Consiglio comunale del 21 aprile

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Articolo del
21/04/2026
sala rossa

Cittadinanza onoraria alla memoria a Sandro Pertini

Manuela D'Angelo

Dopo la discussione degli articoli 54, Interrogazioni a risposta immediata, alle 15 è iniziato il Consiglio comunale con 38 presenti.

La conferenza dei capigruppo ha licenziato in mattinata due ordini del giorno straordinari. Il primo ad oggetto “Aggressione ad autista AMT e sicurezza sui mezzi pubblici” è stato presentato dal Gruppo della Lega e impegna sindaca e Giunta a “Rafforzare, ove possibile, la progettualità denominata “Sicurezza in movimento”, anche attraverso un maggiore impiego della polizia locale; valutare l’implementazione di ulteriori misure di sicurezza, quali presenza di personale dedicato nei contesti più critici, previo passaggio presso il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza; riferire in apposita commissione consiliare in merito ad un aggiornamento delle misure adottate e ai dati relativi agli episodi di aggressione al personale AMT”.

A nome della Giunta l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi ha dato parere favorevole all’odg che è stato posto in votazione dal presidente del Consiglio comunale Claudio Villa e approvato all’unanimità.

 

Il secondo ordine del giorno straordinario ad oggetto “Cittadinanza onoraria alla memoria a Sandro Pertini” è stato presentato dal Partito Democratico e sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza e opposizione. Con questo atto si impegnano la sindaca e la Giunta a concedere in questo 2026 la cittadinanza onoraria di Genova alla memoria ad Alessandro “Sandro” Pertini, ligure illustre, settimo presidente della Repubblica italiana, partigiano ed esponente politico, uomo della Costituzione e punto di riferimento per chiunque creda nella libertà, nel rispetto degli altri e nella pace, ricordando la storica frase “Si svuotino gli arsenali, si colmino i granai” pronunciata durante il discorso di insediamento da Presidente della Repubblica davanti alle Camere, il 9 luglio 1978, e ribadita nel discorso di fine anno del 1979”.

In aula sull’argomento è intervenuta la sindaca di Genova, Silvia Salis.

Il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa ha posto in votazione l’odg che è stato votato all’unanimità.

 

Si è poi proceduto alla discussione dell’ordine del giorno relativo alla seduta odierna, che prevede una delibera di Giunta e due mozioni. La delibera di Giunta al Consiglio n. 10/2026 ad oggetto “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 194, comma 1, lett. a, d. lgs. 267/2000, in esecuzione di provvedimenti giudiziari”, proposta dell’assessore al Bilancio e vicesindaco Alessandro Terrile, impegna il Consiglio a procedere “ai fini del pagamento delle spese legali previste dai provvedimenti giudiziari (omissis) per l’importo complessivo di euro 8.452,37”.

L’atto è stato posto in votazione e approvato con 27 voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione si è astenuta.

 

È stata poi discussa la mozione ad oggetto “Adozione di restrizioni/divieti circa le pubblicità relative alle fonti fossili” presentata dal gruppo Avs. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “Valutare la possibilità di adottare misure finalizzate a introdurre restrizioni o divieti riguardo le pubblicità finanziate con fondi pubblici e privati, in luoghi particolarmente sensibili quali fermate del bus, della metro e altri spazi pubblicitari legati al trasporto pubblico urbano, relative a prodotti e servizi a base di combustibili fossili con un'elevata impronta di carbonio”.

Il vicesindaco Alessandro Terrile ha chiesto alla capogruppo di Avs Francesca Ghio una modifica all’interno dell’impegnativa prima di procedere con la discussione generale sull’atto. Avs ha accolto la modifica e la Giunta ha dato parere positivo alla mozione.

Il presidente del Consiglio comunale ha messo in votazione l’atto che è stato approvato con 23 voti della maggioranza e 14 contrari dell’opposizione.

 

Infine, è stata discussa la mozione ad oggetto “Installazione di un distributore pubblico di acqua microfiltrata nel Municipio VII Ponente - quartiere di Genova Pegli” presentata dal consigliere di Vince Genova Mauro Avvenente. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “Valutare la fattibilità dell’installazione di una “Casa dell’Acqua” nel quartiere di Genova Pegli, possibilmente in una zona centrale ove è più facile l’accesso alla cittadinanza (ad esempio in piazza Ponchielli); stimare i costi di installazione, gestione e manutenzione, anche mediante eventuali partnership con soggetti pubblici o privati”.

