
Tutela degli animali, contrasto al razzismo e Vigili del Fuoco i principali temi affrontati e discussi in Sala Rossa
Dopo la discussione degli articoli 54, Interrogazioni a risposta immediata, il consiglio comunale è iniziato alle 15 con 32 presenti.
Vengono nominati come scrutatori i consiglieri Enrico Vassallo (PD), Erika Venturini (Lista Salis Sindaco) e Alessio Bevilacqua (Lega).
In apertura prende parola il consigliere di Vince Genova Mauro Avvenente per chiedere spiegazioni in merito alla chiusura dei servizi igienici.
Prende parola anche la consigliera di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi.
La conferenza dei capigruppo ha licenziato un ordine del giorno straordinario e un ex art. 55, dichiarazione in apertura dei lavori.
Prende parola la consigliera Sara Tassara (Lista Salis Sindaco) per illustrare l’art. 55, avente a oggetto “Solidarietà al popolo cubano e condanna dell'embargo petrolifero imposto a Cuba”, firmato da tutta la maggioranza.
Successivamente interviene il consigliere del Partito Democratico Si Mohamed Kaabour.
È poi la volta del consigliere di Orgoglio Genova Lorenzo Pellerano.
Anche il consigliere Alessio Bevilacqua (Lega) interviene sull’argomento.
Mauro Avvenente, consigliere di Vince Genova, partecipa al dibattito.
La consigliera di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi prende la parola.
Intervento anche del consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Mesmaeker.
Lorenzo Garzarelli (AVS) prende la parola.
Per la giunta replica l’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone.
Viene illustrato l’ordine del giorno straordinario presentato dai consiglieri Pietro Piciocchi, Davide Falteri e Mauro Avvenente (Vince Genova), avente per oggetto “Mandato al Sindaco e alla Giunta per la partecipazione e il posizionamento strategico di AMIU Genova S.p.A. nella procedura regionale per la realizzazione e gestione dell'impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti” e che impegna la sindaca e la giunta a : “1. A dare formale e immediato indirizzo ad AMIU Genova S.p.A. affinché predisponga gli atti necessari a partecipare alla gara regionale per la realizzazione e gestione dell'impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti, garantendo la presenza della società pubblica genovese nella partita impiantistica ligure; 2. A vigilare affinché l'eventuale cooperazione con partner industriali privati o misti avvenga mediante schemi societari o contrattuali che tutelino la centralità di AMIU nella governance strategica, nella conduzione operativa e nel controllo delle tariffe e 3. A riferire con regolarità al Consiglio Comunale in merito all'evoluzione delle procedure di gara, alle scelte tecnologiche proposte e alle ricadute occupazionali e industriali per il territorio del Comune di Genova.
Lo illustra il consigliere Mauro Avvenente e gli segue Lorenzo Pellerano (Orgoglio Genova).
Interviene anche la capogruppo del PD Martina Caputo, alla quale fa seguito il consigliere di Fratelli d’Italia Nicholas Gandolfo.
Si susseguono poi gli interventi della consigliera Francesca Ghio (AVS), Sergio Gambino (gruppo misto) ed Erika Venturini (Lista Salis Sindaco). Si aggiungono i consiglieri Mesmaeker (M5S) e Bevilacqua (Lega).
Per la giunta comunale la rende la parola l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu, che esprime parere negativo.
L’ordine del giorno va dunque in votazione. I presenti sono 33, 10 i voti favorevoli e 23 quelli contrari: l’ordine del giorno viene dunque respinto.
È stato quindi discusso l’Ordine del giorno, che vede una proposta di delibera di consiglio e 2 mozioni.
Il primo punto all’ordine del giorno è “L’Istituzione del Garante per la tutela e il benessere degli animali in città e contestuale approvazione del relativo Regolamento”, presentata dal consigliere di Forza Italia Mario Mascia.
Sono stati presentati 12 emendamenti, 11 da parte di AVS e 1 da parte della Lega.
