Consiglio comunale del 24 febbraio

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Articolo del
24/02/2026
consiglio comunale

In aula la discussione sul Disegno Legge sul consenso. Approvata la mozione sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale per il contrasto alle discariche abusive

Manuela D'Angelo

Dopo la discussione degli articoli 54, interrogazioni a risposta immediata, alle 15 è iniziato il Consiglio comunale con 31 presenti.

 

Prima dell’avvio dei lavori la consigliera della Lega Paola Bordilli ha chiesto una sospensione del Consiglio comunale per permettere una riunione della conferenza capigruppo e poter incontrare i rappresentanti dei lavoratori del settore scolastico. La proposta è stata messa ai voti e respinta dalla maggioranza.

 

La vice presidente del Consiglio comunale Francesca Ghio ha chiesto all’aula un minuto di silenzio per ricordare i 4 anni trascorsi dall’inizio del conflitto in Ucraina.

 

La Conferenza dei capigruppo ha stabilito la trattazione di due Ordini del giorno straordinari.

 

Il primo ad oggetto “Disegno di legge consenso” è stato presentato da tutti i gruppi di maggioranza e impegna sindaca e Giunta a “farsi interprete della volontà del Consiglio Comunale e ad attivarsi presso il Senato della Repubblica, il Governo e i competenti organi parlamentari affinché venga ritirato dall’iter di approvazione il disegno di legge A.S. 1715 nella formulazione adottata come testo base; sollecitare il pieno recepimento del modello del consenso già approvato all’unanimità dalla Camera dei Deputati (AC 1693), in coerenza con la Convenzione di Istanbul e con le richieste delle associazioni femministe e antiviolenza; attivarsi affinché il Governo recepisca integralmente gli standard della Convenzione di Istanbul e le raccomandazioni della CEDU, abbandonando ogni posizione tendente a indebolire o diluire la definizione del consenso; continuare a sostenere ogni iniziativa istituzionale volta a garantire una normativa chiara, efficace e rispettosa dei diritti e dell’autodeterminazione di tutte le soggettività oppresse, in particolare delle donne, e una cultura della libertà e dell’autonomia delle donne, promuovendo progetti educativi nelle scuole e negli enti locali fondati proprio sulla centralità del consenso e del rispetto.

A nome della Giunta l’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone ha espresso parere positivo all’ordine del giorno che è stata posta in votazione e approvata con 23 voti favorevoli della maggioranza e 9 contrari dell’opposizione.

 

Il secondo Odg straordinario ad oggetto “Disegno di legge AS 1715” è stato presentato dal Gruppo della Lega e impegna sindaca e Giunta “pur nella estraneità della materia rispetto le specifiche competenze di Codesto Ente, a farsi interprete della volontà politica del Consiglio Comunale esprimendosi favorevolmente sul testo così come nell'impianto e struttura proposti dalla relatrice, nel rispetto dell'iter parlamentare ancora in corso; ad esprimere la più ferma condanna nei confronti di ogni tipo di violenza di genere e promuovere, in ogni sede di propria competenza tra cui anche i Municipi, la cultura del rispetto della donna e della sua libertà”.

A nome della Giunta l’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone ha espresso parere negativo all’Ordine del giorno che è stato posto in votazione e respinto con 24 voti contrari della maggioranza e 11 favorevoli della opposizione.

 

Si è poi proceduto a discutere l’Ordine del giorno ordinario che prevede 4 mozioni.

La prima ad oggetto “Utilizzo della videosorveglianza e dell'intelligenza artificiale per il contrasto alle discariche abusive di rifiuti ingombranti e agli errati conferimenti” è stata presentata dal gruppo del Partito Democratico e Avs e impegna sindaca e Giunta a “Consentire nell'ambito delle competenze comunali e nel rispetto della normativa vigente in materia di privacy, che il personale abilitato (Polizia Locale e, ove possibile, personale AMIU opportunamente formato) possa controllare regolarmente le immagini della rete di videosorveglianza al fine di sanzionare gli errati conferimenti e l'abbandono dei rifiuti ingombranti; promuovere la realizzazione di progetti pilota che, mediante l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale, permettano di riconoscere automaticamente i comportamenti illeciti e generare segnalazioni o sanzioni in modo tempestivo, in collaborazione con gli enti competenti; valutare l'adozione di azioni automatiche di contrasto e deterrenza nei siti oggetto di verifica, come sistemi di segnalazione visiva o acustica, messaggi informativi e strumenti di notifica immediata alle autorità preposte; monitorare costantemente l'efficacia delle misure adottate, raccogliendo datí sull'andamento del fenomeno e sull'impatto delle nuove tecnologie, al fine di estendere progressivamente il sistema alle aree più critiche del territorio comunale.