Relativamente a questa mozione è stato presentato un ordine del giorno presentato dal consigliere Filippo Bruzzone (Lista Salis), e sottoscritto da tutta la maggioranza, con cui si chiede di prevedere l’accesso all’acqua, attraverso l’utilizzo delle “casette dell’acqua”, per tutti i quartieri della città di Genova, magari con capofila Pegli, e ampliare così la portata del servizio, senza limitare la mozione ad un’unica porzione di territorio. Il proponente consigliere Avvenente (Vince Genova) ha accolto l’ordine del giorno.

A nome della Giunta l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu ha dato parere favorevole sia all’ordine del giorno che alla mozione.

L’odg è stato posto in votazione e approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. La mozione è stata posta in votazione e approvata all’unanimità.

 

Il Consiglio si è chiuso alle 18,10.

ARTICOLI 54, INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

«La situazione del nido Girasole la conosciamo molto bene. La chiusura a seguito di un evento calamitoso è avvenuta a fine marzo e se si fosse trattato solo di un intervento relativo all'intonaco caduto saremmo già intervenuti. Purtroppo, quell'edificio non è stato oggetto del PNRR e forse avrebbe avuto bisogno di ben altra attenzione, visto che l’ufficio comunale Pubblica incolumità e i Vigili del Fuoco hanno verbalizzato una criticità strutturale a seguito del crollo di una porzione di controsoffitto, per cui ci è stata chiesta una preventiva valutazione progettuale delle strutture, per definire gli interventi necessari a quantificare i lavori. In pratica: i lavori da farsi in quella scuola presumibilmente non sono il classico lavoro di manutenzione né di ordinaria manutenzione, perché l'edificio potrebbe avere un pregiudizio statico. Quindi, alla luce di questo, la Direzione comunale Manutenzioni deve incaricare degli strutturisti e dei tecnici della Direzione Progettazione, che fanno sempre parte dell'area Lavori pubblici, per fare le valutazioni del caso. Valutazioni che richiederanno del tempo e che, solo in un secondo momento, ci faranno sapere se c'è un pregiudizio statico e se ci sia bisogno di un progetto statico dell'edificio. Quindi, non posso sapere adesso i tempi di riapertura del nido Girasole. Con la collega Rita Bruzzone, avente la delega ai Servizi educativi, abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie: una parte degli alunni sono stati trasferiti alla Papa Giovanni XXIII a Marassi, che si trova a pochissima distanza; il problema nasce con i piccoli che sono stati mandati a Quezzi, oltre il capolinea della linea AMT 82: per 10 famiglie un viaggio veramente lungo. Per loro stiamo valutando la possibilità di utilizzare un edificio che invece abbiamo terminato col PNRR, cioè la scuola dell'infanzia materna in piazza Solari. I tecnici stanno provvedendo a fare tutti i collaudi e tutte le certificazioni che servono e in teoria la prima settimana di maggio potremmo già darla a disposizione» È la replica dell’assessore ai Lavori pubblici e alle Manutenzioni Massimo Ferrante alle interrogazioni del consigliere Alessio Bevilacqua (Lega) e della consigliera Paola Maccagno (Partito Democratico) aventi ad oggetto l’asilo nido Girasole di via Orfani a Marassi e la ricollocazione degli alunni anche delle scuole dell’infanzia Romagnosi.

