Consiglio comunale del 10 marzo

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Articolo del
11/03/2026
sala rossa
Adesione al bando "Feste del Primo Voto". Cento Odg presentati dalla minoranza su due proposte di delibera 
Manuela D'Angelo

Dopo la discussione degli articoli 54, Interrogazioni a risposta immediata, alle 15 è iniziato il Consiglio comunale con 38 presenti.

 

Prima di iniziare la seduta il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa ha chiesto all’aula un minuto di silenzio per Paolo Gaggero, l’operaio di 61 anni morto sul posto di lavoro a Bolzaneto lo scorso 9 marzo.

 

La Conferenza dei Capigruppo in mattinata ha licenziato due documenti fuori sacco.

 

Il primo è l’art. 55 ad oggetto: “Incontro tra il Sindaco Silvia Salis e Genova Antifascista", presentato dal consigliere della Lega Alessio Bevilacqua. Si legge nell’atto: “Preso atto che il 17 febbraio, come riportato da diversi organi di stampa, il sindaco di Genova Silvia Salis ha incontrato una delegazione di “Genova Antifascista”, e che nei giorni successivi all’incontro effettuato il Comitato spontaneo dei residenti della zona di via Montevideo, per lo stato in cui vive il quartiere ogni qualvolta viene organizzata una manifestazione, ha presentato una denuncia alla Procura di Genova contro l'associazione; evidenziando inoltre le azioni e le rivendicazioni espresse pubblicamente attraverso i propri canali social da "Genova Antifascista", si chiede ai gruppi consiliari di esprimersi”.

 

E’ stato poi discusso un Ordine del giorno straordinario presentato dal Gruppo di Fratelli d’Italia e sottoscritto da tutti i gruppi di minoranza, ad oggetto “Solidarietà ai cittadini e commercianti del quartiere Foce e tutela della vivibilità urbana”. Con questo atto Impegna Il Sindaco e la giunta “A esprimere formale solidarietà ai cittadini residenti e commercianti del quartiere Foce, riconoscendo la legittimità della loro richiesta di sicurezza, quiete e rispetto delle regole; sollecitare, per quanto di competenza, il coordinamento con le autorità preposte all’ordine pubblico, affinché siano valutate e adottate tutte le misure necessarie a prevenire ulteriori disordini e a garantire la vivibilità del quartiere; a collaborare, in tal senso, in primis con il Municipio 8 Medio Levante quale primo punto di riferimento di cittadini e commercianti”.

A nome della Giunta l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi ha espresso parere contrario all’Ordine del giorno straordinario, che è stato posto in votazione e respinto con 24 voti contrari della maggioranza e 11 favorevoli della minoranza.

 

Il secondo art. 55 ad oggetto “In occasione dei 30 anni della legge n.109/1996, adesione alla proposta di libera contro le mafie “diamo linfa al bene” è stato presentato dal gruppo del Pd e sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza. Si legge nell’atto: “Il 7 marzo 2026 ricorreva il 30esimo anniversario della legge 7 marzo 1996 n. 109 (“Disposizioni in materia di gestione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati”), ed è ben giusto ricordarlo e celebrarla in Liguria, dove la presenza della criminalità organizzata non retrocede. Fu un passo storico: riconosceva l’esistenza della mafia e prevedeva per contrastarla la confisca dei suoi possedimenti. Da allora ad oggi lo Stato e i Comuni, si sono fatti carico della gestione e della bontà del riutilizzo dei beni confiscati, ed il Comune di Genova è oggi tra gli enti locali meglio attrezzati, più rapidi e più capaci a gestire le pratiche di passaggio in gestione e poi concessione in uso dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Per queste ragioni si invitano il Consiglio Comunale e la Giunta a farsi parte attiva nel manifestare al Governo la piena e convinta adesione alla campagna “Diamo linfa al bene” di Libera Contro le Mafie, che chiede di destinare il 2% del Fondo Unico Giustizia alla gestione e al riutilizzo dei beni confiscati”.

