Consiglio comunale del 27 gennaio

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Articolo del
27/01/2026
sala rossa

Il Comune esporrà lo striscione "Verità per Giulio Regeni". Durante la discussione su Gaza la maggioranza lascia l'aula per offesa al consigliere Kaabour

Manuela D'Angelo

Dopo la discussione degli articoli 54, interrogazioni a risposta immediata, alle 15 si è aperta la seduta del Consiglio comunale con 33 presenti.

 

Prima di iniziare la seduta, il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa ha voluto ricordare la Giornata della Memoria con un minuto di silenzio.

 

In conferenza Capigruppo è stata decisa la discussione di un articolo 55 e di due ordini del giorno straordinari.

 

L’articolo 55 ad oggetto “Verità per Giulio Regeni” è stato presentato dalla lista Salis Sindaca e sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza. Con questo atto si chiede all’aula di prendere posizione su “la tortura e l'uccisione del ricercatore italiano Giulio Regeni, che ha rappresentato una delle ferite più̀ gravi non solo per l'Italia e l'Unione Europea, ma per tutta la ricerca internazionale; sul percorso, giuridico e istituzionale, attestante la ricerca della verità per quanto accaduto per mano del regime egiziano, che lungi dall'essersi concluso positivamente e sul ruolo della città di Genova che ha da sempre dimostrato la propria vicinanza anche con atti simbolici, quali ad esempio l'inaugurazione in data 26/01/2022 della “panchina gialla” alla presenza delle istituzioni e dei cittadini, recante la dedica “al suo sguardo aperto sul mondo”.

 

È stato poi discusso l’ordine del giorno straordinario ad oggetto “Emergenza servizi educativi comunali e scuole dell’infanzia – chiusure, stop alle iscrizioni ed esternalizzazioni”, presentato da Vince Genova e sottoscritto da tutti i gruppi di opposizione. Con questo atto il Consiglio comunale impegna sindaca e Giunta a “disporre l’immediata informativa dell’assessore competente in Commissione consiliare, alla presenza delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze dei genitori, sulla gravità della situazione in atto, al fine di ripristinare un adeguato metodo di governo fondato sulla condivisione; prevedere, per le stesse ragioni, il coinvolgimento preventivo di Consiglio comunale a cui riferire in modo puntuale e documentato sulle ragioni delle chiusure, degli stop alle iscrizioni e delle esternalizzazioni, illustrando come l’amministrazione intenda ovviare all’emergenza di personale e di offerta educativa, garantendo continuità, qualità del servizio e tutela dei diritti di bambini, famiglie e lavoratori; e alternative valutate e le responsabilità organizzative e politiche; impegnarsi formalmente a non ridurre ulteriormente i servizi educativi e scolastici comunali, né in termini quantitativi né qualitativi, con la sospensione e revisione delle decisioni di chiusura o esaurimento delle iscrizioni; impegnarsi formalmente affinché eventuali esternalizzazioni non compromettano la completezza della programmazione didattica”.

A nome della Giunta l’assessora Rita Bruzzone ha espresso parere negativo all’ordine del giorno. L’atto è stato posto in votazione e respinto con 23 voti contrari della maggioranza e 12 favorevoli dell’opposizione.

 

Il secondo odg straordinario ad oggetto “Istanza urgente per lo sblocco degli aiuti umanitari, destinati alla popolazione civile della Striscia di Gaza”, è stato presentato dal gruppo di AVS e sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza. Con questo atto si chiede a sindaca e Giunta di farsi parte attiva affinché il governo italiano “eserciti ogni pressione diplomatica necessaria, in sede bilaterale e multilaterale (UE, ONU, G7), per garantire l'apertura immediata e costante dei corridoi umanitari, in particolare quello giordano, al fine di far entrare gli aiuti umanitari di Music For Peace e tutte le organizzazioni che si adoperano per soccorrere la popolazione gazawa, in modo che i suddetti aiuti arrivino al più presto alla destinazione finale, la Chiesa di Gaza, la Holy Family Church, che gestisce i carichi umanitari; promuova un coordinamento logistico con le autorità egiziane, giordane e israeliane per snellire le procedure di ispezione e autorizzazione che attualmente impediscono l'afflusso degli aiuti; monitori attivamente, tramite la rete diplomatica, lo stato dei beni inviati dalla cooperazione italiana affinché non vadano distrutti o inutilizzati”.