Su questo atto sono stati presentati tre ordini del giorno della minoranza, tutti con parere contrario della Giunta (che quindi sono stati respinti) e due emendamenti della Lega, che sono stati invece entrambi accolti dai proponenti della mozione.

A nome della Giunta l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu ha espresso parere positivo alla mozione così come emendata. L’atto è stato posto in votazione e approvato all’unanimità.

 

È stata poi discussa la mozione ad oggetto “Contrasto alla diffusione ed all'uso della sigaretta elettronica (puff) tra i giovanissimi” presentata dal gruppo Noi Moderati. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “Farsi parte attiva, anche tramite l’Osservatorio Ambiente e Salute del Comune di Genova e gli uffici della Regione Liguria, presso il Governo e i Ministeri competenti – nonché il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza – affinché sia valutato un ulteriore inasprimento delle misure di contrasto all’uso e alla diffusione delle sigarette elettroniche tra i minori, sostenendo anche le iniziative europee contro gli aromi attrattivi; promuovere campagne, progetti strutturati ed attività di prevenzione e promozione della salute attraverso il sostegno non solo economico ma anche strutturale attraverso la stipula di convenzioni con le diverse realtà territoriali (Procura della Repubblica dei Minori, Associazione Pediatri extra-ospedalieri Liguri, terzo settore, Università di Comune di Genova; sviluppare una vera “cultura della salute” attraverso questa “visione di prevenzione globale” senza separare i diversi argomenti con iniziative rivolte certamente agli studenti, alle famiglie e agli insegnanti ma in realtà a tutta la popolazione, affinché si comprendano i rischi reali associati all’utilizzo dei nuovi prodotti con o senza nicotina in un contesto di un corretto stile di vita globale”.

La consigliera del Pd Serena Finocchio ha presentato 6 emendamenti al testo della mozione. Di questi 5 sono stati accolti dal proponente della mozione Vincenzo Falcone (Noi Moderati). A nome della Giunta l’assessora al Welfare Cristina Lodi ha dato parere favorevole alla mozione. L’atto, così come emendato, è stato posto in votazione e approvato all’unanimità.

 

La mozione ad oggetto “Richiesta di impegno sul tema dell'escalation della guerra e dello sfruttamento delle risorse nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo”, presentata dal Gruppo del Partito Democratico e firmata da tutti i gruppi di maggioranza, impegna sindaca e Giunta a “trasmettere il presente ordine del giorno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, chiedendo che venga mantenuta alta l'attenzione istituzionale sulla situazione nella Repubblica Democratica del Congo e sulla protezione della popolazione civile; A sollecitare il Governo italiano, nelle sedi nazionali ed internazionali, a sostenere concretamente iniziative diplomatiche e multilaterali finalizzate: alla de-escalation del conflitto, alla tutela dei civili, al rispetto del diritto internazionale, al contrasto dello sfruttamento illegale delle risorse naturali; A promuovere nel territorio del Comune di Genova iniziative di sensibilizzazione e informazione rivolte alla cittadinanza, alle scuole e alle comunità, sul legame tra conflitti armati, sfruttamento delle risorse e filiere globali (tecnologie, elettronica, batterie), in collaborazione con associazioni, enti del terzo settore, realtà impegnate per la giustizia sociale e i diritti umani; valutare, in raccordo con le realtà sanitarie e con le farmacie comunali, la possibilità di sostenere (nei limiti delle competenze comunali) iniziative di solidarietà e cooperazione umanitaria, come raccolte mirate di farmaci o beni essenziali, attraverso canali affidabili e riconosciuti. A ricordare e valorizzare, anche attraverso iniziative di sensibilizzazione e approfondimento pubblico, la figura dell'Ambasciatore d'Italia Luca Attanasio, quale esempio di diplomazia al servizio della pace, della cooperazione e della tutela dei diritti umani.

Sulla mozione è stato presentato un emendamento da parte del gruppo Lega, che non è stato accolto dal proponente SiMohamed Kaabour (Pd).

