Sicurezza ponti e impalcati, assessore Ferrante: «Regione sblocchi i 40 milioni residui»

Contenuto

Articolo del
04/09/2026
Il ponte pedonale "Castello" a Struppa

Commissione consiliare sul piano di manutenzione straordinaria dei 679 viadotti cittadini. L'Amministrazione chiede risorse straordinarie fuori dalla portata dei bilanci comunali

Manuela D'Angelo

Si è riunita stamattina a Palazzo Tursi la Commissione numero 5, per fare il punto sul delicato tema della manutenzione straordinaria e del controllo dei ponti, dei viadotti e degli impalcati stradali di competenza comunale. All’incontro, aperto anche ai presidenti dei Municipi dei territori direttamente interessati dalle future lavorazioni, è stato illustrato l'iter dell’ imponente piano di monitoraggio che coinvolge l’intero patrimonio infrastrutturale cittadino.


Le attività, condotte applicando rigorosamente le linee guida nazionali per la classificazione del rischio, hanno permesso di censire e analizzare in modo capillare un numero eccezionale di opere: ben 679 infrastrutture.


In aula, a fare il punto della situazione è l’assessore ai Lavori Pubblici, Manutenzioni e Infrastrutture del Comune di Genova, Massimo Ferrante: «A Genova abbiamo 679 tra ponti, viadotti e impalcati stradali di competenza comunale: un numero enorme e senza confronti se pensiamo che a Roma, ad esempio, se ne contano circa 400 – dichiara l’assessore Ferrante – Quello che la nostra Amministrazione sta portando avanti è un lavoro di altissimo livello organizzativo, realizzato attraverso un pool tecnico specializzato con pochi eguali a livello nazionale. I risultati delle ispezioni ci dicono che la situazione richiede la massima attenzione: quasi il 40% delle strutture ispezionate è stato inserito in una classe di attenzione alta o medio-alta. Serve un’operazione di verità e di prevenzione costante. La priorità assoluta, tuttavia, è politico-istituzionale: Regione Liguria non deve mettersi di traverso allo sblocco dei 40 milioni di euro residui. Parliamo della quota rimanente dei 108,5 milioni di fondi Aspi concessi come ristoro per il crollo del ponte Morandi. Soldi che il presidente di Regione ha bloccato, vincolandoli a interventi sulla mobilità smart, mentre il Comune chiede giustamente di poterli destinare ai monitoraggi e alla sicurezza dei ponti. La Regione, inoltre, aveva promesso lo stanziamento di 5 milioni complessivi per le ispezioni, un impegno a oggi non ancora onorato».

 

«Di contro – aggiunge Ferrante – va sottolineata la grande generosità dell’Autorità di Sistema Portuale, che ha girato ad Aspi 4 milioni dei 75 spettanti dall’accordo post-crollo per aiutarci in questo percorso. Ricordiamo, anche, che non parliamo di manutenzione ordinaria, bensì di interventi statici complessi, con costi enormi e totalmente fuori scala per qualsiasi bilancio comunale. Le nostre strutture hanno ormai 60-70 anni e in passato non sono mai stati fatti lavori di manutenzione adeguati. La legge straordinaria è un ottimo strumento, ma ci auguriamo che lo Stato preveda canali di finanziamento strutturali: i 40 milioni di euro sono una boccata d'ossigeno indispensabile, ma non risolveranno definitivamente il problema perché la cifra necessaria per rimettere a nuovo tutto il sistema è semplicemente mostruosa». 


Durante la seduta della Commissione è stato spiegato come il percorso tecnico segua un approccio multilivello: dal censimento iniziale alle ispezioni approfondite, fino alle verifiche di sicurezza e all'installazione di moderni sistemi di monitoraggio strumentale (già attivi o in fase di consegna su viadotti strategici come il Martiri del Turchino, Corso Europa, Vallecrosia e la Rampa San Benigno).


L'impegno economico a regime stimato dall'assessorato si attesta intorno ai 13,5 milioni di euro all’anno (tra ispezioni, verifiche accurate, monitoraggi strumentali e manutenzioni urgenti), a conferma di una sfida complessa che l’ente civico sta affrontando con un presidio tecnico costante, mirato a prevenire criticità e a programmare per tempo le necessarie limitazioni di carico o chiusure laddove la sicurezza lo imponga.

Ultimo aggiornamento: 04/09/2026