 

Durante la discussione, a seguito di un intervento considerato offensivo da parte del consigliere di Forza Italia Mario Mascia nei confronti del consigliere Pd Simon Kaabour, la maggioranza ha abbandonato l’aula. Venuto a mancare il numero legale il presidente del Consiglio Claudio Villa ha dichiarato chiusa la seduta.

 

Il Consiglio si è chiuso alle 17,48

ARTICOLI 54 INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

«Per l'ennesima volta risponderemo sul bonus Caruggi, nonostante ci sia una risposta scritta del 23 dicembre scorso. Concordo sul fatto che ci sia molta confusione rispetto a questa misura, che è data dall'impostazione iniziale e che non prevede la cosa più importante: avere a disposizione le risorse necessarie. Ad oggi abbiamo 127 attività ammesse al contributo, di cui 28 risultano già cessate perché uno dei risultati del bonus Caruggi, purtroppo, è stato che circa il 70% delle attività, una volta concluso il ciclo, non riesce a sopravvivere. Questo perché questa misura è stata progettata con una finalità positiva, ma non ben delineata, ovvero senza una valutazione ex ante, senza un monitoraggio, senza un accompagnamento. Ma la cosa più importante che manca in questa misura così importante è lo stanziamento delle risorse. Ovvero, sono state fatte promesse sulla base di un futuro non garantito, perché le risorse non sono state stanziate. Consiglio di richiedere una commissione sull'argomento, perché credo sarebbe molto importante parlarne, e dire chi ha ricevuto delle rassicurazioni sulla volontà politica di andare a coprire 1.684.800 euro. Quindi, ad oggi abbiamo dovuto dire che le risorse che sono state promesse in realtà non erano stanziate e, anche se c'era la volontà politica, non sono state trovate. Inoltre, vorrei dire che anche se avessimo le risorse, per come è stato impostato il piano, il trend del passato ci direbbe che il 70% andrebbe buttato via perché le imprese chiuderebbero poco dopo aver beneficiato del bonus. Va quindi cambiata sicuramente impostazione; poi, cercheremo di trovare le risorse ed una misura che sia efficace per le nuove aperture e, soprattutto, per aiutare tutte le attività esistenti». È la risposta dell’assessora al Commercio Tiziana Beghin all’interrogazione della consigliera della Lega Paola Bordilli che interrogava “la giunta comunale in merito a ennesima richiesta situazione bonus Caruggi”.

«La necessità di superare i parcheggi kiss&buy è emersa più volte negli ultimi mesi e se ne è discusso in più sedi, anche istituzionali. L’Amministrazione ha sempre espresso la stessa posizione, per coerenza e non per cocciutaggine, con la volontà di rivedere questa tipologia di stalli sulla base dell’analisi della realtà e dei dati raccolti. Dopo l’istituzione dei primi parcheggi kiss&buy, nel 2024, era stato avviato un monitoraggio sull’efficacia della misura da cui era emerso un utilizzo improprio e diffuso degli stessi. Ciò nonostante a metà 2025, in prossimità delle elezioni amministrative, ne erano stati realizzati degli altri. Ebbene, anche in questo secondo anno di monitoraggio i dati hanno confermato criticità significative e manifestato l’esigenza di andare a rivedere questi stalli, pensati per essere a rotazione e, al contrario, utilizzati in moltissimi casi come parcheggio per tutto il giorno, con remotissime possibilità di andare incontro a sanzioni della Polizia Locale impegnata nei suoi controlli ordinari, e già di per sé impegnativi, sul territorio comunale. Ad oggi si contano 146 stalli con disco orario a 30 minuti. La rivisitazione dei kiss&buy è inevitabile e sarà realizzata nell’ambito del nuovo piano comunale della sosta che è in fase di completamento: c’è già una bozza che sarà discussa con le associazioni di categoria, per quanto siano già state fatte delle anticipazioni in alcune riunioni che abbiamo avuto, insieme all’assessora Beghin, proprio con le associazioni di categoria, da cui abbiamo ricevuto degli orientamenti positivo. Le ipotesi allo studio, che devono ancora mese su carta, sono: introduzione della sosta oraria breve a servizio di alcune situazioni specifiche, specialmente nelle aree del centro dove la sosta è più problematica; realizzazione di stalli per il carico e lo scarico merci nelle zone con maggiore carenza di spazi dedicati; destinazione di spazi a car e bike sharing nell'ambito dei servizi di mobilità sostenibile; conversione in Isola Azzurra in coerenza con la regolamentazione vigente delle Blu Area». È la risposta dell’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere del Partito Democratico Edoardo Marangoni in cui si legge: “Recependo dalla stampa cittadina (il 7 gennaio u.s.) quanto anche emerso dalla discussione durante la sessione di bilancio, ovvero l’intenzione di procedere a rivisitazione della modalità di sosta cosiddetta “kiss&buy”, si interroga l’assessore competente su quali siano le valutazioni che abbiano portato a questa scelta e quali gli intendimenti per il futuro”.

