Consiglio comunale del 13 gennaio

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Articolo del
13/01/2026
sala rossa

Scontro in aula sulla mozione del G8; discusse 4 interpellanze: navetta a Pontedecimo, bivacchi a Foce, derattizzazione in centro e vendita merci Ca'Nova

Manuela D'Angelo

COMUNICATO STAMPA

REPORT CONSIGLIO COMUNALE DEL 13 GENNAIO

Genova, 13 gen- Dopo la discussione degli articoli 54, interrogazioni a risposta immediata, alle 15 si è aperta la seduta odierna del Consiglio comunale, con 40 presenti.

Prima dell’inizio dei lavori il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa ha chiesto un minuto di silenzio per la morte di Emanuele Galeppini, il giovane vittima dell’'incendio a Crans-Montana; Fernanda Contri, giurista, membro del Consiglio Superiore della Magistratura nel 1986 e ministra nel governo Ciampi; Giovanna Terminiello storica dell'arte, critica, ex sovrintendente per i beni artistici e storici della Liguria e docente universitaria e Daniele Oliva, figura storica del porto, sindacalista e per vent'anni presidente del Circolo Autorità Portuale

In apertura è stato discusso un art. 55, presentato dai gruppi di maggioranza, ad oggetto: “Solidarietà al popolo iraniano” e sottoscritto anche dai gruppi di opposizione.  

Si è poi proceduto alla discussione dei punti all’ordine del giorno, 3 mozioni e 4 interpellanze.

La prima ad oggetto “Presenza dei Vigili al mercato” è stata presentata dai consiglieri della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua. Con questa mozione si impegna sindaca e Giunta a “ripristinare il servizio della cosiddetta “pattuglia di mercato”, andando a valutare di estendere la competenza alle pattuglie di quartiere; aumentare, nei giorni di mercato, il numero degli agenti di pattuglia di quartiere al fine di fornire un servizio ottimale al territorio, parametrandolo anche alle diverse ampiezze dei diversi mercati cittadini”. Su questo atto è stato presentato un ordine del giorno da parte dei gruppi di maggioranza, che è stato votato e approvato dalla maggioranza con 18 voti favorevoli, e la mozione è stata emendata dagli stessi consiglieri proponenti della Lega.

A nome della Giunta l’assessora Arianna Viscogliosi ha espresso parere negativo sulla mozione e sugli emendamenti della Lega. L’atto è stato posto in votazione e respinto con 23 voti contrari della maggioranza e 14 favorevoli dell’opposizione.

La seconda mozione ad oggetto “Iniziative per le celebrazioni dei 25 anni dal G8 2001 di Genova nel 2026, nel solco delle sfide indicate dal Genoa Social Forum oggi rivelatesi fondate profezie” è stata presentata dal gruppo consiliare del PD e sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “svolgere iniziative per le celebrazioni dei 25 anni dal G8 2001 di Genova nel 2026, nel solco delle sfide indicate dal Genoa Social Forum oggi rivelatesi fondate profezie; ad attivare un percorso partecipativo e inclusivo verso detto evento capace di includere istituzioni e rappresentanti istituzionali, così come movimenti, associazioni, singole persone, ed anche quelle che allora parteciparono attivamente e con spirito seppur anche critico mai violento al G8 e agli eventi ad esso legati; a promuovere l'evento a livello nazionale, impostando le riflessioni e i dibattiti, i confronti e gli incontri sulle tematiche che già nel 2001 preoccupavano grandemente e che oggi appaiono fonte di ancor più fondata preoccupazione: riduzione degli spazi democratici nel, mondo, limitazione della libertà di stampa, aumento sproporzionato ed esponenziale delle diseguaglianze economiche sociali e culturali, aumento dei conflitti in tutte le regioni globali, avanzamento incontrastato del cambiamento climatico”. Sulla mozione sono stati presentati due emendamenti del gruppo di Avs, illustrati dal consigliere Lorenzo Garzarelli. I due emendamenti sono stati accolti dal proponente della mozione (il consigliere del Pd Edoardo Marangoni).

L’assessore Giacomo Montanari ha espresso a nome della Giunta parere favorevole alla mozione e agli emendamenti. L’atto è stato posto in votazione e approvato con 20 voti favorevoli della maggioranza e 13 contrari dell’opposizione.