Prima prende la parola il consigliere Gandolfo per mozione d’ordine.
La consigliera Ghio presenta gli 11 emendamenti presentati dal gruppo AVS.
La consigliera della Lega Paola Bordilli presenta il dodicesimo e ultimo emendamento.
Viene data la parola al proponente Mario Mascia.
Per la giunta si esprime l’assessora al Welfare Cristina Lodi, dichiarandosi favorevole per 11 emendamenti e respingendo il dodicesimo.
Vengono posti in votazione i primi 11 emendamenti: con 33 presenti e 33 voti favorevoli gli emendamenti vengono accolti.
Viene posto in votazione l’ultimo emendamento, con parere negativo della giunta: 32 presenti, voti favorevoli 11 e contrari 21. L’emendamento viene respinto.
Il consigliere Mascia prende parola per esprimere la propria intenzione di voto; gli seguono il consigliere Frigerio e la consigliera Bordilli.
Chiudono gli interventi la consigliera Ghio e Rosanna Stuppia (Vince Genova).
La proposta di delibera viene dunque posta in votazione: con 33 voti favorevoli su 33 presenti, viene accolta all’unanimità.
Il secondo punto all’ordine del giorno è una mozione avente per oggetto “Iniziative di contrasto al razzismo, alla xenofobia e ai discorsi d'odio fondati sull'origine nazionale, etnica o religiosa”, presentata dai consiglieri Laura Sicignano, Filippo Bruzzone, Sara Tassara, Erika Venturini.
Per la stessa sono stati presentati 3 ordini del giorno e 4 emendamenti.
La illustra la consigliera Sicignano (Lista Salis Sindaco).
La consigliera Bordilli illustra i 3 punti all’ordine del giorno, presentati insieme al gruppo di Fratelli d’Italia.
La consigliera Sara Tassara chiede una sospensione di qualche minuto.
La vicepresidente del consiglio, Ghio, subentrata a Claudio Villa, propone la discussione degli emendamenti per poi sospendere la seduta per qualche minuto.
La consigliera Bordilli riprende la parola per illustrare gli emendamenti, anche questi presentati con il gruppo di Fratelli d’Italia.
L’emendamento numero quattro ha come unico firmatario il consigliere Mascia.
Parla ora la consigliera Sicignano, accogliendo l’emendamento del collega Mascia, ma rigettando gli altri.
Viene aperta la discussione generale e intervengono i consiglieri Kaabour, Bordilli, Tassara, Gandolfo, Bevilacqua, Mascia e Ghio.
Per la giunta esprime il parere su emendamenti e ordini del giorno l’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone, che è negativo. Parere positivo su un ordine del giorno.
I tre ordini del giorno, con parere negativo della giunta, vengono messi in votazione: presenti 28, favorevoli 6, contrari 22. Gli ordini del giorno vengono respinti.
La mozione, comprensiva dell’emendamento accolto, con parere favorevole della giunta, viene messo in votazione: con 27 presenti, 21 voti favorevoli e 6 contrari, la mozione viene approvata.
Si passa dunque all’ultimo punto all’ordine del giorno, avente per oggetto “Costituzione di un Distaccamento dei VV. FF. nel Levante Genovese”, presentato dai consiglieri di Orgoglio Genova: Lorenzo Pellerano, Ilaria Cavo, Vincenzo Falcone.
Espone la mozione il consigliere Pellerano.
Per la mozione è stato presentato un emendamento e un ordine del giorno da parte della maggioranza.
Il consigliere Mesmaeker chiede una sospensione, che viene rifiutata.
Parla nuovamente il consigliere Pellerano, che chiede una sospensione di dieci minuti, poi il consigliere Maesmaeker per mozione d’ordine.
Dopo la sospensione di dieci minuti il consigliere Pellerano illustra gli emendamenti accolti.
Non ci sono interventi in discussione generale.
