«Sento dichiarazioni molto controverse e anche molto sbagliate. I giornali sono liberi di scrivere quello che ritengono e le dichiarazioni riportate sono assolutamente coerenti con l’iniziativa, nemmeno recente, di voler preservare piazza Matteotti e le altre piazze della città che hanno un vincolo monumentale. Cito, e sono parole che non ho scritto io, ma che sono state scritte da persone che appartengono e lavorano per la Soprintendenza, che queste piazze hanno la necessità di essere tutelate da quanto, in qualche misura, ne possa precludere la piena e libera percezione urbanistica e monumentale con eventi a carattere eccezionale o ripetitivo, come, ad esempio, possono essere i mercati ricorrenti, che siano settimanali o mensili, o che comunque abbiano un impatto particolarmente importante e stridente con il contesto. Queste sono linee guida che esistono da sempre e la Soprintendenza avrebbe anche la possibilità di intervenire. Poi, tra enti, si cerca di collaborare piuttosto che cercare contrasti. Quindi sì, ci sono scelte che sono sia politiche sia prese di concerto con chi i beni storici li vuole tutelare. Non è una novità: già durante l’anno era sorta la questione della Fiera del Libro che era stata trasferita da galleria Mazzini per motivazioni legate alla momentanea ristrutturazione della stessa, per decidere poi di riportarla lì: quindi il criterio è esattamente quello di mantenere inalterata la prospettica delle piazze di pregio. È chiaro che abbiamo una città che non offre particolari alternative e che tutte le piazze sarebbero meritevoli dello stesso identico vincolo. Piazza De Ferrari ha gli stessi vincoli, in certi angoli, delle altre piazze oltre a Matteotti. Ci saranno delle eccezioni - ed invito a leggere attentamente quanto scritto sul Secolo XIX - perché tutto ciò che è stato deciso da questa Amministrazione è stato fatto e condiviso con le associazioni di categoria, tant’è vero che per piazza Matteotti è stato fatto un tavolo per quanto riguarda i lavori, che partiranno a breve, per la riqualificazione e la chiusura dello spazio in modo che non sia occupato solo dai mercati ricorrenti, ma soprattutto dalle auto. C’è una delibera dove potrà trovare tutti gli eventi concordati con le associazioni». È questa la risposta dell’assessora al Commercio Tiziana Beghin all’interrogazione della consigliera della Lega Paola Bordilli che chiedeva “urgenti informazioni sul merito e sul metodo seguiti per giungere alle decisioni comunali comunicate mezzo agenzia giornalistica online da parte dell’assessore Beghin”.

«Posto che si è in fase di chiusura dell’indagine con l’individuazione di un certo numero di indagati, posto che da quanto si apprende i fatti posti ad oggetto delle attività che si presumono criminose avrebbero cagionato un indescrivibile e gravissimo danno all'ambiente, e premesso il fatto che il primo legittimato ad agire per la tutela ambientale è lo Stato, ciò non esclude che nel corso dell'accertamento dei fatti e soprattutto quando verrà incardinato un procedimento penale, quindi un dibattimento, non ci siano le condizioni perché anche il Comune di Genova possa costituirsi parte civile. Questo potrà avvenire tuttavia solo nel momento in cui si dovesse aprire la fase del dibattimento penale. Stiamo seguendo la vicenda: abbiamo chiesto alla nostra Avvocatura di seguire la questione per avere un consiglio sulla migliore strategia, ma certamente siamo interessati come Comune di Genova, quindi come ente che rappresenta la collettività dei cittadini genovesi, ad ogni azione che possa portare al risarcimento del danno ambientale che fosse eventualmente occorso, sempre in base a quanto abbiamo appreso dagli atti d'indagine come riportati ovviamente dagli articoli di stampa. Seguiremo il tema con grande attenzione e potremo prendere una decisione sulla costituzione di parte civile nel momento in cui verrà chiusa la fase d'indagine preliminare e verrà aperto il dibattimento». È questa la risposta del vicesindaco Alessandro Terrile all’interrogazione del consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Mesmaeker in cui si legge: “A seguito delle indagini in merito allo sversamento di quasi 800.000 metri cubi, avvenuto nel 2024 all'interno del porto di Genova, dei cosiddetti “fanghi”, (una parte dei quali classificati come dannosi per la salute pubblica) si chiede cosa intenda fare l’Amministrazione comunale in merito alla tutela della salute dei cittadini e se intende in futuro costituirsi come parte civile nel procedimento giudiziario”.

