Consiglio comunale di martedì 8 settembre

Contenuto

Articolo del
08/09/2026
consiglio comunale

Adozione del Regolamento sul rapporto fra pubblica amministrazione ed Enti del Terzo Settore; approvata la variazione di bilancio per le risorse al Mu.Ma

Manuela D'Angelo

Dopo la discussione degli articoli 54, interrogazioni a risposta immediata, alle 15 è iniziato il Consiglio comunale con 41 presenti.

 

Prima di avviare i lavori, il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa ha chiesto all’aula un minuto di silenzio in ricordo di Rosellina Archinto, l'editrice che amava la letteratura per l'infanzia e l'adolescenza, fondatrice di Emme e poi Archinto edizioni, che ha lanciato nel mondo i più grandi disegnatori italiani e portato in Italia grandi disegnatori stranieri.

 

Ad inizio seduta è stato discusso un ordine del giorno straordinario ad oggetto “Richiesta di revoca immediata della Determinazione Dirigenziale del Settore Servizi Educativi n. DD 3615 del 22/06/2026 recante l'approvazione della procedura organizzativa sperimentale per l'assegnazione dei servizi di sostegno e assistenza all'autonomia e alla comunicazione (OSE) nelle scuole dell'infanzia comunali per l'a.s. 2026/2027” presentato dal consigliere di Vince Genova Pietro Piciocchi. A nome dell’Amministrazione comunale l’assessora all’Istruzione Rita Bruzzone ha espresso parere negativo all’ordine del giorno che è stato posto in votazione e respinto con 22 voti contrari della maggioranza e 11 favorevoli dell’opposizione.

 

Sono stati poi discussi i punti all’ordine del giorno. Delibera di Giunta al Consiglio PGC ad oggetto “Adozione del Regolamento sul rapporto fra PA ed Enti del Terzo Settore per la realizzazione di attività di interesse generale” su proposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi. Il presidente del Consiglio Claudio Villa ha posto in votazione la proposta che è stata approvata all’unanimità.

 

Delibera di Giunta al Consiglio ad oggetto “Seconda variazione dei documenti previsionali e programmatici 2026/2028 dell'Istituzione Musei del mare e delle migrazioni” su proposta dell’Assessore alla Cultura, Giacomo Montanari. Si legge nella delibera: “Visto il Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali, approvato con D.lgs. n. 267/2000, che disciplina anche l’ordinamento finanziario e contabile degli enti locali, la Giunta propone al Consiglio Comunale di approvare la variazione, e reperire le risorse complessive di € 86.500,00, accertando il trasferimento dal Comune di Genova di € 71.500,00 a favore dell’Istituzione Mu.MA e applicando l’avanzo di amministrazione di parte corrente per € 15.000,00 del Bilancio 2026”.

Su questo atto sono stati presentati sei ordini del giorno del gruppo Vince Genova e due del gruppo Noi Moderati. L’assessore alla Cultura Giacomo Montanari ha accolto sette odg, dopo averli in parte emendati (gli emendamenti sono stati accolti dai proponenti, i consiglieri di VG Piciocchi e Avvenente) e ha respinto invece solo l’ordine del giorno numero 6, presentato sempre dal consigliere Pietro Piciocchi. Gli ordini del giorno accolti sono stati votati e approvati all’unanimità. L’odg 6 è stato invece respinto con 22 voti contrari della maggioranza.

Il presidente del Consiglio Claudio Villa ha quindi posto in votazione la delibera, che è stata approvata con 22 voti favorevoli della maggioranza e 9 contrari dell’opposizione. Il gruppo Vince Genova si è astenuto.

 

Delibera di Giunta al Consiglio ad oggetto “Riconoscimento della legittimità del debito fuori Bilancio ai sensi dell’Art. 194, comma 1, lett. a, D. Lgs. 267/2000, in esecuzione delle sentenze emesse dalla Corte di Giustizia Tributaria di I^ grado di Genova e dalla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado della Liguria nei ricorsi contro il comune di Genova”. L’importo dovuto per spese di lite è pari a 16.400,00 euro, oltre oneri accessori stimati pari a 9.020,00 euro, per un importo totale di 25.420,00 euro; l’importo totale dovuto a titolo di rimborso del tributo IMU versato e non dovuto dal ricorrente è pari a 430,00 euro, per un totale di 25.850,00 euro. L’atto è stato posto in votazione e approvato all’unanimità.