«Il consigliere Piciocchi ha fatto alcune domande correttissime e altre pretestuose, perché conosce le risposte. Noi stiamo facendo questo lavoro in accordo con le imprese, che sono due e lei dovrebbe saperlo meglio di me. Questo lavoro lo stiamo facendo con loro, con i loro tecnici e insieme ai loro avvocati, con le nostre strutture tecniche. Ho incontrato costantemente i comitati e abbiamo detto fin dall’inizio che la certezza che quest’opera si potrà realizzare può darcela solo il ministero. Ci confronteremo con il territorio, perché quest’opera, a differenza di quella che pensavate voi, non serve a portare su i crocieristi, che se arrivano e la prendono saremo ben felici, ma serve proprio in funzione di quel parco che noi vogliamo realizzare, un parco verticale, aperto alla città, per lo sport e il tempo libero. In riferimento all'intervento "Collegamento funiviario tra la Stazione Marittima e Forte Begato in Genova", finanziato nell'ambito del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al PNRR all'interno del complessivo progetto recupero del Sistema dei Forti Genovesi, rispetto alle circostanze rilevanti per l'evoluzione dell'intervento sono state formulate le seguenti considerazioni: alla luce del mutato quadro geopolitico e macro-economico di recente attualità e considerata la previsione contrattuale che prevede alla valorizzazione di tutte le lavorazioni previste, in sede di progetto esecutivo, sulla base dei listini ufficiali vigenti al momento della sua redazione, l'entità del finanziamento disponibile, fissato in Euro 40.500.000, potrebbe non risultare più del tutto compatibile con le opere previste dal PFTE approvato; le criticità idrauliche del Rio Lagaccio hanno reso necessaria la redazione di un DOCFAP propedeutico a una serie di interventi puntuali, le cui cantierizzazioni - da considerarsi in taluni casi contestuali a quelle dell'impianto funiviario - sarebbero suscettibili di generare condizioni molto critiche sul quartiere del Lagaccio; il percorso partecipativo svolto nel 2025 per il progetto di rigenerazione del quartiere del Lagaccio, sviluppato dal Comune di Genova quale integrazione sinergica del sistema funiviario, ha registrato un diffuso dissenso della cittadinanza rispetto al sorvolo del quartiere da parte dell'impianto a fune; rispetto al mantenimento dell'iscrizione del sito Patrimonio Mondiale "Genova, le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli", l'UNESCO ha di recente manifestato potenziali profili di criticità e l'eventuale incompatibilità dell'impianto funiviario nella configurazione attualmente prevista, sollecitando valutazioni approfondite in merito ai valori storico-paesaggistici e agli impatti sul patrimonio, anche con riferimento a possibili modifiche dell'assetto progettuale dell'impianto; la linea della ferrovia a cremagliera Principe-Granarolo, storica e panoramica, per il collegamento tra le aree limitrofe alla stazione ferroviaria "Genova Piazza Principe" e il quartiere collinare di Granarolo, è attualmente oggetto di interventi di manutenzione e potenziamento, propedeutici a una successiva valorizzazione in termini trasportistici. A fronte dell'interesse della Civica Amministrazione per l'individuazione di alternative progettuali che possano rappresentare un'ottimizzazione dell'intervento con riferimento ai punti sopra richiamati – in particolare, evitando il sorvolo di aree abitate e traguardando un'ulteriore specifica attenzione agli impatti sui valori storico-paesaggistici richiamati dall'UNESCO – è stata prefigurata nell'ambito dell'attuale appalto un'ipotesi progettuale alternativa che, nel rispetto degli obiettivi posti a base della proposta progettuale oggetto del finanziamento, prevede di realizzare il collegamento tra le aree della Stazione Marittima e di Forte Begato mediante un sistema non più unico, bensì composto da più soluzioni/impianti, incardinato sull'esistente ferrovia a cremagliera Principe-Granarolo, che verrebbe in tale ipotesi valorizzata e rifunzionalizzata anche allo scopo. A valle, si prevede di intervenire sugli spazi pubblici, al fine di ottimizzare il percorso di collegamento tra la Stazione Marittima e la stazione di valle della cremagliera (attualmente in posizione leggermente sopraelevata rispetto a piazzale Fanti d'Italia). A monte, invece, dovrà essere realizzato l'impianto a fune come da finanziamento concesso, ma secondo un nuovo tracciato, tra la stazione di monte della cremagliera e Forte Begato (un tronco e due stazioni) - che oltre a ridurre fortemente l'impatto paesaggistico rispetto al progetto iniziale eviterebbe altresì il sorvolo della zona abitata del quartiere Lagaccio. La soluzione di cui sopra risulterebbe compatibile con la disponibilità economica del finanziamento. Inoltre, in base agli approfondimenti amministrativi e giuridici già in fase avanzata, la modifica in essere sarebbe compatibile con l'attuale contratto d'appalto, non intravedendo elementi ostativi al rispetto delle scadenze del Piano. Tale soluzione è stata sottoposta informalmente agli uffici della locale Soprintendenza per le valutazioni preliminari. È stata inoltre richiesta al Ministero della Cultura una valutazione preliminare rispetto all'ammissibilità di tale modifica progettuale rispetto al finanziamento di cui al Decreto citato in premessa - propedeutica allo sviluppo progettuale della stessa, alla formalizzazione dei titoli abilitativi e delle autorizzazioni di legge». Ha risposto così l’assessore ai Lavori pubblici e alle Manutenzioni Massimo Ferrante all’interrogazione del consigliere di Vince Genova Pietro Piciocchi che chiedeva: “Appreso dagli organi di informazione che, secondo gli obiettivi dell'amministrazione, i lavori per la mini-funivia tra Granarolo e forte Begato dovrebbero essere avviati all'inizio del prossimo anno, si chiede di conoscere quali siano i passaggi amministrativi che hanno reso possibile tale soluzione, considerato che la gara d'appalto aveva ad oggetto un progetto completamente diverso, e, soprattutto, quali siano i benefici trasportistici dell'opera e quale sia stata la condivisione del progetto con i municipi di riferimento e il territorio”.

