
Il 2 e 3 ottobre Palazzo Ducale e Palazzo Tursi ospitano due giornate di diplomazia culturale tra strumenti storici di Stradivari e Guarneri del Gesù, grandi interpreti internazionali e la voce unica del Cannone. L’evento apre la rassegna Ottobre Paganini
In occasione del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, Genova si conferma capitale internazionale della grande liuteria e della musica d'arte. Il 2 e 3 ottobre, la città ospiterà un doppio appuntamento di eccezionale rilievo promosso dal Premio Paganini in collaborazione con la Sasakawa Music Foundation di Tokyo, con il sostegno del Comune di Genova e della Nippon Foundation, e con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia e della Fondazione Italia Giappone.
L'iniziativa, inserita nel programma Paganini Abroad e momento d'apertura della rassegna Ottobre Paganini, vedrà la formale sottoscrizione dell'accordo tra il Premio Paganini e la Sasakawa Music Foundation. Protagonisti assoluti saranno autentici capolavori settecenteschi di Antonio Stradivari e Giuseppe Guarneri del Gesù, affidati alle mani dei musicisti del Goldmund Quartet e di solisti di fama mondiale come Benjamin Beilman, Rino Yoshimoto, Timothy Chooi, Nikki Chooi e Reiko Watanabe, accompagnati al pianoforte da Roberto Arosio.
«Accogliere a Genova capolavori della liuteria mondiale e interpreti di questo calibro rappresenta una straordinaria testimonianza di diplomazia culturale. Il dialogo tra la nostra città e Tokyo, nel segno di Paganini, Stradivari e Guarneri del Gesù, unisce due popoli attraverso il linguaggio universale della bellezza e della grande musica – commenta l’assessore alla Cultura, Giacomo Montanari - Questa iniziativa valorizza il nostro patrimonio storico e artistico e rinforza il ruolo di Genova come polo d'eccellenza e punto di riferimento per la cultura internazionale».
IL PROGRAMMA DEGLI EVENTI
VENERDÌ 2 OTTOBRE H 18.30 – SALA DEL MAGGIOR CONSIGLIO, PALAZZO DUCALE
Gala di apertura con la partecipazione dell'assessore alla Cultura Giacomo Montanari, del presidente del Premio Paganini Giovanni Panebianco, dell'ambasciatrice del Giappone in Italia Hikariko Ono, del presidente della Fondazione Italia-Giappone Umberto Vattani, del chairman della Sasakawa Music Foundation Tamio Kano. Il programma musicale, curato dal direttore artistico del Premio Paganini Nicola Bruzzo, spazia da Dvořák e Bacewicz fino a Brahms, Shostakovich, Bartók e Britten, eseguiti su rari e preziosi strumenti d'epoca. Ingresso gratuito su prenotazione.
Programma
Antonín Dvořák, Quartetto per archi n. 13 in sol maggiore, Op. 106 – I. Allegro
Goldmund Quartet
Grażyna Bacewicz, Quartetto per quattro violini
Benjamin Beilman, 1° violino, Rino Yoshimoto, 2° violino, Timothy Chooi, 3° violino, Reiko Watanabe, 4° violino
Johannes Brahms, Quartetto per pianoforte n. 1 in sol minore, Op. 25 – IV. Rondo alla Zingarese. Presto
Timothy Chooi, violino, Christoph Vandory, viola, Raphael Paratore, violoncello, Roberto Arosio, piano
Dmitri Shostakovich, Cinque pezzi per due violini e pianoforte
Timothy Chooi, 1° violino, Nikki Chooi, 2° violino, Roberto Arosio, pianoforte
Charles Dancla, Le Carnaval de Venise, Fantasia per quattro violini, Op. 119
Reiko Watanabe, 1° violino, Rino Yoshimoto, 2° violino, Benjamin Beilman, 3° violino, Nikki Chooi, 4° violino
Béla Bartók, Selezione da “44 Duetti per due violini”, Sz. 98
N. 1 - Parosito: Rino Yoshimoto, 1° violino, Benjamin Beilman, 2° violino
N. 16 - Burleszk: Nikki Chooi, 1° violino, Pinchas Adt, 2° violino
N. 23 - Mennyasszonybúcsútató: Timothy Chooi, 1° violino, Rino Yoshimoto, 2° violino
N. 36 - Szól a Duda: Florian Schötz, 1° violino, Nikki Chooi, 2° violino
N. 42 - Arab Dal: Benjamin Beilman, 1° violino, Reiko Watanabe, 2° violino
N. 43 - Pizzicato: Pinchas Adt, 1° violino, Florian Schötz, 2° violino
N. 44 - Erdélyi Tánc: Reiko Watanabe, 1° violino, Timothy Chooi, 2° violino
Benjamin Britten, Simple Symphony, Op. 4 – IV. Frolicsome Finale
