
Approvato il “III adeguamento del programma triennale dei lavori pubblici 2026-2027-2028 e l’avvio del prossimo Regolamento per l’esecuzione delle opere di urbanizzazione da realizzarsi da parte di soggetti privati
Dopo la discussione degli articoli 54, Interrogazioni a risposta immediata, è iniziato il Consiglio comunale con 34 presenti.
Ad inizio seduta, il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa ha chiesto all’aula un minuto di silenzio in ricordo del professore Lorenzo Caselli.
Non essendo stati presentati documenti straordinari, si è proceduto con la prima delibera all’Ordine del giorno, ad oggetto “III adeguamento del programma triennale dei lavori pubblici 2026-2027-2028 e VII nota di variazione ai documenti previsionali e programmatici 2026-2028” su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante. Riguardo questo atto, sono stati presentati 60 ordini del giorno (15 di Fratelli d’Italia, 39 della Lega e 6 di Vince Genova) di cui due dichiarati inammissibili: il numero 2 ad oggetto “Collaborazione scuola – sport” presentato da Fratelli d’Italia, perché non è stato ritenuto “materia di triennale” e il numero 4, presentato da Vince Genova sulla destinazione di un finanziamento pari a 2 milioni di euro per il Lagaccio, perché ritenuto più materia di Bilancio preventivo.
A nome della Giunta l’assessore ai lavori pubblici Massimo Ferrante ha espresso parere contrario agli ordini del giorno numero 1-9-10-11- 14- 19- 20- 22- 23- 24- 25- 26- 27- 28- 58- 59- 60 e parere favorevole agli ordini del giorno numero 3- 5-6- 7-8- 12-13- 15- 16- 17- 18- 21- 29- 30- 31- 32- 33- 34- 35- 36-37- 38-39-40- 41-42-43-44-45- 46-47-48-49-50-51-52- 53- 54- 55- 56 con modifica, 57.
Gli ordini del giorno sono stati votati in due gruppi. Quelli con parere favorevole sono stati accolti all’unanimità. Quelli con parere contrario sono stati respinti con 21 voti contrari della maggioranza e 9 favorevoli dell’opposizione.
La delibera è stata posta in votazione e approvata con 22 voti favorevoli della maggioranza.
La delibera “Approvazione del regolamento per l’esecuzione delle opere di urbanizzazione da realizzarsi da parte di soggetti privati” proposta dell’assessora all'Urbanistica, Verde Urbano, Smart City, Francesca Coppola. Si legge nel testo: “Considerato che le opere di urbanizzazione, primarie e secondarie, costituiscono infrastrutture e servizi indispensabili per garantire la funzionalità e la qualità urbana degli insediamenti e che il vigente Piano Urbanistico Comunale stabilisce le dotazioni territoriali e gli standard urbanistici necessari in relazione agli interventi edilizi, si propone al Consiglio Comunale di approvare, il Regolamento per l’esecuzione delle opere di urbanizzazione da realizzarsi da parte di soggetti privati”.
Su questo atto la Lega ha presentato un ordine del giorno con il quale si chiede di poter “Rendere le associazioni del Commercio e Artigianato cittadino in qualche modo interlocutori di questo procedimento e di aprire un tavolo di confronto con Unioncamere e Regione”. Il Partito democratico ha presentato 3 emendamenti, sottoscritti da tutta la maggioranza: il primo emendamento introduce il criterio di territorialità delle opere di urbanizzazione a scomputo; il secondo chiede, nell’ambito del monitoraggio, un feedback dei risultati ottenuti; il terzo emendamento chiede che nella programmazione delle risorse l’Amministrazione si tenga conto delle esigenze del Municipio in cui è stato effettuato l’intervento.
A nome della Giunta, l’assessora Francesca Coppola ha ringraziato l’aula per aver lavorato in sinergia e ha espresso parere favorevole sia all’ordine del giorno della Lega sia agli emendamenti, che sono stati tutti approvati all’unanimità.
La delibera, così come emendata, è stata posta in votazione e approvata con 21 voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione si è astenuta (10).