«In merito alla richiesta di aggiornamenti sul Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, fornisco una sintesi dei principali elementi. Per quanto riguarda la direzione scientifica, a seguito del pensionamento della precedente conservatrice, sono in corso valutazioni per individuare una figura con adeguate competenze nell’arte contemporanea. Questa scelta si inserisce nel più ampio riassetto del sistema museale civico e potrà avvenire attraverso le procedure previste dalla normativa vigente. Sul fronte dei lavori, sono attualmente in corso interventi di adeguamento strutturale, con particolare attenzione all’accessibilità – grazie alla realizzazione di un nuovo ascensore con fondi PNRR – e alla sicurezza antincendio. La conclusione degli interventi principali è prevista indicativamente tra metà e fine giugno 2026. Seguiranno le verifiche tecniche e le procedure autorizzative necessarie, mentre sono già in corso le attività preparatorie alla riapertura. L’obiettivo è riaprire il Museo al pubblico nell’autunno 2026. In occasione della riapertura è prevista una mostra dedicata al tema “Genova e le trasformazioni urbane”, attualmente in fase di definizione, che sarà il principale evento inaugurale. Per quanto riguarda la gestione, Villa Croce continuerà a far parte del sistema museale civico e non sono previste, allo stato attuale, modifiche sostanziali al modello gestionale. Un punto centrale sarà la valorizzazione della biblioteca e della collezione permanente, che verrà integrata con mostre temporanee, con l’obiettivo di rafforzare la ricerca, la produzione artistica contemporanea e il dialogo con artisti emergenti, anche a livello internazionale. Le modalità operative saranno definite nel dettaglio con l’individuazione del nuovo curatore. Infine, si conferma la volontà dell’amministrazione di sviluppare collaborazioni a livello locale, nazionale e internazionale, anche proseguendo un percorso già avviato con risultati positivi in diverse iniziative culturali recenti che hanno coinvolto altre strutture appartenenti al polo museale civico». È la risposta dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari all’interrogazione della consigliera della Lista Silvia Salis Sindaca Laura Sicignano: “In merito alla riapertura del museo di Villa Croce si chiedono chiarimenti su tempi, modello gestionale, direzione, funzioni e collaborazioni future”.

«L’area dei Giardini Melis, di Villa Serra e gli spazi circostanti presentano tre tipologie di problematiche: la presenza di bivacchi saltuari di persone senza fissa dimora (un fenomeno che si accentua in orario notturno e nel periodo invernale); le intrusioni notturne nella Villa effettuate da parte di ragazzi, quasi tutti adolescenti, alla ricerca di spazi dove riunirsi, cosa che riescono a fare scavalcando un muretto molto basso presente nella parte ad est del parco; una gestione non efficiente degli accessi, per via della mancata regolamentazione nell’assegnazione delle chiavi ai vari soggetti concessionari che lasciano aperti i cancelli. L’azione della Polizia Locale, nella zona, è seria e capillare, coordinata dal commissario Maniscalco che ringrazio insieme a tutti gli agenti che operano nella zona. Da dicembre ad oggi, le zone in questione sono state oggetto di monitoraggio quotidiano da parte delle pattuglie di quartiere, senza contare le operazioni a largo raggio introdotte con il nuovo Piano della sicurezza urbana avviato nel mese di febbraio che prevede l’intervento, concertato e concordato, di diversi nuclei specialistici del Corpo della Polizia Locale, con l’impiego di circa 20/25 agenti chiamati ad effettuare verifiche di diversa natura, dall’ambito commerciale al degrado, passando per i fenomeni di microcriminalità. Facendo un riepilogo degli esiti di tali attività, ci sono stati 5 “articoli 688” del Codice Penale (ubriachezza manifesta), 10 sanzioni per violazione del regolamento di polizia urbana per attività di bivacco, 8 sanzioni per la violazione di norme in materia commerciale e, ancora, 8 sanzioni per violazioni dell’ordinanza anti-alcol. Sotto il profilo della gestione sociale, è stata attivata una collaborazione con i Servizi sociali del Comune e con i mediatori di strada per la presa in carico delle persone senza fissa dimora. Inoltre, per impedire le intrusioni notturne all’interno del parco di Villa Serra, abbiamo chiesto un intervento di manutenzione straordinaria con l’adeguamento della recinzione. Infine, cosa importantissima, è giunta alla fase finale la procedura per l’affidamento di Villa Serra alla Comunità di Sant’Egidio che, oltre alla gestione delle persone senza fissa dimora, svolgerà anche un’importante funzione di presidio. Tutto ciò ricordando, ancora una volta, il prezioso lavoro della Polizia Locale che inizia tutti i giorni alle 7.30 del mattino». Lo ha spiegato l’assessora alla Polizia Locale e alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi rispondendo all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Valeriano Vacalebre che interrogava a giunta “in merito alle segnalazioni di molti cittadini residenti nel quartiere di Cornigliano sulla mancanza di sicurezza percepita presso villa Serra e i giardini Melis”.