Florian Schötz, Reiko Watanabe, Benjamin Beilman, Nikki Chooi, 1° violini, Pinchas Adt, Rino Yoshimoto, Timothy Chooi, 2° violini, Christoph Vandory, viola, Raphael Paratore, violoncello
SABATO 3 OTTOBRE H 15.30 – PALAZZO TURSI
La sindaca Silvia Salis, il presidente Giovanni Panebianco e il chairman Tamio Kano firmeranno ufficialmente l'accordo tra il Premio Paganini e la Sasakawa Music Foundation. A seguire, la celebre violinistica giapponese Reiko Watanabe si esibirà con lo storico Cannone in un programma dedicato a Bach, Paganini e Miyagi, preceduto da una presentazione a cura del liutaio conservatore dello strumento. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
«Genova ha costruito la propria identità sull’incontro tra persone e culture e la musica è uno dei linguaggi più efficaci nel trasformare questo dialogo in una relazione che duri nel tempo - dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis - la firma dell’accordo tra il Premio Paganini e la Sasakawa Music Foundation, nell’anno del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, rafforza la dimensione internazionale della nostra città e apre nuove possibilità di scambio, soprattutto per le nuove generazioni di musicisti. L’esibizione di Reiko Watanabe con il Cannone a Palazzo Tursi racchiude il significato di queste giornate: il lascito di Paganini è un patrimonio da custodire e, insieme, una storia che continua a vivere incontrando nuovi interpreti e nuovi pubblici. Ringrazio tutte le istituzioni e tutti coloro che hanno reso possibile questo percorso, con l’auspicio che l’accordo possa far crescere nel tempo il rapporto tra Genova e il Giappone nel segno della cultura e della fiducia reciproca»
«La collaborazione tra il Premio Paganini e Sasakawa Music Foundation, in occasione del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, testimonia l'incontro tra due Istituzioni che condividono la responsabilità di custodire una straordinaria tradizione musicale e di trasmetterla alle nuove generazioni attraverso l'esperienza viva dell'esecuzione e dell'ascolto – dichiara il presidente del Premio Paganini, Giovanni Panebianco - Da oltre settant'anni, il nostro Premio promuove l’eccellenza del violino e il Giappone occupa un posto speciale in questo percorso: numerosi musicisti nipponici hanno contribuito, con talento, sensibilità artistica e dedizione, a scrivere pagine memorabili della storia del Concorso, conservando un legame che continua ancora oggi a rinnovarsi. L'incontro, a Genova, tra violini storici, veri e propri gioielli della liuteria italiana, e interpreti di straordinario livello internazionale costituisce un ponte ideale verso Tokyo, favorisce conoscenza, stimola dialogo interculturale e reciproco arricchimento. Un evento – dice ancora Panebianco - che si pregia dell’attenzione che, attraverso un personale messaggio, hanno voluto manifestare anche i Primi Ministri di Italia e Giappone, Giorgia Meloni e Sanae Takaichi. Un caloroso ringraziamento, oltre che alla sindaca di Genova, Silvia Salis, desidero rivolgere alle autorità diplomatiche coinvolte, alle Fondazioni Sasakawa, Italia-Giappone e Palazzo Ducale, a Nippon Foundation e a tutti coloro che, specie negli uffici del Comune di Genova e del Premio Paganini, hanno contribuito a realizzare questo nuovo e suggestivo capitolo dello speciale rapporto tra due popoli geograficamente lontani, ma vicini per cultura, creatività e senso della bellezza».
Programma:
Reiko Watanabe, violino “Cannone”, Guarneri del Gesù, 1743.
J.S. Bach, Largo dalla Sonata per Violino solo n.3 in Do Maggiore BWV 1005
N. Paganini, Variazioni di "Nel cor più non mi sento" per violino solo, MS44
M. Miyagi, Spring Sea
Il concerto sarà preceduto da un intervento dedicato al Cannone da parte di un liutaio conservatore del celebre strumento.
DESCRIZIONE DEI VIOLINI
Goldmund Quartet - Florian Schötz, primo Violino; Pinchas Adt, secondo Violino; Christoph Vandory, Viola; Raphael Paratore, Violoncello, suoneranno, rispettivamente, Stradivari realizzati nel 1727, 1680; 1731 e 1736.