È stata poi discussa la mozione ad oggetto “Restituzione decoro loggiato primo piano di Palazzo Tursi” presentata dal gruppo di Vince Genova. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a: “Individuare una o più sedi in immobili alternativi, al fine di poter ospitare manifestazioni ed esposizioni, così da mantenere il doveroso impegno istituzionale di offrire occasione di visibilità e promozione a soggetti e iniziative meritorie specie dal punto di vista sociale, e al contempo restituire pieno decoro alla monumentale di Palazzo Doria-Tursi, sede istituzionale del Comune di Genova”.

L’assessore Giacomo Montanari ha espresso a nome della Giunta parere negativo alla mozione.

La mozione è stata posta in votazione e respinta con 23 voti contrari della maggioranza e 12 favorevoli dell’opposizione.

È stata poi discussa l’interpellanza ad oggetto “Istituzione servizio navetta Casa Circondariale Pontedecimo”, presentata dalla consigliera di AVS Francesca Ghio, con cui si interpella sindaca e Giunta “Per conoscere quando sarà istituito il servizio navetta per raggiungere la casa Circondariale di Pontedecimo a servizio dei visitatori e familiari delle persone detenute al fine di consentire a tutti di poter svolgere le visite consentite”.

Ha risposto l’assessore alla mobilità Emilio Robotti: “Abbiamo ripreso il fascicolo e fatto istruttoria e sopralluoghi con AMT. Quello di Pontedecimo è effettivamente un carcere difficile da raggiungere con il mezzo privato, sia per il personale, che per avvocati e famigliari. Abbiamo esplorato alcune delle possibilità, tra cui una navetta interna, che percorra una linea di trasporto pubblico, da inserire come percorso  all’interno del contratto di servizio pubblico, ma attualmente questa soluzione non è possibile perché l’azienda sta affrontando il percorso di risanamento; altra soluzione potrebbe essere esternalizzare il servizio, con il ricorso ad un fornitore esterno, ma anche in questo caso al momento non è possibile perché AMT è in crisi e si tratterebbe di risorse economiche che ora non possono essere messe a disposizione. Lavoreremo in queste direzioni per attivare il servizio, appena le condizioni lo permetteranno”.

La successiva interpellanza ad oggetto “Bivacchi e accampamenti zona Foce” è stata presentata dal consigliere del Gruppo misto Sergio Gambino e interpella sindaca e Giunta “sulla posizione assunta nei confronti di tale problema particolarmente sentito dai cittadini e quali soluzioni, non solamente temporanee, si intendano porre in atto per risolvere tale situazione che potrebbe, nel tempo, ripresentarsi”.

Ha risposto l’assessora al Welfare Cristina Lodi: “Ci stiamo attivando per risolvere la situazione non solo alla Foce: abbiamo fatto il censimento dei senzatetto e 132 interventi totali; abbiamo chiamato uno ad uno i soggetti interessati; ci sono 39 persone che al momento hanno deciso di rimanere a dormire in strada e sono quelli che oggi sono alla Foce. Noi li stiamo prendendo in carico ugualmente, per capire se hanno problemi con criminalità organizzata, o se sono tossico dipendenti, o malati psichiatrici. Ogni Municipio censirà le persone che noi magari non abbiamo visto, e ci segnaleranno situazioni che non abbiamo intercettato. Già ad oggi a Foce la situazione sembra migliorata. Tra sei mesi daremo dati ulteriori”.

È stata poi discussa l’interpellanza presentata dal consigliere AVS Filippo Bruzzone ad oggetto “Apertura punto vendita merci varie nel quartiere Ca'Nova”. Con questo atto si interpella sindaca e Giunta “per conoscere le azioni volte a creare le migliori condizioni possibili affinché avvenga l'apertura di un punto vendita merci varie nel quartiere Ca’ Nova”.

Ha risposto l’assessora al Commercio Tiziana Beghin: “È un tema che conosciamo e siamo stati sollecitati ad agire. Il bando c’è stato, ma è andato deserto. Negli anni ci sono state diverse gestioni di quella attività, e numerosi problemi per cui non sono state mai portate avanti, così ad oggi il locale risulta vuoto. Abbiamo ricevuto alcune idee, e stiamo facendo delle analisi di sostenibilità economica ed occupazionale, ma non possiamo essere ente erogatore, ma solo strumento che affidi a terzi la gestione futura. La grande distribuzione ha chiesto approfondimenti e c’è un operatore in particolare, che ha chiesto informazioni per prevedere l’installazione di un punto vendita. Tutto verrà valutato”

Infine, l’interpellanza “Misure a contrasto della proliferazione dei topi in città” presentata dal consigliere della Lega Alessio Bevilacqua.