È stata poi discussa la delibera ad oggetto “Parere, ai sensi dell’art. 5 comma 3, relativo alla proposta di modifica al piano territoriale regionale delle attività di cava, approvato con deliberazione di consiglio regionale n. 7 del 26 maggio 2020, per l’inserimento della ex cava Conte nel Comune di Genova”. Si legge nell’atto: “Considerato che il Piano Urbanistico Comunale colloca l'area interessata prevalentemente nell'ambito del Distretto di Trasformazione "Monte Gazzo", attribuendo a parte significativa del contesto territoriale funzioni di parco urbano, tempo libero, attività sportive e valorizzazione ambientale e paesaggistica e che l'area è interessata dalla presenza di elementi di particolare sensibilità ambientale e paesaggistica, il Comune è chiamato ad esprimere il proprio contributo nell'ambito del procedimento regionale, esercitando le competenze attribuitegli in materia di governo del territorio, tutela degli insediamenti e salvaguardia delle condizioni di vivibilità urbana. Per questo si propone al Consiglio di esprimere, ai sensi dell'art. 5, comma 3, della L.R. 12/2012, parere contrario alla proposta di variante al Piano Territoriale Regionale delle Attività di Cava (PTRAC) finalizzata all'inserimento della scheda di progetto 06.GE.08 "Cava Conte"; di motivare il dissenso rilevando che, allo stato degli atti, non risultano adeguatamente dimostrate la sostenibilità territoriale e ambientale dell'intervento nel contesto della Val Chiaravagna”.
La delibera è stata posta in votazione e approvata con 21 voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione si è astenuta.
Infine, è stata discussa la delibera ad oggetto “Riqualificazione e rigenerazione urbana delle aree del Comune di Genova interessate dal progetto ferroviario potenziamento Genova-Campasso nell’ambito del progetto unico terzo valico, per la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico in via Ferri”. Con questa delibera si propone al Consiglio di “Ricorrere alla procedura espropriativa ai sensi dell’art. 22 del D.P.R. 327/2001, come da Elenco Ditte catastali ed il Piano Particellare conservati agli atti della Direzione Progettazione di cui al Progetto di fattibilità tecnico ed economica, condividendo nei contenuti il relativo Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica; disporre l’adeguamento del P.U.C. vigente, per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio delle aree individuate nell’elaborato progettuale”.
L’atto è stato posto in votazione e approvato all’unanimità.
Esauriti i punti all’Ordine del giorno il Consiglio si è chiuso alle 18,27.
«Non scarico sugli uffici la responsabilità di questa lettera. La responsabilità è la mia. Ho fatto un errore, come ho già avuto modo di spiegare; non ho controllato la lettera quando è stata inviata: non era la versione che volevo mandare. Non ho mai voluto chiedere che venissero epurati i presidenti dei CIV che non si allineano alla sindaca o all’Amministrazione. Ma vorrei dire che, anche in quel testo sbagliato, c’era un concetto che voglio rivendicare: chiedevamo l’applicazione del protocollo CIV. Oggi vorrei chiedere a chi sta strumentalizzando questa lettera di abbassare i toni. Dovevamo rispondere ad una esigenza specifica, dopo l’ennesimo attacco arrivato da parte di chi, per fare qualche esempio, ha fatto body shaming su un minore, o ha scritto che siamo amici dei delinquenti, o che la Giunta non interviene sugli spacciatori perché fa uso lei stessa di sostanze: ecco questa non è critica politica e questo comportamento va arginato. Chiaramente quella lettera, così come scritta, è stata un errore ma non è un errore volersi occupare del tema del protocollo CIV che oggi è troppo ambiguo. Oggi ringrazio chi, conoscendomi, non ha creduto che avessi potuto inviare una lettera del genere, perché mi hanno fatto ricordare che faccio l’assessore per difendere un principio di coerenza in cui credo fermamente: la trasparenza. Quindi rivedremo il protocollo CIV, abbiamo un primo incontro ad inizio settembre e questa sarà la risposta più grande alle polemiche, cioè ottenere una vera riforma del protocollo, per avere quella terzietà e imparzialità che tutti ci chiedono e affinché sia chiaro che vogliamo compiere azioni sia a tutela delle categorie e non dei partiti».