Per la giunta esprime il parere, favorevole sia sugli emendamenti che sull’ordine del giorno, l’assessore al Patrimonio Davide Patrone.
Il consigliere Pellerano prende la parola, seguito da Mesmaeker per dichiarazione di voto. Intervengono anche la consigliera Bordilli, la consigliera Serena Finocchio (Partito Democratico), il consigliere Gandolfo e Sergio Gambino (gruppo misto).
L’ordine del giorno viene messo in votazione: con 26 presenti e 26 voti favorevoli viene approvato all’unanimità.
Viene messa in votazione la mozione come modificata in accordo con il proponente: con 27 presenti e 27 voti favorevoli viene approvata all’unanimità.
Il presidente del consiglio Villa effettua alcune comunicazioni all’aula e cede la parola all’assessora alla Polizia locale e Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi per fatto personale, così come previsto dal regolamento.
La parola viene concessa alla consigliera Bordilli per il diritto di replica.
Il Consiglio si è chiuso alle 19.48.
«Questo Comune, dall’inizio del suo insediamento, ha voluto rispettare la propria capacità di garantire una tutela, soprattutto ai minori. Nel giugno 2025, appena insediati, abbiamo posto particolare attenzione rispetto alle richieste che ci venivano inviate dal Tribunale per i minorenni, soprattutto in merito alle criticità di disponibilità di personale. Si è proceduto, quindi, alla sottoscrizione di una nuova convenzione - ce n’era già una in essere che stava scadendo - e l’abbiamo approvata con delibera di giunta n° 95 del 14 maggio 2026 che ha previsto un incremento di risorse umane e di personale rispetto a quelle precedentemente assegnate. La convenzione ha elevato fino a un massimo di tre unità il contingente di operatori di Polizia Locale, destinati proprio in sede distaccata presso il Tribunale. Il 5 giugno 2026, quindi poche settimane fa, è stata avviata una ricognizione interna finalizzata proprio alla costituzione di un elenco di personale appartenente al profilo di operatori di Polizia Locale che fossero disponibili all'assegnazione in distacco presso il Tribunale per i minorenni. I colloqui si sono svolti il 19 giugno e il Tribunale ha individuato quattro operatori idonei. Su richiesta del Tribunale il distacco delle unità individuate avverrà dal primo luglio, previo nulla osta del comandante. Le attività assegnate sono inquadrate nell'ambito delle competenze del profilo di Polizia Locale, a supporto delle funzioni del Tribunale, con particolare riferimento alla gestione delle procedure relative ai minori stranieri non accompagnati e ai procedimenti di cui all'articolo 31 del decreto legge 286 del 1998. In tale ambito, curerà le notifiche di convocazione dei decreti nei casi in cui le parti non siano assistite da un legale, le richieste di visita domiciliare, nonché il raccordo con le forze dell'ordine nelle situazioni riguardanti proprio i minori stranieri non accompagnati autori di reato e qualora emergessero dubbi sulla effettiva età del minore. È prevista inoltre la collaborazione col corpo di Polizia Locale di provenienza ove necessario».
È la risposta dell’assessora ai Servizi educativi Rita Bruzzone all’interrogazione del consigliere Si Mohamed Kaabour del Partito Democratico che voleva sapere dalla giunta “se, a seguito della recente denuncia da parte del Tribunale per i Minorenni di Genova di una grave carenza di personale amministrativo, con il rischio di rallentamenti nelle procedure riguardanti minori, famiglie, affidi, adozioni e minori stranieri non accompagnati, l’assessore di competenza sia a conoscenza della situazione segnalata e quali iniziative intenda assumere, nell’ambito delle competenze comunali e dei rapporti istituzionali con gli enti coinvolti, per garantire che tale criticità non produca ricadute sulla tutela dei minori e sull’operatività dei servizi sociali cittadini”.