 

Alle 16,58 la seduta è stata sospesa per permettere ai capigruppo di riunirsi e decidere come procedere nella discussione delle due delibere di Giunta ad oggetto “Proposta di delibera ad oggetto “Ratifica del Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 42, co. 4, del T.U. D.Lgs n. 267/18.08.2000 Deliberazione Giunta Comunale n. 19 del 12.02.2026, prima variazione ai Documenti Previsionali e Programmatici 2026/2028- adeguamento tecnico delle partite contabili alle risultanze al 31/12/2025” e “Primo adeguamento del Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2027-2028 e seconda nota di Variazione ai Documenti Previsionali e Programmatici 2026-2028”, sulle quali sono stati presentati circa 100 ordini del giorno della minoranza.

Dopo oltre due ore di sospensione il Consiglio è ripreso alle 19,26. Il vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile ha proposto all’aula che le due delibere venissero ritirate e discusse la prossima settimana per permettere alla Giunta di lavorare sui numerosi documenti presentati dall’opposizione.

 

Le domande di sospensiva per le due delibere di Giunta sono state presentate ufficialmente da tre consiglieri della maggioranza: i capigruppo del Pd, Avs e Lista civica Salis Sindaca.

Il Consiglio ha quindi votato separatamente le due richieste di sospensiva, che sono state accolte l’una con 23 voti a favore della maggioranza e 9 contrari dell’opposizione, l’altra con 23 voti a favore e 10 contrari.

 

E’ stata quindi discussa la delibera di Giunta ad oggetto “Acquisizione a titolo gratuito di un tratto di Via Superiore Premanico per l'inserimento nell’elenco delle strade comunali del municipio IX Levante”. Con questo atto si propone al Consiglio di “Approvare l'acquisizione gratuita dal Comune di Genova delle porzioni di terreno di proprietà privata così identificate (omissis)  al fine della classificazione del tratto di via Superiore Premanico, nell’elenco delle strade del Municipio IX Levante, per una superficie di mq 536,00, con il tracciato evidenziato in tinta rossa sulla planimetria allegata, quale parte integrante e sostanziale al presente provvedimento; di dare mandato alle Direzioni Difesa del Suolo, Opere Idrauliche e Infrastrutture – Settore Strade e Politiche Contrattuali e Stazione Appaltante per la stipulazione dell’atto di cessione gratuita in forma pubblica amministrativa, con relative spese a carico dell’Amministrazione Comunale ammontanti a 350,00 (comprendenti registrazione, trascrizione e diritti di rogito)”.

La delibera è stata posta in votazione e approvata con 24 voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione si è astenuta.

 

È stata poi discussa la mozione ad oggetto “Adesione al bando Feste del Primo Voto promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e impegno alla presentazione della candidatura come Comune Capofila” presentata dal gruppo Avs. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta “Ad attivare gli uffici competenti affinché il Comune lavori alla stesura e alla presentazione della candidatura al bando “Feste del Primo Voto” entro la scadenza del 12 marzo 2026, assumendo il ruolo di capofila del progetto; individuare i partner obbligatori tra le realtà del terzo settore, le scuole e le organizzazioni giovanili del territorio per costruire una proposta progettuale di qualità, neutrale e apartitica; definire un percorso progettuale che includa le quattro tappe minime obbligatorie previste: l’azione simbolica di attivazione, il primo evento pubblico di riconoscimento, il percorso informativo di alfabetizzazione civica e il secondo momento celebrativo post-voto; garantire il cofinanziamento necessario, pari ad almeno il 25% del budget, verificando la possibilità di coprire tale quota anche attraverso la valorizzazione di risorse umane e strumentali già in forza all'Ente”.

A nome della Giunta l’assessora al Diritto all’istruzione Rita Bruzzone ha espresso parere positivo alla mozione, che è stata posta in votazione e approvata all’unanimità con 30 voti favorevoli.