Ha risposto l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu: “Sul tema della lotta alla proliferazione dei ratti ci sono delle integrazioni, che riguardano i mesi di novembre e dicembre, rispetto ad alcuni passaggi del progetto “sfratto 2.0”, che è stato allargato a tutta l’area comunale. Tra novembre e dicembre sono state eseguite 81 istallazioni di dispositivi anti-ratto, e 171 operazioni di chiusura di varchi con reti metalliche o cemento, per evitare che i topi escano dalle fogne. I risultati dei primi sei mesi di “sfratto 2.0” saranno diffusi dopo il mese di giugno”.

Il Consiglio si è chiuso alle 19,47.

 

ARTICOLI 54 INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

«Del secondo forno crematorio ci siamo occupati più volte, anche se appena insediati i lavori erano già finiti. Ci sono state richieste di chiuderlo – anche se non è ancora ufficialmente aperto e funzionante – e di revocare la concessione, sulla base di una serie di preoccupazioni ambientali, che però potranno essere verificate solo dopo l’accensione del forno. Tutto risulta regolare sia dal punto di vista autorizzatorio che edilizio. La concessione è del 15 giugno 2023 e potrebbe essere revocata solo per motivi di pubblico interesse, con preavviso di tre mesi, e comporterebbe il pagamento delle somme delle opere realizzate, e dei costi sostenuti, con eventuali penali». È la risposta dell’assessore ai Servizi civici Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere di Orgoglio Genova Vincenzo Falcone che interrogava così sindaco e giunta comunale: “A seguito delle recenti notizie diffuse a livello locale, secondo le quali alcuni comitati chiederebbe, direttamente alla sindaco, lo stop al secondo forno crematorio, si chiede quale sia l’intenzione di questa amministrazione in merito alla richiesta ed in caso di accoglimento si chiede inoltre di conoscere a quanto ammonterebbero le pesanti penali e le conseguenti richieste di risarcimento che graverebbero sul bilancio del Comune di Genova”.

«Ritengo che sia doveroso informare la cittadinanza, e la informiamo che la stazione appaltante non siamo noi, perché i lavori sono seguiti direttamente da IRE Liguria. Trattasi di un finanziamento con fondi PINQUA e PNRR, quindi un finanziamento che prevede una tabella con un cronoprogramma dei lavori che devono terminare entro il 30 giugno del 2026, come tutti i finanziamenti e i tutti i lavori ottenuti con il PNRR. I lavori sono seguiti dalla società IRE Liguria, di cui anche il Comune è parte in causa essendo una società mista tra Regione e Comune. Allo stato attuale – parliamo del periodo prima di Natale perché durante le giornate di festa le lavorazioni non sono avanzate – tutte le opere strutturali di consolidamento degli edifici destinati al mantenimento, tra cui la grande serra ovest e l’edificio bistrot, si sono concluse, così come si sono conclusi il consolidamento dei muri del terrapieno, laddove necessario, la realizzazione dei nuovi edifici di ristoro e il bookshop, le passerelle dei percorsi pedonali di collegamento del parco, le opere di sistemazione del paesaggio relative all’esclusione della grande area del prato centrale di cui è già stato completato il versante di contenimento a valle, realizzato in ingegneria naturalistica; le opere di paesaggio delle parti alte del parco sono completate, in particolare i bastioni est superiore e inferiore. A ovest sono già iniziate le piantumazioni delle essenze principali e sono in chiusura le elaborazioni sulle serpentine delle aree circostanti e i terrazzamenti sottostanti. Alcune aree di terrazzamenti sono già state piantumate. Il sistema di illuminazione di tutto l’arco dei bastioni è stato completato così come sono la totalità dei parapetti di tutti i percorsi di terrazzamento. Sono in corso di lavorazione: la finitura dell’edificio bistrot, gli allestimenti dell’area ristoro e nello specifico la parte riguardante gli impianti e gli infissi. Le prossime lavorazioni, quelle che ancora non sono in corso ma che devono ancora attivarsi, riguardano l’allestimento degli ascensori del parco; il completamento degli edifici con le finiture impiantistiche e architettoniche; la sistemazione del lotto due di intervento della parte passa del comparto in cui si stanno posizionando le vasche di recupero delle acque del parco e su cui sorgerà la parte sportiva del campo da tennis. Le ultime attività ancora in programma, non ancora iniziate o iniziate solo in piccola parte, sono il restauro delle serre storiche che attendono l’ultimazione del consolidamento del solaio terrazzato su cui sorgono e che sarà ultimata a brevissimo, e la realizzazione del pratone centrale e delle aree giochi. Quindi, buona parte delle lavorazioni sono state completate, una parte è in piena elaborazione. C’è però ancora del residuo e non c’è la certezza che si riesca a realizzare tutto entro il 30 giugno: ancora non c’è la rendicontazione e come sapete per il PNRR è possibile farlo fino al 30 dicembre 2026. Chiaramente, chi sta gestendo il cantiere e i finanziamenti IRE devono mantenere l’impegno. Al momento mi sento di dire che con il 2026 le opere dovrebbero andare in totale completamento. Quindi ci auguriamo che l’ex vivaio comunale possa essere restituito con tutti i suoi manufatti e restituito alla fruizione nel 2027». È la replica dell’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante all’interrogazione della consigliera di AVS Francesca Ghio che chiedeva “alla Civica Amministrazione a che punto è lo stato avanzamento lavori del progetto ‘Serre di San Nicola’, finanziato con fondi PINQUA-PNRR, che riguarda il recupero dell’ex vivaio comunale situato in pieno centro urbano”.