«Come da condizioni contrattuali di fornitura del servizio, la rassegna stampa del Comune di Genova è uno strumento di lavoro interno e uno dei servizi di informazione per le necessità quotidiane dell’ufficio stampa dell'Ente. L’estensione della consultazione non è un atto dovuto, ma una decisione pensata come servizio aggiuntivo di cui l’Amministrazione ha ritenuto di ampliare le maglie, facendosi carico dell’acquisto di utenze apposite e coprendo i relativi costi. La rassegna stampa comprende il monitoraggio di quotidiani e periodici di diffusione nazionale, della stampa nazionale e delle principali emittenti televisive satellitari, nazionali e regionali. Il servizio di rassegna stampa copre un ampio spettro di testate giornalistiche nazionali e territoriali, garantendo un’alta pluralità di informazione. L’eventuale acquisto di ulteriori licenze, o una diversa copertura delle testate garantita dal fornitore, potrebbe comportare un ulteriore aggravio di costi per l’Ente: nulla esclude, tuttavia, che gli uffici dei singoli gruppi consiliari possano dotarsi di servizi complementari. Venendo alla problematica sollevata dalla consigliera, gli uffici precisano che nel gennaio 2026 il servizio di rassegna stampa è stato affidato a un nuovo fornitore tramite piattaforma Mepa, mediante la richiesta di servizi per l’ufficio stampa. Le due testate indicate nella richiesta della consigliera fanno parte dell’ampio spettro di quotidiani nazionali monitorate dal fornitore: la loro rassegna stampa è sempre risultata visibile al personale tecnico. Si è poi appurato che, per una problematica tecnica, alcuni articoli della rassegna non sono stati temporaneamente visibili dal resto dell’utenza. Si è pertanto provveduto a restituire e ripristinare immediatamente la completa funzionalità di consultazione della rassegna per tutte le testate e utenze, tramite App e browser».
È la risposta dell’assessora all’Informatica Rita Bruzzone all’interrogazione del consigliere di Noi Moderati-Orgoglio Genova Lorenzo Pellerano su delega della collega consigliera Ilaria Cavo che voleva conoscere dalla giunta “i criteri adottati per la selezione degli articoli da includere nella rassegna stampa mattutina del Comune di Genova. Inoltre, si richiede di comprendere per quali motivi, nell’ultimo periodo, risultino esclusi da tale rassegna articoli aventi ad oggetto temi di interesse cittadino, pubblicati su testate giornalistiche nazionali, tra cui ‘La Verità’ e ‘Libero’”.
«Quella dell’Auto Park di piazza Oriani è una questione di interesse pubblico, di rispondenza di un bene che è stato dato in concessione a un privato molti anni fa e che durerà ancora molti anni. In questo momento ritengo che non risponda all’interesse pubblico: il parcheggio, tra l’altro di dimensioni significative andando a svilupparsi su tre piani interrati, è aperto solo ed esclusivamente nei giorni feriali ed è chiuso non solo nei giorni festivi, ma anche in orario notturno. Questo non favorisce di certo l’attività del teatro Verdi e per coloro i quali decidono di raggiungere Sestri Ponente in auto. Non viene nemmeno reso possibile ai residenti di disporre di un parcheggio che è completamente vuoto e inutilizzato, essendo chiuso la notte e nei giorni festivi, e non essendo nemmeno a beneficio di tutte le altre attività e risorse che sono sul territorio, dal commercio allo sport, passando per il turismo. Già dall’anno scorso abbiamo avviato tutta una serie di interlocuzioni con i concessionari e fatto proposte e sopralluoghi per accertare che, in effetti, l’interesse pubblico è cambiato. Abbiamo ricevuto una disponibilità a parole, ma ogni volta c’è stata una chiusura, anche quando si è parlato di rivedere l’accordo concessorio per dare loro gli strumenti necessari. Abbiamo detto che, come Amministrazione, siamo disponibili a favorire l’installazione di determinati ausili per questo tipo di utilizzo e per un’ulteriore apertura. Dopo vari tentativi di richiesta di sperimentazione di un regolamento di apertura in situazioni straordinarie, come Capodanno o affini, abbiamo dovuto diffidare il gestore che si tratta di una gestione poco redditizia, pur essendoci un altro parcheggio a Piccapietra che ci risulta lavorare molto. Dopo la diffida, abbiamo ricevuto un riscontro da parte degli affidatari che non ci soddisfa, ma faremo un ulteriore incontro in cui ci auguriamo di trovare un accordo. Nel caso non trovassimo almeno la disponibilità di fare una sperimentazione, assumeremo le iniziative che riterremo più opportune con l’avvocatura».
