
Approvata la delibera che affida al capoluogo ligure il ruolo di capofila nel coordinamento delle politiche di sostenibilità urbana. Coinvolti già 28 Comuni italiani
La Giunta comunale, su proposta dell’assessore al Bilancio Alessandro Terrile e della assessora all’Ambiente Silvia Pericu, ha approvato oggi la deliberazione n. 156 che sancisce la costituzione e l’avvio della Rete delle Città Circolari, individuando nel Comune di Genova il soggetto capofila per il coordinamento e l’attuazione di strategie comuni volte alla transizione ecologica.
L’iniziativa nasce dall’esperienza maturata con il progetto strategico “C-City – Genova Città Circolare” e dalla spinta del Circular City Forum. La neonata Rete, che ha già raccolto l’adesione di 28 amministrazioni locali (tra città metropolitane e centri di medie dimensioni), si pone l’obiettivo di superare la frammentazione degli interventi locali per costruire un modello di governance condiviso, basato su metriche scientifiche e strumenti operativi replicabili.
In qualità di ente capofila, Genova guiderà la redazione del Manifesto delle Città Circolari e coordinerà l’accesso a finanziamenti nazionali ed europei, valorizzando il posizionamento strategico della città già consolidato attraverso il recente Bilancio di Sostenibilità e la partecipazione a network internazionali come MedCities e la European Circular Cities Declaration.
«La nascita della Rete è la naturale evoluzione di un percorso che vede Genova impegnata nel superamento del modello lineare di consumo- dichiara l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu- Abbiamo avviato questa rete ad aprile, hanno già aderito una trentina di città. È un modo per avviare un dialogo nazionale e internazionale per intercettare anche finanziamenti. Come capofila, ci impegneremo a standardizzare i parametri di “long use” e “reuse”, trasformando i rifiuti da onere gestionale a risorsa strategica all’interno del ciclo urbano. Non parliamo solo di riciclo, ma di una riprogettazione sistemica dei servizi che coinvolge l’intero metabolismo della città. La sfida tecnica è ora quella di integrare le diverse buone pratiche locali in un Manifesto operativo che fornisca alle città strumenti di misurazione certi: solo attraverso una governance dei dati ambientali e la co-progettazione con gli stakeholder potremo realmente scalare le soluzioni circolari su scala nazionale ed europea, consolidando il ruolo di Genova come laboratorio di innovazione resiliente».
