
Sindaca Salis: «Il Campo 13 di Staglieno è un luogo di memoria civile profonda, dove l’uguaglianza delle lapidi racconta meglio di molte parole il senso della Resistenza: una lotta collettiva, popolare, senza gerarchie, che ha attraversato ceti sociali, età, provenienze diverse»
«Questo libro restituisce doverosamente identità, voce e storia a donne e uomini che hanno fatto una scelta radicale di libertà, decidendo di stare dalla parte giusta della storia. Il Campo 13 di Staglieno è un luogo di memoria civile profonda, dove l’uguaglianza delle lapidi racconta meglio di molte parole il senso della Resistenza: una lotta collettiva, popolare, senza gerarchie, che ha attraversato ceti sociali, età, provenienze diverse. Il lavoro di Giuseppe Morabito ricuce i fili tra passato e presente e ci ricorda che la democrazia non nasce per caso, ma affonda le proprie radici in decisioni difficili e dolorose, spesso pagate con la vita. In un tempo in cui la memoria rischia di scolorire o di essere distorta, iniziative come questa parlano soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a comprendere che i diritti e le libertà di cui godiamo sono il frutto di responsabilità assunte da chi ci ha preceduto. Custodire questa memoria è un dovere condiviso della città e delle istituzioni, perché anche la storia contemporanea ci sta insegnando che le libertà conquistate non devono mai essere date per scontate, ma difese e consolidate ogni giorno».
Così la sindaca Silvia Salis, a margine della presentazione del libro La Resistenza dei Partigiani del Campo 13, che si è svolta oggi presso il tempio SOCREM nel cimitero di Staglieno.
Il volume, di Giuseppe Morabito, è dedicato ai Partigiani tumulati nel Campo 13, nel tempio crematorio e in altri settori del cimitero, e restituisce identità e storia ai nomi incisi sulle lapidi dei 268 patrioti che hanno dato la vita per la libertà dell’Italia. Un’opera di memoria che assume un valore ancora più forte in un contesto internazionale segnato dalle guerre, e che intende parlare soprattutto alle nuove generazioni, affinché conoscano ciò che è stato e ciò che non deve più accadere.
Oltre alla sindaca, sono intervenuti alla presentazione l’assessore ai Servizi civici Emilio Robotti, Ivano Malcotti per SOCREM Genova, Massimo Bisca per ANPI Genova e l’autore Giuseppe Morabito, di ANPI Genova.
«Tramandare la memoria della Resistenza – ha detto l’assessore ai Servizi civici Emilio Robotti – è un dovere civile che riguarda tutti noi, perché significa custodire i valori fondanti della nostra Costituzione e quindi della democrazia. Il Campo 13 di Staglieno racconta il sacrificio di uomini e donne che hanno lottato per la libertà e per quei valori costituzionali. Grazie alla collaborazione tra Comune di Genova, SOCREM e ANPI, questo sacrificio diventa un esercizio di memoria resa viva e accessibile, soprattutto per i giovani: i diritti si conquistano, ma non sono mai per sempre: si garantiscono e difendono ogni giorno, anche attraverso le nostre scelte individuali e collettive».
Il libro, curato da ANPI Genova ed edito da Erga, fa parte di una collana editoriale composta da sei volumi, che insieme a L’Antifascismo e la Resistenza nelle ‘Pietre’ di Genova rappresenta una documentazione unica sulla storia della Resistenza e sugli eccidi e rastrellamenti compiuti dai nazifascisti prima della Liberazione di Genova. La collana si caratterizza inoltre per un approccio innovativo e polisensoriale: grazie all’app Vesepia, i volumi offrono contenuti multimediali, video, mappe interattive e fotogallery, creando un ponte tra memoria storica e strumenti digitali contemporanei.