«Per questo bando di gara, in risposta all'avviso esplorativo per l'affidamento in concessione dell'impianto e la gestione dei rifiuti, Amiu ha chiesto una proroga di 180 giorni, perché il cda di recente nomina ha ritenuto la scadenza fissata per il 21 febbraio eccessivamente ristretta, data la complessità politico-amministrativa dell'operazione. La proroga quindi potrebbe permettere all'azienda di partecipare, perché in quanto azienda pubblica necessita di tempi adeguati per individuare un partner industriale a garanzia, come richiesto dall'avviso stesso. Tre mesi in più sono una piccola quantità di tempo, se rapportata al grave ritardo negli investimenti infrastrutturali che hanno caratterizzato l'attività della precedente giunta comunale : otto anni in cui il “modello Genova” avrebbe potuto garantire autonomia alla città. Ricordo che i rifiuti del nostro capoluogo rappresentano circa il 40% del totale regionale e Amiu, col suo contratto di servizio, rimane l'operatore più importante a livello regionale. Dunque, escluderci da questo processo per soli tre mesi è insensato, soprattutto perché per ben due cicli amministrativi non sono mai stati condivisi studi e analisi sull'effettiva ricaduta delle possibili scelte impiantistiche». Ha risposto così l’assessora al Ciclo dei rifiuti e all'Ambiente Silvia Pericu all’interrogazione del consigliere di Vince Genova Mauro Avvenente in cui si legge: “Rilevato che è stato pubblicato dalla Regione Liguria il bando per l'acquisizione di manifestazioni di interesse alla realizzazione di un impianto finale per la gestione del ciclo dei rifiuti, si chiede di conoscere se è intenzione della Civica Amministrazione aderirvi attraverso Amiu».