 

Infine, è stata discussa la mozione ad oggetto “Progetto Street Lab su pedonalizzazione di Via Rolando” presentata dai consiglieri della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua. Con questo atto di impegna sindaca e Giunta “ad attivare in tempo rapido il tavolo dei CIV per il confronto su questo tema;  sospendere la sperimentazione in parola viste le enormi criticità rilevate; partecipare ad una commissione consigliare da convocarsi entro novembre al fine di poter analizzare quanto sopra espresso con il consiglio comunale e trovare la migliore soluzione”. Sulla mozione sono stati presentati due emendamenti, il primo della consigliera del Pd Monica Russo e il secondo del consigliere 5 Stelle Marco Mesmaeker. La proponente Paola Bordilli (Lega) ha accolto l’emendamento della consigliera Russo (PD) e respinto quello del consigliere Mesmaeker (M5S)

L’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola ha espresso parere negativo sia alla mozione che ai due emendamenti. L’atto è stato posto in votazione e respinto con 20 voti contrari della maggioranza e 10 favorevoli dell’opposizione e della consigliera Pd Monica Russo che ha votato a favore.

 

Il Consiglio si è chiuso alle 22,07.

ARTICOLI 54, INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

«Lo studio sulla mobilità in Valbisagno affidato al Politecnico di Milano è un argomento sul quale abbiamo già risposto poco tempo fa. In primo luogo, ogni riferimento allo Skymetro è assolutamente fuori luogo, trattandosi di un progetto non completamente finanziato e perdipiù non assolutamente cantierabile. Lo Skymetro era un progetto senza senso che prevedeva l’abbattimento di una delle ultime scuole costruite a Genova, non prevedendo risorse per ricostruirla oltre che per abbatterla. Lo studio affidato al Politecnico di Milano serve a trovare una soluzione di mobilità sostenibile che risolva i problemi della Valbisagno. Non commento indiscrezioni, rendering e altre immagini: verso la metà di marzo lo studio, realizzato, lo ricordo, da uno dei più importanti istituti universitari a livello mondiale nel campo della mobilità, sarà presentato pubblicamente. Abbiamo già detto che lo stesso sarà assolutamente condiviso con il territorio e con le Amministrazioni municipali coinvolte. Un approccio più serio di questo, dato l’appello alla serietà del consigliere, non era possibile. Inoltre, voglio ricordare che insieme allo studio del Politecnico di Milano, sarà presentata la rilevazione dei bisogni trasportistici della Valbisagno, comprensiva del numero di passeggeri che si spostano lungo la valle. Sulla base degli elementi che emergeranno dallo studio, sarà possibile implementare la migliore soluzione possibile per la mobilità in Valbisagno». È la replica dell’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere di Vince Genova Mauro Avvenente, su delega del collega Pietro Piciocchi, che chiedeva alla Giunta, “Riguardo alle notizie di stampa circa gli esiti dello studio commissionato al Politecnico di Milano in ordine alle soluzioni per la mobilità della val Bisagno, di voler riferire in merito al livello di coinvolgimento del territorio in ordine all'ipotesi emersa di realizzazione di una cabinovia"

