
L’assessora Cristina Lodi al convegno di Asl3, Anci Liguria e Federsanità
Questa mattina l’assessora al Welfare del Comune di Genova, Cristina Lodi, è intervenuta in rappresentanza della sindaca Silvia Salis e dell’Amministrazione comunale al terzo appuntamento del ciclo di incontri dedicato ai corretti stili di vita intitolato “Capitalismo limbico, neuromarketing e stili di vita”. L’iniziativa, ospitata a Palazzo Ducale, è promossa dal Dipartimento Educazione a corretti stili di vita e programmi di comunità di Asl3, in collaborazione con Anci Liguria e Federsanità.
Il programma del convegno ha consentito di approfondire l’impatto delle strategie di mercato sui comportamenti individuali e collettivi, evidenziandone le ricadute sulla salute e sulle scelte quotidiane dei cittadini. Al centro del confronto il concetto di “capitalismo limbico”, che descrive la tendenza dei meccanismi economici a stimolare i circuiti emotivi legati al piacere e al desiderio al fine di orientare i consumi.
Nel suo intervento, l’assessora Cristina Lodi, delegata dell’amministrazione comunale nel Direttivo di Federsanità Anci Liguria, ha sottolineato il ruolo delle istituzioni nella costruzione di un quadro di riferimento etico capace di sostenere decisioni autonome e responsabili: «Come Comune di Genova ringraziamo gli organizzatori e ribadiamo di sentire la responsabilità etica di un’amministrazione nel prendersi cura delle condizioni di vita delle persone, non per orientarne le scelte, ma per garantire strumenti che consentano decisioni libere e consapevoli, nel rispetto della dignità individuale – ha spiegato -. In un contesto sociale spesso segnato da semplificazione e comunicazione immediata, riteniamo invece doveroso assumere fino in fondo il peso delle conseguenze delle politiche pubbliche, perché ogni impostazione incide sui comportamenti e sui contesti sociali. Esperienze come il lavoro sul gioco d’azzardo dimostrano l’importanza di un’amministrazione condivisa, capace di coinvolgere attori diversi e di agire sugli stili di vita come approccio di responsabilizzazione collettiva. La libertà di scelta deve fondarsi su valori essenziali: cittadinanza, lavoro dignitoso, diritto all’abitare, appartenenza a una comunità solidale. L’etica deve essere al centro dell’agire e decisiva, così come l’assunzione di responsabilità collettiva».
Sono stati esaminati diversi ambiti di rilievo: il rapporto tra etica ed economia, con una riflessione sul nesso tra desideri individuali e virtù pubbliche; la tutela dei minori, attraverso un focus sul neuromarketing rivolto alle famiglie e sull’esposizione dei bambini ai messaggi commerciali; le ricadute di queste dinamiche sulle dipendenze e sul benessere psicofisico, con particolare attenzione al fenomeno del gioco d’azzardo. L’iniziativa si inserisce in un percorso condiviso finalizzato alla promozione di stili di vita consapevoli, rafforzando il confronto tra istituzioni, sistema sanitario e comunità locali su temi centrali per la qualità della vita e la coesione sociale.
L’assessora Cristina Lodi ha infine evidenziato il valore dell’approfondimento e dell’osservazione dei fenomeni sociali come leva di partecipazione e responsabilità civica: «La recente indagine sulle persone senza dimora, che ha visto la partecipazione di 320 volontari, testimonia come la conoscenza diretta favorisca consapevolezza e impegno concreto, superando logiche di conflitto o indifferenza. Offrire occasioni di approfondimento significa permettere alle persone di costruire uno sguardo informato e partecipe: da qui nasce una cittadinanza attiva, capace di farsi carico della città e del suo futuro».