«Ringrazio il consigliere Gandolfo per la richiesta che, chiaramente, sottolinea una grande preoccupazione per i lavoratori che non possiamo che condividere come giunta oltre che, ovviamente, anche a titolo personale. C’è stata effettivamente una richiesta di rimodulazione anche sulla base di alcune interlocuzioni e anche di alcune questioni legate allo IAT nello specifico che, obiettivamente, presenta delle performance leggermente diverse dagli altri. Tuttavia, ad oggi non c’è alcuna riduzione delle ore che, anzi, sono state potenziate con un'altra cooperativa per il weekend proprio per offrire un maggiore servizio. Confermo che è stata estesa la formalizzazione dell'accordo fino al 31 dicembre per una questione di transizione, ma deve essere fatta comunque una evidenza pubblica come previsto dalla norma: anche in questo caso, sarà ovviamente applicata da parte dell’Amministrazione comunale la clausola sociale, pur non essendo un obbligo: lo vogliamo fare in modo che sia garantita la continuità lavorativa dei lavoratori dello IAT». È questa la risposta dell’assessora al Turismo Tiziana Beghin all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Nicholas Gandolfo “In merito a spiegazioni urgenti sulla situazione dei lavoratori dell’ufficio di informazioni ed accoglienza turistica (IAT) presente al Porto antico”.

«Genova è rientrata nella rete Re.a.dy già lo scorso anno. La rete è un coordinamento di amministrazioni pubbliche impegnate nella prevenzione e nel contrasto delle discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere, ed è la sede in cui le grandi amministrazioni - Comuni, Regioni, Province e Città Metropolitane - hanno l'occasione di confrontarsi e valorizzare le buone pratiche. Quest'anno vi è entrata anche la Città Metropolitana, grazie al contributo del consigliere delegato Filippo Bruzzone. Genova quest'anno ha partecipato all'assemblea nazionale e ha proposto la propria candidatura affinché, nell'autunno di quest'anno, la nostra città possa ospitare l'assemblea nazionale della rete Re.a.dy. Questo è stato possibile perché Genova si è distinta nell'ambito dei diritti e del contrasto alle discriminazioni di genere attraverso le azioni, gli atti amministrativi e le delibere di Giunta che abbiamo adottato. Come sapete, abbiamo un Ufficio LGBTQIA+ che ha partecipato attivamente insieme alla sottoscritta. Durante l'assemblea c'è stata una presentazione arricchita da tutta la documentazione e dal lavoro formalizzato, a partire dal riconoscimento delle carriere alias e dei bambini nati da famiglie omogenitoriali femminili (in quanto la legge italiana lo impedisce per le coppie maschili). Inoltre, è stata prevista la costituzione di parte civile del Comune in caso di atti di discriminazione di genere ed è in programma tutta una serie di iniziative che nascono dall'esperienza del tavolo di confronto aperto con tutte le associazioni della comunità LGBTQIA+. Genova è tornata ad avere un orizzonte decisamente più ampio, che va al di là del Pride, al quale anticipo già che daremo il patrocinio qualora ci venga richiesto, così come patrociniamo tutti i loro eventi». È questa la risposta dell’assessora alle Pari opportunità e alle Politiche di Genere Rita Bruzzone all’interrogazione del consigliere del Partito Democratico Edoardo Marangoni “In merito alla notizia che Genova ospiterà la prossima assemblea nazionale delle rete Re.a.dy – la Rete nazionale delle regioni e degli enti locali per prevenire e superare l’omolesbobitransfobia – prevista per il prossimo anno, nell’autunno del 2027”.

Ultimo aggiornamento: 03/11/2026