A nome della Giunta l’assessora Cristina Lodi ha espresso parere positivo alla mozione. L’atto è stato posto in votazione e approvato con 24 voti favorevoli. Fratelli d’Italia, Noi Moderati, la consigliera Orlando di Vince Genova e Lega si sono astenuti.

 

Infine, è stata discussa la mozione ad oggetto “Realizzazione e intitolazione di un "Parco Repubblica dell'Ecuador" a Genova” presentata dal consigliere di Forza Italia Mario Mascia. Con questo atto si impegnano sindaca e Giunta “affinché venga quanto prima avviata una collaborazione con il Consolato Generale dell’Ecuador a Genova in merito all’approfondimento di ogni aspetto di tale progetto, alla localizzazione, realizzazione e intitolazione di un “Parco Repubblica dell’Ecuador” a Genova”.

Sulla mozione è stato presentato un emendamento del consigliere del Pd Kaabour che è stato accettato dal proponente Mascia (FI).

A nome della Giunta l’assessora ai Servizi Civici Emilio Robotti ha espresso parere positivo alla mozione così come emendata. L’atto è stato posto in votazione e approvato all’unanimità.

 

Il Consiglio si è chiuso alle 19,42

ARTICOLI 54 INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

«La proposta tariffaria attuale è stata ideata per incentivare l’utilizzo di trasporto pubblico in una fascia che escludesse l’orario di punta, senza impattare sullo spostamento di studenti e lavoratori. Questa scelta è stata anche dettata dalla necessità di ottenere una più efficace distribuzione dei passeggeri nell’arco della giornata. L’abbonamento over 70 a 120 euro, senza vincolo Isee, è sicuramente conveniente e sta avendo successo: inoltre, c’è la possibilità di utilizzare anche altri tipi di abbonamento, o i biglietti, se si vuole scegliere un’altra fascia di orario, prima delle 9.30. Quindi noi consideriamo valida questa tipologia di abbonamento, ma certamente tutto è migliorabile e abbiamo già pensato, a seguito dell’incontro con i sindacati dei pensionati, di estendere l’orario dell’abbonamento per gli over 70 dalle 7.30 ma nel periodo estivo, quando le scuole sono chiuse». È la replica dell’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti all’interrogazione della consigliera di Vince Genova Rosanna Stuppia che chiedeva: “Considerato che AMT consente ai cittadini con età pari o superiore ai 70 anni residenti nella Città Metropolitana di Genova di utilizzare il trasporto pubblico a tariffa agevolata o gratuito in base all’ISEE, ma che tali titoli allo stato attuale sono utilizzabili soltanto a partire dalle ore 9.30 del mattino. Considerato che numerosi cittadini ultrasettantenni hanno lamentato come questa restrizione limiti fortemente la loro autonomia, impedendo loro l’accesso ai servizi sanitari, ai mercati, alle attività sociali e alle incombenze quotidiane che spesso richiedono spostamenti in orari antecedenti alle 9.30, chiedo se l’Amministrazione abbia valutato la possibilità di eliminare il limite orario delle 9.30 con benefici diretti sulla qualità di vita, sulla salute e sull’ autonomia delle popolazioni più anziane e fragili del nostro territorio”.

«Il progetto delle eco isole interrate è stato avviato nel 2023, con fondi PNRR per circa 1 milione di euro, e riguarda zone cittadine di pregio, come piazza Rossetti, o molto popolate. Sono previste due isole in piazza Rossetti, una in piazza Paolo da Novi, una ad Albaro, una a Rivarolo e una a Pontedecimo. Lo spostamento di queste eco isole in luoghi non inizialmente previsti è dovuto alla presenza di sottoservizi. Nel caso di piazza Rossetti, l’iniziale posizionamento sui lati corti della piazza non aveva tenuto conto delle sotto reti e, pertanto, si è reso necessario uno spostamento delle eco isole. Si tratta di interventi complessi, che devono essere assistiti dalla Sovrintendenza. L’attuale soluzione per le eco isole interrate, sugli angoli della piazza, è stata adottata insieme al Municipio: non ci sono incompatibilità con le attività della piazza, e non viene ridotto il pregio del contesto». Ha risposto così l’assessora al Ciclo dei rifiuti Silvia Pericu all’interrogazione della consigliera della lista Silvia Salis sindaca Laura Sicignano che chiedeva “informazioni su piazza Rossetti e sulle strutture interrate destinate alla raccolta dei rifiuti solidi urbani”.

