Taglio del nastro per ‘Casa Galata’, gestita dal Ceis ospita già 8 minori

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Inaugurata ufficialmente, venerdì 8 febbraio, la struttura di via Galata 39 gestita dal Ceis-Centro di solidarietà Genova onlus e dedicata a ospitare minori non accompagnati.  Al momento di apertura ufficiale della struttura hanno preso parte l’assessore alle politiche socio sanitarie Francesca Fassio, il presidente del Ceis Enrico Costa e il vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Genova, monsignor Nicolò Anselmi. Per il Comune di Genova era presente anche l’assessore alle pari opportunità Arianna Viscogliosi

«Un’inaugurazione voluta e condivisa: non si tratta certo di un progetto che nasce dal niente o improvvisato e frettoloso – ha sottolineato Francesca FassioLa legge prevede, per i minori stranieri non accompagnati, strutture dedicate specificatamente a loro, strutture che abbiano il compito di accogliere i minori stranieri che devono avere percorsi individuali di formazione lavorativa concreta che li portino a vivere in autonomia. Questa struttura è autorizzata da settembre, quindi c’è stato il tempo valutare i singoli progetti dei ragazzi e verificare quali di questi i potessero trovare accoglienza in una comunità più adatta alle loro esigenze».

 

Sono otto i minori – tutti al di sopra dei sedici anni di età – ospiti in via Galata. La struttura, che occupa interamente un piano del palazzo, è dotata di camere da uno, due o tre letti, vari spazi comuni, una sala tv e una cucina, è gestita da un team di sei operatori: un mediatore culturale e cinque educatori già esperti in accoglienza minori, di cui uno sempre residente.

 

E' Enrico Costa, presidente del Ceis, a spiegare che cosa faranno i ragazzi in questa struttura e come trascorreranno le proprie giornate: «Questa è la loro casa e quindi avranno modo di andare a scuola nei plessi scolastici, divertirsi, incontrare gli amici e fare la vita normale di un qualsiasi giovane della loro età. L’inserimento lavorativo è cruciale per il futuro di questi ragazzi e fortunatamente Genova ha dimostrato, in questi ultimi 12 anni, che i ragazzi presi in carico dal Comune con il Ceis hanno tutti trovato un lavoro, la propria carriera, la propria dignità e nessuno è dovuto tornare proprio paese da sconfitto».

 

La struttura è inserita in un condominio che la congregazione delle Figlie di Maria, proprietaria dell’immobile, ha deciso di destinare ad attività diverse “in un dosato amalgama tra situazioni di normalità e fragilità” dando vita a un “condominio solidale” in cui convivono realtà legate al mondo della solidarietà, ma anche attività ‘ordinarie’ come, per fare un esempio, un bed&breakfast.

 

«Per noi la cosa importante è dar modo a questi ragazzi di vivere una vita normale, con gli impegni normali di un adolescente, in un contesto sociale protetto che però apra a un futuro con prospettive di studio e di lavoro – spiega il responsabile della struttura Roberto Buzzi – I ragazzi iniziano con corsi di alfabetizzazione per l’italiano, poi fanno un percorso per ottenere la licenza media che permette l’iscrizione ai centri di formazione lavoro e alla formazione professionale».

 

Arianna Viscogliosi, che ha partecipato all'inaugurazione, si è detta «Molto lieta di essere stata invitata dagli amici del Ceis, perché come assessore alle pari opportunità questo progetto mi sta molto a cuore: i ragazzi hanno diritto ad avere l’opportunità di un percorso formativo che li porti ad avere una vita lavorativa e qui sono sicura che saranno seguiti al meglio, da persone competenti».

 

Alla ristrutturazione dei locali, come sottolinea Enrico Costa, hanno lavorato per 12 mesi due richiedenti asilo, ospiti del Ceis, che «hanno avuto un contratto di lavoro con l’impresa che ha eseguito i lavori finanziati interamente da noi e questa è la dimostrazione che quando si vuole l’integrazione si può fare».

 

Ultimo aggiornamento: 08/02/2019

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