
L’assessora Lodi: «Ottimi i numeri del progetto lanciato nei municipi Valpolcevera e Centro-Ovest a giugno 2025. Dimostrazione che il modello funziona e che la rete tra istituzioni e terzo settore può essere determinante nella rigenerazione dei quartieri»
Quasi 25 mila partecipanti, 1.500 attività realizzate e dieci spazi simbolo restituiti alla socialità e rivitalizzati. Sono i numeri del primo anno di "QR Code Certosa Campasso – Quartieri in Rete", il progetto di comunità avviato nel giugno del 2025 nei Municipi Valpolcevera e Centro-Ovest, nelle aree profondamente segnate dalle conseguenze del crollo del Ponte Morandi.
L'iniziativa, finanziata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e promossa dal Comune di Genova in stretta sinergia con il territorio, dimostra come il modello della co-progettazione tra istituzioni, oltre 50 realtà del terzo settore, e cittadini possa diventare un motore concreto di rigenerazione urbana e sociale.
Con la palestra e il laboratorio delle autonomie di via Porro, e la Radura della Memoria, passando per la Casa di quartiere e il Museo di Certosa, fino ai Giardini Pavanello, il progetto ha riattivato i punti di riferimento della quotidianità locale.
L'offerta ha spaziato dallo sport alla cultura, rispondendo a bisogni differenti attraverso azioni mirate:
• Sostegno di prossimità: interventi dedicati ad anziani e famiglie vulnerabili.
• Contrasto alla povertà educativa: laboratori extra-scolastici, attività di aggregazione giovanile e percorsi socio-educativi.
• Benessere e integrazione: iniziative per i corretti stili di vita, tornei sportivi in spazi pubblici e momenti di animazione culturale interculturale.
«I Progetti di Comunità nascono da un'idea semplice ma potente: non è il Comune da solo a poter rispondere ai bisogni di un quartiere, ma una rete larga di soggetti, istituzioni, cooperative, associazioni, cittadini, che si mettono insieme per prendersi cura del proprio territorio- dichiara Cristina Lodi, assessora al Welfare del Comune di Genova- Con “QR Code Certosa Campasso” Abbiamo dato vita a una vera e propria co-progettazione, in cui Amministrazione, oltre 50 realtà territoriali e cittadini condividono obiettivi, risorse e responsabilità. I risultati di questo primo anno ci dicono che la strada è quella giusta e sono ottimi: quasi 25mila partecipazioni, oltre 1.400 attività svolte, un sito con più di 12mila accessi. Ma il dato più importante è un altro: migliaia di persone, di ogni età, hanno trovato in questi spazi un luogo dove sentirsi comunità».