«Io, l’assessora Viscogliosi e il presidente Ivaldi abbiamo immediatamente preso in carico la questione perché si tratta di una vicenda annosa e che nasce da una azione di qualche anno fa, quando il Ser.d fu trasferito da corso De Stefanis all’attuale collocazione che, in principio, avrebbe dovuto essere temporanea perché non aveva le condizioni per mettere a lavoratori e utenti di lavorare in uno spazio adeguato. Noi siamo a favore dei Ser.d, che sono servizi essenziali e per questo è stato istituito un tavolo per l’organizzazione complessiva dei servizi. Ci siamo rimasti male, perché non abbiamo avuto una risposta formale da parte dell’assessore regionale Nicolò, ma una risposta in aula. Il presidente del Municipio e i cittadini sono pronti al confronto per individuare un percorso migliore, ma la situazione attualmente è avulsa da qualsiasi incontro istituzionale, incontri che noi abbiamo stimolato. Oggi è partita una richiesta al dott. Mazzoleni per continuare il confronto e avviare un’assemblea pubblica per capire quali siano le intenzioni reali. Il tema è stato oggetto anche di attenzione in prefettura, dove anche lì ha partecipato l’assessora Viscogliosi e le forze dell’ordine in cui sono state sottolineate le criticità dello spazio, vicino a una stazione ferroviaria e che è anche irrispettosa per gli utenti e lesiva della loro dignità, nonché delle condizioni di lavoro. Non c’è una risposta formale. ma molto sommaria. Noi abbiamo chiesto con urgenza di proseguire con il confronto pubblico e speriamo di ottenere risposta per poter andare avanti con trasparenza accogliendo le istanze di tutti». È la replica dell’assessora al Welfare Cristina Lodi all’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Martina Caputo che chiedeva: “Premesso che: con nota del 22.01.2026, il Comune, insieme al municipio III Bassa Val Bisagno, ha segnalato a Regione Liguria le gravi criticità della sede del Ser.d della Val Bisagno, collocazione che nasceva come temporanea; l'assessore alla Sanità di Regione Liguria, rispondendo ad un'interrogazione, ha escluso il trasferimento, prevedendo un ampliamento dell’attuale struttura; si interrogano il sindaco e la giunta per sapere: se il Comune confermi la necessità di trasferire il Ser.d in altra sede idonea; quali iniziative intenda assumere verso la regione, se ritenga sufficiente l’ampliamento preso”.

