Ex Ilva, sindaca Salis: “Siamo preoccupati, sentenza Milano cambia profilo gara e allunga tempi. Tutelare salute ma anche produzione e lavoro”

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28/07/2026
Palazzo Tursi

La sindaca ha partecipato in videoconferenza a un aggiornamento da parte del ministro Urso: “Italia deve mantenere indipendenza produzione siderurgica”

"Siamo molto preoccupati per il futuro dell’ex Ilva, alla luce della sentenza del Tribunale di Milano che, di fatto, chiude l'area a caldo di Taranto. È una preoccupazione che abbiamo condiviso oggi pomeriggio con il ministro Adolfo Urso, che ringrazio per la disponibilità ad aggiornarci tempestivamente al termine di una mattinata di confronto sindacale. La tutela della salute è una priorità assoluta e le sentenze vanno applicate e rispettate. Ora, tuttavia, si tratta di lavorare rapidamente per trovare una soluzione che garantisca continuità produttiva, tutelando i livelli occupazionali e salariali di tutti i lavoratori che oggi si trovano ad affrontare una nuova e inaspettata fase di incertezza”.

 

Lo ha detto la sindaca di Genova, Silvia Salis, al termine dell’incontro in videoconferenza con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, per fare il punto sulla vertenza ex Ilva alla luce della nuova sentenza della Corte d’appello di Milano. 

 

“Il ministro – prosegue la sindaca – ha rimarcato che in queste ore si sarebbero potute avviare le procedure di chiusura della gara con il gruppo Jindal. Di fatto, però, la sentenza di Milano modifica radicalmente il perimetro e l'oggetto della gara stessa, concentrandola sulla sola lavorazione a freddo. Questo potrebbe suscitare l’interesse e la partecipazione di altri gruppi, anche nazionali, che in precedenza non erano interessati all’area a caldo, ma purtroppo allunga ulteriormente i tempi di definizione della vertenza”. 

 

La sindaca aggiunge che “il ministro ci ha annunciato che all'inizio della prossima settimana avvierà una serie di interlocuzioni e tavoli di confronto con tutti i soggetti interessati, a partire da Federacciai e dai sindacati. Le trattative andranno avanti per tutto il mese di agosto, con l'obiettivo di trovare soluzioni condivisibili dal punto di vista produttivo e occupazionale”.

 

“Da sindaca di Genova – prosegue Salis - condividendo le apprensioni dei nostri lavoratori, i cui rappresentanti ho sentito questa mattina, ho chiesto al ministero che venga individuata nel minor tempo possibile una strada che garantisca l'arrivo della materia prima alla nostra fabbrica di Cornigliano per continuare la produzione, garantendo così gli attuali livelli occupazionali. Inoltre, ho ottenuto rassicurazioni sul fatto che nessuna decisione venga presa sulle aree genovesi al momento non produttive prima che sia stato definito il nuovo acquirente e sia del tutto chiaro il nuovo piano industriale”.

 

In conclusione, sottolinea la sindaca, “in questa complessa congiuntura internazionale, è vitale ricordare quanto sia importante per il nostro Paese mantenere l'indipendenza nella produzione siderurgica. Rinunciarvi potrebbe avere conseguenze industriali e geopolitiche pesantissime per il nostro Paese. Come Amministrazione Comunale, restiamo a disposizione per partecipare attivamente a tutti i tavoli in cui sarà necessaria la presenza di Genova”.


 

Ultimo aggiornamento: 28/07/2026