«La nostra città è stata interessata da due eventi simili, uno in via Napoli, l’altro in via Caffaro e in entrambi i casi si è trattato del crollo di muri, di epoche diverse, ma che ci dicono una cosa sola, ovvero che il problema nasce dalla mancanza di manutenzioni. L’Amministrazione comunale non si può sostituire nelle manutenzioni che competono ai privati, come in questi casi, ma deve trovare gli strumenti per aiutare i privati a farlo, ad esempio con finanziamenti nazionali a cui accedere. La scuola, a cui fa riferimento una delle interrogazioni, non ha pregiudizio statico e noi non abbiamo previsto nessuna chiusura. La scuola è chiusa per volere della dirigenza scolastica, una libera iniziativa che rispettiamo. L’ingegnere incaricato dal condominio di via Napoli ha comunicato che mercoledì 25 inizieranno le installazioni dei sensori sul palazzo. I dati saranno disponibili non prima di 10 giorni. Infine, per poter far rientrare i condomini nell’edificio è necessario che i tecnici privati dimostrino con una relazione tecnica certificata che non c’è più pericolo». Sono le parole dell’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante alle interrogazioni del consigliere Vincenzo Falcone di Orgoglio Genova, su delega della consigliera Ilaria Cavo, e del consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Mesmaeker che chiedevano rispettivamente: “Premesso che nella notte tra il 18 e il 19 febbraio si è verificato il crollo di un muraglione di contenimento in via Napoli, con conseguente evacuazione dei residenti, e che successivamente si sono registrati ulteriori cedimenti nella stessa area, di riferire con urgenza in merito alle cause del crollo, sull’effettiva intera natura privata della proprietà e se siano state già accertate le responsabilità manutentive del manufatto, nonché in merito alle misure finora adottate e con riguardo particolare ai prossimi provvedimenti che il comune intende adottare per la messa in sicurezza strutturale dell’area, la tutela e l’assistenza dei cittadini coinvolti e la prevenzione di ulteriori episodi analoghi sul quartiere interessato. considerato inoltre che, a seguito degli eventi, presso la scuola “Mario Mazza” sono state sospese le lezioni, si chiede di conoscere i tempi previsti per la verifica dell’agibilità dell’edificio scolastico e dell’area circostante, garantendo prioritariamente la massima tutela della sicurezza di studenti, personale e cittadini”; “In merito alla frana verificatasi nella serata del 18 febbraio e la conseguente evacuazione dei residenti del civico 72 di via Napoli, si interroga la giunta per sapere quali siano gli interventi che l’Amministrazione può effettuare per limitare le criticità di cui sopra”.

Come prima cosa, per quanto riguarda lo Skymetro, un progetto al quale si è lavorato per anni, voglio sottolineare che non abbiamo abbandonato tale progetto per capriccio, ma perché incantierabile al di là di ogni valutazione di tipo tecnico-scientifico e di opportunità rispetto alle reali esigenze trasportistiche della Valbisagno. La determina a cui si fa riferimento, finalizzata all’assegnazione al Politecnico di Milano di uno studio sulla mobilità nella valle, stabiliva effettivamente il 30 gennaio come data di scadenza per la presentazione dello studio. Ciò non toglie, tuttavia, che tale deadline non possa essere superata, proprio per riuscire a trovare una soluzione complessiva per la mobilità in Valbisagno. Ad oggi ci sono stati numerosi accessi da parte del professor Coppola e della sua équipe, i quali hanno fatto rilievi per aggiornare i dati che erano disponibili e alla base del progetto dello Skymetro. Tali dati, infatti, risalivano a molto tempo prima e per questa ragione non erano affidabili, e a questi bisogna aggiungere i nuovi dati provenienti dal progetto Movyon di intelligent urban mobility. Ad alcuni degli accessi a cui facevo riferimento poco fa ho partecipato anch’io, così come gli uffici del mio assessorato e i tecnici di AMT. Da quanto mi è stato riportato, c’era la necessità da parte del Politecnico di procurarsi nuovi dati per la costruzione di un modello affidabile sul quale basare il lavoro che è stato commissionato dall’Amministrazione. Detto questo, ci è stato chiesto dal professor Coppola e dalla sua équipe ancora un po’ di tempo: entro marzo dovremmo avere il risultato di questo importante lavoro che si potrà poi affrontare e discutere in maniera partecipata e condivisa. Voglio precisare, infine, che l’incarico affidato al Politecnico di Milano è stato a tutto campo, nel senso che non abbiamo volutamente dato indicazioni rispetto a progetti precedenti come lo Skymetro, né fatto riferimento ad altre possibili soluzioni. Come in tutti gli altri casi, l’Amministrazione ha inteso avvalersi di un approccio tecnico-scientifico competente e ad ampio raggio per trovare soluzioni a 360°» Lo ha precisato l’assessore alla Mobilità sostenibile ed al Trasporto pubblico Emilio Robotti rispetto all’interrogazione del consigliere della Lega Alessio Bevilacqua che chiedeva alla giunta un “aggiornamento sullo studio effettuato dal Politecnico di Milano rispetto alla mobilità in Valbisagno” e “quale progetto ha intenzione di proporre l'Amministrazione al ministero, avendo rinunciato a realizzare lo Skymetro”.

