
Ass. Montanari: «Opera che unisce arte e impegno dedicati al tema della sicurezza sul lavoro»
Questa mattina, nella Sala Lignea della Biblioteca Berio di Genova, il documentarista e giornalista indipendente Stefano Mencherini ha presentato l’edizione ampliata del volume “Il pane loro 2 - La vendetta”, tornato in libreria in una veste aggiornata e arricchita di nuovi racconti.
L’iniziativa, promossa dalla Direzione Politiche Culturali del Comune di Genova, ha unito riflessione civile e linguaggi artistici, trasformando l’incontro in un momento di ascolto collettivo su uno dei temi sociali più urgenti: la sicurezza sul lavoro.
Accanto all’autore era presente l’assessore comunale alla Cultura, Giacomo Montanari, che ha sottolineato il valore dell’opera con parole articolate: «Questo libro restituisce al pubblico un'opera che unisce arte e impegno civile, fissando nella memoria collettiva il messaggio della sicurezza sul lavoro, che resta attuale e necessario. La biblioteca Berio si conferma come spazio vivo di confronto e riflessione, capace di accogliere linguaggi diversi e di valorizzare esperienze culturali che parlano alla coscienza della città. Genova ha una forte tradizione di attenzione ai temi del lavoro: iniziative come questa contribuiscono a rinnovarla e a trasmetterla alle nuove generazioni».
Il libro affonda le proprie radici in una pièce teatrale scritta nel 2000 per sensibilizzare sull’emergenza degli incidenti professionali e pubblicata per la prima volta nel 2001 da Manni editore. Oggi quel progetto originario rinasce come opera editoriale rinnovata e come musical definito dallo stesso autore un unicum nel panorama internazionale. Il lavoro si inserisce infatti in un più ampio percorso di denuncia artistica dedicato agli infortuni e alle morti professionali, fenomeno che continua a registrare numeri drammatici con vittime quotidiane e migliaia di feriti gravi ogni anno.
Durante la presentazione, moderata dal sociologo Luca Raffini dell’Università di Genova, gli attori Maria Teresa Demoro e Luciano Rotella hanno dato voce ad alcuni passaggi del testo, alternando letture sceniche a estratti musicali tratti dallo spettacolo.
Il progetto affonda la propria forza anche nella collaborazione, avvenuta circa vent’anni fa, di grandi firme della poesia italiana come Alda Merini, Roberto Roversi, Franco Loi, Gianni D’Elia, Attilio Lolini e Marisa Zoni, autori di testi poetici trasformati in canzoni e interpretati da musicisti di primo piano quali Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese, cofondatori del Banco del Mutuo Soccorso, insieme a Gaetano Curreri degli Stadio, Têtes de Bois, Nidi D’Arac e ai compositori Andrea Farri con Lucia Poli.
L’incontro di oggi ha inaugurato non solo la nuova vita editoriale dell’opera, ma anche una fase di rilancio pubblico del suo messaggio: ricordare che dietro ogni statistica sugli incidenti professionali esistono storie personali, affetti spezzati e comunità segnate. Un monito affidato alla forza congiunta di parola, musica e scena, capace di trasformare l’arte in testimonianza e la memoria in responsabilità condivisa.