 

È stata poi discussa la mozione 105/2026 ad oggetto "Genova capitale della logistica, della blue economy e dell'innovazione portuale", presentata dal consigliere di Vince Genova Davide Falteri. Si legge nella mozione: “Premesso che il porto, la logistica, la cantieristica, la nautica, i servizi marittimi e le tecnologie connesse costituiscono uno dei principali sistemi economici e occupazionali di Genova”, si impegnano sindaca e Giunta a “Istituire un Tavolo permanente Genova Logistica e Blue Economy, coordinato dal Comune e aperto ad Autorità di sistema portuale, Regione, Camera di commercio, Università, imprese, organizzazioni dei lavoratori e associazioni rappresentative; a predisporre entro centoventi giorni un piano d'azione triennale con obiettivi, progetti, risorse e indicatori relativi ad attrazione di investimenti, occupazione, formazione, innovazione e sostenibilità; a creare presso lo sportello per i nuovi insediamenti un percorso dedicato alle imprese della logistica e dell'economia del mare, con referente unico, mappa delle aree disponibili e tempi amministrativi monitorati; a promuovere con gli enti competenti un piano per autoparchi e aree di sosta sicure per i mezzi pesanti, riducendo la sosta impropria e le interferenze con i quartieri; a sostenere la digitalizzazione degli accessi portuali, lo scambio dei dati e il coordinamento dei flussi per diminuire code, attese e percorrenze improduttive; a sviluppare accordi con scuole, enti formativi, Università e imprese per formare autisti, tecnici, manutentori, operatori portuali, professionisti digitali e figure della transizione energetica; a promuovere progetti di logistica urbana dell'ultimo miglio, con hub di prossimità, piazzole di carico e scarico controllate e utilizzo di mezzi a minore impatto; a sostenere, per quanto di competenza comunale, elettrificazione delle banchine, monitoraggio ambientale e interventi di mitigazione nei quartieri fronte porto; a costruire un calendario unitario di missioni, fiere ed eventi internazionali per promuovere Genova come piattaforma logistica, portuale, industriale e culturale del Mediterraneo; a presentare annualmente al Consiglio un rapporto sull'economia del mare genovese, con investimenti attratti, nuovi insediamenti, occupazione generata, progetti avviati e criticità da rimuovere”. La maggioranza ha presentato sei emendamenti al testo della mozione, che sono stati accolti dal proponente Davide Falteri (Vinge Genova).

Il vicesindaco Alessandro Terrile ha espresso parere favorevole alla mozione così come emendata, che è stata posta in votazione e approvata all’unanimità.

 

Mozione 102/2026 ad oggetto “Valutazione del rischio connesso al transito di merci pericolose sulla linea ferroviaria Sampierdarena Fegino via Campasso e definizione di scenari alternativi che ne evitino il transito lungo la sopracitata linea”, presentata dal Partito democratico e sottoscritta da tutti i gruppi di maggioranza. Con questo atto si impegnano sindaca e Giunta a “Rendersi parte attiva affinché, con il supporto di Autorità del Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e del Commissario straordinario del Terzo Valico, venga istituito un tavolo di confronto che impegni Regione, Comune di Genova, RFI, le imprese ferroviarie operanti nel Porto di Genova e i Comitati, con lo scopo di farsi promotrice di un percorso di approfondimento tecnico finalizzato: ad acquisire e analizzare i dati effettivi e previsionali relativi alla domanda di trasporto ferroviario delle merci pericolose da e per il porto di Genova; a valutare, sulla base di tali dati, l'instradamento dei convogli contenenti merci pericolose lungo la linea ferroviaria Bacino – Fuori Muro – Linea Sommergibile – Fegino; avviare le procedure necessarie per affidare ad un soggetto terzo, qualificato e indipendente, uno studio tecnico-scientifico finalizzato: alla valutazione del rischio derivante dal transito delle merci pericolose lungo la linea ferroviaria Sampierdarena–Fegino via Campasso; a trasmettere gli esiti del percorso di approfondimento tecnico e dello studio indipendente al Consiglio Comunale, ai Municipi interessati, ad ANSFISA, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, all'Autorità di Sistema Portuale, a RFI e alla Regione Liguria, affinché possano costituire base conoscitiva per ogni successiva determinazione in materia”.