«Abbiamo avuto notizia dell’imminente firma a Singapore tra Autorità di Sistema Portuale e PSA, alla quale partecipa anche il viceministro Rixi, per ingenti investimenti (1 miliardo di euro) per i terminal di PSA. L’investimento sarà interamente realizzato dal concessionario. Non ci saranno espansione dei terminal, non ci saranno altri riempimenti, cosa che Autorità di Sistema Portuale non ci ha peraltro comunicato: quindi la presunta espansione dei terminal di Pra’ non potrà che avvenire con il miglior utilizzo delle aree a disposizione del terminalista. Escludiamo, quindi, nuovi riempimenti nell’area portuale di Pra’ ma, dato che l’argomento è delicato, chiediamo una commissione consiliare con la presenza dell’Autorità Portuale, del Municipio e dei soggetti interessati». È la risposta del vicesindaco e assessore ai rapporti tra Porto e città Alessandro Terrile alle interrogazioni dei consiglieri del Partito Democratico Claudio Chiarotti e della lista Silvia Salis sindaca Filippo Bruzzone che chiedevano rispettivamente: “Di sapere se la Civica Amministrazione sia stata preventivamente coinvolta o informata rispetto alle ipotesi di espansione della piattaforma portuale di Pra’ e se sia a conoscenza dell’accordo cui si fa riferimento, nonché dei suoi eventuali contenuti e ricadute sul territorio cittadino, considerato che il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha recentemente rilasciato un’intervista nella quale prospetta una possibile espansione della piattaforma portuale del bacino di Pra’e avendo appreso, inoltre, dagli organi di stampa di una missione a singapore del medesimo presidente, del viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi e di rappresentanti locali di PSA, finalizzata, secondo quanto riportato, alla definizione di un accordo tra le parti, di cui tuttavia non sono noti contenuti e termini”; “Se la Civica Amministrazione sia a conoscenza dell’ipotesi di ampliamento della piattaforma portuale di Pra’, tra operatori economici, Autorità di Sistema Portuale e il viceministro Rixi: ipotesi a cui il territorio si è da sempre opposto”.