È la risposta dell’assessore alla Mobilità Emilio Robotti all’interrogazione della consigliera di Riformiamo Genova Maria Luisa Centofanti che, “in merito alla gestione del posteggio interrato adiacente il Teatro Verdi, in piazza Oriani a Sestri Ponente”, chiedeva alla giunta di “conoscere la situazione della gestione di tale parcheggio e della possibilità che lo stesso sia al servizio del teatro e dei residenti in orari serali e notturni”.
«In merito ai nuovi servizi di sicurezza predisposti a Quinto, ci tengo a fare chiarezza. Non si tratta di un presidio fisso e non è una misura decisa discrezionalmente dal Comune di Genova, ma un dispositivo interforze di ordine pubblico disposto da Questura e Prefettura a seguito dei recenti e preoccupanti episodi, su tutti la probabile spedizione punitiva rispetto alla quale ci sono delle indagini in corso. Non c’è nessuna differenza di trattamento tra levante e ponente: la città viene trattata tutta con gli stessi criteri di valutazione. Per quanto riguarda il Municipio Medio Ponente, ad oggi non sono state riscontrate problematiche di ordine pubblico tali da indurre l’installazione di un dispositivo interforze come quello realizzato a Quinto. Ciò non significa sottovalutare le criticità presenti nella zona, di cui abbiamo sempre informato le Autorità statali impegnate sul nostro territorio sui temi della sicurezza urbana. Pensiamo ad esempio al problema dell’Havana Club da noi presentato in Osservatorio e che ha visto, dopo l’azione della Polizia Locale e del Comune, l’intervento definitivo della Questura attraverso la definitiva chiusura del locale. L’organizzazione della Polizia Locale privilegia una presenza dinamica e continuativa delle pattuglie, ritenuta più efficace rispetto alla postazione fissa per garantire un controllo più ampio e capillare del territorio. Ciò non sarebbe possibile se si adottasse il presidio fisso, il quale andrebbe a ridurre le capacità di risposta sulle diverse criticità territoriali. A Cornigliano, le zone maggiormente oggetto di controllo sono state via Cornigliano, Villa Serra, Giardino Lineare, via Verona, vico Saponiera e piazza Metastasio; nel quartiere di Sestri Ponente, i controlli sono stati altrettanto serrati e capillari. Da inizio anno sono state accertate 95 violazioni delle ordinanze sul consumo di alcolici e 9 comportamenti contrari alla pubblica decenza, condotti 60 accertamenti in materia ambientale, svolte 3 operazioni “largo raggio” e avuto esiti molto positivi dalle attività di controllo delle attività commerciali. In generale, il controllo dinamico da parte delle pattuglie consente di modulare le attività in base a quello che accade sul territorio».
È la risposta dell’assessora alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Valeriano Vacalebre “in merito ad informazioni sui presidi fissi di Polizia Locale nel Municipio Medio Ponente”.