A nome dell’Amministrazione il vice sindaco Alessandro Terrile ha espresso parere favorevole alla mozione, che è stata posta in votazione e approvata con 22 voti favorevoli della maggioranza, a favore anche il consigliere del gruppo misto Francesco Maresca. L’opposizione si è astenuta.

 

Terminati i punti all’ordine del giorno la seduta si è chiusa alle 19,30.

ARTICOLI 54, INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

«Sono 679 le strutture censite, e ora devono iniziare i monitoraggi, per poi fare le progettazioni; il 39% dei nostri ponti e impalcati, come detto, sono in classe medio/alta di attenzione. Il tema fondamentale è quello delle risorse, o per meglio dire della mancanza di risorse. Nello specifico, l'impalcato oggetto di segnalazione è stato sottoposto a ispezioni ed è risultato in classe di attenzione alta, quindi è uno di quelli su cui bisognerà intervenire tra i primi. I monitoraggi sono già in corso e avverranno a ripetizione, come prevede la legge. Per l'ultima settimana di settembre è previsto l'avvio di un primo intervento di manutenzione straordinaria delle parti in cemento armato ammalorato, nell'ambito dell'accordo quadro dedicato agli impalcati stradali. Sono interventi di manutenzione per evitare ulteriori distacchi di materiale». È questa la risposta dell’assessore a Opere infrastrutturali e strategiche, Lavori pubblici e Manutenzioni, Massimo Ferrante, all’interrogazione della consigliera Serena Finocchio (PD), in merito agli “Aggiornamenti lavori ponte Cadevilla: per ricevere aggiornamenti, successivi alla recente commissione consiliare, sullo stato dell’arte e la programmazione dei lavori riguardanti il ponte Cadevilla (Sturla)”.

«Più che di una pedonalizzazione, parlerei della creazione di una piazzetta, anche per fare un po' di chiarezza su quelli che sono stati i procedimenti, il coinvolgimento e i passaggi che sono stati fatti. Innanzitutto, ci tengo a precisare che non è assolutamente vero che non teniamo conto dei commercianti e che non sono stati avvisati del cantiere, tant'è che ad una richiesta del 27 marzo arrivata proprio da Panarello rispetto a una proposta di posticipare l'inizio del cantiere, gli uffici si sono adoperati per andare incontro a questa esigenza. Quello che è stato pubblicato all'interno del sito del Comune è la risultanza dell'assemblea pubblica fatta nel 2025, non nel 2024; è un progetto che ha visto una conferenza dei servizi nel 2023, approvato nel 25 e che vedeva esattamente lo stesso identico progetto della piazzetta che c'è oggi. La questione fondamentale è questa: noi non abbiamo cambiato il progetto. Il progetto che è uscito dall'assemblea pubblica non è stato mai formalmente inserito in variante. Non è stato mai preso come progetto fatto dell'amministrazione, perché questa piazzetta fa parte degli oneri di urbanizzazione proposti all'amministrazione come miglioramento della sicurezza stradale, del microclima e della qualità della vita. Ci tengo a precisare un'altra cosa: sulla questione della comunicazione e della partecipazione, abbiamo fatto pochissimi mesi fa una giunta itinerante con il municipio e gli assessori competenti e abbiamo discusso esattamente dei parcheggi degli attraversamenti e abbiamo fatto il 3 luglio scorso una commissione con Municipio e associazioni, abbiamo discusso del progetto e neanche in quella sede è uscita la problematica in questione. In definitiva: noi il progetto l'abbiamo presentato, l'abbiamo formalmente esplorato insieme e l'abbiamo condiviso; rimane uguale a come era stato approvato nel 25 e lavoreremo insieme per migliorare quello che è il carico e scarico, per venire incontro ad una richiesta legittima dei commercianti e quindi rendere maggiormente comoda l’accessibilità. Il sopralluogo previsto per il 23 settembre lo anticipiamo alla settimana prossima, per dare un ulteriore segnale». È la risposta dell’assessora all’Urbanistica, Francesca Coppola, in merito all’interrogazione della consigliera Paola Bordilli (Lega) sul “Mancato coinvolgimento e accoglimento delle richieste del tessuto commerciale e criticità relative alla pedonalizzazione dell’area di via Caprera causa lavori – richiesta revisione: per sapere per quali motivazioni sia stato azzerato il percorso di partecipazione e condivisione precedentemente avviato con gli esercenti ed i residenti di via Caprera e se intende accogliere il progetto presentato precedentemente e che trovava l'accordo di tutti”.