«Il tema della rigenerazione dell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto è importante e complesso, soprattutto se parliamo dell’inserimento di uno studentato. Il complesso immobiliare è di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti e vincolato; consta di un edificio principale e di alcuni edifici minori per un lotto complessivo di 55 mila metri quadrati. Il quadro urbanistico è composito, che vede 2 piani urbanistici operativi che in questi anni non hanno trovato realizzazione. Da quando ci siamo insediati abbiamo ripreso l’interlocuzione con Cassa Depositi e Prestiti, per guardare insieme all’obiettivo della rigenerazione. La prima necessità per noi è quella di lavorare a un progetto unitario per tutta l’area, perché molti sono i temi che vanno affrontati in maniera unitaria, come il verde, lo studentato, la mobilità. Ora è evidente che quella di cui discutiamo oggi è un'area strategica e di elevata accessibilità inserita in un contesto territoriale altrettanto strategico, e proprio per questo a nostro avviso è possibile immaginare una rivitalizzazione, che parta proprio da un ragionamento sull'insediamento di funzioni legate e ai settori della ricerca dell'innovazione della tecnologia dell'istruzione della formazione. Entro fine marzo si terrà il primo tavolo di confronto con Arte, ASL e CDP. Seguirà poi un tavolo con tutta la rete dell’ex ospedale di Quarto e con l’associazionismo. Noi confermiamo la volontà di traguardare un progetto unitario di rigenerazione insieme a tutti i soggetti proprietari e con il coinvolgimento anche dei soggetti che non sono proprietari, ma che vivono e che animano quelle zone; è evidente che l'operazione poi avrà una pluralità di funzioni sotto il profilo urbanistico per una sostenibilità dell'operazione. All'esito di questi passaggi sono disponibile a partecipare ad una commissione consigliare per fare il punto sul lavoro svolto e condividere con l'aula linee strategiche per l'attuazione del processo del progetto di valorizzazione». È la risposta dell’assessore al Patrimonio Davide Patrone alle interrogazioni del consigliere di AVS Lorenzo Garzarelli e del consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Mesmaeker aventi entrambi per oggetto “l’ex ospedale psichiatrico di Quarto”. «Il tema della rigenerazione dell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto è importante e complesso, soprattutto se parliamo dell’inserimento di uno studentato. Il complesso immobiliare è di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti e vincolato; consta di un edificio principale e di alcuni edifici minori per un lotto complessivo di 55 mila metri quadrati. Il quadro urbanistico è composito, che vede 2 piani urbanistici operativi che in questi anni non hanno trovato realizzazione. Da quando ci siamo insediati abbiamo ripreso l’interlocuzione con Cassa Depositi e Prestiti, per guardare insieme all’obiettivo della rigenerazione. La prima necessità per noi è quella di lavorare a un progetto unitario per tutta l’area, perché molti sono i temi che vanno affrontati in maniera unitaria, come il verde, lo studentato, la mobilità. Ora è evidente che quella di cui discutiamo oggi è un'area strategica e di elevata accessibilità inserita in un contesto territoriale altrettanto strategico, e proprio per questo a nostro avviso è possibile immaginare una rivitalizzazione, che parta proprio da un ragionamento sull'insediamento di funzioni legate e ai settori della ricerca dell'innovazione della tecnologia dell'istruzione della formazione. Entro fine marzo si terrà il primo tavolo di confronto con Arte, ASL e CDP. Seguirà poi un tavolo con tutta la rete dell’ex ospedale di Quarto e con l’associazionismo. Noi confermiamo la volontà di traguardare un progetto unitario di rigenerazione insieme a tutti i soggetti proprietari e con il coinvolgimento anche dei soggetti che non sono proprietari, ma che vivono e che animano quelle zone; è evidente che l'operazione poi avrà una pluralità di funzioni sotto il profilo urbanistico per una sostenibilità dell'operazione. All'esito di questi passaggi sono disponibile a partecipare ad una commissione consigliare per fare il punto sul lavoro svolto e condividere con l'aula linee strategiche per l'attuazione del processo del progetto di valorizzazione». È la risposta dell’assessore al Patrimonio Davide Patrone alle interrogazioni del consigliere di AVS Lorenzo Garzarelli e del consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Mesmaeker aventi entrambi per oggetto “l’ex ospedale psichiatrico di Quarto”.

