A Liliana Segre il Premio Primo Levi e la cittadinanza onoraria di Genova

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Una folla di genovesi ha sfidato il maltempo per far sentire il calore della città alla Senatrice a vita. "Bisogna combattere l'odio con le parole del bene. Oggi parliamo solo di chi ama" il suo messaggio durante la cerimonia

Tiziana Lanuti

"In considerazione del suo impegno politico e civile nel nostro Paese, non solo volto a mantenere vivo il ricordo della tragedia del passato, ma anche a combattere i pregiudizi e l’indifferenza per le tragedie del presente, sempre con la volontà di instaurare un dialogo aperto con le altre componenti della società, con ciò ispirandosi ai principi di libertà, democrazia e di rispetto delle persone". Con questa motivazione domenica 24 novembre, a Palazzo Ducale Piero Dello Strologo, presidente del Centro Primo Levi, ha consegnato il Premio Internazionale Primo Levi alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz e che da più di vent'anni racconta alle nuove generazioni "ciò che è stato, perchè non abbia a ripetersi". E nella stessa cerimonia il sindaco Marco Bucci l'ha nominata cittadina onoraria della Città di Genova, cittadinanza approvata all'unanimità dal consiglio comunale nella seduta del 21 novembre.

 

Liliana Segre entra nel Salone del Maggior Consiglio sotto braccio a Marco Bucci, accolta dagli applausi dei presenti e dei tantissimi genovesi che non sono riusciti a trovare posto e  hanno seguito l'evento dal maxi schermo montato in piazza Matteotti. A festeggiarla ci sono molti giovani, le autorità cittadine, i rappresentanti liguri al Senato e alla Camera.  In prima fila anche il cardinale Bagnasco e l'architetto Renzo Piano, "il mio amico senatore" lo saluta Liliana Segre.

 

Applausi, tanti, hanno sottolineato le parole della Senatrice che ha letto una sua lettera ideale indirizzata a Primo Levi: maestro, come l'ha chiamato lei, perchè è riuscito a trovare le parole per raccontare la deportazione: "indicibile, vergogna".

Liliana Segre ha ricordato che "senza odio hai fatto la cronaca senza retorica di Auschwitz". Quell'odio che è allontanato con forza: «Oggi parliamo solo di chi ama, non degli odiatori. Anche io, come Primo Levi, non perdono, non dimentico ma non odio» ha concluso Segre.

 

Poi la cerimonia del conferimento della cittadinanza onoraria, votata da tutto il consiglio comunale per "esprimere il giusto riconoscimento del valore morale ed educativo del ruolo che la Senatrice a vita Liliana Segre, autorevole testimone di una pagina oscura della storia del secolo scorso, sta svolgendo attraverso una intensa attività di conservazione della memoria e di opportunità di conoscenza e crescita per le giovani generazioni".  E la commozione ha stretto la gola del Sindaco Marco Bucci che, a fianco di Piero Dello Strologo, ha voluto, approfittando di questa importante occasione chiedere «scusa a nome di tutta Genova per la persecuzione della comunità ebraica di Genova durante il fascismo» 

 

Bucci ha ricordato la presenza in città di Liliana Segre nell'ottobre del 2018 e l'incontro con 3000 studenti delle scuole genovesi, sottolineando il suo “ruolo fondamentale dal punto di vista morale nella preservazione della memoria e del suo ruolo attivo di impegno civile nel contrasto dei fenomeni di intolleranza, di razzismo, di antisemitismo e di istigazione all'odio e alla violenza”.

 

« È stata una giornata perfetta» ha commentato al termine della cerimonia la senatrice Segre, che ha anche avuto la gioia di incontrare Alessio, il nipote di Luciana Sacerdote, una ragazza genovese deportata ad Auschwitz insieme alla madre e alla sorella e unica sopravvissuta, con la quale erano da subito diventate amiche. "Il nostro legame è durato tutta la vita, non sapevo di essere così enormemente legata a lei. Non parlavamo mai del passato, solo di figli e nipoti». 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28/11/2019