«L'Autorità di Sistema Portuale del Mar ligure Occidentale ha avviato un percorso di confronto in merito alla realizzazione del nuovo piano regolatore, all'interno del quale dovrà trovare soluzione anche il tema del trasferimento dei depositi costieri. Nell'ambito di questo percorso ci sarà un incontro tra, appunto, l'Autorità Portuale e il Comune di Genova, già fissato per il prossimo 18 di settembre. Abbiamo appreso anche noi che si sta facendo strada l'ipotesi di un trasferimento dei depositi chimici nell'area del porto Petroli, è ovviamente difficile prendere una posizione puntuale prima di aver esaminato il progetto di trasferimento vero e proprio: già negli anni scorsi era circolata un'ipotesi sostenuta da una delle due aziende che in qualche modo preferiva il trasferimento a Porto Petroli; quindi, bisognerà capire se stiamo parlando della stessa ipotesi o di un'ipotesi diversa. Certamente l'ipotesi Porto Petroli solleva tutta una serie di criticità di compatibilità con il quartiere, con l'abitato di Multedo e anche di compatibilità con le attuali attività sia di logistica, e penso al Porto Petroli in senso stretto, sia industriali, perché in zona c’è il ribaltamento a mare della Fincantieri in via di completamento, che quindi devono essere esaminate con attenzione. Sappiamo che ogni soluzione di delocalizzazione comporta delle criticità: quando un problema in una città non si risolve per quarant’anni, è difficile pensare che tutti quelli che siano venuti prima di noi siano degli incapaci e quindi ora le strade siano, come dire, lastricate di speranza: la situazione è certamente complessa. Il metodo però è importante, per arrivare a una decisione che sia la più matura possibile: su questo noi insisteremo nell'incontro con l'Autorità portuale, nel senso che non solo va approfondito il tema - cioè quali soluzioni sono percorribili, se ce n'è solo una o diverse ipotesi. In ogni caso, rispetto a tutte le ipotesi di delocalizzazione, vanno approfonditi i pro e i contro anche attraverso un confronto con i soggetti interessati, il Municipio Ponente, in questo caso, gli abitanti di Multedo, le aziende che sono interessate o che possono essere interferite. Noi vogliamo che il processo di delocalizzazione sia aperto e trasparente e non sia una decisione calata dall'alto. Concludo quindi dicendo che proporremo anche un metodo di comunicazione e di confronto con la città che porti a evitare appunto scelte calate dall'alto, ma nello stesso tempo consenta di risolvere un problema annoso come quello del trasferimento dei depositi costieri, con un dialogo trasparente. Prima iniziamo questo dialogo, esaminando in modo oggettivo pro e contro delle varie soluzioni, prima io credo potremo fare dei passi avanti in un percorso che passi avanti in questi quarant'anni ne ha fatti pochi». È questa la risposta del vicesindaco Alessandro Terrile all’interrogazione del consigliere Filippo Bruzzone (Silvia Salis Sindaca) avente a oggetto: “Depositi costieri di Multedo: quali interlocuzioni siano avvenute tra Comune di Genova e Autorità di Sistema in materia”.

