Disabilità, Comune di Genova e 40 realtà territoriali sottoscrivono il Protocollo di intesa per la co-lavorazione

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07/07/2026
Disabilità, Comune e 40 realtà territoriali sottoscrivono Protocollo intesa-Intervento Lodi

Assessora Lodi: “La riforma diventa concreta solo se si costruisce insieme alla città”

Claudio Critelli

Il Comune di Genova compie un nuovo passo nell’attuazione concreta della riforma nazionale sulla disabilità con la sottoscrizione, insieme a 40 realtà territoriali, del Protocollo di intesa per la co-lavorazione finalizzato alla promozione dell’inclusione delle persone con disabilità e alla costruzione di un sistema cittadino sempre più capace di riconoscere diritti, desideri, autonomie e percorsi di vita.

 

L’accordo nasce dal percorso partecipato avviato dall’Assessorato al Welfare nel gennaio 2026, attraverso incontri aperti e tavoli di confronto (open day) che hanno coinvolto 70 realtà territoriali impegnate, a diverso titolo, accanto alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

 

«Con questo Protocollo - dichiara l’assessora comunale al Welfare, Cristina Lodi - Genova sceglie di non limitarsi ad applicare una norma, ma di costruire un percorso politico e amministrativo capace di darle corpo. Il Progetto di Vita non può essere una formula burocratica: deve diventare il modo con cui la città riconosce la persona con disabilità nella sua interezza, nelle sue aspirazioni, nelle sue relazioni e nei suoi contesti di vita. Per questo abbiamo voluto partire dall’ascolto e dalla collaborazione con le realtà che abbiamo conosciuto attraverso la messa a terra della riforma nazionale perché nessuna riforma può funzionare davvero se resta chiusa negli uffici o se dipende solo dalla disponibilità immediata di risorse. Il nostro compito è costruire un sistema che sappia vedere gli ostacoli, rimuoverli progressivamente e mettere insieme istituzioni, famiglie, terzo settore e comunità. La firma è stata un punto di partenza: un impegno a lavorare insieme, con responsabilità e concretezza, perché i diritti diventino possibilità reali con le prime quaranta realtà».

 

L’obiettivo è fare in modo che il D.Lgs. 62/2024 non resti soltanto una riforma scritta nelle norme nazionali, ma diventi un cambiamento reale nei territori, nei servizi e nella vita quotidiana delle persone. Dopo una prima fase dedicata all’adeguamento delle procedure, degli strumenti e degli adempimenti necessari, il Comune ha scelto di aprire una fase più avanzata e partecipata: costruire un’alleanza stabile con realtà territoriali per mettere a terra il Progetto di Vita come diritto esigibile e come responsabilità condivisa dell’intera comunità.

 

La sfida non è soltanto individuare risorse, ma cambiare il modo in cui il sistema pubblico e comunitario guardano alla disabilità: non partire dai limiti amministrativi o dalla frammentazione degli interventi, ma interrogarsi su ciò che oggi ostacola una persona con disabilità nella possibilità di realizzare il proprio progetto di vita. Significa ascoltare, riconoscere i contesti che generano barriere, valorizzare il sapere delle famiglie e delle realtà territoriali, attivare sostegni coerenti e costruire risposte integrate, personalizzate e verificabili.

 

Il documento sottoscritto rappresenta un impegno comune a proseguire il confronto già avviato, valorizzare le competenze presenti sul territorio, preparare la successiva fase di co-programmazione e co-progettazione e rafforzare una rete cittadina capace di accompagnare l’attuazione della riforma con strumenti concreti, partecipati e misurabili.

 

Il percorso si colloca in coerenza con il Programma IN-GENOVA – Fondo Periferie Inclusive, con il Piano d’Azione Triennale dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e con il D.Lgs. 62/2024, che introduce una nuova visione della disabilità fondata sulla valutazione multidimensionale, sull’accomodamento ragionevole e sul Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato.

 

Nei prossimi mesi il lavoro proseguirà con il consolidamento delle piste emerse dal percorso partecipato e con l’avvio della fase formale di co-programmazione e co-progettazione, per trasformare il confronto in azioni condivise a favore dell’accessibilità, dell’autonomia, dell’inclusione lavorativa, della formazione, della sicurezza inclusiva, del benessere e della qualità della vita delle persone con disabilità.

Ultimo aggiornamento: 07/07/2026