«Villetta e Salita Dinegro debbano essere messe nell’agenda cittadina, anche perché hanno entrambe la necessità di essere riscoperte dai genovesi. Per quanto riguarda le deleghe del mio assessorato, mi sono mosso chiedendo sopralluoghi sia alla Direzione Strade che ad Aster. Questi sopralluoghi sono stati fatti in data 15 dicembre. Per quanto riguarda gli aspetti manutentivi del manto stradale di competenza della Direzione Strade si precisa che da una prima verifica documentale su salita Dinegro non risultano pervenute lamentele da parte dei cittadini, così come non ci sono pronti interventi Aster aperti. Per quanto riguarda la verifica delle varie segnalazioni che arrivano da parte dei cittadini sul portale “SegnalaCi” non risultano pratiche assegnate alla direzione. Seguiranno altri sopralluoghi puntuali della direzione Strade insieme ad Aster che, nel frattempo, ha inviato un report fotografico del sopralluogo avvenuto in data 16 dicembre che vi farò avere. Dal report si deduce che la mattonata, a parte un piccolo tratto un po’ vetusto, non si ritiene essere in cattive condizioni. In data odierna, 13 gennaio, la Direzione Strade, a seguito del report fotografico, ha effettuato un altro sopralluogo e ci ha comunicato che confermano quanto detto in precedenza. Risulta che nella mattonata non sono presenti anomalie tali da necessitare di interventi immediati di messa in sicurezza. Alcuni tratti hanno dei dissesti che potranno essere inseriti nella programmazione annuale di Aster in base alla priorità delle risorse disponibili. In altre zone abbiamo effettuato piccoli e puntuali interventi, come a Marassi. È bene anche coordinarsi con i Municipi in tal senso, perché come Amministrazione abbiamo restituito ai decentramenti la potestà di indicare ad Aster le priorità territoriali: questo fa parte del nostro modo di concepire la riforma. Comunque la situazione di salita Dinegro non si ritiene particolarmente ammalorata rispetto allo standard cittadino». È la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante all’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Donatella Alfonso che chiedeva: “A fronte di numerose segnalazioni dei residenti riguardante degrado e disagio nella salita Dinegro, storica mattonata che da salita Santa Caterina conduce alla villetta Dinegro e oltre, riguardanti soprattutto illuminazione e sicurezza, oltre ad una manutenzione estremamente carente della mattonata stessa, si interrogano la sindaca e la giunta se siano conosciute tali emergenze e quali iniziative si intendano assumere”.

«Relativamente alle opere dell'ex Mira Lanza, sono state ultimate l'area del campetto sportivo e l'area giochi dei bimbi. La nuova rotatoria stradale è stata completata, ma ancora deve essere collaudata e sono in corso di realizzazione su via Levanto l'allargamento della viabilità, le opere di sistemazione idraulica e l'allargamento del sottopasso ferroviario. Riguardo le tempistiche è stata richiesta una proroga per le opere di via Levanto, con ovviamente la relativa chiusura al traffico, fino al 31 luglio, perché si sono verificati degli imprevisti tecnici, non riconducibile all'impresa. Queste problematiche hanno rallentato l'iter e in più ci sono dei ritardi nell'ottenimento delle autorizzazioni da parte di RFI, relative all'ampliamento del sottopasso ferroviario. Ci sono ancora delle opere da iniziare, che saranno completate contestualmente all'intervento privato, il parcheggio pubblico su via Rivarolo e la piazza pedonale. Quindi queste opere sono allo stato dell'arte e chiaramente possono esserci ancora delle proroghe. Il termine ultimo dei lavori che è stato stimato tra pubblici e privati è previsto per luglio 2027». È la replica dell’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola all’interrogazione del consigliere del gruppo misto Sergio Gambino in merito allo “Stato di avanzamento lavori del progetto di rigenerazione urbana nell’area ex Mira Lanza a Rivarolo; cronoprogramma degli interventi effettuati con aggiornamento in merito all’attuale fase del progetto o dell’eventuale ritardo e relative cause”.

«Innanzitutto, il personale del reparto Sicurezza Urbana Nucleo Commercio della Polizia Locale svolge quotidianamente controlli mirati presso le attività commerciali presenti all’interno del territorio comunale. Per quanto riguarda soprattutto le attività commerciali dove si svolgono attività di intrattenimento e/o di pubblico spettacolo, quindi locali a maggiore affluenza di pubblico dove spesso, nelle fasce serali e notturne, e nei weekend, sono presenti ragazzi minorenni, nel 2025 sono state svolte 64 ispezioni presso locali notturni nei fine settimana, con 43 contestazioni per la somministrazione di bevande alcoliche a minori. Si precisa inoltre che nell’ambito dei controlli svolti sono state elevate ulteriori sanzioni di natura amministrativa, informando gli uffici comunali competenti e gli altri enti preposti, compresa la Procura della Repubblica, per le violazioni di natura penale, per l’adozione di tutti i provvedimenti ritenuti opportuni. Le ispezioni hanno visto, dove necessario, lo svolgimento attività interforze con Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza ed Ispettorato del Lavoro. I controlli effettuaui hanno permesso di ottenere risultati significativi in termini di contrasto allo svolgimento di attività di pubblico spettacolo senza i necessari atti autorizzativi, e a tutela della sicurezza degli avventori. Circa i locali notturni, sono stati condotti 15 servizi interforze su obiettivi specifici che hanno portato all’adozione di provvedimenti di sospensione dell’attività commerciale e, in 7 casi, al deferimento all’Autorità Giudiziaria per l’apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo. Come Amministrazione sottolineiamo che la tutela della sicurezza non rappresenta un adempimento formale né un esercizio di eccesso di zelo. Talvolta capita che i controlli di Polizia Locale e Vigili del Fuoco vengano percepiti come pignoli, in realtà sono finalizzati alla tutela della vita e dell’incolumità delle persone, a partire dai giovanissimi. Infine, a questo proposito voglio ricordare che la scorsa estate l’Amministrazione ha avviato con Prefettura e proprietari di discoteche e sale da ballo un’interlocuzione per l’adozione di un protocollo condiviso, poi sottoscritto da tutte le parti in causa, dove ciascuno di impegna a garantire i più elevati standard di sicurezza». Ha risposto così l’assessora alla Sicurezza urbana e alla Polizia Locale Arianna Viscogliosi all’interrogazione del consigliere Marco Mesmaeker del Movimento 5 Stelle che interrogava “l’assessore competente in merito alla sicurezza dei locali pubblici della città e in merito ai controlli effettuati negli stessi dagli organi preposti”.