«L’attenzione su Piccapietra ci permette di affrontare un tema più ampio e di illustrare l’insieme delle azioni interassessorili che abbiamo attivato per questa parte particolarmente critica della città, estendendo lo sguardo anche alle altre zone centrali che condividono alcune delle stesse problematiche. Partirei da una prospettiva di medio periodo. Quella di Piccapietra è una vera e propria area di vuoto urbano, un tema che è stato molto discusso anche durante la campagna elettorale e sul quale, oggi, l’Amministrazione sta lavorando concretamente. Sono infatti in corso diverse progettualità finalizzate alla riqualificazione urbanistica della piazza e al rilancio delle attività commerciali. Sono stati inoltre avviati tavoli tematici dedicati proprio all’incentivazione dell’apertura di nuovi esercizi, un ambito seguito dall’assessora al Commercio Tiziana Beghin. Parallelamente, stiamo intervenendo anche sul brevissimo periodo. A breve partirà il cantiere per il rifacimento della copertura di Piccapietra e questo comporterà alcune modifiche alle aree interdette, necessarie per consentire l’avvio dei primi lavori. È un intervento che rappresenta un primo passo concreto verso la trasformazione e il recupero di questo spazio. Nel frattempo, per garantire il decoro e la vivibilità dell’area e delle zone limitrofe, abbiamo messo in campo un’azione coordinata che coinvolge i Servizi sociali, la Polizia Locale e AMIU. L’obiettivo è affrontare le diverse criticità in maniera integrata, perché le problematiche dello spazio pubblico non possono essere gestite separando gli aspetti legati alla pulizia, al presidio, alla sicurezza urbana e alle situazioni di fragilità sociale. Ogni giorno due pattuglie della Polizia Locale effettuano servizi a piedi nelle principali aree del centro cittadino, interessando via San Vincenzo, via Colombo, piazza De Ferrari, via XII Ottobre, piazza Piccapietra e via XX Settembre. È un servizio che verrà ulteriormente potenziato, perché si è dimostrato molto apprezzato dai cittadini, ma soprattutto necessario per garantire una presenza costante e qualificata sul territorio. Il presidio della Polizia Locale viene affiancato dall’intervento dei servizi competenti per le situazioni che riguardano le persone senza dimora, con l’attivazione delle strutture e delle professionalità dedicate e con la segnalazione delle eventuali criticità che incidono sulla sicurezza urbana. È proprio questa capacità di mettere in relazione le diverse competenze che ci consente di intervenire in modo più efficace, senza limitarsi a una risposta esclusivamente emergenziale. Un riferimento particolare va poi ad AMIU. Accanto alle attività ordinarie previste dal contratto di servizio, l’azienda ha attivato, durante tutto l’inverno e anche nel corso della primavera e dell’estate, una serie di interventi straordinari di pulizia e lavaggio. In numerose occasioni le squadre AMIU hanno operato insieme alla Polizia Locale, perché per effettuare una pulizia più approfondita, anche con l’utilizzo delle idropulitrici, è stato necessario prima mettere in sicurezza l’area e accompagnare le persone senza dimora presenti negli spazi interessati verso i servizi competenti. La direzione che intendiamo mantenere è quindi molto chiara: garantire la pulizia quotidiana e i lavaggi previsti, confermare gli interventi straordinari realizzati da AMIU e Polizia Locale e, soprattutto, rafforzare il loro lavoro integrato, affiancando alle azioni di cura dello spazio pubblico quelle di presidio, tutela e accompagnamento sociale. Abbiamo già ottenuto risultati positivi, ad esempio in vico Casana, dove una volta alla settimana Polizia Locale e AMIU intervengono congiuntamente. È un modello che consente di affiancare alla pulizia dell’area il presidio del territorio e l’intervento sociale, con l’obiettivo non soltanto di mantenere decoroso uno spazio, ma di restituirlo progressivamente alla piena fruibilità della cittadinanza affiancando la pulizia ad azioni sociali e a presidio e tutela dello spazio pubblico». È questa la risposta dell’assessora all’Ambiente, Silvia Pericu, in merito all’interrogazione della consigliera Ilaria Cavo (Orgoglio Genova), in merito alla “Situazione di decoro urbano e vivibilità in piazza Piccapietra: alla luce del persistere di situazioni di degrado e insicurezza in piazza Piccapietra e nelle immediate vicinanze, nel pieno centro cittadino, tra pulizia insufficiente e presenza di accampamenti, nonostante i progetti di rilancio annunciati dall'amministrazione, per conoscere quali misure si intendano mettere in campo, già nel breve periodo, per migliorare le condizioni di decoro, pulizia e sicurezza dell'area”.