«Precisando che gli asili nido e le scuole dell’infanzia sono cose diverse, e che le iscrizioni agli asili nido iniziano dopo marzo, voglio rassicurare sul fatto che nessuno ha intenzione di diminuirli. Anzi, avevamo proposto di implementare due nuovi asili nido, quindi il servizio educativo 0/3 anni, l’unica mission vera e propria che ha il Comune. Per quanto riguarda la mia partecipazione alle proteste dei genitori, queste ultime riguardavano le stabilizzazioni degli insegnanti che ho messo in atto 10 giorni dopo il mio insediamento, come misura di risposta a uno sciopero che la Cgil aveva indetto contro la precedente Amministrazione. Su questo voglio essere molto chiara: il nostro indirizzo sarà sempre quello di aumentare i servizi, con particolare attenzione a quelli rivolti a famiglie, bambine e bambini». È la replica dell’assessora ai Servizi educativi Rita Bruzzone all’interrogazione del consigliere del gruppo misto Sergio Gambino in cui “Si chiedono chiarimenti in merito a notizie apparse sugli organi di stampa riguardanti eventuali chiusure di asili nido nel Comune di Genova”.

«Devo premettere che una puntuale ricognizione degli interventi, come già accaduto negli anni precedenti, verrà effettuata dalla direzione Difesa del suolo di concerto con Aster e quindi con l’assessore Ferrante, al termine della stagione invernale, perché, come si sa, è una stagione che si caratterizza per la frequenza di eventi meteo-marini anche di forte intensità che sono tali da alterare la conformazione del suolo e che possono colpire con particolare forza le nostre spiagge. Quindi, anche dalla ricognizione degli eventuali danni che riporteranno le spiagge, si potrà effettuare effettivamente un cronoprogramma degli interventi. Possiamo già dire, tuttavia, che per quanto concerne i servizi presenti sulle spiagge pubbliche, in base alle risorse disponibili, confermiamo anche per la stagione 2026 il servizio di assistenza alla balneazione sulle otto principali spiagge cittadine. Così come andiamo a confermare anche i servizi di spiagge inclusive che abbiamo fortemente voluto e implementato l’anno scorso, come Capo Marina, che è stato un intervento particolarmente oneroso per l’ente, con un considerevole aggravio di spese legato alla necessità di dover interdire la parte pericolosa. Lo scorso anno, quindi, abbiamo già implementato le risorse su quel capitolo e continueremo in tal senso puntando sull’inclusività delle spiagge: stiamo lavorando con la Consulta delle persone con disabilità, facendo incontri per definire l’assetto del servizio e per migliorarlo e implementarlo. Preciso che, come tutte le spiagge, in analogia a quanto avvenuto in precedenza, saranno dotate di docce e servizi igienici installati da Bagni Marina Genovese. Anche in questo caso stiamo valutando come implementare l’offerta di servizi igienici presenti sulle spiagge libere. Tra pochissimi giorni, entro il 31 gennaio, il Comune dovrà presentare un’istanza alla Regione Liguria per un contributo su tre capitoli di spesa: salvamento, assistenza disabili e accessibilità delle spiagge, pulizia delle stesse. Presenteremo un piano, implementando quello dello scorso anno, che cuba circa 105.000 euro. Attendiamo poi la risposta della Regione, ma stiamo programmando e immaginando gli interventi che saranno svolti tra maggio e metà giugno a per consentire, per quella data, l’inizio della stagione balneare. Io mi rendo disponibile ad approfondire questi temi, sia per le spiagge inclusive che per i ripascimenti e le riprofilature, in una apposita commissione, magari anche insieme al collega Ferrante con il quale stiamo affrontando insieme questi temi». È la risposta dell’assessore al Demanio marittimo Davide Patrone all’interrogazione del consigliere del Partito Democratico Enrico Frigerio che interrogava “la giunta comunale su quali interventi siano previsti, in vista della prossima stagione balneare, e se si abbia già un’idea del cronoprogramma per garantire, in tempi congrui, l’apertura e la piena funzionalità delle spiagge pubbliche attrezzate del comune e la sistemazione delle altre spiagge libere lungo il resto del litorale”.