I quattro strumenti (Quartetto di Stradivari) furono esposti nella mostra Fiddles of the Master Craftsmen al Brooklyn Museum nel 1945, in occasione del 300° anniversario della nascita di Antonio Stradivari e del 200° anniversario della morte di Bartolomeo Giuseppe Guarneri.
La signora Anna E. Clark, vedova del senatore statunitense William A. Clark, acquistò il quartetto da Emil Herrmann nel 1946 e, nel 1964, lo donò alla Corcoran Gallery of Arts di Washington D.C., a condizione che venisse prestato ai musicisti. Successivamente, la Corcoran Gallery mise gli strumenti in vendita e, nel febbraio 1994, furono acquisiti dalla Sasakawa Music Foundation. In ottemperanza alle volontà della signora Clark, la Fondazione li presta a quartetti d’archi come set completo.
Reiko Watanabe suonerà il Violino Stradivari 1666 “Alumnus Amati”.
Si ritiene che questo sia il primo violino realizzato interamente da Antonio Stradivari. Si conserva in ottime condizioni e presenta ancora l’etichetta originale, sulla quale si legge: “Antonius Stradivarius Cremonensis Alumnus Nicolaij Amati, Faciebat Anno 1666”. Si tratta dell’unica etichetta conosciuta che attesti che Stradivari fosse allievo di Niccolò Amati (1596–1684). Vincenzo Lancetti, un biografo cremonese che conosceva bene il conte Cozio di Salabue, esperto di violini, scrisse che Stradivari utilizzava un’etichetta risalente al 1666 circa recante la dicitura «Alumnus Nicolaij Amati» in un elenco dei vari liutai cremonesi pubblicato nel 1819. Alfred Hill scattò delle fotografie dell’etichetta nel negozio di Paul Serdet, un liutaio di Parigi, nell’aprile del 1900 per il loro libro «Life of Antonio Stradivari» (1902). Lo strumento scomparve fino al 1972, quando fu acquistato a un’asta a Parigi e portato in Inghilterra. Corina Belcea, prima violista del Quartetto Belcea, suonò lo strumento nei concerti e nelle registrazioni del quartetto per dieci anni prima che fosse esposto alla mostra sugli Stradivari dell’Ashmolean Museum nel 2013 con il nome di “Serdet”. Questo violino è tra le prime opere che mostrano più chiaramente lo stile Amati, caratterizzato dalla sua forma elegante.
Timothy Chooi suonerà lo Stradivari 1714 “Dolphin”.
L’aspetto suggestivo e la ricca verniciatura sul retro del violino venivano paragonati ai colori brillanti e cangianti del grazioso delfino. Il nome gli fu dato da George Hart, un commerciante di violini londinese, proprietario dello strumento alla fine degli anni ’60 del XIX secolo. Da allora, il violino è conosciuto con il nome di “Dolphin”. Questo violino fu acquistato nel 1862 dal noto musicista dilettante C. G. Meier dal commerciante parigino Jean-Baptiste Vuillaume. Nel 1868, egli vendette il violino a George Hart. Nel 1875, fu venduto a un noto collezionista, il signor John Adam, il quale, tra le altre sue collezioni, nel 1881-1882 lo cedette a David Laurie, il più importante commerciante internazionale dell’epoca. Nel 1882, il violino fu venduto al signor Richard Bennett di Bolton, collezionista e musicista dilettante. Nel 1892, la W. E. Hill & Sons acquistò il violino dal signor Bennett e lo vendette poi al signor Lionel Walker Munro, lo riacquistò da lui e lo vendette infine a un’eccellente musicista dilettante, la signora A. N. Stothert, che lo conservò fino al 1915. Nel 1915, la W. E. Hill & Sons riacquistò il violino, che tornò al suo precedente proprietario, il signor Richard Bennett.
Quest’ultimo cedette la propria collezione, compreso il “Dolphin”, nel 1926, e nel 1935 lo strumento passò nelle mani del signor George Kemp, direttore della nota azienda produttrice di biscotti che porta lo stesso nome. Nel 1950 passò nelle mani del virtuoso del violino Jascha Heifetz (1901-1987).
Rino Yoshimoto suonerà il Violino Stradivari 1736 “Muntz”.