«L'ordinanza numero 1.400 e le limitazioni temporanee alla circolazione sono collegate alla realizzazione dello smaltimento delle acque a servizio del nuovo insediamento produttivo nell'area ex Squadra Rialzo di Trasta lungo via Polonio, cioè l'hub di Sogegross. Sono opere che costituiscono una parte essenziale degli interventi di urbanizzazione previsti dal progetto, che già era stato autorizzato da parte degli uffici competenti dell'urbanistica e dell'edilizia; la realizzazione di questa rete di drenaggio e smaltimento delle acque è, purtroppo, un presupposto necessario per il completamento dell'intervento autorizzato che quindi non può essere evitato. Per quanto riguarda l'impatto sulla viabilità, è vero che via Polonio rappresenta un asse già particolarmente utilizzato e che la ripresa delle attività lavorative scolastiche può determinare ulteriori criticità. Le lavorazioni interessano direttamente la sede stradale e richiedono necessariamente la posa delle infrastrutture lungo il tracciato che era previsto dal progetto autorizzato. Non c'è in sostanza un'opzione diversa e non ci sono percorsi alternativi sui quali trasferire l'intervento, realizzare le opere o una viabilità di tipo diverso. L'obiettivo dell'ordinanza e della successiva procedura sarà quello di fare prescrizioni specifiche a carico dell'impresa esecutrice per limitare al massimo i disagi. È stato imposto il mantenimento della percorribilità della strada durante tutte le fasi di cantiere, la garanzia del passaggio dei mezzi di soccorso emergenza, il mantenimento degli accessi laterali, la presenza di movieri per la regolazione del traffico e limiti di velocità e di vieto di sorpasso. Siamo consapevoli delle preoccupazioni che sono manifestate dai residenti e dagli utenti della strada di cui si fa portatore oggi. Per questa ragione è previsto un costante monitoraggio delle lavorazioni e della loro incidenza sulla circolazione stradale da parte della Polizia Locale che vigilerà sul rispetto delle prescrizioni contenute nell'ordinanza e se necessario potrà adottare ulteriori misure di regolazione del traffico nelle fasce orarie più critiche. Pur comprendendo i timori, e chiudo, espressi nell'interrogazione, come sempre l'azione all'amministrazione è orientata a garantire il migliore equilibrio possibile tra due esigenze ugualmente importanti e che comunque esistono entrambe: da un lato il completamento di un intervento autorizzato che non possiamo ovviamente impedire, che è l'hub logistico, dall'altro la tutela della sicurezza stradale e la riduzione per quanto tecnicamente e fattivamente possibile del disagio alla circolazione e in questo il rapporto, come lei giustamente ha ricordato, sia con i consiglieri, le istituzioni che sono presenti o che sono a riferimento per quanto riguarda la Valpocevera, la presidenza del Municipio e ovviamente gli altri uffici del Comune è costante su questo come altri interventi». È la risposta dell’assessore alla Mobilità, Emilio Robotti, in merito all’interrogazione del consigliere Enrico Vassallo (PD), relativamente a “Via Polonio, cantiere Sogegross e rischio blocco del traffico: considerato che l’ordinanza n. 1004 prevede, fino al 24 ottobre, un forte restringimento della carreggiata di via Polonio per la realizzazione della rete di smaltimento delle acque del nuovo hub logistico Sogegross e che l’intervento interessa una strada già quotidianamente congestionata e rischia, con la ripresa delle attività lavorative e scolastiche, di provocare gravi disagi alla circolazione con conseguenti ricadute sulla vita privata e lavorativa dei residenti. Interroga la sindaca e la giunta per sapere quali misure urgenti intendano adottare per limitare i disagi, accelerare e riorganizzare le lavorazioni e presidiare la viabilità nelle ore di punta”.

«La situazione in Via Val Trebbia è conosciuta, abbiamo avuto anche modo di colloquiare con il municipio Media Valbisagno, e abbiamo anche incontrato Arte, insieme alla Direzione Strade. Nello specifico, Via Val Trebbia è stata realizzata nell'ambito del piano di zona di Santo Eusebio, attuato da Arte, che ricordo essere l’Azienda regionale territoriale per l’edilizia. Si tratta quindi di un'azienda regionale, che non dipende dal Comune ma dalla Regione. Tramite specifica convenzione, ai sensi dell'articolo 35 della legge 865 del 1971, le opere realizzate non sono state oggetto di formale consegna al Comune di Genova. Al momento, quindi, non c'è nessuna formale consegna. Situazione analoga al rifacimento di un tratto di muro presso il civico 88 di Via Val Trebbia, la cui manutenzione straordinaria è stata realizzata da Arte e con contributo al Comune, come disciplinato da specifica convinzione approvata con determina dirigenziale del 2023. Gli uffici provvederanno a confrontarsi di nuovo con Arte, al fine di valutare possibili modalità di intervento sul muro e le eventuali conseguenti necessità di reperire idonee risorse finanziarie. In poche parole, non c'è mai stato una consegna ufficiale, l'area rientra in un piano di zona di Sant'Eusebio realizzato da Arte, quindi di competenza regionale, e noi stiamo cercando di definire un accordo con Arte soprattutto per la parte finanziaria, perché, come sapete le necessità sono tantissime, i muri su cui dobbiamo intervenire sono 559, soltanto quelli di competenza comunale, qui abbiamo, come dire, una competenza Arte su cui, come dire, anche il Comune deve interfacciarsi e sicuramente questa è una di quelle problematiche che bisogna risolvere il più velocemente possibile. La Direzione trade si incontrerà di nuovo con Arte nell’auspicio di arrivare a una definizione, soprattutto finanziaria, della messa in sicurezza e dell'intervento sul muro». È questa la risposta dell’assessore a Opere infrastrutturali e strategiche, Lavori pubblici e Manutenzioni, Massimo Ferrante, in merito all’interrogazione del consigliere Pietro Piciocchi (Vince Genova) su “situazione di via Val Trebbia: come ritiene di procedere la civica amministrazione per la messa in sicurezza dell'imponente muro di delimitazione della strada”.