«L'intervento di ribaltamento a mare è gestito in generale da Autorità di Sistema Portuale ed è suddiviso in tre fasi. La fase 1 è gestita dal Comune tramite accordo tra il Comune e Autorità Portuale, firmato nel 2019, e consiste nella realizzazione di un nuovo riempimento a mare, terminato nel 2025, e la messa in sicurezza del rio Molinassi, attualmente in corso, per un finanziamento totale di circa 200 milioni di euro. La fase 2 è gestita direttamente da Autorità Portuale e consiste nella realizzazione di un nuovo bacino di carenaggio per lo stabilimento di Fincantieri e nuove banchine: l'appalto è attualmente in corso e vale circa 450 milioni di euro. La fase 3 consiste nello spostamento verso monte della linea ferroviaria Genova - Ventimiglia, che punta ad ampliare ulteriormente gli spazi destinati alla cantieristica navale. Tale progetto è in fase di progettazione ed è seguito da RFI, di concerto con la struttura commissariale. In Comune non abbiamo alcuna contezza circa l'investimento e a quanto ammonta. Nello specifico, sono queste le risposte pervenute direttamente della segreteria del commissario a cui abbiamo chiesto dettagli. I lavori di messa in sicurezza idraulica dei rivi Molinassi e Cantarena, in capo al Comune di Genova, in qualità di stazione appaltante, sono attualmente in corso. La fase 2, ovvero l'ampliamento e la riorganizzazione della cantieristica navale, è per una parte già conclusa. I lavori inerenti alla riprofilatura e l'ampliamento del pontile di allestimento, opera D, sono terminati ed è attualmente in corso l’iter amministrativo da parte di Autorità Portuale per la consegna delle aree. Per quanto riguarda invece il nuovo “super bacino”, opera C, i lavori sono in corso e la conclusione è prevista per il prossimo anno, nell’agosto 2027. Per quanto concerne la fase 3, detta anche variante ferroviaria, si ricorda che l'opera non rientra nel programma in capo al commissario straordinario, ma è seguita direttamente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), che ha l'obiettivo di coordinare ed efficientare le interlocuzioni fra tutti i soggetti coinvolti. Allo stato si è in attesa da parte di RFI del completamento del progetto di fattibilità tecnico-economica, che consentirà di liberare una parte degli spazi a monte attualmente utilizzati dalla cantieristica navale, che dovranno essere convertiti ad usi urbani. Visto che ancora deve essere presentato il PFTE, nella risposta non ci viene minimamente indicato quanto è l’ammontare. Viene rimandato tutto al MIT, ma soprattutto non ci viene detto qual è il quadro economico e a quanto dovrebbe ammontare il valore complessivo dell'opera».
È la risposta dell’assessore alle Opere infrastrutturali e strategiche e Lavori pubblici Massimo Ferrante all’interrogazione della consigliera della lista Silvia Salis sindaca Sara Tassara che chiedeva alla giunta, “viste le recenti affermazioni, a mezzo stampa, relative alla situazione dei lavori relativi al cosiddetto Ribaltamento a mare di Fincantieri, quale sia lo stato di avanzamento dei lavori con particolare riferimento al cosiddetto ‘terzo lotto’, attualmente ancora non finanziato”.