Questo violino prese il nome da un famoso collezionista e violinista dilettante H. M. Muntz di Birmingham. Si trattava di uno dei violini conservati dal figlio minore di Stradivari, Paolo, e fu venduto al conte Cozio di Salabue nel 1775. Luigi Tarisio acquistò il violino nel 1827 e lo vendette a Gand, commerciante di Parigi, nel 1831. L’anno successivo un dilettante francese, il conte d’Amiens, lo acquistò e lo conservò per trent’anni. Nel 1862 fu venduto tramite Gand et Bernardel al noto collezionista Charles Wilmotte di Anversa. Muntz di Birmingham, in Inghilterra, acquistò il violino da Gand et Bernardel nel 1872. Passò alla ditta W. E. Hill & Sons nel 1886, e poi al conte di Wilton, prima che la ditta Hill lo vendesse nuovamente al signor Alfred Sassoon nel 1889.
Il violino passò al signor Higgins dopo la morte del signor Sassoon. R. A. Bauer acquisì il violino dagli eredi del defunto Higgins, dai quali il dottor Georg Talbot di Aquisgrana lo acquistò e lo espose a Cremona nel 1937. Passò poi al dottor Ephraim P. Engleman (1911-2015), violinista dilettante e collezionista americano, quindi a Steven Staryk, noto virtuoso e primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Chicago, e infine al violinista e collezionista Howard Gottlieb. La Sasakawa Music Foundation ha acquisito questo violino nel luglio 1997.
Benjamin Beilman suonerà il Violino Guarneri del Gesù 1740 “Ysaÿe”.
Questo violino prese il nome “Ysaÿe” in onore del virtuoso belga Eugène Ysaÿe (1858-1931), che lo utilizzò come strumento da concerto per molti anni. L’iscrizione all’interno del violino, scritta in francese con inchiostro rosso, recita: «Questo Del Gesù è stato il fedele compagno della mia carriera. Ysaÿe 1928». È noto per aver preso parte al corteo funebre di Stato di Ysaÿe, trasportato su un cuscino davanti alla bara del virtuoso. Prima di Ysaÿe, il violino era appartenuto al conte Baldeschi, al collezionista inglese John Adam e a Charles Wilmotte, collezionista e appassionato di Anversa. Su richiesta dei mercanti d’arte Gand e Bernardel, Wilmotte vendette il violino a Parigi nel 1889 al padre di Carry Mess, allieva di Ysaÿe e moglie di suo fratello Théo. Nel 1896, il violino passò a suo cognato Eugène Ysaÿe. Jeanette Dinsin, allieva di Ysaÿe che egli sposò nel 1929, ereditò il violino e in seguito lo vendette al direttore d’orchestra Charles Münch (1891-1968). Nonostante il desiderio espresso da Ysaÿe che il violino rimanesse in Belgio, esso fu venduto al signor Henry Hottinger dal commerciante Emil Herrmann di New York.
Nel 1965 fu acquistato dal celebre violinista Isaac Stern (1920-2001) e divenne il suo strumento principale per i concerti per tutta la vita. Nel marzo 1995, la Sasakawa Music Foundation acquistò il violino da Isaac Stern.
Nikki Chooi suonerà il Violino Stradivari 1722 “Jupiter”.
Si dice che il grande collezionista inglese James Goding abbia battezzato il violino “Jupiter”. È noto anche come “Imperator” e “Ex-Goding”. Nel 1857 questo violino fu acquistato dal collezionista francese visconte de Janzé dal signor Goding tramite il commerciante parigino Jean-Baptiste Vuillaume. Nel 1886 passò nelle mani del duca di Camposelice tramite il commerciante George Withers. Dopo la morte del duca di Camposelice nel 1887, il violino fu venduto al signor Thurlow Weed Barnes di New York dalla duchessa di Camposelice. Tramite l’intermediazione di H. C. Silvestre di Parigi, la W. E. Hill & Sons acquistò il violino nel 1898 e, nello stesso anno, lo vendette al collezionista britannico Robert E. Brandt. Nel 1905, la signora Phipps, una violoncellista dilettante di New York, acquistò il violino dalla ditta Hill come regalo per suo marito, il signor John S. Phipps. Il violino rimase nella famiglia Phipps per molti anni. Nel 1971, il dottor Ephraim P. Engleman (1911-2015) di San Mateo, in California, violinista dilettante, collezionista e professore clinico di medicina, acquistò il violino tramite la Rembert Wurlitzer, Inc. di New York. Nel 1992, la Fondazione Hayashibara acquistò il violino, dal quale la Fondazione Musicale Sasakawa lo acquisì nel maggio 1998.