«Abbiamo svolto accertamenti con un livello di attenzione e sorveglianza particolarmente elevato sulle lavorazioni relative al nuovo progetto di Esselunga, verificando anche la loro effettiva compatibilità con le vibrazioni segnalate dai cittadini. Le attività di cantiere di competenza del nuovo progetto sono iniziate nell’agosto 2025, con la realizzazione dei micropali di fondazione sul lato di via Albareto. Le lavorazioni sono poi proseguite tra gennaio e febbraio, con ulteriori micropali sul lato di via Marsiglia, e successivamente tra maggio e giugno, con gli interventi fondazionali sul lato di via Hermada. Un elemento tecnico importante riguarda la particolare conformazione del terreno, tutti questi pali sono stati infatti posati su un fondale sabbioso. Proprio per questa caratteristica, sulla base degli accertamenti effettuati, risulta tecnicamente difficile ricondurre a queste lavorazioni le vibrazioni di cui i cittadini hanno segnalato la presenza e, in alcuni casi, anche i danni agli immobili. Le modalità con cui sono state eseguite le opere, infatti, non consentirebbero al cantiere di generare vibrazioni dell’intensità lamentata. Questo non significa, naturalmente, che le segnalazioni debbano essere sottovalutate. Al contrario, riteniamo necessario procedere con una ricognizione puntuale, verificando caso per caso gli immobili nei quali sono state riscontrate vibrazioni o denunciati eventuali danni. Solo attraverso un’analisi specifica delle singole situazioni sarà possibile individuare in maniera concreta l’eventuale fonte delle emissioni e stabilire quale lavorazione possa effettivamente essere all’origine dei fenomeni segnalati. Per quanto riguarda il cantiere di Esselunga, quindi, gli accertamenti effettuati ci portano a ritenere che le lavorazioni fin qui realizzate non siano tecnicamente in grado di produrre un impatto significativo sulle abitazioni. È pertanto plausibile che le vibrazioni percepite siano riconducibili ad altre lavorazioni presenti nel quartiere. Lo strumento più efficace che abbiamo a disposizione è dunque una ricognizione precisa e capire la reale incidenza su quelli che possono essere gli stress causati». È la risposta dell’assessora all’Urbanistica, Francesca Coppola, in merito all’interrogazione della consigliera Sara Tassara (Silvia Salis Sindaca) relativa a “vibrazioni Esselunga: visto che da diversi mesi (almeno da febbraio 2026), i cittadini di Sestri Ponente già vittime di gravi danni strutturali alle proprie abitazioni a causa delle lavorazioni per il cosiddetto ‘ribaltamento a mare di Fincantieri’, denunciano nuove forti vibrazioni nelle proprie case, con il sospetto che esse siano prodotte dal cantiere per la costruzione dell’ipermercato Esselunga in via Albareto; si chiede di verificare con le ditte attualmente impegnate nella costruzione di Esselunga, che tipo di lavorazioni siano messe in atto, se può trattarsi di palificazioni similari a quelle del ‘ribaltamento a mare’, se effettivamente tali vibrazioni possano provenire da quel cantiere e, nell’eventualità di nuovi danni alle case, di intervenire celermente per la tutela dei cittadini e delle loro abitazioni”

Ultimo aggiornamento: 09/09/2026