«Tengo a precisare che non è stata sospesa né cancellata alcuna ordinanza. Quello che sta accadendo, in corso Europa e in tutta la città, dal punto di vista dei controlli sulle infrastrutture, è legato alle linee guida ministeriali Ponti del 2022 che sono state adottate dopo il crollo del Morandi, le quali impongono l’obbligo di verificare tutte le infrastrutture con procedure decodificate. Il Comune di Genova, entro il giugno 2024, doveva procedere al censimento delle infrastrutture che, dal successivo mese di luglio, avrebbe dovuto essere seguito dalle ispezioni. Ispezioni che ha fatto partire la nostra Amministrazione, che ricordo essersi insediata a metà 2025 e la quale, entro giugno 2026, è chiamata a consegnarne i risultati al Ministero. A Genova abbiamo un record di 650 impalcati contro i 400 di Roma e le poche decine di città di dimensioni analoghe alle nostre. Solo le ispezioni cubano una spesa, per la nostra Amministrazione, di 9 milioni di euro: ispezioni che, ricordo, possono essere condotte solo da ingegneri con la qualifica di “ispettori”, sempre sulla base di quanto previsto dalle linee guida ministeriali Ponti. Dopo le ispezioni ci sono i monitoraggi, che cubano quasi 10 milioni di euro. Finora sono state condotte 100 ispezioni e, nel 30% dei casi, risultano delle criticità. Per quanto riguarda il caso specifico di corso Europa, l’ordinanza era stata congelata: infatti, all’inizio, si pensava che il problema riscontrato con le cosiddette “prove di carico” riguardasse un singolo tratto di corso Europa, ma nello stesso giorno siamo stati informati che le criticità riguardavano corso Europa nella sua interezza, come codificato questa settimana nelle relazioni tecniche elaborate dagli ispettori. Di qui la necessità di rivedere l’ordinanza, fermo restando che oltre ai già citati 19 milioni di euro da spendere tra ispezioni e monitoraggi, ci sono gli interventi strutturali che cubano in media, ciascuno, una cifra tra i 3 e i 5 milioni di euro. Ciò significa, basandoci sulla percentuale del 30% di ponti con criticità strutturali, una spesa finale di almeno 700 milioni di euro. In conclusione, non c’è stato alcun dietrofront, ma la semplice necessità di rimodulare l’ordinanza: cosa a cui stiamo lavorando». È la risposta dell’assessore alle Manutenzioni, ai Lavori pubblici ed alle opere infrastrutturali e strategiche Massimo Ferrante all’interrogazione della consigliera di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi che chiedeva “Informazioni e specifiche sul divieto di transito in corso Europa, nel tratto compreso tra il cavalcavia carlo negri e il ponte di via carrara, per i veicoli superiori a 3,5 tonnellate. Deroghe ed interventi previsti anche a tutela dei cittadini, dei lavoratori e delle attività presenti”.

«La sede del Ser.D di via Canevari, come noto, doveva essere provvisoria perché collocata in un contesto ad alta complessità, vicina alla stazione ferroviaria di Brignole. In questi anni dopo il trasferimento nulla è accaduto: la collocazione sarebbe stata provvisoria ma è rimasta lì per 8 anni. Con il presidente del Municipio e con l’assessora alla Sicurezza Viscogliosi abbiamo scritto all’assessore regionale Nicolò, e per conoscenza ad ASL3, e a tutte le istituzioni competenti per l’ordine e la sicurezza, chiedendo lo spostamento del Ser.D. Abbiamo anche portato il problema al tavolo della Prefettura, dove è stato stabilito l’aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine. Lo spostamento di questo importante servizio sociosanitario è necessario per permettere un più tranquillo svolgimento delle attività preventive e riabilitative degli operatori a favore degli utenti, assicurando al contempo la sicurezza della cittadinanza, vista la complessità della zona interessata, anche a causa dei ridotti spazi interni del servizio che non è dotato di una sala di attesa al coperto. Il ruolo del Comune non è diretto, ma in collaborazione con gli enti preposti vogliamo contribuire a costruire percorsi sociosanitari sostenibili per tutti. Dalle prime interlocuzioni siamo certi che la collaborazione non mancherà». È la risposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi all’interrogazione della consigliera della lista Silvia Salis Sindaco Erika Venturini che chiedeva una “Valutazione eventuale spostamento del Ser.D di via Canevari si interroga l’amministrazione per sapere se sia allo studio lo spostamento del Ser.D di via Canevari, alla luce delle criticità da tempo segnalate dai residenti, ferma restando la tutela dei lavoratori e lavoratrici che quotidianamente con professionalità svolgono il loro servizio”.

