
Assessora Lodi: «Progetto che esalta idee e capacità delle nuove generazioni»
È stato inaugurato questa mattina in piazza San Matteo “Quasi Casa”, nuovo spazio gratuito nel cuore del centro storico, aperto e condiviso, ideato dai giovani di YoungCaritas Genova per mettere in relazione persone, opportunità sociali e iniziative culturali accessibili a tutti.
Al taglio del nastro dell’iniziativa, promossa da Caritas Diocesana, è intervenuta l’assessora al Welfare del Comune di Genova, Cristina Lodi, che ha evidenziato il significato civico del progetto: «“Quasi Casa” dimostra che quando alle nuove generazioni viene data fiducia e responsabilità, nascono luoghi capaci di trasformare il territorio - dichiara -. Qui il welfare non è solo un sistema di interventi, ma una pratica quotidiana di comunità. Significa prevenire l’isolamento prima che diventi disagio, costruire reti di prossimità, offrire spazi dove ciascuno possa sentirsi accolto senza dover dimostrare nulla. È in esperienze come questa che una città diventa davvero inclusiva, perché mette al centro le relazioni e riconosce dignità anche alle fragilità più silenziose. Desidero ringraziare molto tutti coloro che sono coinvolti in questa iniziativa».
Insieme a lei erano presenti, tra gli altri, l’arcivescovo di Genova Marco Tasca, la presidente del Municipio I Centro Est Simona Cosso, il vicario episcopale per la Carità Andrea Parodi e il direttore di Caritas Genova Pippo Armas. L’iniziativa nasce con l’intento di offrire un ambiente insieme pubblico e accogliente; non un servizio tradizionale ma ibrido dove studiare, lavorare, incontrarsi e progettare attività sociali e culturali senza logiche di consumo. Il traguardo è intercettare una fragilità sempre più diffusa e trasversale come la solitudine, che attraversa età, storie e condizioni diverse.
«Conosciamo bene l’impegno della Caritas nell’essere accanto alle persone più fragili, ma oggi comprendo che questo luogo rappresenta qualcosa di nuovo e prezioso, uno spazio che supera la distinzione tra chi aiuta e chi riceve, e diventa una casa aperta sulla città - afferma Simona Cosso, presidente del Municipio I Centro Est -. Qui si entra per studiare, incontrarsi, sostare, e si scopre che il bisogno non è solo materiale, ma anche umano: ascolto, relazione, dignità. In un tempo in cui cresce il rischio di sentirsi soli, luoghi così sono fondamentali perché ricostruiscono legami e senso di comunità. Offrono a tutti — studenti, persone in difficoltà, cittadini — la possibilità di riconoscersi parte della stessa realtà. Questa non è solo una struttura: è un segno concreto di collettività e di speranza, ed è l’immagine migliore della nostra città».
«”Quasi Casa” ha una grande missione, che è quella di essere un luogo di incontro, serenità, ritrovo, nella consapevolezza che è bello stare insieme, essere accolti, fermarsi nella frenesia della vita quotidiana - ha aggiunto Mons. Marco Tasca -. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per arrivare oggi a questo traguardo; l’augurio è che questo sia davvero un luogo di relazione, dove avremo la grazia di incontrare tante persone».
Nei primi mesi “Quasi Casa” sarà attiva dal lunedì al venerdì con postazioni gratuite di studio e lavoro, attività scolastiche, ginnastica sociale, sportelli di orientamento e proposte di volontariato; la domenica pomeriggio accoglierà iniziative dell’unità di strada di YoungCaritas rivolte alle persone senza dimora, mentre due venerdì al mese saranno dedicati ad appuntamenti artistici e culturali serali.
Il direttore di Caritas Diocesana, Giuseppe Armas, ha spiegato: «Una delle richieste emerse dai giovani durante il Cammino Sinodale è stata la creazione di spazi aperti in cui intrecciare percorsi e relazioni e far crescere insieme cultura e socialità attraverso azioni concrete di cura delle fragilità e del territorio. Con “Quasi Casa” la Diocesi risponde a questo desiderio affidando progettualità e protagonismo ai ragazzi di YoungCaritas e proponendo questo luogo a tutti i giovani che, qualunque sia il loro cammino, vogliono condividere appartenenze e trasformarle in bene comune».
Il programma della giornata prevede il panel pubblico “Spazi ibridi e città” con Roberto Arnaudo ed Erica Mattarella (Case di Quartiere di Torino), la sociologa dell’Università di Genova Luisa Stagi ed Emanuele Barisone (Fondazione Auxilium), seguito da un aperitivo palestinese e da un concerto