«Il nuovo parcheggio della stazione ferroviaria di Pontedecimo è a tutti gli effetti, data la sua posizione. un parcheggio di interscambio pensato per favorirne l’utilizzo da parte degli utenti del treno. I lavori di realizzazione del parcheggio stanno per terminare e, a breve, l’area sarà consegnata al Comune. Parliamo di un’area che RFI ha concesso al Comune di Genova in comodato d’uso gratuito per dieci anni, a condizione che gli stalli non vengano messi a reddito attraverso la tariffazione. Alla luce di questo vincolo, i parcheggi andranno regolamentati in modo da consentire, agli utenti del servizio ferroviario, una sosta sufficientemente lunga per fare il proprio viaggio di andata e ritorno, e per assolvere ai propri impegni lavorativi quotidiani. Ciò significa che non potrà essere ammessa una sosta di tipo residenziale che, protratta per più giorni consecutivi, andrebbe a sottrarre gli stalli per l’interscambio. Escludendo dunque l’opzione della tariffazione, le misure alternative ipotizzate sono: istituzione di una zona disco orario di lunga durata; chiusura del parcheggio in fascia oraria notturna; divieto di sosta in orario notturno; divieto di permanenza oltre le ore 24.00 del giorno di arrivo. Su queste modalità, in alcuni casi coincidenti, faremo un ragionamento e un confronto con il Municipio. Tra le novità, segnalo che il nuovo parcheggio FS di Pontedecimo prevede l’installazione di un sistema di info-parking tramite la posa di pannelli informativi realizzati nell’ambito del progetto Movyon di Aspi, come avverrà per tutti i parcheggi ad uso pubblico aderenti alla piattaforma. Tutte queste soluzioni dovrebbero contribuire a garantire un uso coerente con la destinazione dell’area, nel rispetto delle condizioni previste dal comodato d’uso». È la replica dell’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere della Lega Alessio Bevilacqua in merito ai “Tempi di apertura e regolamentazione della nuova area di parcheggio pubblica retrostante la stazione FS di Genova Pontedecimo. Riscontro sui tempi di apertura e regolamentazione della nuova area di parcheggio pubblica retrostante la stazione FS di Genova Pontedecimo, indicando anche i collegamenti attuali e futuri con il territorio”.

«La scelta di questa Amministrazione è stata quella non di esternalizzare, ma quella di affidare, attraverso una selezione a cui io naturalmente non ho partecipato, una persona che avesse una comprovata esperienza non solo giuridica, ma anche legata a quelle che sono le attività legate alla comunità LGBTQIA+. È sotto il mio assessorato come Pari opportunità, quindi non è una persona che dispone di personale. Si cercava una persona che avesse dalla sua non solo l’appartenenza alla comunità, ma anche un'enorme esperienza e sensibilità per quanto riguarda questa tematica, perché è vero che è trasversale da destra a sinistra, ma non tutti possiedono le medesime sensibilità e ne ho avuto un esempio questa mattina. Lei non ha avuto facoltà divinatorie, come non l'avevamo avuta noi quando consegnammo quella famosa busta con dentro il suo nome, insieme all'allora consigliere Pandolfo. Si tratta di un incarico triennale da 156mila euro, ma posso dirle che il personale è interno all’ente, personale che ha risposto a una manifestazione di interesse e di mobilità specifico. Fino a oggi in realtà non esisteva l’assessorato alle Pari opportunità, ma le Pari opportunità del Comune e non esisteva una struttura vera e propria. Quindi, si tratta di due persone che appartengono all’ente. C’è un ufficio al quinto piano che era occupato da un consulente a cui è scaduto il contratto: c’era uno spazio libero all’interno del quale avevamo già mobili e computer; quindi, l’allestimento dell’ufficio è stato a costo zero avendo usato ciò di cui eravamo già in possesso». È la risposta dell’assessora alle Pari opportunità e Politiche di genere Rita Bruzzone all’interrogazione della consigliera di Vince Genova Anna Orlando che chiedeva “chiarimenti e specifiche in merito al nuovo ufficio LGBTQIA+ a Palazzo Albini: sede, staff e dotazioni, rispetto a quanto previsto dall’incarico conferito all’avv. Ilaria Gibelli”.