«Da inizio anno sono stati sottoposti a controlli fitostatici oltre 160 alberi: un numero considerevole ma in crescita, rispetto a una criticità su cui stiamo lavorando. 30 le piante abbattute, 8 i reimpianti: infatti, in alcune aree occorre avere un'accortezza particolare con una riprogettazione in toto delle stesse. Ciò vale, ad esempio, per la zona del Porto Antico dove un numero considerevole di palme è stato abbattuto: in questo caso, dopo un primo tavolo di confronto a cui hanno partecipato lo studio di Renzo Piano, Aster e Ufficio Verde pubblico, si è concordato di non andare a sostituire pianta per pianta, per elaborare piuttosto un nuovo piano paesaggistico. Il tavolo andrà allargato alla Porto Antico Spa ed alla Soprintendenza, trattandosi di un'area di particolare pregio al centro della nostra città. Per quanto riguarda invece la questione, più ad ampio raggio, del Piano e del Regolamento del Verde, e delle azioni da inserire in una programmazione più ampia, occorre uscire dalla logica delle misure prettamente emergenziali per puntare, invece, ad azioni di programmazione. Grazie a uno straordinario sforzo della Consulta del Verde, che ringrazio, si sta riscrivendo il regolamento del Verde risalente al 2012, data la necessità di introdurre aspetti specifici come il cambiamento climatico che va a convergere con il cambio di specie botaniche. Per quanto riguarda il Piano del Verde, abbiamo stanziato 60mila euro: a breve partirà l'incarico per prendere tutto il lavoro fatto precedentemente dagli uffici, con la redazione delle linee guida al Piano del Verde, e rendere così operativo questo strumento di cui abbiamo un estremo bisogno per poter pianificare e programmare gli interventi sul territorio urbano. Per quanto riguarda la task force, il censimento arboreo e la relativa programmazione, stiamo lavorando insieme ad Aster al protocollo per affinare i passaggi progettuali dove abbiamo diversi buchi: fino ad oggi, infatti, non si era data la priorità alla programmazione, così importante per portare avanti la progettazione. Stiamo anche lavorando a progetti sperimentali: a breve firmeremo un protocollo con Università di Genova, Arpal, Ufficio Verde pubblico e Aster sui monitoraggi delle specie arboree intaccate da patogeni dovuti al cambiamento climatico: un progetto di cui abbiamo estremamente bisogno per riuscire ad individuare le specie più resistenti per i progetti urbani, e capire quindi che tipologia di verde inserire in città per non sprecare risorse. Un'altra misura a cui stiamo lavorando con gli uffici, rispetto ai giardini storici, è dotarci di un esperto o di un’esperta che possa sostenere i progetti proposti da Aster o dai nostri uffici, nell’ottica di adottare un approccio sempre più tecnico e scientifico. Circa la questione delle persone che non scenderebbero più in piazza per protestare, essendo il verde una tematica significativa non è vero che non ci sono dissensi. Noi trattiamo il verde dal punto di vista non ideologico, ma tecnico-scientifico: per noi è fondamentale portare all’attenzione e dar voce a tutte le esperte e gli esperti del settore, a tutela della sicurezza della cittadinanza e del patrimonio arboreo. Dopo la Consulta del Verde di ieri, stiamo lavorando nell’aprire alla controperizia per le alberature di pregio, uno strumento necessario per dare trasparenza ai procedimenti: anche su questo contiamo di dotarci di un protocollo funzionale a rendere operativa questa misura. Più in generale, invito i consiglieri a richiedere commissioni specifiche in cui confrontarci insieme sul verde».

Ultimo aggiornamento: 27/01/2026