L’orizzonte del desiderio. Storie dai waterfront di Genova

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17/09/2026
Foto "Abitare d'acqua" di Fabiana Scalise

Dal 17 settembre al 7 ottobre, IED Torino e Porto Antico presentano a Palazzo Ducale la mostra che, attraverso sei sguardi fotografici, racconta la città tra memoria e trasformazioni

Presentata ieri a Palazzo Ducale la mostra "L’orizzonte del desiderio. Storie dai waterfront di Genova", che espone i progetti di Melissa Billotti, Silvia Bussolino, Giulia Franceschini Beghini, Penelope Siria Meneghetti, Fabiana Scalise e Sofia Valabrega, realizzati nell’ambito del percorso di tesi del Triennio in Fotografia di IED Torino in partnership con Porto Antico di Genova e con il supporto di Convention Bureau e Camera di Commercio.

 

La mostra, patrocinata dal Comune di Genova, dall’Ordine degli Architetti e dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti è visitabile fino al 7 ottobre, da martedì a domenica h 11/18.

 

Il percorso che ora approda a Ducale Spazio Aperto ha avuto inizio lo scorso marzo con una settimana di residenza a Genova, durante la quale le autrici hanno attraversato cantieri e piazze, ascoltato le voci di chi lavora a Sottoripa, aperto archivi, esplorato gli spazi invisibili dell’Acquario e osservato le geografie d’ombra generate dalla Sopraelevata.

 

Intuizioni che nei mesi successivi, sono state approfondite con la guida della coordinatrice Giulia Ticozzi e del docente Antonio La Grotta in collaborazione con Spazio Paradiso, fino a diventare sei progetti autonomi. Curata da Mucho Mas!, l’esposizione non racconta questi cambiamenti come una successione di interventi urbanistici, ma ne osserva gli effetti sulla vita quotidiana e sul modo in cui gli spazi vengono percepiti, facendo così emergere presenze e memorie che spesso sfuggono alle rappresentazioni più immediate, e talvolta stereotipate, del paesaggio portuale.

 

«Genova è una città che da sempre vive nel rapporto con il suo mare, ma proprio per questo non può essere raccontata attraverso un’immagine immobile – dichiara Giacomo Montanari, assessore alla Cultura del Comune di Genova – Il valore di questa mostra sta nella capacità delle sei giovani fotografe di osservare i waterfront come luoghi in cui la memoria incontra la trasformazione, il lavoro si intreccia con le aspirazioni e gli spazi urbani diventano parte della costruzione dell’identità collettiva. Il loro sguardo, libero da rappresentazioni consolidate, ci restituisce una Genova meno prevedibile e ci invita a interrogarci su come la città stia cambiando e su quale rapporto vogliamo costruire con i suoi nuovi spazi. È anche questo il senso di una politica culturale che vuole mettere in dialogo patrimonio e contemporaneità, offrendo alle nuove generazioni la possibilità non soltanto di raccontare Genova, ma di contribuire a immaginarne il futuro».

Ultimo aggiornamento: 17/09/2026