«Del piano per la sicurezza va detto che non ha carattere di straordinarietà, ma è un documento che evidenzia i nostri princîpi guida come prevenzione, prossimità e ascolto su cui viene impostata l’azione della Polizia Locale, per aumentare la sua presenza sul territorio e portare meno agenti negli uffici e più per strada, più in divisa e meno in borghese e poi aumentare la presenza delle pattuglie a piedi rispetto a quelle in auto. Un altro punto del piano è il rafforzamento del coordinamento con le altre Forze dell’Ordine. Il nuovo piano vuole passare da una logica sanzionatoria ad una più preventiva e interlocutoria. Quindi tante novità, tra cui il nuovo Nucleo di prossimità. Ci sarà più attenzione alle fragilità sociali, all’emarginazione, alle tossicodipendenze, alla presenza dei senza dimora e dei minori non accompagnati. È un nuovo approccio da cui ci attendiamo risultati importanti». È la risposta dell’assessora alla Polizia Locale e alla Sicurezza Urbana Arianna Viscogliosi alle interrogazioni della consigliera del Partito Democratico Monica Russo e del consigliere di Fratelli d’Italia Nicholas Gandolfo che chiedevano rispettivamente: “Chiarimenti circa il recente piano straordinario sulla sicurezza urbana presentato il 23 febbraio u.s.”; “In merito alla presenza nelle vie del centro storico, di gruppi di vigili che riportano sulla divisa uno stemma giallo a triangolo con la scritta prossimità e ascolto, si chiede se appartengano alla Polizia Locale, quali specifiche funzioni gli siano state attribuite, quali siano e cosa si intende per le zone rosse rafforzate e le misure annunciate da questa Amministrazione”.

«La questione trae origine da un'ordinanza della Corte di cassazione, la 10505 del 2024, con la quale la Suprema corte ha affermato che un verbale di infrazione al Codice della strada fondato su apparecchiature autovelox solo approvate e non omologate, risulta viziato e deve essere annullato. Occorre segnalare come, ad oggi, non esista alcuna procedura di omologazione dell'apparecchiatura autovelox, atteso che il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha sempre sostenuto una differente interpretazione e cioè quella della inutilità dell'omologazione, ritenendo l'istituto della approvazione alternativo ed equipollente alla omologazione. Tale differente interpretazione del ministero è stata confermata con la circolare protocollo 995 del 23 gennaio 2025, quindi la questione non è nuova, ma risalente almeno a metà del 2024. Questa amministrazione non intende discostarsi dell'orientamento sempre assunto dal Comune di Genova e dalla generalità dei comuni italiani che, in attesa dell'eventuale definizione di procedure ministeriali di omologazione, mantengono in funzione gli apparecchi autovelox. Premesso appunto che non sussista alcun obbligo di disattivare gli autovelox in conseguenza delle pronunce della Cassazione, lo spegnimento degli stessi comprometterebbe i risultati ottenuti sul piano della sicurezza stradale e rischierebbe di generare un cospicuo danno economico alla civica amministrazione. 
Nello scorso consiglio comunale è stato presentato un ordine del giorno dei consiglieri Picciocchi e Gambino che non è stato ammesso al voto perché è stato ritenuto inammissibile dalla segreteria generale con il quale i consiglieri chiedevano di valutare cautelativamente la sospensione degli accertamenti a mezzo autovelox. Abbiamo poi appreso dalla stampa che il Comune di Ventimiglia, pur avendo a riguardo a dispositivi gestiti da un concessionario che da noi non ci sono, ha deciso per il mantenimento in servizio degli apparecchi autovelox, confortato in questo senso da un parere proveniente dell'avvocato Picciocchi. Quindi in definitiva, noi concordiamo con Picciocchi o meglio, concordiamo con l'avvocato Piciocchi, ma non con il consigliere Piciocchi: nel senso che, come il Comune di Ventimiglia, il Comune di Genova è in attesa che il ministero delle Infrastrutture stabilisca eventuali procedure di omologazione. Lasceremo in funzione gli autovelox autorizzati in continuità, peraltro, con l'orientamento assunto da questo comune nel 2024 e nel 2025 che, appunto, non ha spento gli autovelox, nonostante le province di Cassazione». È questa la risposta del vicesindaco Alessandro Terrile all’interrogazione della consigliera del Partito democratico Donatella Alfonso in cui si “Interroga la giunta comunale sul tema della sospensione in via cautelativa degli accertamenti di velocità effettuati tramite dispositivi che non abbiano ancora ottenuto il decreto di omologazione, ai sensi del nuovo regolamento ministeriale in itinere”.

Ultimo aggiornamento: 11/03/2026