È questa la risposta dell’assessora al Commercio Tiziana Beghin in merito alle interrogazioni dei consiglieri Valeriano Vacalebre (Fratelli d’Italia), Paola Bordilli (Lega), Mario Mascia (Forza Italia), Pietro Piciocchi, su delega di Davide Falteri (Piciocchi Sindaco – Vince Genova), Maria Luisa Centofanti (Riformiamo Genova con Silvia Salis), Marco Mesmaeker (Movimento 5 Stelle), rispettivamente a “informazioni in merito alla lettera dell’assessore Beghin inviata ai CIV il cui contenuto va contro i principi di autonomia e libertà di espressione dei CIV e che rischia di compromettere i rapporti tra amministrazione e associazioni”; “rapporti tra la CA e i CIV su cui sono state firmate gravissime parole dall'assessore al commercio: interroga la giunta comunale in merito a ‘chiarimenti urgenti in merito ai gravissimi contenuti antidemocratici della nota scritta e firmata dall’assessore Beghin e inviata alle associazioni di categoria il 16 luglio u.s.’”; “chiarimenti su merito e finalità della lettera con cui i centri integrati di via sono stati invitati dall'assessorato al commercio ‘a valutare con attenzione una verifica della posizione dei presidenti dei CIV, al fine di accertare eventuali comportamenti lesivi del rapporto di collaborazione con l'amministrazione e la possibilità di richiederne le dimissioni o comunque di procedere alla loro sostituzione’"; “chiarimenti in ordine alle sorprendenti comunicazioni dell'assessore al commercio Tiziana Beghin rivolte ai direttivi delle associazioni di categoria del mondo del commercio cittadino sulla necessità di rimuovere dal loro incarico i presidenti dei centri integrati di via che abbiano espresso formulazioni critiche nei confronti dell'attuale giunta comunale ovvero abbiano intrattenuto rapporti con le forze di opposizione in consiglio comunale”; “alla luce della lettera recentemente inviata dall’assessore al commercio alle associazioni di categoria, e delle reazioni manifestate da diversi operatori economici, chiedo all’assessore se possa confermare che eventuali verifiche richieste ai CIV riguarderanno esclusivamente comportamenti che incidono sul corretto funzionamento del protocollo e non l’espressione di opinioni politiche nel dibattito pubblico”; “in merito ai CIV si chiedono chiarimenti circa il ruolo degli stessi e sulla natura della richiesta fatta alle associazioni di categoria circa il rispetto dei ruoli e del protocollo CIV”.
«Il tema acustico è un tema di prioritario ed è già stato oggetto dell'assemblea pubblica tenutasi presso il Municipio a fine giugno. Abbiamo affrontato il tema insieme al tema della qualità dell'aria: in quell'occasione sono stati presentati i risultati di due anni di monitoraggio, ma anche il piano di monitoraggio ambientale del cantiere dello scolmatore del Bisagno. La nostra attenzione è massima. Come comunicazioni rispetto all’assemblea di fine giugno, voglio dire che la Direzione Ambiente ha trasmesso alla Polizia Locale i nominativi dei cittadini che hanno manifestato la disponibilità a ospitare le rilevazioni presso le proprie abitazioni: come concordato con gli interessati, le misurazioni saranno effettuate nel corso del mese di settembre. Per quanto riguarda il cantiere nel deposito delle terre e rocce provenienti dallo scolmatore, sito in via Adamoli 399, relativamente alla richiesta di proroga dell'autorizzazione allo svolgimento delle attività rumorose temporanee presentata recentemente, la Direzione Ambiente ha svolto gli opportuni approfondimenti tecnici e ha richiesto alla ditta integrazioni documentali in due distinte occasioni, in particolar modo gli è stato richiesto di effettuare misurazioni fonometriche nelle condizioni di massima rumorosità delle lavorazioni, corredate da descrizione dei macchinari in funzione durante le attività sia in orario diurno sia in orario notturno. Ad oggi non abbiamo ancora questa documentazione, sono stati contattati, gli è stato richiesto l'inoltro e hanno come riferimento la data del 23 agosto per farci avere la documentazione, l'idea è quella della massima collaborazione, ma non intendiamo rinunciare a quello che è il benessere della popolazione residente e quindi le prescrizioni che sono state date devono essere seguite nel dettaglio e stiamo lavorando per questo.»
È la risposta dell’assessora all’Ambiente Silvia Pericu in merito all’interrogazione della consigliera Erika Venturini (Lista civica Silvia Salis Sindaca) sulle “segnalazioni relative all'inquinamento acustico notturno nel quartiere di Molassana: conoscere quali iniziative l'amministrazione comunale abbia promosso o intenda promuovere a seguito delle numerose segnalazioni relative all'inquinamento acustico notturno nel quartiere di Molassana”.