«Seguiamo con attenzione i recenti episodi di sicurezza urbana. Abbiamo chiesto al prefetto un rafforzamento e la Polizia Locale ha aumentato i presidi serali e notturni sia nel centro storico che nelle aree più critiche, e anche sui mezzi pubblici e sul litorale, da Ponente a Levante, senza contare i quartieri di Sampierdarena, Cornigliano, Sestri Ponente e San Fruttuoso. Sono controlli, compresi quelli per il contrasto dei reati predatori, effettuati anche nel centro storico, dove si sono aggiunte anche delle unità di strada che servono proprio a intercettare quei soggetti che fanno uso e abuso di sostanze. Non sono presìdi fissi, ma stabili e dinamici: coprono un ambito più ristretto, ma non stanno fermi, altrimenti, come detto in una interrogazione precedente, intercettano meno comportamenti potenzialmente irregolari, andando a coprire porzioni inferiori di territorio. L’unico presidio fisso che la Polizia Locale fa in questo momento, su richiesta del questore, è quello davanti alla struttura di San Fruttuoso, di notte, mentre di notte c’è la Polizia di Stato e lo fa perché lì c’è un problema di ordine pubblico derivante dal fatto che un gruppo di persone ha, verosimilmente, agito violentemente contro un ragazzo minorenne della comunità. È quindi una questione di tutela dell’ordine pubblico, e il questore ha deciso di effettuare questo servizio fisso della Polizia Locale, l’unico. Gli altri presìdi non sono fissi, nemmeno quelli del centro storico, ma stabili e dinamici. Sono gli esperti di sicurezza a dire che i presìdi fissi non servono a niente, a meno che non ci sia un problema di ordine pubblico come quello della struttura a San Fruttuoso. Le altre criticità, invece, richiedono un più ampio movimento che intercetti chi delinque, altrimenti si sposterebbero semplicemente nel primo angolo disponibile. Non intendiamo fare come le destre, che utilizzano la sicurezza come palcoscenico politico, perché questo produce soprattutto paura, perché si cercano nemici e slogan invece di misurare i risultati concreti. In quattro anni di governo, abbiamo assistito a una stagione di populismo penale declinata a colpi di decreti legge che hanno sistematicamente escluso il Parlamento da ogni decisione politica su un tema importante come la sicurezza che, in teoria, dovrebbe essere terreno di soluzioni bipartisan. Sono state inasprite le pene, senza però lavorare sulle condizioni necessarie, come per una integrazione reale, che avrebbero potuto contenere o diminuire gli effetti negativi che oggi viviamo anche nel nostro Comune. Solo per fare degli esempi: nel triennio 2023-2025 di questo governo la soglia degli sbarchi è di 300.000 sbarchi in Italia con una percentuale di rimpatri del 5,9%. Questo dato mette a nudo il meccanismo della propaganda: si parla di rimpatri come se fossero una leva automatica, ma poi la filiera resta lenta. È troppo facile chiedere ai Comuni di risolvere questi problemi che sono di natura nazionale, quando dal nazionale hanno dimostrato tutto il loro fallimento».
È la risposta dell’assessora alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi all’interrogazione della consigliera della Lega Paola Bordilli che chiedeva “urgenti interventi della Civica Amministrazione in merito ai continui e recenti gravi accadimenti che hanno ulteriormente peggiorato la sicurezza in città”
«È un tema di cui ci stiamo occupando, ma purtroppo le tempistiche per la risoluzione del problema sono rallentate dalle indagini in corso sulla vicenda. La Direzione comunale Ambiente, di concerto con la Polizia Locale, rispetto alla presenza sulla strada di veicoli incendiati, ha provveduto a richiedere alla sezione Polizia Giudiziaria dei Vigili del Fuoco la relazione di servizio redatta a seguito dell’intervento effettuato in loco, per avere i dettagli sui proprietari dei veicoli. Da tali verifiche, risulta a carico della Polizia di Stato un deposito comunicazione notizia di reato presso la Procura della Repubblica. Per questi motivi, anche se pare non esserci un provvedimento penale sui veicoli coinvolti, è necessario il nulla osta del Tribunale per provvedere alla rimozione dei veicoli: stiamo sollecitando il Tribunale per averlo. Da parte nostra abbiamo già istruito tutte le pratiche di nostra competenza: non appena arriverà il nulla osta, andremo a rimuovere i veicoli».
È la risposta dell’assessora all’Ambiente Silvia Pericu all’interrogazione del consigliere di AVS Massimo Romeo che chiedeva alla giunta “la bonifica dell’area interessata dall’incendio avvenuto il 7 maggio 2026 in via Santa Maria della Costa a Sestri Ponente, all’altezza dei civici 26 e 28: il rogo ha distrutto completamente e bruciato quattro vetture e diverse alberature, fortunatamente senza causare feriti. I residenti segnalano che, con l’innalzamento delle temperature, l'odore acre emanato dalle carcasse delle auto bruciate è diventato insopportabile; inoltre, durante le giornate ventose, i residui della combustione si sollevano penetrando all'interno delle abitazioni”.