Nel corso delle attività di manutenzione straordinaria e di revisione generale dell’impianto, si è reso necessario procedere alla sostituzione della ditta precedentemente incaricata. Questo avvicendamento tra imprese, attuato non senza difficoltà operative, ha consentito di organizzare i lavori in maniera più adeguata e funzionale ad una risoluzione più efficace delle criticità. La riattivazione dell’impianto, salvo imprevisti e problematiche legate al collaudo, è prevista entro febbraio 2026». Lo ha detto l’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti in risposta all’interrogazione della consigliera Rosanna Stuppia di Vince Genova che chiedeva notizie sulla riattivazione dell’ascensore di Quezzi, “essenziale per la mobilità del quartiere e fuori servizio dal mese di giugno”.

«Dall’inizio del nostro mandato è in atto un’opera di miglioramento della situazione del traffico in Valpolcevera, legato alla presenza contemporanea di 15 cantieri tra cui quello della pista ciclabile “Superlavalle” che influiscono, insieme al traffico pesante, sulla viabilità di tutta la vallata. Nell’ambito di questa attività di presidio da parte della Civica Amministrazione, sono stati condotti da parte mia e dei tecnici comunali diversi sopralluoghi, l’ultimo dei quali alla presenza anche del presidente di Municipio, della Polizia Locale, dei sindaci della vallata e di tutti i consiglieri comunali interessati. Tale sopralluogo ha premesso di constatare che un tratto di via Romairone, con la presenza della ciclabile, presentava qualche decina di centimetri di ampliamento del marciapiede. Un fatto che secondo i tecnici determinava un restringimento della carreggiata in sé, capace di influire sui flussi di traffico, ma determinava, precedentemente all’incrocio, problemi relativi all’assestamento dei veicoli. specie per la svolta sul ponte Tullio Barbieri. Di qui la decisione, adottata in via sperimentale nella notte tra il 7 e l’8 gennaio, di vietare la svolta a sinistra sul ponte per i mezzi pesanti, insieme al miglioramento della segnaletica orizzontale e verticale, con l’obiettivo di migliorare la viabilità complessiva. Da allora sono passati pochi giorni, e come sappiamo esiste un tempo di adeguamento di automobilisti e conducenti di veicoli in generale alle novità in materia di segnaletica, divieti e direzioni obbligatorie: serviranno alcune settimane per avere una risposta definitiva. Tuttavia, dalle prime verifiche della Polizia Locale sembra che il provvedimento funzioni. Un provvedimento, voglio sottolinearlo, che insieme ai tecnici delle Direzioni Mobilità e Regolazione del Comune di Genova abbiamo voluto adottare trattandosi di una soluzione semplice, reversibile e meno costosa rispetto ad intervenire su di un lavoro pressoché concluso, ovvero la costruzione successiva del marciapiedi con la ciclabile sopra». È la risposta dell’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere della Lega Alessio Bevilacqua che chiedeva: “In merito all’ordinanza atto n. Orm n. 10 del 5 gennaio 2026, avente ad oggetto ‘ponte Tullio Barbieri’, si chiedono specifiche sulle ipotesi di intervento che l’Amministrazione prevede e/o intende attuare al termine della stessa, nel caso in cui le criticità che si sono verificate in questo lasso di tempo non si ritengono superate”.

Ultimo aggiornamento: 13/01/2026