«Ringrazio il consigliere Kaabour, che mi dà l'opportunità di esprimere il mio disappunto e la mia contrarietà a questo provvedimento, come già avevo fatto a partire dal cosiddetto "decreto Cutro" proprio qui in aula. La giunta comunale di Genova guarda con preoccupazione a un impianto normativo che sposta il baricentro della risposta ai comportamenti devianti degli adolescenti verso lo strumento penale, e condivide l'approccio già espresso da organizzazioni che da decenni si occupano di infanzia e adolescenza a livello nazionale e internazionale – prima fra tutte Save the Children, ma anche molte altre. Come sottolineato dall'organizzazione nel commentare l'approvazione del provvedimento, la vera sfida non è processare un numero maggiore di adolescenti, ma ridurre il numero di ragazzi e ragazze che arrivano a commettere un reato. Quando ciò accade è il fallimento dello Stato, il fallimento di tutti noi, il fallimento della politica. Occorre quindi interrogarsi su cosa sia mancato prima: nella scuola, nella comunità, nei servizi e nelle opportunità educative e relazionali che avrebbero dovuto accompagnarli nella crescita. La tutela della collettività, in quest'ottica, passa da un investimento strutturale sulle dinamiche educative e relazionali dei giovani, più che da un'estensione della risposta penale. Io voglio denunciare in quest'aula che, ad oggi, non esiste alcun intervento strutturale e continuativo a sostegno degli enti locali da parte di questo Governo, per far sì che l'inversione di tendenza non sia nel riempire le carceri, ma nel portare i ragazzi a stare bene e a condurre delle vite che permettano loro di diventare donne, uomini e persone con un futuro. In questo noi continuiamo comunque a operare. Nonostante i governi che passano – e speriamo che passino presto – possiamo dire che le politiche sociali del Comune di Genova per l'area minori e famiglie perseguono obiettivi di prevenzione, promozione e tutela, come diceva lei, prima che si sviluppi un disagio. Abbiamo interventi educativi individuali e di gruppo che raggiungono i ragazzi nei luoghi della vita quotidiana per intercettare precocemente situazioni di disagio; interventi educativi e socio-educativi, sia di strada sia presso i centri socio-educativi, i centri di aggregazione, le comunità diurne e le comunità educative territoriali; attività di sostegno alla genitorialità e presa in carico multidisciplinare all'interno dei servizi per la tutela e la protezione dei minori e delle famiglie. Anche le famiglie vanno sostenute, perché la fragilità della famiglia deve essere al centro delle politiche: partire ancor prima, andare ancora più a monte, questo è il nostro obiettivo. Lo è stato con l'istituzione del Centro per le Famiglie, l'affido familiare, le comunità educative, l'accoglienza residenziale, semiresidenziale e diurna, e un protocollo d'intesa sottoscritto con il Tribunale per i Minorenni e il Tribunale Ordinario – Sezione Famiglia per rafforzare la collaborazione tra servizi sociali e giustizia minorile. Continueremo a fare quello che vogliamo e riteniamo sia importante fare, ma continueremo anche a contrastare questo approccio – tramite ANCI e tramite tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei ragazzi – non attraverso strumenti repressivi, ma rinforzando tutto ciò che sta prima e, soprattutto, avendo come obiettivo il far sì che i ragazzi e le ragazze stiano bene».
È la risposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi all’interrogazione del consigliere SiMohamed Kaabour (PD), che “interroga la giunta comunale per sapere se alla luce del recente disegno di legge del governo, che modifica la disciplina dell’imputabilità dei minori, l’assessora ritiene necessario rafforzare i servizi comunali di prevenzione del disagio giovanile – educatori di strada, sostegno psicologico, centri di aggregazione e supporto alle famiglie – affinché a una maggiore risposta penale corrisponda un altrettanto forte investimento educativo e sociale”.
«Come amministrazione stiamo lavorando pancia a terra insieme all'azienda e alle organizzazioni sindacali, per evitare il fallimento dell'azienda dalle condizioni in cui l'abbiamo ricevuta. C'è anche la linea 128 che parte da Sestri, oltre al 5 e al 6. Infine da un punto di vista strettamente tecnico il numero dei trasportati dal conta-passeggeri installato sui mezzi non è grandissimo in questo periodo. Dal 27 luglio al 30 agosto 2026 in questo momento l'orario estivo prevede linea 128 in transito da Sestri con interscambio linea 1 e col vettore ferroviario sulla fermata 0075 Menotti2/Chiesa distante duecento metri dalla stazione ferroviaria di Genova Sestri. La linea è programmata in esercizio feriale in fascia oraria 5:24/21:55 con frequenza di 30 minuti. La linea 6 parte da piazza Savio stazione Fs Genova Cornigliano in esercizio feriale dalle 7:25 alle 19:55 con frequenza di 30 minuti. Abbiamo fatto diversi incontri anche coi mobility manager delle aziende interessate e c'è un lavoro intenso con l'azienda e la sua dirigenza e le organizzazioni sindacali per riuscire a ottimizzare il servizio e cercare di limitare le conseguenze del piano di composizione della crisi che ripetutamente l'opposizione ha negato per mesi. Quanto al fenomeno del bike sharing ci sono dei dati che indicano che moltissimi lavoratori utilizzano questo metodo, parliamo in questo periodo di 140mila corse per un solo operatore, ce ne sono altri 4, quindi è evidente che, forse sarà la stagione, ma è stato un mezzo di spostamento decisamente gradito dalla cittadinanza.»
È la risposta dell’assessore alla Mobilità Emilio Robotti, in merito all’interrogazione del consigliere Nicholas Gandolfo (Fratelli d’Italia) sulle “motivazioni dei tagli delle linee 5/ e 6, a causa del nuovo orario estivo entrato in vigore dal 27 luglio, e su come l’amministrazione intenda intervenire per strutturare dei collegamenti a supporto del numero di lavoratori che si recano quotidianamente sulla collina di Erzelli”.
