Welfare, Assessora Lodi: “La Regione garantisca l’accesso alla medicina generale per gli stranieri temporaneamente presenti sul nostro territorio”

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15/09/2026
Palazzo Tursi

La risposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi in Consiglio Comunale all’interrogazione della consigliera Maria Luisa Centofanti (Riformiamo Genova) sul coinvolgimento delle strutture territoriali per i cittadini stranieri temporaneamente presenti o non iscritti

Garantire un accesso effettivo, continuativo e strutturato alla medicina generale e alle cure primarie anche per le persone migranti e in condizioni di vulnerabilità sociale, amministrativa o abitativa presenti sul territorio. Lo chiede l’assessora al Welfare Cristina Lodi in una lettera indirizzata alla Regione anche al centro della risposta all’interrogazione presentata dalla consigliera Maria Luisa Centofanti (gruppo Riformiamo Genova) in Consiglio comunale questo pomeriggio.

 

Il tema riguarda direttamente i cittadini titolari di codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) e codice ENI (Europeo Non Iscritto), persone che attualmente incontrano notevoli ostacoli nel beneficiare del normale rapporto con il medico di famiglia, con conseguenti difficoltà nell’accesso alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla continuità assistenziale.

 

«La tutela della salute – ha sottolineato l’assessora al Welfare Cristina Lodi – rappresenta un diritto fondamentale della persona e un interesse della collettività. Tale principio assume particolare rilevanza nei confronti delle persone che si trovano in condizioni di vulnerabilità sociale, abitativa o amministrativa, per le quali l'accesso tempestivo alle cure può rappresentare un elemento determinante di inclusione, prevenzione e contrasto all'aggravamento delle condizioni di salute. L'esperienza maturata in altre Regioni italiane – come Piemonte, Lazio, Toscana ed Emilia-Romagna – dimostra che è possibile strutturare percorsi dedicati di medicina generale. In questo quadro, il modello delle Case di Comunità, previsto dalla nuova organizzazione territoriale del sistema sociosanitario, rappresenta una straordinaria opportunità di innovazione e di prossimità. Ringrazio i medici volontari degli ambulatori, che oggi sopperiscono a questa mancanza, senza i quali non ci sarebbero cure continuative per queste persone».

 

L'assessora Lodi ha ribadito che l’Amministrazione comunale condivide pienamente la necessità di superare le criticità attuali. L'obiettivo è promuovere un confronto istituzionale con la Regione Liguria per individuare soluzioni organizzative capaci di consentire anche ai titolari di codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) ed ENI (Europeo Non Iscritto) di accedere alle prestazioni di medicina generale attraverso le Case di Comunità.


L’assessora Lodi auspica dunque l'avvio di un tavolo di confronto con la Regione Liguria per trasformare le Case di Comunità in luoghi privilegiati di inclusione, prevenzione e integrazione tra servizi sanitari e sociali.

Ultimo aggiornamento: 16/09/2026