«La scelta di questa amministrazione per arrivare alla riqualificazione dello stadio di Genova è ben diversa da quella di chi ci ha preceduto: la precedente amministrazione aveva imboccato la strada della vendita ai privati, noi abbiamo detto fin da subito che lo stadio sarebbe dovuto rimanere di proprietà pubblica, del Comune e dei genovesi». Lo ha detto la sindaca di Genova, Silvia Salis, rispondendo in consiglio comunale agli articoli 54 presentati dalla minoranza sullo stato di avanzamento del progetto per la ristrutturazione dello stadio Luigi Ferraris, sulla base della proposta presentata dalla società Genova Stadium costituita da Genoa e Sampdoria. «Dopo alcuni mesi di interlocuzioni con le società e richieste di integrazioni da parte dell’amministrazione - ha proseguito Salis - lo scorso 12 febbraio si è conclusa la conferenza dei servizi preliminare che ha riconosciuto “l’interesse pubblico” al progetto di riqualificazione dello stadio e dell’adiacente Villa Piantelli “in coerenza con gli obiettivi di rigenerazione urbana, miglioramento funzionale e valorizzazione dell’infrastruttura sportiva e delle aree limitrofe” di proprietà pubblica. L’iter per la dichiarazione del pubblico interesse verrà definitivamente ratificato dopodomani, giovedì 26 febbraio, con l’approvazione da parte della giunta. Di conseguenza sarà terminata la fase preliminare prevista dalla cosiddetta “legge stadi”». Salis ha poi precisato che «il riconoscimento del pubblico interesse non equivale all’approvazione del progetto definitivo, bensì alla presa d’atto che l’intervento proposto dalle squadre risponde agli obiettivi strategici della città sotto il profilo urbanistico, economico, sportivo e infrastrutturale, nel rispetto delle condizioni e delle prescrizioni emerse nel confronto tecnico. Il percorso proseguirà poi con la presentazione da parte delle società del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, necessario per l’ottenimento dei titoli abilitativi e che dovrà essere conforme a tutte le osservazioni fatte in sede di conferenza dei servizi preliminare. La normativa nazionale non prevede tempistiche per la consegna del PFTE. Tuttavia, il Comune ha promosso la candidatura della città a sede degli Europei di calcio 2032, una sfida ambiziosa che richiede infrastrutture adeguate agli standard internazionali. Per questo, Genoa e Sampdoria si sono impegnate a rispettare un cronoprogramma condiviso che consenta di rispettare i tempi per la candidatura e che prevede la presentazione della proposta definitiva entro metà marzo. A quel punto, si aprirà la conferenza dei servizi decisoria, che avrà 60 giorni di tempo per svolgere le proprie valutazioni. In caso di esito positivo, il progetto approvato sarà posto a base di gara pubblica, con eventuale diritto di prelazione per il proponente. Successivamente si procederà con l’aggiudicazione definitiva. Si tratta di un procedimento del tutto simile a quello del project financing, con tempistiche rese più brevi dalla “legge stadi”. Per la candidatura agli Europei, la Uefa prevede l’approvazione del PFTE entro luglio 2026». La sindaca Salis ha poi garantito che «tutto il percorso è e resterà improntato alla massima trasparenza amministrativa. L’obiettivo non è soltanto avere un impianto moderno, ma un’infrastruttura sicura, sostenibile e integrata nel tessuto urbano. Uno stadio che non viva solo di calcio e che non viva solo al sabato e alla domenica, ma un impianto con servizi per tutta la cittadinanza e che possa aprirsi anche ad altre attività di richiamo per il tempo libero di tutti i genovesi e non solo. Il Ferraris è parte della nostra storia, ma deve essere anche parte del nostro futuro. L’attuale percorso prevede una concessione di 99 anni, con canone gratuito per i primi cinquant’anni per un mancato introito diretto da parte del Comune attualmente stimato dagli uffici in circa sei milioni. A fronte di questo, le società dovranno garantire la disponibilità dell’impianto per una serie di appuntamenti di interesse pubblico al momento non inferiore ai 20 giorni all’anno. Per i successivi 49 anni è previsto un canone a carico delle società stimabile in 1,1 milioni all’anno. L’investimento privato complessivo ammonterà a circa 100 milioni, mentre al momento sono previsti dal progetto altri 19 milioni di risorse pubbliche che non saranno a carico del Comune, ma verranno ricercati dalle società attraverso altre fonti di finanziamento». La sindaca Salis ha poi sottolineato le differenze tra la proposta arrivata dalle squadre e quella di vendita a privati su cui si stava ragionando nel precedente ciclo amministrativo: «L’ultima proposta giunta da Cds il 31 marzo 2025 proponeva un acquisto dell’impianto per 14,5 milioni, inferiori a una stima del valore dello stadio fatta nel 2018 e pari a 18,5 milioni. Inoltre, venivano poste alcune gravose condizioni preliminari alla vendita come l'obbligo per il Comune di cedere l'immobile conforme alle recenti norme antisismiche e altri interventi di messa in sicurezza stimati dagli uffici in circa 17 milioni: insomma, il Comune avrebbe speso 2,5 milioni in più rispetto a quanto incassato. Inoltre, il Comune avrebbe avuto a disposizione lo stadio solo per 8 giorni l'anno e sarebbero stati a carico dell’ente altri rischi e costi come il reperimento dei parcheggi pertinenziali per le funzioni private, la realizzazione di una fermata Skymetro dedicata, l’ampliamento di parcheggi esistenti e alcune servitù su parcheggi pubblici esistenti. Ancora una volta il Comune avrebbe dovuto investire ingenti risorse pubbliche a beneficio di un privato che avrebbe potuto godere a pieno dei benefici del nuovo stadio che sarebbe stato definitivamente di sua proprietà. Qualcosa che ricorda molto da vicino un’altra operazione fatta nel precedente ciclo amministrativo, proprio con la stessa azienda».

Ultimo aggiornamento: 24/02/2026