«Per quanto riguarda i giardini Melis e Villa Serra, rimando a quanto ho già risposto al consigliere Vacalebre. Per quanto concerne invece piazza Baracca, al distretto competente della Polizia Locale non risultano denunce a partire dal 1° gennaio 2026 per furti e rapine: significa che l’allarme sociale dichiarato dal consigliere Gambino non corrisponde agli atti giudiziari. Noi continueremo a basarci sui numeri e sugli elementi tangibili e verificabili, e, da parte nostra, il presidio è massimo. In questo senso, i controlli pressoché quotidiani condotti fino ad oggi hanno portato a 74 sanzioni complessive di cui 43 per violazioni del Regolamento di polizia urbana e 13 per ubriachezza manifesta: il Comune e lo Stato lavorano assieme per sanzionare ogni forma di comportamenti irregolari. Sul tema del degrado, abbiamo convocato di recente una commissione consiliare in cui è stato spiegato come, rispetto al periodo precedente, le sanzioni per abbandono rifiuti siano aumentate del 174%, a testimonianza dell’attenzione altissima che l’Amministrazione dà a questo tema, e il Municipio Medio Ponente è quello che ha fatto registrare il maggior numero di interventi da parte della Polizia Locale, con 33 sanzioni e 4 denunce penali tra Sestri Ponente e Cornigliano. Per quanto riguarda invece la problematica del sottopasso del Mercato del Ferro, parliamo di una situazione particolarmente complessa alla luce dell’incrocio tra competenze riconducibili a soggetti diversi: privati, Comune di Genova, Ferrovie dello Stato. La partita resta ancora aperta e, in attesa di trovare una soluzione definitiva, proseguiranno i sopralluoghi congiunti Polizia Locale-Servizi sociali del Comune. Più in generale, da parte nostra ci sarà sempre tolleranza zero su alcol e abbandono rifiuti; al contempo, andremo avanti nel supporto alle fragilità e alle video e foto-registrazioni per accertare le varie condotte illecite». È la risposta dell’assessora alla Polizia locale e alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi all’interrogazione del consigliere del gruppo misto Sergio Gambino che interrogava la giunta per “conoscere le misure che la Civica Amministrazione intende adottare per risolvere o quantomeno arginare i dilaganti fenomeni di criminalità predatoria ai danni sia di attività commerciali e cantieri che nei confronti di cittadini tenendo conto che tali episodi - vista la frequenza con la quale vengo posti in essere - non possono più venire considerati sporadici e occasionali, ma denotano una totale perdita di presidio del territorio e un deterioramento urbano della sicurezza nel ponente cittadino, soprattutto nei quartieri di Sestri Ponente e di Cornigliano con particolare riferimento a piazza Baracca e ai giardini Melis”.

«Come noto la nuova diga foranea nel Porto di Genova è un’opera pubblica soggetta al coordinamento della Struttura commissariale per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera, rispetto alla quale le stazioni appaltanti sono, per la fase A, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e, per la fase B, la Regione Liguria. Il Comune non risulta pertanto direttamente coinvolto nel complesso cantiere di costruzione della nuova diga, pur guardando con grande attenzione all’iter di realizzazione di un’infrastruttura rilevantissima per la competitività del porto di Genova con la quale sarà possibile, per le grandi navi portacontainer, l’accosto in tutto il bacino di Sampierdarena. Ad oggi, con riferimento alla fase A dei lavori di costruzione della diga, risultano affondati 18 cassoni sui 103 previsti. Quanto alle preoccupazioni sollevate dal consigliere Mesmaeker, abbiamo appreso da organi di stampa le notizie circa le mancate risultanze dei campi prova, problemi con il monitoraggio sismico e la presenza sui fondali di cavi sottomarini, secondo le prescrizioni avanzate dal CNR, poi trasformate in raccomandazioni dalla sottocommissione per la valutazione dell’impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente. Alla luce di ciò il Comune, pur non avendo come detto all’inizio competenze dirette sul cantiere in oggetto, proverà a chiedere delucidazioni su questi temi alla competente Struttura commissariale, per avere rassicurazioni sia sull’avanzamento dei lavori, sia in relazione agli esiti dei campi prova, delle condizioni dei fondali e dell’eventuale rischio sismico in base a quanto evidenziato dalle raccomandazioni delCNR. L’interesse dell’Amministrazione comunale è che il cantiere proceda non solo nel modo più celere possibile, ma che i lavori avvengano in sicurezza e trasparenza, nel rispetto dei dubbi avanzati dagli enti e dalle agenzie rispetto a qualche problema progettuale esistente». Lo ha detto il vicesindaco Alessandro Terrile nel rispondere all’interrogazione del consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Mesmaeker il quale chiedeva chiarimenti alla Giunta “circa i lavori riguardanti la nuova diga: rilevato che il ministero dell’ambiente sembra non abbia tenuto conto delle segnalazioni del CNR che ritiene l’area interessata dalla costruzione della nuova diga a potenziale rischio sismico si chiedono quali azioni la civica amministrazione intenda adottare”.

Ultimo aggiornamento: 21/04/2026